TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Minchia, PierGianni – parte 4

Ha vinto un cantautore celebre con un brano modesto. Ampiamente prevedibile.

Un Vecchioni che, tra l’altro, aveva sempre snobbato, come altri, la manifestazione, salvo andarci in tarda eta’ quando resta poco altro.

Imbarazzante la frase durante l’abbraccio con Morandi: “tu hai vinto Gianni, che se non mi venivi a prendere tu io qua non ci venivo”. Vabbe’. A magra consolazione c’e’ da dire che la scelta era molto limitata.

Da arrampicata sugli specchi invece quest’altra: “sono riuscito a coniugare la musica d’autore con la canzone popolare”. Ehm ehm… calma e sangue freddo, che qui le cazzate stanno diventando apocalittiche.

Terzo e’ arrivato Al Bagno: imbarazzante! D’altronde, altro amico storico di Morandi e altra frase celebre, pronunciata dal pugliese prima di esibirsi: “tu lo sai che io ho sempre il pallino di fare un concerto a tre con te e Massimo Ranieri”. Mah!

In mezzo, i  Moda’ con Emma. Certo non si potevano mettere tre amici sul palco, ma bisognava dare una rinfrescata, altrimenti la manovra sarebbe stata troppo sospetta. Canzone carina, ragazzi grintosi e, si dice, pure accoppiati biblicamente. Se son spermatozoi, fioriranno.

Luca Madonia con Battiato avrebbe potuto ambire a qualcosa di piu’, perche’ la canzone era orecchiabile e c’era il maestro. Il problema e’ che se Battiato si fosse messo piu’ al centro non avrebbe aiutato l’amico, e se avesse vinto, beh avrebbe vinto lui. Per evitare questo, si e’ dovuto mettere in ombra, e non ha potuto fare molto. Pero’ e’ stato comunque un bel vedere e un bel sentire. Grazie.

In generale il livello qualitativo dei brani di quest’anno e’ stato scandaloso, e nullo se paragonato anche a quello dell’anno scorso, che comunque non brillava particolarmente.

Morandi e’ stato mediocre, veramente mediocre. Si, certo, c’e’ tutto il lavoro alle spalle, ma proprio per questo non si puo’ arrivare alla settimana dell’evento come se l’intera cosa fosse stata preparata e organizzata 5 minuti prima. Dilettante. Patetiche le continue marchette agli stilisti che si sono via via alternati nel fornire gli abiti a tutti…

Belen ne esce bene direi: e’ spigliata, balla, canta, e’ ironica ed e’ gnocca.

La Analis, oltre a non essere nemmeno gnocca, visto il livello assurdo di palestramento raggiunto, e oltre a non sapere fare un cazzo, nemmeno tradurre dall’inglese, e’ veramente odiosa. Frasi fatte a iosa, tono fasullo come una banconota da 7 Euro, interventi fuori tempo, frasi dette dentro il microfono pensando che fosse spento. Inutile, e pure presuntosa, visto che la domenica dopo ha dichiarato che “e’ stata una bella esperienza, ma non accettero’ altre proposte di lavoro in Italia. Io ormai vivo negli Stati Uniti”.

Dunque, a parte il fatto che il tuo compagno ha casa sul Lago di Como, dove mi pare di vedervi spesso et volentieri, ma chi ti vuole? Ma stattene negli USA, salvo poi riparlarne quando George ti mollera’ e verrai in ginocchio ad elemosinare una parte in qualche filmaccio di Moccia. Cazzo, nel Sud Tirol ti mando quando torni, insieme a quelli che hanno detto di non voler festeggiare l’Unita’ d’Italia perche’ non hanno chiesto loro di essere italiani e non si sentono italiani. Mmmmmminchia come mi prudono le mani davanti a queste cose!

Luca e Paolo. Ottimi la prima sera, imbavagliati a dovere nel mezzo, liberatori alla fine, quando Luca genuinamente s’incazza in modo spettacolare e poi, spingendo Morandi a dichiarare finalmente il vincitore, afferma “dai, sbrighiamoci, saranno le 4 del mattino, e’ sabato, la gente c’ha una vita!”.

Vero, porca miseria! La gara si era conclusa alle 11, e ci hanno tenuto svegli fino alle 2 del mattino, con una serie di stronzate galattiche, solo per fare andare avanti il televoto! Capirai, a 75 cent a SMS… sono milioni! Vergogna!

