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L'umanita' sta regredendo

Post-Gara Gran Premio di Formula 1 della Malesia 2014

http://myformula1.com/2014/03/30/malaysia-2014/

 

30 marzo 2014 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Post-gara Gran Premio di F1 di Germania 2011

Che dire? Ormai la Ferrari va forte come la RedBull. O meglio, siccome va forte anche la McLaren, credo che sia piu’ corretto affermare che e’ stata la RedBull a rallentare un po’.

Come a dire che, dalla scorsa gara, senza scarichi soffiati sono veramente cazzi. Ribadisco, pratica assai scorretta da parte della F.I.A., ma questo e’ quanto.

Ieri la RedBull ha confermato 3 fatti molto importanti:

  • Webber non imbrocca una partenza nemmeno se spegne lui i semafori;
  • Vettel quando e’ sotto pressione e non e’ in testa fa cazzate, pero’ ha pure un gran culo;
  • Ai pit-stop sono dei mostri, mentre in casa Maranello si continuano a raccogliere brutte figure.

Detto questo, l’outsider di ieri e’ stato Hamilton, che ha messo in pista le sue indiscutibili qualita’ di pilota estremamente veloce e ha vinto una gara bellissima. Aiutato, va detto, da un consumo gomme piuttosto regolare, dovuto non al suo piedone ma, piuttosto, alle circostanze (pista+meteo+strategia soste). A tale proposito, ci tengo a evidenziare ancora una volta che questa storie delle mescole diverse resta un gran casino. Possibile che anche ieri nessuno c’abbia capito una mazza, e tutti fossero convinti di andare piu’ piano di un secondo e mezzo con le dure?

Alonso, e con lui la Ferrari, ha peccato di presunzione: invece di fotocopiare la strategia McLaren ha pensato di restare dentro e fare 2 giri alla Schumacher. D’altronde, nel POST precedente, l’avevo detto che lui poteva farlo, e non intendo smentirmi adesso. Pero’ pretendere di piazzare tempi da qualifica sui cerchioni mi sembrava eccessivo! Detto fatto: 2 giri di merda, e addio vittoria, con immensa rabbia dell’arabia saudita del sottoscritto e di qualche altra milionata di tifosi Ferrari sparsi qua e la’.

Per carita’, coi tempi che corrono un secondo posto e’ oro, soprattutto se paragonato alla situazione di qualche settimana fa, ma ieri in provincia di Modena di poteva vincere, e non e’ andata cosi’. A dimostrazione, ancora una volta, che la Ferrari di oggi si perde facilmente quando c’e’ da prendere rapidamente una decisione che puo’ cambiare le sorti di una gara. Per contro, e qui possiamo anche ridere, Vettel ha un vantaggio di 77 punti su Webber (piu’ di 3 gare) e, addirittura, di 86 su Alonso (quasi 4 gare). E quando lo perde il mondiale questo?

A questo punto, pero’, mi sento obbligato a dedicare qualche riga a Felipe Massa. Negli ultimi mesi l’ho massacrato, ma ieri sembrava quello di una volta. Dal rientro dopo la botta ungherese si era perso, ma ieri sulla pista tedesca ha messo giu’ velocita’ e prestazioni degne, se non meglio, di Alonso stesso, tenendo dietro abilmente Vettel e compiendo due sorpassi difficilissimi di puro manico, in un punto della pista in cui l’uso del DRS era vietato.

Sara’ che Montezemolo gli ha detto che lo terra’ anche l’anno prossimo, ma questo e’ anche la riprova che il pacchetto c’e’, e che lui, se vuole, e’ pilota vero. Pero’ e’ pure sfigato, sia perche’ dopo una partenza incredibile ha dovuto mollare per non ritrovarsi seduto in abitacolo col compagno di squadra, e sia perche’, come abbiamo detto, uno dei meccanici ha pensato bene di incartarsi con un dado. Un miserabile dado che spero abbiano fuso senza ritegno subito dopo, insieme al meccanico, ovviamente.

Mi direte: gli errori ci stanno! D’accordo, ma ci stessero ogni tanto pure da qualche altra parte sarebbe statisticamente piu’ corretto ed emotivamente piu’ accettabile. E poi sono gli errori stupidi che fanno incazzare all’ennesima potenza.

In ogni caso, bravo Felipe, ti auguro di continuare cosi’, e mi auguro di essere qui domenica prossima a tessere nuovamente le tue lodi.

