TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Post-gara Gran Premio di F1 di Spagna 2011

Ci sono voluti due giorni per riprendermi dall’imbarazzo e dallo scoramento. E ora la decisione e’ presa: siccome qui io non parlo dei piloti doppiati, non parlero’ della Ferrari, e magari lo faro’ in un POST dedicato perche’ troppe sarebbero le nefandezze da dire. Mi limitero’ a constatare due cose: 1) E’ un peccato sprecare cosi’ le qualita’ di un pilota come Alonso, e 2) se la McLaren riesce ad andare veloce come al RedBull, allora vuol dire che si puo’.

Ma iniziamo proprio dalla McLaren: visti i tempi sul giro, e vista anche la consistenza della performance con gomme prime e option, non e’ la RedBull che e’ andata piu’ piano ma e’ proprio la McLaren che e’ andata decisamente piu’ forte che in passato.

In Spagna le due scuderie erano esattamente sullo stesso piano, e solo l’impossibilita’ di superare (nonostante il DRS), ha fatto si’ che Vettel si guadagnasse l’alloro ai pit stop. Il che non significa che Vettel se la sia spassata: ha dovuto guidare al fulmicotone per quasi 2 ore senza commettere la minima sbavatura. E’ bravo questo qua, che si puo’ dire?

Hamilton ha fatto una gara esemplare, aiutato dalle sfaldabilissime (per volonta’ di Ecclestone) gomme Pirelli, che dopo 10 giri non sono nemmeno piu’ buone per fare lo slittino sulla neve. In effetti un mangiagomme come lui, velocissimo ma sempre mangiagomme, non puo’ che trovarsi perfettamente nella sua bambagia quando puo’ usufruire di ben 4 soste ai box. Poi parlano di ambiente? Poi fanno il KERS per far vedere che sono ecologici… e lo spreco di soldi per tutti quegli pneumatici? E l’impatto ambientale delle fabbriche che li producono? E lo smaltimento? Ma andate a cagare…

Tornando in me, ma restando in ambito coperture, vorrei soffermarmi un attimo di piu’ su cio’ che ha fatto Button: con una sosta in meno e’ arrivato terzo, si e’ mangiato perfino Webber come se questi avesse un trattore, e ha tirato fuori gli stessi tempi di Vettel e Hamilton, con una costanza ammirevole e le gomme, appunto, mezze morte o piu’ morte di quelle degli altri. Che devo dire, sapete che non lo stimo, ma il cappello me lo devo togliere. Ma come fa? Qualcuno ha obiettato che lui aveva un treno nuovo di gomme morbide opportunamente risparmiato in qualifica. Ebbe’? E perche’ i due della RedBull e Hamilton no?? Non e’ questione di risparmio, e’ proprio che ha un piedino da principessa. Una principessa che fa i 300 all’ora. Mica cazzi!

I doppiati, invece, il treno nuovo non ce l’avevano, perche’ si erano dovuti sparare tutte le cartucce per sopravvivere alle qualifiche! Che tristezza! Ma poi, si puo’ vedere una Formula 1 ridotta a conservarsi le gomme in qualifica?? Ma per favore! Ma dategli tutte le gomme che vogliono e che se le gestiscano come cazzo gli pare! Ah… a proposito… non venite a dirmi che finche’ era davanti (pero’… che partenza!) andava come gli altri. Andate a vedere i tempi per rendervi conto che faceva gia’ da tappo.

Torniamo a Vettel. KERS, non KERS… morbide… dure… parte davanti… parte dietro… Oh! Questo ha vinto quattro gare su cinque, il che significa che comunque vada, qualunque siano i fattori che intervengano a condizionare gli eventi del singolo gran premio, lui e’ li davanti. Ed e’ cosi’ davanti che il campionato e’ gia’ chiuso per i doppiati, e potrebbe chiudersi relativamente presto anche per gli altri. E’ la sua era, aiutato sicuramente da un siluro pazzesco e da due ulteriori fattori con cui mai (MAI!!)  mi sarei aspettato di dovermi confrontare. Due assett irrinunciabili che si davano per scontati!