Conclusione: un totale escremento!

PS: non crederete davvero alla balla del televoto? E’ facilmente manipolabile, serve solo a fare cassa, ma le decisioni le prendono altri, come ad esempio le major discografiche, i produttori, i conduttori, i politici, ecc…

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21 febbraio 2011 Posted by | Bestialita', Cose da ricordare, La Rubrica del Chissenefrega, Quando uno non ha niente da fare... | , , , , , | 3 commenti

Minchia, PierGianni – parte 3

Se fosse stato un evento speciale, unico, organizzato dalla RAI per festeggiare il 150esimo anniversario dell’Unita’ d’Italia, avrei anche potuto tollerarlo. Magari fissato proprio per il 17 Marzo e non infilato a forza il 17 febbraio nel bel mezzo del Festival sarebbe stato ancora meglio.

E invece e’ venuta fuori una schifezza che non c’entrava niente! E’ come se la TV di Stato decidesse di celebrare il 2 Giugno durante la Domenica In dell’8 Maggio giusto perche’ a Giugno non si va in onda… Mah!

Vabbe’, sara’ che ormai basta poco per confondersi… Festival della Canzone ITALIANA, quindi si parla di musica in lingua ITALIANA, quindi ha per forza a che fare con l’ITALIA.. e siccome quest’anno il 17 marzo (ma chi se ne frega della data tanto e’ un dettaglio) si festeggia anche l’unita’ d’ITALIA, allora una delle serate del Festival della Canzone ITALIANA la dedichiamo all’unita’ d’ITALIA. E allora la letteratura ITALIANA? E la scienza ITALIANA? La cucina ITALIANA? Questa roba qua, visto che ci troviamo, non la vogliamo celebrare?

E badate che io sono uno che canta l’inno, che si alza in piedi e che bacia volentieri il tricolore, e proprio per questo m’incazzo quando cose che ritengo sacre vengono sfruttate per fini commerciali e politici.

Si, Benigni e’ stato divertente nella prima parte e incisivo nella seconda, perfino toccante se vogliamo. Pero’ non dimentichiamoci che per toccarci una 50ina di minuti ha incassato un quarto di milione di Euro, frutto del canone pagato dagli ITALIANI. Eh!

Non testualmente: “…questa qui e’ gente (ndr: riferendosi a Mazzini, Garibaldi, Cavour, ecc…) che e’ scesa in campo con delle idee, che c’ha messo la passione e non ci ha guadagnato niente. Si e’ ritirata piu’ povera di prima”. Bene, allora prima di fare le esegesi a pagamento, proviamo a farle gratis a prezzi da equo canone, se davvero ci teniamo a stimolare la gente a riflettere su certe virtu’ morali.

Buona la semina, pessima la razzolata!

Patetica poi l’idea di andare a pescare brani del passato lontano e recente piu’ o meno noti e metterli in mano a quei beoti (notare la rima).

Nathalie ha offeso Battisti.

Patty Pravo la devo perdonare per forza, causa senilita’. Inoltre ieri, quando ha dovuto ricantare per sperare di essere ripescata, ha distrutto e mortificato per la terza volta un brano che, apparentemente, mi sembra nettamente migliore di quanto non venga reso da lei.

Pezzali sembrava all’asilo.

Barbarossa continua a concentrarsi sul cosa deve fare per ciularsi la gnoccona e si distrae. Fateci caso, ha un sorriso perpetuo sul viso, ma lo sguardo e’ perso oppure mira alle tette e alle cosce della Rachele.

L’olandese comasco mi ha fatto incazzare, perche’ guai a chi mi tocca il Principe in quel modo. Vattene subito!

Ma il non plus ultra l’ha raggiunto Al Bano, che per l’occasione ho ribattezzato Al Bagno, visto che la sua “rivisitazione” del Va Pensiero mi ha fatto cagare! Ma come si e’ permesso di storpiare in quel modo un capolavoro che tutto il Mondo ci invidia?

Scusate, ma devo mettere un link giusto per ricordarci quanto il coro degli schiavi ebrei sia semplicemente meraviglioso ed emozionante da non meritare un insulto del genere.

