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L'umanita' sta regredendo

Post-Gara Gran Premio di Formula 1 del Barhain 2014

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9 aprile 2014 Posted by | Aziende e dipendenti, Cose da ricordare, Cose tecniche, formula 1 | , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Post-gara Gran Premio di F1 di Gran Bretagna 2011

Il Signore della Pioggia ha fatto il miracolo!

Ma non solo.

Gia’, perche’ a Silverstone le Ferrari hanno mostrato un progresso aerodinamico inaudito, roba da mettersi le missilistiche RedBull dietro, anche di 1,5 secondi al giro.

Perche’ dico che il Signore della Piogga ha fatto il miracolo? Perche’ i primi giri con le gomme intermedie non sono stati esaltanti per le Rosse, causa cronico problema a portare le coperture in temperatura, quindi se l’acqua fosse tornata a scorrere avremmo visto un’altra storia.

E invece no: Alonso, e per certi versi anche Massa (che pero’ stranamente non capitalizza mai!), avevano un altro passo. E’ vero anche che Vettel ha avuto quell’inconveniente al pit-stop che lo ho fermato qualche secondo piu’ del dovuto, ma se anche fosse andato tutto liscio c’e’ da credere abbondantemente che Alonso lo avrebbe preso e gli avrebbe fatto vedere i sorci verdi, grazie anche al DRS naturalmente.

Eh si, senza lo scarico soffiato, evidentemente sono cazzi per i bibitari dell’Osterreich! Peccato per questa F.I.A., che e’ costituita da un branco di burocrati incompetenti, che si tirano le sfighe addosso, scrivendo regolamenti pieni di buchi che i progettisti interpretano a piacere. A volte va bene, come quando nel 2009 Ross Brown si invento’ il buco estrattore nel fondo piatto e mise un siluro nelle mani di Button. A volte va male, come quest’anno: la RedBull, ma anche la Mercedes e la Renault, hanno dovuto rinunciare all’improvviso alla magia dei gas caldi e compressi che, scorrendo sotto l’auto, aumentano notevolmente la deportanza, creando un effetto suolo d’altri tempi, come quando si usavano le mini-gonne. Resta il fatto che la F.I.A. non puo’ permettersi questa roba: si investono milioni in sviluppo, si fanno delle scelte precise che condizionano l’intero prodotto, e non si puo’, all’improvviso, dare l’ordine di “cambiare”, considerando anche che e’ vietato fare test. E’ una immensa e incommensurabile stronzata!

Tornando alla performance in pista, ieri il grande Pino Allievi della Gazzetta dello Sport ha detto che pure contro gli scarichi soffiati Alonso avrebbe dominato, e se lo dice lui io posso solo togliermi il cappello, anche se qualche dubbio mi resta. Diciamo che se la sarebbero giocata bene, alla pari, ma dominare? Boh…

Comunque, grande Ferrari, e soprattutto grande Alonso, che ieri piu’ che mai ha dimostrato di poter addirittura consentire alla Ferrari di fare strategie alla Schumacher, quando Ross Brown gli diceva (cito a memoria un POST del Dottordivago): “per vincere devi fare 7 giri consecutivi da qualifica”, e Michael rispondeva “fa pene”, e vinceva le gare. E vedere una monoposto di Maranello che, nel tempio dell’aerodinamica di Silvertone umilia una RedBull, scusate, non ha prezzo! Sarebbe veramente interessante stabilire quanto e’ Alonso che fa bene alla Ferrari oppure quanto viceversa. Vistal’attuale gestione maranellese, io propendo per la prima, anche se oggettivamente l’impegno e il risultato complessivo vanno riconosciuti.

Indiscutibilmente. Alonso e’ un manico d’altri tempi, e a Maranello ci sta proprio bene. Certo, se ad accompagnarlo ci fosse un altro pilota capace di arrivare sul podio sarebbe molto meglio, visto che il campionato costruttori si vince in due piuttosto-anziche-no.

E lo sanno bene alla RedBull, che ha rinnovato ancora il contratto a Mark Webber, all’alba dei suoi 87 anni. E chi lo molla uno cosi’? Veloce e’ veloce, si trova bene, sviluppa la macchina e, soprattutto, quando gli dicono (come ieri) “Mark resta dietro a Sebastian”, lui se la piega pure a libretto, lo scorta al traguardo e non batte ciglio, ne’ prima, ne’ durante e ne’ mai.

Se lo avessero ordinato a Massa, questi avrebbe pianto misera per il lustro successivo, strisciando miseramente tra le curve del circuito fino a consumarsi le rotule!

A proposito, vogliamo parlare del finto moralismo in casa RedBull? Quando la Ferrari diede il famoso ordine di scuderia a Massa l’anno scorso, intimandogli di far passare Alonso, azione per cui fu sanzionata, gli austro-inglesi gridarono allo scandalo, dicendo che non era un comportamento sportivo, e su e giu’ e trick e track!. Ieri: “Mark, keep the gap”. Bravi, complimenti per la coerenza!