Infatti, alla RedBull hanno imparato a fare bene altre due cose che, storicamente, erano sempre state altrettanti cavalli di battaglia della scuderia che domenica e’ stata doppiata e ha rotto il cambio. La velocita’ di esecuzione del pit stop e la strategia.

E questo la dice lunga: i doppiati non solo sono diventati incapaci di fare andare la macchina a una velocita’ degna della competizione a cui partecipano da 60 anni, ma anche di compiere correttamente i fondamentali… Come a dire che questi sono diventati inetti anche sui basics!

Insomma, c’e’ da sperare che la RedBull non ammazzi il Mondiale troppo presto e che qualcuno ammazzi (professionalmente, s’intende) chi gestisce la Scuderia Doppiati Spa.

AGGIORNAMENTO ORE 17:00:

La Ferrari ha appena fatto fuori il direttore tecnico Aldo Costa. La direzione tecnica viene riorganizzata in tre sezioni: autotelaio a Pat Fry, produzione a Corrado Lanzone e motori ed elettronica restano a Luca Marmorini. Il tutto sempre e comunque sotto Stefano Domenicali… E’ un’ammissione chiara di responsabilita’, ma e’ ovvio che questi non potranno fare miracoli. Si sa che un progetto nato male e’ difficile da raddrizzare, quindi se qualcosa cambiera’ lo vedremo a stagione molto inoltrata. Per ora speriamo di evitare l’onta di nuovi doppiaggi!

Commento gara precedente: Gran Premio di Turchia.

POST delle ultime tre stagioni.

PS: da tifoso juventino, suggerisco uno scambio Del Neri – Domenicali. Tanto entrambi non capiscono un cazzo di calcio e di motori. Tanto peggio di cosi’ non puo’ andare, chissa’ che troviamo una quadra del tutto inaspettata!

24 Maggio 2011 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , , , | 24 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 di Malesia 2011

Gianfranco Mazzoni (subito prima della partenza): “Oggi ci sono forti probabilita’ di pioggia… ma sentiamo il team radio di XYZ (ndr: non mi ricordo chi fosse il pilota).

XYZ  (che riceve comunicazione dai box): “No rain in the next 30 minutes”.

Il buongiorno si vede dal mattino.

In realta’ la pioggia non c’e’ stata per niente, e cosi’ ci siamo persi un’altra opportunita’ di ulteriore spettacolo. Non che ieri sia mancato del tutto, forse anche grazie alla Pirelli, che ha dimostrato chiaramente due cose. La prima e’ che non basta cambiare i colori delle scritte sulle gomme per avere a disposizione mescole diverse. Infatti, le dure (prime) con scritte bianche e le morbide (option) con scritte gialle erano assolutamente identiche: stessi tempi e stesso degrado! E la seconda e’ che forse la regola che obbliga tutti ad utilizzare entrambe le mescole nell’arco della stessa gara e’ un po’ una castroneria.

E questo qualcosa ha contato nella dinamica della corsa e nelle scelte strategiche. Chi ha pagato di piu’ e’ stato Hamilton che ha tentato il colpaccio mettendo su le dure dopo la prima frazione. Dopo 12 giri era gia’ in immensa crisi. Stessa sorte per Petrov, che prima lottava per il podio e poi si e’ ritrovato dietro, almeno finche’ non ha perso il controllo della vettura, e’ decollato su un cordolo e ha spaccato il piantone dello sterzo. Qui sara’ bene che la FIA indaghi, perche’ una cosa del genere non puo’ accadere, altrimenti finisce che prima o poi ritorniamo al maledettissimo 1 maggio 1994!

Parlando di Petrov, dobbiamo fare un passaggio sulla Lotus Renault, che a questo punto e’ senza ombra di dubbio la terza forza del campionato: affidabile (hai detto niente!), fa partenze stratosferiche, ha una trazione impressionante in uscita di curva e sfrutta bene le gomme, o almeno le sfrutta come gli altri big (hai detto niente bis!). Questo ha consentito a Nick The Quick di arrivare terzo e di giocarsela alla grande per tutta la gara.