Intanto il cantante toilette e’ stato ripescato, insieme alla Tatangelo, mentre la Oxa e’ rimasta a casa. Evidentemente il Televoto continua a funzionare come sempre, nonostante gli appelli di Morandi e i proclami della RAI. Chi paga di piu’ incassa di piu’, punto e basta. Promuovere Lady Tata (appellativo calzante anche in relazione alla pessima qualita’ delle omonime automobili indiane) e lasciare a casa la Oxa e’ un sacrilegio.

Belen invece ormai e’ uno spettacolo, sovrasta la collega in tutto e per tutto. Bella, elegante, spigliata, tutto insomma. Perfino quando Morandi le pesta malamente un piede lei ne esce con ironia. Notevole poi quando sempre Morandi le chiede di intonare “Il mio canto libero” e lei lo fa splendidamente, mentre la Analis riesce a malapena ad abbozzare un “Va Pensiero…” e basta. E poi basta con questa finzione, con le frasi preparate a casa, basta!!

“Gianni, te lo devo dire. Io voglio ringraziare ancora te e la RAI per essere qui… poi (ndr: dopo l’esibizione di Benigni) non mi sono mai sentita cosi’ orgogliosa di essere italiana”. Cazzo, invece io, siccome sei italiana anche tu, mi vergogno eccome! Sposati Giorgio e pigliati il passaporto americano, no?

D’altro canto la ragazza riesce anche ad essere comica: siccome, nonostante i mesi di preparazione, non ha ancora capito come si annunciano il brano, il cantante, e il direttore d’orchestra. ieri si e’ prodotta in un sensazionale “di Agostino, Tatangelo, D’Alessio, Bastardo”.

Davvero, davvero, davvero complimenti amata ospite mia.

Domanda: Luca e Paolo c’erano, si? E gli altri 4 giovani? Io non lo so, russavo gia’!

PS: come previsto, lo share della seconda serata e’ caduto.

18 febbraio 2011 Posted by | Bestialita', Cose da ricordare, La Rubrica del Chissenefrega, Quando uno non ha niente da fare... | , , , , , , , , | 6 commenti

Minchia, PierGianni – parte 2

La direzione artistica del Festival non e’ al passo coi tempi. Di recente la magistratura italiana ci ha insegnato che cio’ che conta e’ il rito abbreviato, ma questi insistono, e invece di concludere lo scempio in due, massimo tre serate, vanno avanti a piacere.

Ieri sera, nel secondo episodio della saga, ci e’ toccato risorbirci prima tutto il pippone dei 12 big rimasti in gara. A casa sono andati Albano e Patty Pravo, per nostra immensa fortuna, cosi’ almeno stasera ci tocca digerire solo quello col nome olandese che canta in comasco, quello sfigato di Max Pezzali e Tricarico. A proposito di Max Pezzali, probabilmente costui ha letto il mio POST di ieri: infatti stavolta, invece della camicia da muratore e la giacca da ritardato mentale, aveva un’orribile t-shirt (di marca!) e una giacca blu da nordista in pensione. I blue jeans consumati e i denti gialli restano, ma mi sa che li’… toc toc…

Dopo il pippone lunghissimo, sono arrivati quattro degli otto giovani in gara. La prima osservazione e’ che invece di togliere i vecchi e dare spazio alle nuove proposte, sperando che ne saltino fuori un paio decenti, ci ritroviamo con 8 giovani e 14 ottuagenari. Ma insomma!

La seconda e’ che e’ veramente stupido metterli in fondo, quando uno ha praticamente perso i sensi, vista l’ora e la giornata di lavoro.

E’ la terza e’ MA DOVE CAZZO LI HANNO PRESI QUESTI??? Adesso vi dico, precisando che costoro vengono giudicati direttamente dall’orchestra, che dimostra evidentemente di capirci qualcosa (gli stessi che l’anno scorso fecero volare gli spartiti in seguito all’esclusione della bravissima Malika Ayane).

  • Serena Abrami (Lontano da tutto): minchia, ma stai lontana anche dall’Ariston. Per carita’, e’ garbata, aggraziata, perfino caruccia. Ma il talento dove sarebbe? Ha una voce normalissima, una canzone banalissima… Comunque passa il turno, in mancanza di meglio.
  • Anansi (Il Sole dentro): il classico fattone rasta che quando parla c’e’ sempre la parola viaggio infilata a caso nella frase. A prescindere dalla sua filosofia di vita e da quanto io possa apprezzare o meno, la canzone e’ una cagata immane e la voce e’ quella di Paperino rincoglionito dalle botte di Zio Paperone. E’ andato a casa, grazie a Dio.
  • Gabriella Ferrone (Un Pezzo d’estate): brano e voce insignificante, ma soprattutto atteggiamento assai irritante, con quell’aria di indolenza e superficialita’. A casa pure lei.
  • Raphael Gualazzi (Follia d’amore): su questo si potrebbe aprire un dibattito. Sembra il fratellino timido di Pino Daniele con una vena di ironia concatesca e una certa tristezza addomesticata di non so bene chi. E’ passato, con mia approvazione, perche’ alla fine mi piacicchia nonostante tutto.