Non ho finito, c’e’ ancora qualcosa da dire.

Iniziamo dalla McLaren. Sono arrivati al Gran Premio di casa indietro come le balle del cane (altra citazione rubata al mio amico Carletto). Macchina lenta, rigida, saltellante… Poi in gara decisamente meglio, almeno non peggio delle RedBull. Che e’ successo? Non lo so. Quando pero’ dal box hanno detto ad Hamilton via radio di rallentare causa scarsita’ di benzina, ho pensato che fosse un trucco per fargli risparmiare le gomme, visto che l’altra volta gli avevano detto di rallentare e preservare le coperture e lui aveva risposto che “non poteva andare piu’ piano”, salvo poi mangiarsi tutto fino a cerchi e dire che “non poteva andare piu’ veloce”.

Stai a vedere, ho pensato, che lo prendono per il culo pur di convincerlo a tenersi un millimetro di caucciu’ fino al traguardo. E invece, l’ing. Bruno della RAI (a proposito, complimenti per aver finalmente capito che i team radio li vogliamo ascoltare anche noi!) mi ha messo la pulce nell’orecchio, affermando che quelli della McLaren potrebbero aver caricato meno benzina per recuperare qualche decimo al giro. Mica male, ma se fosse cosi’, come direbbe Fede, che figura di merda! Ma a prescindere da cio’, io credo che il tempo sia maturo per cacciare via il negro (scusate, io non sono razzista, ma nel mondo degli appassionati di Formula 1 quelli che non lo sopportano lo chiamano cosi’, e siamo in tanti!). Ormai, se va bene, ne butta fuori uno a Gran Premio, a volte anche due. Ieri e’ toccato ancora a Massa, che era immensamente piu’ veloce (anche 3,5 secondi al giro!), ma quando ha provato a superarlo si e’ visto speronare ferocemente, pur essendo nettamente davanti di almeno mezza macchina all’ingresso in curva. Tutto si puo’ dire tranne che Lewis Hamilton sia un gentleman driver, anzi, e’ proprio uno stronzo, a cui parte troppo facilmente la valvola, soprattutto quando e’ in difficolta’. Per me starebbe bene a casa sua. A completamento della meravigliosa giornata per il Team di Woking, non posso non citare l’incredibile errore commesso dai meccanici al pist-stop di Button: 4 dadi serrati meno 1 dado serrato e’ uguale a 300 metri di gara e poi parcheggio mesto. Che roba! Button, che e’ un signore, ha abbozzato. Se fosse capitato a Massa, avrebbe convocato un corteo di pie donne brasiliane con veli neri a piangere per due settimane lungo tutto il tracciato!

Restando su motori tedeschi, voglio chiudere con la corazzata Mercedes, facendo un passaggio su Schumacher, che ormai commette errori a iosa, degni di un ragazzino. Ieri ha valutato male l’effetto del DRS e ha inculato l’incolpevole Kobayashi. Ma si puo’? No, dico, ma uno che vinto 7 titoli mondiali… MA SI PUO’??? Ma pover’uomo, ma come si e’ ridotto. Pero’ e’ una persona anziana, e come tale io la rispetto… c’aggia’ fa?

Chiudo dicendo semplicemente che la corazzata germanica e’ ormai affondata, e nessuno la sta cercando li’ sotto, negli abissi blu. Forse farebbero meglio a seguire l’esempio della BMW che, visti gli insuccessi, decise di investire altrove.

Commento gara precedente: Gran Premio del Canada.

I POST delle ultime 3 stagioni.

11 luglio 2011 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , , , | 16 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 di Cina 2011

Ancora una RedBull mostruosa a Shanghai, ma non quella di Vettel, come era lecito attendersi visto l’esito delle qualifiche, ma piuttosto quella di Mark Webber.

L’australiano parte 18esimo (!), come gomme dure (!!) e, dopo una furibonda cavalcata, agguanta un podio stratosferico. Roba d’altri tempi, e viene da chiedersi quale altro pilota tra quelli in pista ieri sarebbe stato capace di fare altrettanto. Che Webber sia un tipo veloce e determinato non lo scopriamo oggi, ma la performance della RedBull c’ha messo del suo. Il fatto, poi, di fare il secondo e terzo stint su gomme morbide, di cui l’ultimo treno anche nuovo, ha aggiunto la ciliegina sulla torta. Applausi a scena aperta e sorpassi a iosa!