Button si e’ mostrato ancora una volta capace di sfruttare bene le difficolta’ altrui, complice (va detto) la sua abilita’ nel gestire con sapienza il consumo delle gomme. Quindi, per restare con Briatore, l’inglese sara’ anche un paracarro, ma un paracarro dal piede delicato che ieri si e’ portato a casa un sacco di buoni punti.

Vettel ha fatto di nuovo gara a se’.

MA QUANDO MAI!

Ha fatto gara a se’ nelle qualifiche di sabato, perche’ poi ieri la situazione e’ stata di gran lunga piu’ equilibrata, con McLaren, Ferrari e Renault capaci di girare sugli stessi tempi, almeno dopo aver smaltito un po’ di carburante e una volta dipanatosi il casino iniziale che affligge solo chi parte secondo, terzo e cosi’ via. E quindi il problema e’ di nuovo centrato sulla sessione di qualifica, dove la Ferrari arranca storicamente. Chissa’, forse e’ un problema di gomme come dicevo due settimana fa, ma magari e’ anche che la F150th e’ un mezzo difficile da interpretare, oppure sono i piloti che non capiscono bene, o perfino i tecnici che non sanno come tradurre in performance i suggerimenti di Alonso e Massa. Sta di fatto che, DRS o non DRS, KERS o non KERS, se parti dietro resti dietro, a meno di botte di culo particolari.

Di Hamilton abbiamo detto, di Massa non saprei cosa dire, ma voglio dire di Alonso. Quando scrissi della scorsa gara mi augurai che lo spagnolo ci potesse risparmiare qualcuno degli errori clamorosi che l’anno scorso condizionarono pesantemente il risultato finale.

Bene, ci e’ ricascato! Quando, cercando di sopravanzare Hamilton, gli ha infilato il musetto sotto la gomma posteriore destra e arrivederci. Lottava per la seconda posizione, ma e’ arrivato sesto, perfino dietro Massa (!).

Certo, si potrebbe obiettare che se il Drag Reduction System (DRS) avesse funzionato, lui non avrebbe dovuto cercare l’azzardo, quindi anatema sull’affidabilita’ di questo dispositivo in casa Ferrari. Ma e’ altrettanto vero che fino a qualche mese fa il sorpasso era un sorpasso e basta, senza aiuti aerodinamici, e quindi un pilota come lui non puo’ e non deve permettersi il lusso di commettere un errore cosi’ grossolano! Che facciamo? Solo perche’ c’e’ ‘sto maledetto DRS ci dimentichiamo dei fondamentali?

Restiamo un attimo sul DRS: dopo sole due gare abbiamo gia’ capito che non serve a niente, anzi concede ad alcuni piloti di autogiustificarsi quando vengono superati senza opporre nemmeno troppa resistenza: “… quello dietro puo’ usare il DRS, io no… quindi…”.

Quindi un corno! Prima di tutto, se stai lottando per una posizione la devi difendere finche’ morte non ti separi dal cockpit, e in secondo luogo il DRS non e’ tutto, perche’ devi fare in modo di mantenere un paio di secondi da chi ti segue, cosi’ il DRS e’ inutilizzabile! Comunque, e’ bene che la FIA faccia una pensatina sull’aggeggio e metta le cose a posto.

Ordunque, a parte Vettel che e’ scappato davanti, Button che ha gestito bene, Heidfeld che si e’ guadagnato ben piu’ della pagnotta facendo si’ che i suoi vertici, almeno ieri, non dovessero rimpiangere l’assenza di Kubica, e Alonso che ha scartavetrato l’ala anteriore, che altro e’ successo?