Il resto e’ la solita schifezza. Anche Luca e Paolo, evidentemente addomesticati e indirizzati dalla direzione, hanno satirato in modo composto e, quindi, poco interessante. La Canalis, oppure Analis come dice un cugino fiorentino di Rocco Siffredi, e’ sempre piu’ finta, e infastidisce non poco. Esce invece prepotentemente Belen, molto piu’ spigliata, decisamente piu’ umile, e cosa non da poco, in grado di ballare e cantare decentemente, a differenza della collega afona e amorfa.

Morandi sembra ormai un vecchio, sta li’ e non sa bene perche’. Il siparietto con Andy Garcia e’ veramente patetico, soprattutto quando gli chiede 18 volte cosa gli piace dell’Italia, costringendo il malcapitato attore cubano a fare 18 marchette per guadagnarsi il guiderdone.

Sta di fatto che la prima serata ha portato a casa il 3% di share in piu’ di quanto non fece la Clerici l’anno scorso. Era la prima serata, dubito che l’esplua’ (come cazzo si scrive) si possa ripetere.

Domanda a chiusura: ma come mai la Analis arriva e gli dice a Garcia “nice to meet you?”. Ma non e’ la fidanzata di George? E come tale, non frequente l’ambiente Hollywoodiano? Possibile che non le fosse mai capitata l’occasione di incrociare gli occhi una mezza volta con Andy?

Mistero. Nel frattempo farebbe bene ad evitare di sfoggiare il suo cacofonico e ostentatissimo inglese, sovrapponendosi alla traduzione dell’ottima e consolidata Olga Fernando. In fase di input, l’ospite straniero si trova con la Fernando in cuffia che fa bene il suo mestiere, e una mazza di granito di fianco che biascica “am a uanciuri… au ar iu.. uai…”. E in fase di output la Fernando non sa se puo’ parlare perche’ non sa se l’altra ha deciso di sovrapporsi, cosi’ che non succede niente per alcuni secondi.

E che cazzo, e statte zitta, no!

17 febbraio 2011 Posted by | Bestialita', Cose da ricordare, La Rubrica del Chissenefrega, Quando uno non ha niente da fare... | , , , , | 3 commenti

Minchia, PierGianni!

L’unica cosa buona della serata d’esordio del Festival di Sanremo sono stati Luca e Paolo, il duo di comici/conduttori delle Iene, programma che va in onda notoriamente su Italia 1.

Come a dire che Mediaset ha salvato la RAI. Furbo Morandi a metterceli, bravi loro a fottersene di protocolli, rischio di querele e tutto il resto, e a spiattellare un po’ di satira decente sul primo canale pubblico.

Grande la battuta di Luca all’indirizzo della prof. di Filosofia ai tempi del liceo, e ottima la parodia “Ti sputtanero’, sulle note della celebre canzone dello stesso Morandi. Una simpatica e meritata presa per il culo del Presidente del Consiglio e di quello della Camera dei Deputati. Di fatto, e come ha detto TuttoQua Girl, dopo pochi minuti si e’ capito quale brano avrebbe vinto il Festival, perche’ il resto delle canzoni in gara… vabbe’ ve lo dico fra poco.

Il resto e’ stato una vera schifezza: si esordisce con la Clerici che racconta una storiella alla figlioletta, deliziosa ma abbastanza traumatizzata dal trovarsi li’ senza capirci una fava. Ma si puo’ aprire l’evento con lo sguardo perso di una innocente creatura? Di pessimo gusto!