Delle altre scuderie, Mercedes e Renault incluse, cosa dire? Ormai il divario e’ imbarazzate, e quando i primi giravano sul piede dell’1:37, gli ultimi pascolavano intorno all’1:42…

Cinque secondi al giro, in questo sport, sono come, che ne so, 3 ore nella maratona? Un abisso profondo, vergognoso e incolmabile.

Dulcis in fundo, da segnalare il ritorno di Chandkok, meraviglioso driver indiano che, tanto per non smentirmi, e’ arrivato ultimo, staccato di soli 4 giri. Non che Kovalainen abbia fatto tanto meglio (18-esimo), ma almeno di giri ne ha presi solo due. Facciamo i conti, e scopriamo che nel tempo che Hamilton ha impiegato per vincere la gara, il talento del sub-continente e’ rimasto indietro di circa 20 Km!

Tik hè!!!

Commento gara precedente: Gran Premio di Gran Bretagna.

I POST delle ultime 3 stagioni.

25 luglio 2011 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , , | 13 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 di Cina 2011

Ancora una RedBull mostruosa a Shanghai, ma non quella di Vettel, come era lecito attendersi visto l’esito delle qualifiche, ma piuttosto quella di Mark Webber.

L’australiano parte 18esimo (!), come gomme dure (!!) e, dopo una furibonda cavalcata, agguanta un podio stratosferico. Roba d’altri tempi, e viene da chiedersi quale altro pilota tra quelli in pista ieri sarebbe stato capace di fare altrettanto. Che Webber sia un tipo veloce e determinato non lo scopriamo oggi, ma la performance della RedBull c’ha messo del suo. Il fatto, poi, di fare il secondo e terzo stint su gomme morbide, di cui l’ultimo treno anche nuovo, ha aggiunto la ciliegina sulla torta. Applausi a scena aperta e sorpassi a iosa!

D’altronde, se Vettel non avesse palesemente sbagliato la strategia (2 soste ai box), avremmo assistito a un epilogo diverso, e per sua stessa ammissione. Il tedesco, infatti, ha detto candidamente di essere stato costretto a risparmiare le gomme. Perche’ la RedBull abbia scelto una strategia sulla carta piu’ conservativa non si sa: paura degli avversari, probabilmente, e soprattutto della McLaren, che oltre ad aver visto entrambi i piloti partire a cannone in avvio (KERS?), ha messo un super aggressivo Lewis Hamilton sul gradino piu’ alto del podio. E’ sempre un mangiagomme, ma ha vinto e ha vinto meritatamente, quindi tanto di cappello e tutti zitti. Anche Button si e’ comportato bene, e ha pure tentato di difendere il terzo posto, ma con quel Webber li’ che ha piazzato tempi da qualifica fino al traguardo c’era poco da fare. In ogni caso, un weekend memorabile per il team di Woking. La RedBull invece deve tornare a concentrarsi sul KERS, perche’ a loro dara’ pure fastidio averne uno a bordo, ma questo aggeggio, quest’anno, puo’ incidere eccome.

La Mercedes compie un vero balzo in avanti, almeno in apparenza, perche’ mette in pista un velocissimo Rosberg e un sufficientemente veloce Schumacher. Questa pero’ e’ stata la classica gara che ha messo un po’ in dubbio la capacita’ del Kaiser di fare ancora la differenza. E’ vero, partiva 14esimo mentre Rosberg era quarto, ma non ha dato mai l’impressione di riuscire ad andare forte come il giovane compagno. Mah!

E veniamo alle note dolenti, quelle che iniziano con la F e finiscono con errari.

Che malinconia. La Rossa di Maranello e’ l’unica che va indietro. Ha voglia Domenicali a dare la colpa alla galleria del vento (questa pero’ come scusa e’ nuova, quindi almeno gli riconosco la creativita’…). La verita’ e’ che la monoposto mostra enormi limiti aerodinamici, il che non solo e’ causa di immenso sottosterzo (e si vede a occhio), ma non consente ai piloti di sfruttare a dovere le coperture, dure o morbide che siano! E’ vero che queste Pirelli devono ancora migliorare, perche’ cedono di schianto, ma quelle della Ferrari muoiono di infarto alle coronarie senza preavviso.