E’ successo che Webber non riesce a sfruttare la monoposto come il compagno e arranca di conseguenza. Hamilton ha sbagliato strategia, e la Mercedes e’ in crisi profonda (Schumacher nono e Rosberg dodicesimo). Avete fatto caso come ieri le monoposto di Stoccarda non siano praticamente mai apparse sullo schermo, e che i commentatori non abbiano praticamente mai avuto occasione di citare i nomi dei driver? Ieri le Mercs erano alla stessa stregua della pletora di team minori che fatica alla ricerca di una prestazione almeno mediocre. Difficile che da quelle parti si possa tollerare una situazione del genere: si, certo, si puo’ migliorare, ma il gap pare gia’ immenso. Io mi aspetto qualche scossone sul team, e magari anche sui piloti. Ross Brown in partenza? Mah!

Parlando di supertecnici, non puo’ mancare la menzione d’onore per Adrian Newey, il progettista della RedBull. Ragazzi, questo e’ veramente un fenomeno, perche’ e’ capace di ribaltare i canoni ingegneristici, inventando soluzioni inedite come il profilo picchiato della monoposto. In effetti e’ impressionante osservare la macchina austriaca di lato, perche’ si vede benissimo il muso sfiorare l’asfalto e la coda sollevarsi, proprio come un cuneo. Perche’ funzioni io non lo so, perche’ sia l’unica ad essere cosi’, io non lo so. Ma quello che so e’ che per una soluzione geniale che si puo’ osservare direttamente, ce ne sono sicuramente alcune decine sparse qui e li’ che non si vedono. Alla faccia di quanto aveva dichiarato Stefano Domenicali un paio di mesi prima del via, quando disse che la 150th sarebbe stata “una macchina estrema”. Ah si? E dove? Forse e’ piu’ estrema la Lotus Renault, che non avra’ la forma di un cuneo, ma almeno si e’ inventata la soluzione degli scarichi controvento, che pare generare piu’ effetto suolo.

Ed e’ anche questo spirito di innovazione che fa la differenza, vista la performance che si riesce a tirare fuori dalla monoposto gialla e blu senza nemmeno l’ausilio del KERS. Che la RedBull ieri montava, ma che evidentemente non funziona ancora dovere.

E speriamo che continui a non funzionare, perche’ se manca qualcosa per ammazzare subito la stagione sono proprio quegli 80CV extra di potenza dentro il motore Renault!

Commento gara precedente: Gran Premio d’Australia.

I POST delle ultime 3 stagioni.

11 aprile 2011 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , | 11 commenti

Formula 1 2010 – Il punto a 2 gare dal termine

Proviamo a ragionare insieme su qualche dato, cosi’ da prepararci al meglio a quello che si annuncia un finale di campionato molto emozionante. E’ un po’ lungo, quindi mettetevi comodi e assicuratevi di avere una 10ina di minuti.

Dunque, a questo punto mancano solo il Brasile e Abu Dhabi, da compiersi rispettivamente il 7 Novembre (ore 17:00 italiane) e il 14 Novembre (ore 14:00 italiane). Andra’ come andra’, ma come dicevo proviamo a leggere qualche dato.

La prima cosa da fare e’ mettere a video un bel riassunto delle puntate precedenti. Eccolo:

 

Classifica al 25/10/2010

 

Lasciate perdere il Sig. IDEALE, che serve solo a rappresentare il dato di performance massima (tutte vittorie).

Qui si vede il buon Fernando in testa alla classifica come ben sappiamo. E si vedono anche altri due valori: il GAP che banalmente indica, a partire dal secondo in poi, quanti punti separano ogni concorrente dalla vetta, e il DI, cioe’ il distance index. Questo me lo sono autoinventato, e ci dice “quante gare” dovrebbe vincere un pilota per agguantare il primo posto, immaginando che gli altri restino a bocca asciutta. La ragione per cui me lo sono inventato sara’ chiara fra un attimo.