Morandi e’ teso come una corda di violino, suda, si perde, non sa che fare, si guarda intorno, gli trema la voce, e qualche volta sono proprio Luca e Paolo a salvarlo, dimostrando una saldezza di nervi notevole. Ma veramente quel palco li’ fa quell’effetto, pure a uno che in 50 anni di palchi ne ha visti migliaia? Boh…

Le due veline, tanto attese (nel senso che arrivano dopo un’ora di diretta), sono rigide come orate al sale vestite dei colori del Bologna Calcio (di cui Morandi e’ presidente). Belen riesce addirittura  farfugliare che parlera’ dopo perche’ “adesso sono emozionata” (dopo quando che e’ finita la trasmissione?), mentre la Canalis cerca di coprire l’imbarazzo con una falsa spigliatezza. Nefandissimo, come sempre, il filo spinato sull’omero destro.

La scenografia e’ bella, forse perfino troppo complessa, ma tanto le costanti inquadrature strette del regista la vanificano completamente. E pensare che Morandi, alla fine, gli fa anche i complimenti. Mi aggiungerei volentieri ma ho lasciato il gas aperto.

Pero’, una cosa devo dirla: MA I FIORI???

Ma porcaccia miseriaccia! Sanremo e’ la citta’ dei fiori, dove cavolo stanno i fiori? Ci sono sempre stati, li’ ad abbellire il palco come un balconcino di Cortina d’Ampezzo, e quest’anno no? Si vedono solo alla fine, quando le due veline vengono omaggiate da altrettanti mazzi, di cui qualcuno tiene a precisare che trattasi di  fiori dal gambo lungo, inugurando ufficialmente la Rubrica del Chissenefrega della kermesse!

Al di fuori della gara, gli interludi sono pochi e scadenti: tango della Belen con celebre ballerino, e remake della mitica scena di Pulp Fiction in cui Travolta e la Turman se la ballano, messo purtroppo in opera da Canalis e Morandi, con tanto di patetico lancio della scarpa di quest’ultimo. Scarpa che resta li’ a terra a deturpare una scena gia’ deturpata dal semplice fatto di averla concepita.

Davvero davvero davvero terrificante, amati ospiti miei! (Copyright Paolo Frattini, Telemarket).

Ma veniamo alle canzoni: quattordici i big (?) in gara, di cui due subito a fare la doccia. In ordine sparso, le cose le ho viste come segue:

  • Giusy Ferreri (Il Mare Immenso): brano che inizia malissimo, una specie di rap da salumeria, che pero’, per fortuna, si riprende presto, e la ragazza puo’ gracidare come le viene meglio. Peccato la scollatura orripilante con niente all’interno in fascia protetta. Stamattina a RADIO2 hanno detto che la Ferreri altro non e’ che l’identita’ segreta di Ligabue. Voto 6.
  • Moda’ con Emma (Arrivera’): non c’e’ male. Emma (vincitrice di Amici 2010) e’ forte e ha una bella voce, ed e’ pure una discreta gnocca. Alla fine alluccano un po’, come si dice dalle mie parti, ma che vogliamo farci? Voto 6. Potrebbe vincere grazie alla potenza di Maria de Filippi.
  • Luca Madonia con Franco Battiato (L’Alieno): prima di assistere all’esibizione mi ero incazzato! Ma come? Luca Madonia con Franco Battiato?? Caso mai Franco Battiato con Luca “chi minchia e'” Madonia! Poi ho capito: Madonia canta da solo per un quarto d’ora e ci consegna una schifezza da oratorio. Poi il maestro scende dall’alto, proprio come un alieno, canta per 7 secondi e illumina la Liguria tutta e anche un po’ di Costa Azzurra. Voto 9. Possono vincere grazie alla luce emanata del maestro.
  • Patty Pravo (Il Vento e le Rose): mi sono bastati 5 decimi per decidere di uscire fuori a fumare. Non ce l’ho fatta a vedere uno dei miei miti in quelle condizioni. Per favore, Nicoletta mia, resta meravigliosa e inarrivabile ma smetti. Voto: 2, per amore imperituro e sempiterno nonche’ sempiquaterna sulla ruota di Beri.
  • La Crus (Io Confesso): ecco, vatti a confessare che l’hai fatta grossa, e per giunta in salsa vintage avariata. Voto 2.
  • Anna Oxa (La mia anima d’uomo): questa e’ andata a casa subito. Al di la’ del fatto di essersi indianizzata a tal punto da volere assomigliare a tutti i costi a un pavone, non capisco la scelta dei giurati. La voce e’ sempre meravigliosa, lei e’ sempre bellissima, e la canzone non e’ male. D’altronde e’ la giuria di qualita’… mah… sara’ qualita’ indiana. Voto 7.
  • Tricarico (Tre colori): riuscire a stonare su una melodia piatta, su un brano che si muove sempre nella stessa ottava della parte sinistra del pianoforte e’ gia’ un record. Se poi ci mettiamo che a fare la marchetta sono bravi tutti, abbiamo concluso. In effetti, di un brano che parla dell’Italia e della bandiera nel 150-esimo anniversario dell’Unita’ d’Italia se ne sentiva la mancanza. Bravo Tricarico, voto ZERO! Puo’ vincere perche’ chi vota e’ scemo.
  • Nathalie (Vivo sospesa): brano suo, e si sente. Un orrido tentativo di giocare con non si sa bene quale lato oscuro della musica. Ha una voce scontata, ed e’ nulla, ad esempio, in confronto a Giusy. Dove vai Nathalie? Resta sospesa, che e’ meglio. Voto 4, ma solo perche’ lei sembra crederci.
  • Al Bano (Amanda e’ libera): Alba’, ma famm’ o piacere! Se questo e’ il risultato, ti prego di farla prigioniera nuovamente questa Amanda! Voto 2, ma solo per la voce… che resta salda nonostante gli 800 e passa anni di eta’.
  • Luca Barbarossa e Raquel del Rosario (Fino in fondo): c’e’ stato subito chi ha dato ragione al cantautore romano. Con una simile gnocca, il titolo del brano gli e’ venuto spontaneo. Tra l’altro questa non si capisce bene chi sia: c’e’ chi dice che sia la strappona di Fernando Alonso e chi sostiene che Massa se la sia sposata in segreto anni fa prima di cambiare idea e rimandarla a casa. Insomma, il legame con Maranello c’e’. Sara’ per questo che la canzone e’ passata cosi’ velocemente che non mi sono accorto di nulla. Pic indolor, un brano che non resta. Pero’ a Barbarossa un po’ di fiducia al buio voglio darla. Se non altro per quella faccia da eterno ragazzino spensierato che ha scritto e musicato cose interessanti. Voto 5.
  • Roberto Vecchioni (Chiamami ancora Amore): caro professore, tu hai composto cose belle. Non meravigliose, ma belle si. Questa, come dire, l’hai scritta dopo un’indigestione mentre eri seduto sulla tazza? Che voto devo darti? Devo votare Vecchioni oppure il brano? La giuria cosa ha fatto? Voto 6, politico. Puo’ vincere come a suo tempo hanno vinto altri illustri con canzoni modeste.
  • Anna Tatangelo (Bastardo): dunque vediamo. Ha poco piu’ di vent’anni e sembra mia suocera (Nonna, scherzo!). E’ arrogante, si e’ pettinata con la dinamite, ha perso quella bella voce che aveva a 16 anni e sta con D’Alessio. C’e’ qualcosa di peggio? Ah si, essere eliminata subito. Ciao Anna! Voto ZERO, a te e a chi t’ha scritto quella immensa schifezza che hai osato proporre. Stimavo di piu’ Masini quando cantava Vaffanculo!
  • Max Pezzali (Il mio secondo tempo): il cafone di Pavia e’ tornato dopo alcuni lustri. Capelli bianchi e denti gialli, queste le differenze, mentre il brano e il linguaggio del corpo restano quelli di sempre. Mannaggia alla miseria, mannaggia! Comunque, presto se ne andra’ di nuovo, e speriamo che durante il suo terzo tempo, cioe’ la pensione, trovi modo e luogo di andarsi a comprare un vestito decente! Voto 1, ma solo perche’ ho appena dato ZERO alla Tatangelo e devo dare ZERO a quest’altra cima che segue.
  • Davide van de Sfroos (Yanez): CHI??????????? E poi, ma non era il Festival della Canzone ITALIANA??? Io non c’ho capito una fava e sulla fiducia non posso votare perche’ non so chi minchia sia. Voto ZERO! Almeno Nino d’Angelo cantava in napoletano, che resta lingua musicale e universale.

La media non pesata restituisce 3,5. Una emerita chiavica, mentre Morandi sostiene che quest’anno le canzoni sono veramente belle.

Se lo dice lui, buona camicia  a tutti, basta che non sia quella di Pezzali.