Alonso e’ stato mediocre (pare che abbia fatto anche un errore nell’uso del DRS), al punto tale da riuscire a fare peggio di Massa, che invece, dal canto suo, ha mostrato di poter competere con i migliori per alcuni giri. Insomma, non ci si capisce nulla: Alonso va forte e Massa va piano… Massa va forte e poi piano di nuovo e Alonso non si schioda. D’altronde che la scuderia sia allo sbando si vede anche dalla scelta strategica di fare solo 2 soste. E’ vero che quando sei nei guai le devi tentare tutte, ma cosi’ e’ davvero deprimente.

Mi viene da dire che questa 150th Italia sia l’ombra della monoposto dell’anno scorso (a proposito, ma la galleria del vento non e’ sempre la stessa??), mentre somiglia molto di piu’ alla sfigatissima F60 del 2009…

Sono preoccupato, urge cambio al vertice per cercare di riacchiappare il Mondiale per i capelli. Intanto il divario dalla vetta e’ gia’ notevole.

Commento gara precedente: Gran Premio della Malesia.

I POST delle ultime tre stagioni.

18 aprile 2011 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 di Malesia 2011

Gianfranco Mazzoni (subito prima della partenza): “Oggi ci sono forti probabilita’ di pioggia… ma sentiamo il team radio di XYZ (ndr: non mi ricordo chi fosse il pilota).

XYZ  (che riceve comunicazione dai box): “No rain in the next 30 minutes”.

Il buongiorno si vede dal mattino.

In realta’ la pioggia non c’e’ stata per niente, e cosi’ ci siamo persi un’altra opportunita’ di ulteriore spettacolo. Non che ieri sia mancato del tutto, forse anche grazie alla Pirelli, che ha dimostrato chiaramente due cose. La prima e’ che non basta cambiare i colori delle scritte sulle gomme per avere a disposizione mescole diverse. Infatti, le dure (prime) con scritte bianche e le morbide (option) con scritte gialle erano assolutamente identiche: stessi tempi e stesso degrado! E la seconda e’ che forse la regola che obbliga tutti ad utilizzare entrambe le mescole nell’arco della stessa gara e’ un po’ una castroneria.

E questo qualcosa ha contato nella dinamica della corsa e nelle scelte strategiche. Chi ha pagato di piu’ e’ stato Hamilton che ha tentato il colpaccio mettendo su le dure dopo la prima frazione. Dopo 12 giri era gia’ in immensa crisi. Stessa sorte per Petrov, che prima lottava per il podio e poi si e’ ritrovato dietro, almeno finche’ non ha perso il controllo della vettura, e’ decollato su un cordolo e ha spaccato il piantone dello sterzo. Qui sara’ bene che la FIA indaghi, perche’ una cosa del genere non puo’ accadere, altrimenti finisce che prima o poi ritorniamo al maledettissimo 1 maggio 1994!

Parlando di Petrov, dobbiamo fare un passaggio sulla Lotus Renault, che a questo punto e’ senza ombra di dubbio la terza forza del campionato: affidabile (hai detto niente!), fa partenze stratosferiche, ha una trazione impressionante in uscita di curva e sfrutta bene le gomme, o almeno le sfrutta come gli altri big (hai detto niente bis!). Questo ha consentito a Nick The Quick di arrivare terzo e di giocarsela alla grande per tutta la gara.

Button si e’ mostrato ancora una volta capace di sfruttare bene le difficolta’ altrui, complice (va detto) la sua abilita’ nel gestire con sapienza il consumo delle gomme. Quindi, per restare con Briatore, l’inglese sara’ anche un paracarro, ma un paracarro dal piede delicato che ieri si e’ portato a casa un sacco di buoni punti.

Vettel ha fatto di nuovo gara a se’.

MA QUANDO MAI!

Ha fatto gara a se’ nelle qualifiche di sabato, perche’ poi ieri la situazione e’ stata di gran lunga piu’ equilibrata, con McLaren, Ferrari e Renault capaci di girare sugli stessi tempi, almeno dopo aver smaltito un po’ di carburante e una volta dipanatosi il casino iniziale che affligge solo chi parte secondo, terzo e cosi’ via. E quindi il problema e’ di nuovo centrato sulla sessione di qualifica, dove la Ferrari arranca storicamente. Chissa’, forse e’ un problema di gomme come dicevo due settimana fa, ma magari e’ anche che la F150th e’ un mezzo difficile da interpretare, oppure sono i piloti che non capiscono bene, o perfino i tecnici che non sanno come tradurre in performance i suggerimenti di Alonso e Massa. Sta di fatto che, DRS o non DRS, KERS o non KERS, se parti dietro resti dietro, a meno di botte di culo particolari.