Infatti, voglio farvi vedere come sarebbero cambiate le cose se anche nel 2010 si fossero assegnati i  punti alla vecchia maniera, e cioe’ come e’ avvenuto dal 2003 al 2009 (vedere questo link per chiarimenti). Ecco la classifica di sopra convertita al vecchio metodo:

Vedete? Come avevo gia’ annunciato 4 mesi fa, non sarebbe cambiato un tubo! Stessi piloti e stesso ordine di classifica! Questo nuovo punteggio, almeno per quel che riguarda le posizioni di vertice, non ha introdotto nessuna novita’ e, soprattutto (come si vede dal DI) non ha nemmeno aggiunto un po’ di pepe alla competizione, ad esempio rendendo la vita piu’ facile o piu’ difficile a qualcuno. In sostanza, e tanto per citarne uno a caso, Vettel per scalare la classifica deve vincere una gara e gli altri non devono andare a punti, sia col vecchio e sia col nuovo punteggio. E’ ovvio che il nuovo sistema serve solo a distribuire qualche soldo in piu’ verso le parti meno nobili del tabellone, ma per fare cio’ non c’era certo bisogno di una rivoluzione copernicana come questa, che ha solo reso meno semplice la comprensione del tutto agli spettatori.

Proviamo ora ad andare un po’ piu’ in dettaglio, e concentramoci sulle ultime 4 gare:

Qui il recupero di Alonso e’ evidente. 90 punti su 100 gli conferiscono un tasso di efficacia spaventoso. Il secondo e’ Vettel a ben 35 punti di distanza (DI=1.4). L’efficacia di ogni pilota diventa ancora piu’ evidente se rappresentata come segue (il grafico e’ ingrandibile). Lasciate perdere la scala dei valori a sinistra, serve solo a visualizzare meglio le curve:

Qui si vede ancora meglio quanto il pilota spagnolo sia riuscito a capitalizzare tutte le opportunita’ che gli si sono presentate da Monza in poi. Che altro si legge? Sicuramente un trend positivo per Hamilton, reduce pero’ da due ritiri in Italia e Singapore, e un deciso stop per gli altri che fino al Giappone, invece, si erano comportati bene. Quindi l’unico elemento sostanziale e’, ancora una volta, riferito a Fernando Alonso, mentre sugli altri si puo’ dire poco. D’altronde sappiamo bene che in Korea Webber e’ andato a muro e Vettel e’ andato arrosto, quindi sarebbe scorretto parlare di trend negativi. Piuttosto li possiamo definire incidenti di percorso, che pero’, forse, sul morale un po’ incidono. In realta’, cio’ che sta mettendo a rischio il titolo piloti in casa RedBull e’ la pessima gestione della squadra e la totale assenza di scelte strategiche precise. Se il team avesse da tempo puntato con decisione su uno dei due piloti, forse il mondiale si sarebbe gia’ chiuso o quasi. Questo, d’altro canto, e’ un toccasana per i tifosi Ferrari e McLaren e, in generale, per tutti gli amanti di questo sport, ma non riduce nemmeno un po’ le responsabilita’ di Chris Horner e soci.

L’ultimo dato importantissimo che vi passo, e che ci aiuta ancora meglio a prepararci meglio al finale di campionato, e’ il numero di motori nuovi utilizzati da ogni pilota. Come sapete ognuno ne puo’ utilizzare 8 al massimo, dopo di che si campa con quello che passa il convento. E cioe’ ci si arrangia con motori gia’ usati e rigenerati per quanto possibile. Non ne so molto, nel senso che non so di quanti cadaveri disponga ognuno dei 6 piloti, e non conosco nemmeno le norme della FIA che regolano questa operazione dal punto di vista tecnica e quali siano le limitazioni. In ogni caso, questo e’ quanto:

Salta subito una cosa all’occhio: tra i team di testa il motore Renault sembra il piu’ robusto (Petrov e Kubica), ma siccome non conosciamo i dati di potenza massima e regime di rotazione e’ difficile farsi un’idea. Gli altri, in pratica, hanno gia’ consumato il parco disponibile, tranne proprio Massa che e’ andato oltre (con Heidfeld, la cui Sauber per inciso monta sempre un motore made in Maranello). Qui la regola invece e’ chiara. Infatti, l’articolo 28.4 dice che per ogni motore extra utilizzato si perdono 10 posizioni in classifica al Gran Premio successivo. La penalizzazione di Massa non ce la ricordiamo solo perche’ a Singapore, dovendo gia’ partire dietro a causa di un problema in qualifica, ha approfittato per montare un propulsore fresco.