16 febbraio 2011 Posted by | Bestialita', Cose da ricordare, La Rubrica del Chissenefrega, Quando uno non ha niente da fare... | , , , , , | 9 commenti

Core Dump

Dovete sapere che una volta le memorie dei computer erano aggregazioni di “magnetic core”, cioe’ nuclei magnetici. Poi arrivo’ il silicio e le cose cambiarono di brutto. Ma a prescindere da cio’, una delle cose fondamentali che i computer hanno sempre dovuto saper fare e’ il core dump (core da core di cui sopra, percio’ ve l’ho detto, non parlo mica a vanvera io!).

Quando un computer va in blocco, oppure genera un errore critico, prende tutti i dati che ha in memoria e li scrive da qualche parte, cosi’ come si trovano. A valle di cio’, il bravo tecnico informatico si prende il risultato di questa operazione (il core file), se lo porta su un altro computer (ovvio) e si mette a guardare dentro, a volte per ore, giorni, mesi, finche’ non trova il cavillo che ha intruppato il tutto. Poi, a seconda del cavillo, qualche altro specialista, ad esempio un programmatore, si deve scervellare per eliminarlo e rimettere le cose a posto.

Io stesso, quando ero giovane, mi sono smarronato a guardare dentro qualche core file, e vi assicuro che la cosa e’ tutt’altro che piacevole. Ma cio’ che mi faceva dare di bile di piu’, era che mentre io ero li’ a spaccarmi le balle, il computer che era andato in blocco se ne stava li’, beato, a fare un cazzo. Immobile, immoto e immutante. Senza che i processori dovessero processare alcunche’, ma soprattutto senza che gli girasse un singolo bit in memoria.

Un cervello elettronico in coma farmacologico, apparentemente morto, ma pronto a ritornare in vita che come se nulla fosse accaduto una volta risolto il problema.

Chiunque, credo, qualche volta nella vita ha desiderato di poter fare un’operazione simile, cioe’ di poter fermare i neuroni. In India lo desiderarono gia’ qualche migliaio di anni fa, e il buon Dio, nella sua infinita misericordia, decise di accogliere le loro suppliche e di fermare i loro neuroni per sempre. In altri luoghi, il Signore decise che dovevamo evolverci (si, certo, non tutti… diciamo alcuni), e ci privo’ di questo piacere, condannandoci ad avere milioni di pensieri di ogni natura che ci girassero per le meningi.

Il problema e’ che questa roba ci mette ansia, non ci fa dormire la notte, ci fa venire gli infarti e gli ictus, fa spaccare le famiglie, fa perdere il lavoro… insomma i pensieri che affollano il nostro cervello sono il bene e il male della nostra vita.

E i problemi sul lavoro… e il mutuo… e i figli che fanno casini… e il traffico… e le bollette… e le rognette varie di tutti i giorni… e le assemblee di condominio… e le frustrazioni tutte… e i terroristi… e gli indiani… e… e… e che cazzo!!!

Ma quanta roba deve affollare le nostre teste? E soprattutto, e’ possibile che non debba mollare mai un secondo? E perche’ da qualche parte nel cervello devono coesistere, ad esempio, le umiliazioni subite con i ricordi di quella vacanza meravigliosa del 1991? Perche’ il brutto pensiero deve sputtanare quello bello? No, perche’ e’ cosi’ che funziona…

Ed ecco che l’Uomo, a fronte di cio’, ha sempre cercato e spesso trovato dei palliativi: le droghe, l’alcool, la scappatella… perfino il suicidio. Roba brutta, che ci ammazza anche prima del tempo, soprattutto l’ultima direi.

Ma se invece qualche genialissimo scienziatone, qualche benemerito dell’umanita’ in seacula saeculorum amen inventasse lo HUMAN CORE DUMPER, abbreviabbile in HCD??

Uno, quando ha bisogno, si siede in poltrona, si attacca l’HCD alla fronte, programma la durata, preme un tasto e… ZAC!!!

Tutti i pensieri si fermano per un po’, lasciandoti cosciente quel tanto che basta per goderti il silenzio neuronico per, che so, mezz’ora.

Sarebbe meraviglioso. Certo, a condizione di riuscire a far tacere anche la moglie negli stessi 30 minuti, ma quest’ultima necessita’ non la ritengo superabile da nessun dispositivo 😀

26 gennaio 2011 Posted by | Cose da ricordare, L'India non puo' farcela!, Quando uno non ha niente da fare... | , , , | 3 commenti

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