Di Hamilton abbiamo detto, di Massa non saprei cosa dire, ma voglio dire di Alonso. Quando scrissi della scorsa gara mi augurai che lo spagnolo ci potesse risparmiare qualcuno degli errori clamorosi che l’anno scorso condizionarono pesantemente il risultato finale.

Bene, ci e’ ricascato! Quando, cercando di sopravanzare Hamilton, gli ha infilato il musetto sotto la gomma posteriore destra e arrivederci. Lottava per la seconda posizione, ma e’ arrivato sesto, perfino dietro Massa (!).

Certo, si potrebbe obiettare che se il Drag Reduction System (DRS) avesse funzionato, lui non avrebbe dovuto cercare l’azzardo, quindi anatema sull’affidabilita’ di questo dispositivo in casa Ferrari. Ma e’ altrettanto vero che fino a qualche mese fa il sorpasso era un sorpasso e basta, senza aiuti aerodinamici, e quindi un pilota come lui non puo’ e non deve permettersi il lusso di commettere un errore cosi’ grossolano! Che facciamo? Solo perche’ c’e’ ‘sto maledetto DRS ci dimentichiamo dei fondamentali?

Restiamo un attimo sul DRS: dopo sole due gare abbiamo gia’ capito che non serve a niente, anzi concede ad alcuni piloti di autogiustificarsi quando vengono superati senza opporre nemmeno troppa resistenza: “… quello dietro puo’ usare il DRS, io no… quindi…”.

Quindi un corno! Prima di tutto, se stai lottando per una posizione la devi difendere finche’ morte non ti separi dal cockpit, e in secondo luogo il DRS non e’ tutto, perche’ devi fare in modo di mantenere un paio di secondi da chi ti segue, cosi’ il DRS e’ inutilizzabile! Comunque, e’ bene che la FIA faccia una pensatina sull’aggeggio e metta le cose a posto.

Ordunque, a parte Vettel che e’ scappato davanti, Button che ha gestito bene, Heidfeld che si e’ guadagnato ben piu’ della pagnotta facendo si’ che i suoi vertici, almeno ieri, non dovessero rimpiangere l’assenza di Kubica, e Alonso che ha scartavetrato l’ala anteriore, che altro e’ successo?

E’ successo che Webber non riesce a sfruttare la monoposto come il compagno e arranca di conseguenza. Hamilton ha sbagliato strategia, e la Mercedes e’ in crisi profonda (Schumacher nono e Rosberg dodicesimo). Avete fatto caso come ieri le monoposto di Stoccarda non siano praticamente mai apparse sullo schermo, e che i commentatori non abbiano praticamente mai avuto occasione di citare i nomi dei driver? Ieri le Mercs erano alla stessa stregua della pletora di team minori che fatica alla ricerca di una prestazione almeno mediocre. Difficile che da quelle parti si possa tollerare una situazione del genere: si, certo, si puo’ migliorare, ma il gap pare gia’ immenso. Io mi aspetto qualche scossone sul team, e magari anche sui piloti. Ross Brown in partenza? Mah!

Parlando di supertecnici, non puo’ mancare la menzione d’onore per Adrian Newey, il progettista della RedBull. Ragazzi, questo e’ veramente un fenomeno, perche’ e’ capace di ribaltare i canoni ingegneristici, inventando soluzioni inedite come il profilo picchiato della monoposto. In effetti e’ impressionante osservare la macchina austriaca di lato, perche’ si vede benissimo il muso sfiorare l’asfalto e la coda sollevarsi, proprio come un cuneo. Perche’ funzioni io non lo so, perche’ sia l’unica ad essere cosi’, io non lo so. Ma quello che so e’ che per una soluzione geniale che si puo’ osservare direttamente, ce ne sono sicuramente alcune decine sparse qui e li’ che non si vedono. Alla faccia di quanto aveva dichiarato Stefano Domenicali un paio di mesi prima del via, quando disse che la 150th sarebbe stata “una macchina estrema”. Ah si? E dove? Forse e’ piu’ estrema la Lotus Renault, che non avra’ la forma di un cuneo, ma almeno si e’ inventata la soluzione degli scarichi controvento, che pare generare piu’ effetto suolo.

Ed e’ anche questo spirito di innovazione che fa la differenza, vista la performance che si riesce a tirare fuori dalla monoposto gialla e blu senza nemmeno l’ausilio del KERS. Che la RedBull ieri montava, ma che evidentemente non funziona ancora dovere.