Per tirare le somme della situazione motori ho trovato un bellissimo articolo di cui riporto qui un estratto testuale:

La Ferrari, pur avendo accusato due sole rotture di motore nel corso dell’anno contro le tre della Red Bull, è quella attualmente messa peggio (ndr: e ti pareva!). Felipe Massa, approfittando della partenza in fondo al gruppo a Singapore, ha utilizzato anche il nono motore, uno oltre il limite previsto dal regolamento, ne ha però ben due che hanno compiuto solo una gara e uno che ne ha compiute solamente due, più quello cambiato per motivi precauzionali dopo le qualifiche in Bahrein, utilizzato successivamente per le prove libere, ma che per regolamento potrà essere nuovamente usato anche nella gara conclusiva del campionato ad Abu Dhabi.

Alonso ha invece successivamente rotto quel motore, durante le prove libere in Cina, nonchè quello utilizzato anche in Malesia. Ora, il leader del Mondiale si ritrova ad aver utilizzato tutti e otto i motori disponibili, tutti per almeno due gare, e solo tre motori hanno ancora un Gran Premio prima di raggiungere la fine del ciclo di tre corse. La situazione migliora in casa McLaren, che ha rotto un solo motore finora (quello di Button a Monaco, surriscaldatosi quando il team si era dimenticato di rimuovere la copertura del radiatore). Il campione del mondo in carica ha ancora due motori con una sola gara disputata e tre che ne hanno compiute due. Situazione esattamente analoga anche per Lewis Hamilton, che non ha rotto nemmeno un motore quest’anno.

Per la Red Bull, prima del pesante ritiro in Corea, Vettel era a quota zero rotture nel 2010. In compenso si trova ancora a disposizione quattro motori che hanno alle spalle solo due gare e uno che ne ha compiuta solo una (quello del Bahrein, utilizzato però molto per le prove libere nei Gran Premi successivi). Il più fortunato, in questo senso, è proprio Webber, che di motori ne ha rotti ben due (entrambi nelle prove libere, uno in Australia e uno in Turchia), ma ha tre motori che devono ancora compiere una gara per completare il loro ciclo e uno addirittura quasi nuovo, utilizzato solo in Corea per pochi giri prima dell’incidente.

Per chiudere, vale la pena di segnalare che in giro sul Web qualcuno sostiene che anche Alonso sara’ costretto a ricorrere presto al nono propulsore… Il che sarebbe per lui e per la Ferrari una vera disfatta.

Credo di avervi dato spunti sufficienti, ne parliamo dopo Interlagos.

26 ottobre 2010 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , , , , , , , | 6 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 di Singapore 2010

Io di solito faccio ragionamenti semplici.

Se mi trovo in autostrada, e c’ho solo 40 Km di autonomia, mi preoccupo un po’, soprattutto se so che la stazione di servizio successiva si trova piu’ o meno a 40 Km da me. E che faccio, pesto e mi piazzo a 200 Km/h, oppure cerco di tenere una velocita’ media e costante sperando che mi basti il carburante e che non ci siano code?

Ieri Vettel ha ricevuto un team radio in cui gli si chiedeva di risparmiare un po’ di freni. E lui? 1:49 e rotti alle calcagna di Alonso. Poco dopo e’ lui a informare la squadra che la macchina va molto bene ma che non sta spingendo.

E quanto fa? 1:49 e rotti, anche 1:48 e rotti, sempre sul collo di Alonso.

Delle due l’una: se veramente non stai usando il tuo potenziale, allora hai sbagliato strategia, perche’ se invece di rientrare ai box incollato alla Ferrari fossi rimasto in pista sparandoti due giri a palla, avresti vinto la gara. Oppure stai facendo il figo sparando cazzate grandi come una casa, e la tua macchina di piu’ non puo’ dare.

Siccome io credo alla seconda, aggiungo due considerazioni. La prima e’ che questo fighetto ha rotto con i suoi tentativi di guerra psicologica che non spaventano nemmeno un’oca. La seconda e’ che la Ferrari di Alonso ieri andava veramente forte, ma veramente.

Risultato: pole position, giro veloce e vittoria. Non c’e’ malaccio. Peccato per Massa, sparato in fondo allo schieramento da un guasto qualsiasi, altrimenti il bottino sarebbe stato ancora piu’ corposo (sempre che il brasiliano non si fosse emozionato troppo…).

La gara pero’ non mi e’ piaciuta, ma non tanto per il fatto di dover andare per cordoli di notte (sarei curioso di vedere la bolletta della luce), ma per il fatto che la pista di Singapore fa talmente schifo da richiedere velocita’ altissime da un lato, ma consente, dall’altro, solo poche vie di fuga. In compenso gli angoli di 90 gradi circondati dal cemento abbondano. Anche, a onor del vero, devo confessare che i sorpassi di Kubica verso la fine (seppur con gomme fresche) mi hanno fatto godicchiare.

Ammirevole, a tale proposito, Kovalainen che, trovandosi le chiappe in fiamme, sceglie di non entrare nella pit lane (troppo pericoloso dira’ dopo) ma di parcheggiare lungo il rettilineo del traguardo. Freddo, intelligente e coraggioso come pochi. Peccato che poi si sia dovuto estinguere il sedere da solo, causa mancanza addetti. Robe da pazzi.

Poco ammirevole invece la scelta della McLaren di non chiamare Hamilton al pit stop prima che Webber gli mangiasse un bel po’ di vantaggio e, dopo la sosta, gli soffiasse il gradino piu’ basso del podio. Boh… misteri della mente umana.

Ma torniamo ai 5 dell’apocalisse. Anzi, notiamo che sono proprio 5, di cui 2 RedBull, 2 McLaren e 1 Ferrari. Ehm… Domenicali? Non e’ che abbiamo sbagliato qualcosa, no? Vabbe’.

Webber aveva una qualifica disgraziata, ma con ottima scelta strategica e uso accorto delle gomme e’ riuscito a rimettersi come abbiamo detto sul podio e a limitare i danni. La McLaren non c’era, si insomma non c’era piu’ di tanto. Button si e’ piazzato onestamente quarto, e Hamilton si e’ piazzato davanti al muso di Webber ed e’ andato a casa.

Solita gioia di chi vi scrive, anche se ammetto che, questa volta, non aveva lui tutte le colpe. Diciamo che era mezza macchina avanti, che doveva fare comunque la curva in qualche modo e che Webber pure era li’ per non farsi infinocchiare. I commissari non hanno infierito e nemmeno io lo faccio.

Adesso la situazione vede Webber in testa a 187 punti, Hamilton secondo a 182 (e ieri e’ rimasto a bocca asciutta!), Alonso terzo a 166, Button quarto a 165 e Vettel quinto a 163. In 24 punti ci sono tutti e 5, nello spazio, praticamente, di una sola vittoria. Il che lascia tutto come si trova, e si vedra’.

Gia’, ma cosa si vedra’? La Ferrari e’ in sella, ma Alonso e’ solo. Certo, meglio soli che accompagnati, ad esempio, da Vettel, che se potesse ammazzerebbe il compagno senza troppi complimenti. Pero’ entrambi possono portare punti a casa e, soprattutto, sottrarne agli avversari. In casa McLaren la situazione e’ piu’ tranquilla, almeno dal punto di vista delle relazioni interne, si spera (per loro) che riescano a recuperare performance.

Previsioni? Io credo che la RedBull resti favorita (e’ anche in testa al mondiale costruttori con 24 punti sulla McLaren e 64 sulla Ferrari), e poi la Ferrari e la McLaren se la dovranno giocare punto a punto. Se dovesse finire cosi’, il rammarico per i tanti errori commessi a Maranello, da tutti piloti inclusi, resteranno sul grugno a qualcuno.