E speriamo che continui a non funzionare, perche’ se manca qualcosa per ammazzare subito la stagione sono proprio quegli 80CV extra di potenza dentro il motore Renault!

Commento gara precedente: Gran Premio d’Australia.

I POST delle ultime 3 stagioni.

11 aprile 2011 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , | 11 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 d’Australia 2011

Ci siamo! A 4 mesi e mezzo di distanza dal disastro Ferrari di Abu Dhabi, e’ ripartito il Circus piu’ veloce del Mondo.

E come e’ ripartito? Cosi’ come era finito, anzi peggio. Ma prima di infilarci in questo oscuro tunnel, vorrei esordire citando Cesara Buonamici, conduttrice del TG5 di ieri sera (domenica):

“trionfo di Vettel ma anche trionfo della tecnologia italiana con le gomme Pirelli”.

Ehm… Cesara, le gomme sono le stesse per tutti. Chiunque vinca, la Pirelli vince sempre.

Andiamo bene…

Ma torniamo alla corsa. Evidentemente e’ presto per tirare conclusioni che abbiano un minimo di oggettivita’, ma alcune cosucce interessanti si sono gia’ viste.

Prima di tutto la RedBull e’ un mostro, e se lo era l’anno passato stavolta e’ pure peggio (o meglio, dipende dai punti di vista). Il tedeschino campione in carica ha dominato l’intero weekend, e ha vinto con una facilita’ disarmante.

E, NOTA BENE, la RedBull non ha nemmeno il KERS! Figuriamoci se l’avesse! Si, Webber non ha brillato come il compagno, arrivando quinto, ma sicuramente non e’ in palla come il tedesco e, soprattutto, ha pagato una strategia sbagliata (ha montato le gomme dure dopo il primo stint).

Ma se questa e’ la RedBull, allora in casa Ferrari, come pure altrove, c’e’ da essere fortemente preoccupati.

Ma anche la McLaren non scherza: e’ indietro, ma e’ senz’altro la migliore delle inseguitrici. Penoso, per il cuore dei ferraristi, dover assistere agli attacchi di Button a Massa in avvio di gran premio. Pur non essendo Button, come dire, un noto aggressore, riusciva ad insidiare il brasiliano con una facilita’ disarmante. E’ arrivato sesto, ma solo a causa del fatto di averlo superato tagliando una curva e di essere stato penalizzato con un drive-through, altrimenti di punti a Maranello ne sarebbero arrivati ancora meno.

E poi c’e’ la Lotus Renault, che se e’ riuscita a fare cassa con Petrov (che e’ buon pilota, intendiamoci!), chissa’ cosa avrebbe combinato con Kubica. A proposito: mi aspettavo una livrea emozionante in stile Lotus di Ayrton, ma il realta’, sara’ che le auto sono cambiate tanto, sara’ che i colori non mi sembrano esattamente gli stessi, ma l’immagine non suscita alcun ricordo piacevole. Per carita’, brutta non e’, ma non e’ la stessa cosa. Peccato…

La sintesi, dunque, e’ che la Ferrari non solo sembra indietro, ma appare ancora piu’ in difficolta’ di 12 mesi fa. Massa accusa le gomme, ma si sa che Massa deve sempre dare la colpa a qualcuno/qualcosa che non sia egli stesso. Peccato che fino a 5 minuti prima del Gran Premio avesse sempre tessuto le lodi delle coperture italiane.

Insomma, Filippino, lo vuoi capire che sei un pilota medio e niente di piu’? E’ una vita che lo diciamo, siamo tutti convinti, manchi solo tu. Dai, unisciti!

Discorso diverso con Alonso. A parte la strategia migliore, ma il manico c’e’ sempre, tolta la falsa partenza (da quinto a nono alla prima curva). Diciamo che puo’ succedere, diciamo che siamo alla prima gara, diciamo che c’e’ l’emozione, diciamo che le gomme erano fredde (valeva per tutti), diciamo tutto quello che vogliamo dire per concedere il beneficio dell’inventario, ma speriamo che lo spagnolo ci risparmi qualcuno degli errori che hanno sicuramente compromesso il titolo nel 2010.

Ma veniamo al tema scottante: la macchina. Dovendo giudicare dai tempi di Alonso nell’ultimo stint, verrebbe da dire che quando il serbatoio e’ leggero e le gomme sono (finalmente!) calde, la monoposto vada, e sia all’altezza dei primi.