Le altre scuderie? Quali altre scuderie?

Commento gara precedente: Gran Premio d’Italia.

27 settembre 2010 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , | 9 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 del Belgio 2010

La Ferrari si e’ giocata la possibilita’ di competere per i due titoli. Non che prima di domenica le speranze fossero tante, ma ormai la classifica costruttori dice 79 punti dietro la McLaren e 80 dietro la RedBull, mentre sul fronte piloti Alonso e’ quinto a ben 41 punti dalla vetta occupata da Lewis Hamilton. A parte i problemi altalenanti di performance, la somma degli errori di Fernando Alonso (toccatona contro il muro stavolta!) ha superato ogni peggiore attesa. Il pilota spagnolo e’ evidentemente troppo sotto pressione.

Che dire? Benvenuto in Ferrari. Qui si corre anche per ragioni che vanno ancora al di la’ (nonostante tutto) del solo business. Se si arriva con due titoli sulle spalle, il pubblico ci crede e poi rimane deluso. Ancora una volta.

Certo, stavolta ci si e’ messo anche Barrichello, che ha pensato bene di festeggiare i suoi 300 Gran Premi tirando una grandiosa inchiappettata alla Rossa di Fernando. Pero’… quel cambio gomme sbagliato e’ imperdonabile. Entra, metti le dure e vai, no?

No, si prova con le intermedie. Bravi, ottimo lavoro. Di Massa non parlo piu’, perche’ mi sembra di sparare sulla Croce Rossa. Sara’ il fatto di essere diventato padre, sara’ che ha incassato il rinnovo del contratto quando non ci sperava piu’, a me sembra di vederlo sempre in vacanza.

Ma parlando di errori non si puo’ sorvolare sull’ennesima follia di Vettel, che ha compiuto una manovra senza precedenti, degna forse del peggior Tacuma Sato dei tempi che furono. Il problema e’ che ha mandato fuori l’incolpevole Button, che con tutta la sua calma britannica non ha potuto fare a meno di lamentarsi. Giustamente. Io l’avrei ammazzato, ma e’ noto che io non sono britannico.

Ora il titolo piloti resta probabilmente una questione tra Hamilton, che ha fatto una gara esaltante senza sbagliare nulla, e Mark Webber, che e’ partito a carbonella ma poi, approfittando delle varie circostanze, si e’ piazzato secondo portando a casa ottimi punti.

La classifica costruttori a sua volta resta un discorso tra McLaren e RedBull, e tutto dipendera’ da Button e Vettel, sempre che non proseguano a giocare all’autoscontro, e sempre che i meccanici del team inglese non scordino qualche altra paratia come fecero a Montercarlo.

Kubica ha ancora una volta confermato le sue doti, qualora ce ne fosse bisogno, andando a prendersi il bronzo, grazie anche all’aiuto della sua Renault che e’ migliorata moltissimo, soprattutto nell’F-duct.

In casa Mercedes ormai la battaglia tra Rosberg e Schumacher e’ di pubblico dominio, e i due non si risparmiano le sportellate. E ci sta. Il potenziale della monoposto tedesca pero’ l’abbiamo visto tutti, quando il Kaiser e’ stato ridicolizzato dalla Force India di Sutil (!) che l’ha infilzato sul rettilineo del Kemmel con una facilita’ disarmante. Il tutto poi e’ reso piu’ tragico dalla consapevolezza che lo scassone indiano monta lo stesso motore e lo stesso retrotreno della presunta corazzata tedesca.

Tutti gli altri hanno viaggiato con ritardi che vanno dai 30 secondi ai due giri e passa di Yamamoto, il che li classifica in una Formula di categoria inferiore.

Cosa dire? Mi riservo ogni commento per il POST di chiusura del campionato, ma ormai mi sembra di vedere molta approssimazione e troppa incompetenza, un po’ dappertutto.

Commento gara precedente: Gran Premio d’Ungheria.

1 settembre 2010 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , , , | 8 commenti

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