Quindi, siamo sempre li’. La Ferrari non riesce a capitalizzare la fase di avvio, causa enorme, immensa, inaudita difficolta’ a mandare in temperatura le gomme. E quindi, altro che Pirelli, succedeva lo stesso con le Bridgestone! E questa e’ sicuramente la ragione per cui da quelle parti si soffre molto pure in qualifica, dove i giri sono pochi e bisogna mettere a terra tutto e subito. E’ chiaro allora che se parti male e ti ritrovi nel gruppo mentre quelli davanti ti danno 30 secondi in 15 giri, non ci sono manico e strategia che tengano!

Si tratta, dunque, di un problema cronico, che a Maranello non riescono proprio a risolvere. Saranno i flussi, sara’ l’assetto, sara’ la distribuzione dei pesi, sara’ tutto quello che ci viene in mente, ma io continuo a ritenere che il motore Ferrari sia sempre molto assetato, e che sia necessario partire con “qualche” chilo in piu’ di carburante, e che quindi la macchina sia mediamente piu’ pesante in avvio. Si vedra’… Sta di fatto che l’attitudine del management continua a non piacermi. A Maranello ci serve gente che guardi la concorrenza dall’alto in basso, non che tenga lo sguardo sempre a terra e che dica “stiamo lavorando… vedremo se avremo fatto un buon lavoro… siamo fiduciosi…”, salvo poi prenderselo in saccoccia e tornare a casa con la coda fra le gambe promettendo di lavorare di piu’. Va bene, ma non basta.

O fai come Todt che non diceva niente a nessuno e vinceva tutto, oppure fai come il Drake, che mandava tutti a cagare, che sfidava il Mondo a testa alta e che quando perdeva si dava per primo del coglione, salvo tornare subito a casa e fare un mazzo cosi’ a tutti. In provincia di Modena si sono vinti decine di titoli cosi’, e non e’ il caso di diventare dei molluschi tutto d’un tratto!

Ma riprendiamoci, e passiamo pure alla fesseria piu’ grossa del nuovo regolamento: il DRS.

Ovvero Drag Reduction System. Ricorderete come l’anno scorso molte scuderie si fossero attrezzate, strada facendo, per poter modificare alla bisogna il flusso d’aria sull’ala posteriore, in modo che questa, in alcune situazioni, stallasse generando meno deportanza sulla vettura e consentendo di guadagnare alcuni Km/h.

Quest’anno e’ diventata Legge, quindi e’ stato introdotto e regolamentato un dispositivo che il pilota puo’ controllare dall’abitacolo con un apposito pulsante. La pressione del quale solleva una parte dell’ala posteriore, riducendo la superficie dell’ala stessa, e quindi il “drag”, cioe’ l’effetto di frenata (che genera una spinta verso il basso). Eccovi un  bel disegnino che funziona meglio e piu’ di tante parole:

Peccato che:

  • Lo puo’ utilizzare solo il pilota che segue. Cioe’ chi sta dietro puo’ beneficiarne, chi sta davanti si fotte;
  • Il pilota che precede deve trovarsi a non piu’ di 1 secondo di distanza (hanno il radar?);
  • L’auto che segue deve trovarsi in una sezione della pista ben identificata e stabilita prima della gara;
  • Il DRS puo’ essere usato solo una volta al giro e mai nei primi 2 giri (non ci sono limitazioni durante le prove e le qualifiche);
  • il DRS, in caso di safety car, puo’ essere utilizzato solo dopo almeno due giri che la stessa sia rientrata ai box (e vabbe’, su questo…).

Insomma, e’ pur vero che si tratta di un sistema che dovrebbe favorire i sorpassi e quindi lo spettacolo, ma mi sembra una cosa molto stupida. Sia per il fatto stesso di esistere, perche’ si vuole ovviare all’aver costruito piste e definito regolamenti che ostacolano i sorpassi in ogni modo, sia per averlo regolamentato in modo cosi’ assurdo, e sia per aver dato al pilota un ulteriore elemento di distrazione durante una fase cosi’ cruciale e rischiosa.

Rispetto a quest’ultimo punto poi, gia’ m’immagino il pilota di turno che con una mano aziona il DRS, con l’altra il KERS, e con l’altra tiene lo sterzo e guida.

Buona stagione a tutti!

AGGIORNAMENTO: Massa da nono si piazza settimo, causa la squalifica di entrambe le Sauber (Perez settimo e Kobayashi ottavo) per irregolarita’ all’ala posteriore.

28 marzo 2011 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , | 14 commenti

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