D’altronde, se Vettel non avesse palesemente sbagliato la strategia (2 soste ai box), avremmo assistito a un epilogo diverso, e per sua stessa ammissione. Il tedesco, infatti, ha detto candidamente di essere stato costretto a risparmiare le gomme. Perche’ la RedBull abbia scelto una strategia sulla carta piu’ conservativa non si sa: paura degli avversari, probabilmente, e soprattutto della McLaren, che oltre ad aver visto entrambi i piloti partire a cannone in avvio (KERS?), ha messo un super aggressivo Lewis Hamilton sul gradino piu’ alto del podio. E’ sempre un mangiagomme, ma ha vinto e ha vinto meritatamente, quindi tanto di cappello e tutti zitti. Anche Button si e’ comportato bene, e ha pure tentato di difendere il terzo posto, ma con quel Webber li’ che ha piazzato tempi da qualifica fino al traguardo c’era poco da fare. In ogni caso, un weekend memorabile per il team di Woking. La RedBull invece deve tornare a concentrarsi sul KERS, perche’ a loro dara’ pure fastidio averne uno a bordo, ma questo aggeggio, quest’anno, puo’ incidere eccome.

La Mercedes compie un vero balzo in avanti, almeno in apparenza, perche’ mette in pista un velocissimo Rosberg e un sufficientemente veloce Schumacher. Questa pero’ e’ stata la classica gara che ha messo un po’ in dubbio la capacita’ del Kaiser di fare ancora la differenza. E’ vero, partiva 14esimo mentre Rosberg era quarto, ma non ha dato mai l’impressione di riuscire ad andare forte come il giovane compagno. Mah!

E veniamo alle note dolenti, quelle che iniziano con la F e finiscono con errari.

Che malinconia. La Rossa di Maranello e’ l’unica che va indietro. Ha voglia Domenicali a dare la colpa alla galleria del vento (questa pero’ come scusa e’ nuova, quindi almeno gli riconosco la creativita’…). La verita’ e’ che la monoposto mostra enormi limiti aerodinamici, il che non solo e’ causa di immenso sottosterzo (e si vede a occhio), ma non consente ai piloti di sfruttare a dovere le coperture, dure o morbide che siano! E’ vero che queste Pirelli devono ancora migliorare, perche’ cedono di schianto, ma quelle della Ferrari muoiono di infarto alle coronarie senza preavviso.

Alonso e’ stato mediocre (pare che abbia fatto anche un errore nell’uso del DRS), al punto tale da riuscire a fare peggio di Massa, che invece, dal canto suo, ha mostrato di poter competere con i migliori per alcuni giri. Insomma, non ci si capisce nulla: Alonso va forte e Massa va piano… Massa va forte e poi piano di nuovo e Alonso non si schioda. D’altronde che la scuderia sia allo sbando si vede anche dalla scelta strategica di fare solo 2 soste. E’ vero che quando sei nei guai le devi tentare tutte, ma cosi’ e’ davvero deprimente.

Mi viene da dire che questa 150th Italia sia l’ombra della monoposto dell’anno scorso (a proposito, ma la galleria del vento non e’ sempre la stessa??), mentre somiglia molto di piu’ alla sfigatissima F60 del 2009…

Sono preoccupato, urge cambio al vertice per cercare di riacchiappare il Mondiale per i capelli. Intanto il divario dalla vetta e’ gia’ notevole.

Commento gara precedente: Gran Premio della Malesia.

I POST delle ultime tre stagioni.

18 aprile 2011 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 d’Australia 2011

Ci siamo! A 4 mesi e mezzo di distanza dal disastro Ferrari di Abu Dhabi, e’ ripartito il Circus piu’ veloce del Mondo.

E come e’ ripartito? Cosi’ come era finito, anzi peggio. Ma prima di infilarci in questo oscuro tunnel, vorrei esordire citando Cesara Buonamici, conduttrice del TG5 di ieri sera (domenica):

“trionfo di Vettel ma anche trionfo della tecnologia italiana con le gomme Pirelli”.

Ehm… Cesara, le gomme sono le stesse per tutti. Chiunque vinca, la Pirelli vince sempre.

Andiamo bene…

Ma torniamo alla corsa. Evidentemente e’ presto per tirare conclusioni che abbiano un minimo di oggettivita’, ma alcune cosucce interessanti si sono gia’ viste.

Prima di tutto la RedBull e’ un mostro, e se lo era l’anno passato stavolta e’ pure peggio (o meglio, dipende dai punti di vista). Il tedeschino campione in carica ha dominato l’intero weekend, e ha vinto con una facilita’ disarmante.

E, NOTA BENE, la RedBull non ha nemmeno il KERS! Figuriamoci se l’avesse! Si, Webber non ha brillato come il compagno, arrivando quinto, ma sicuramente non e’ in palla come il tedesco e, soprattutto, ha pagato una strategia sbagliata (ha montato le gomme dure dopo il primo stint).

Ma se questa e’ la RedBull, allora in casa Ferrari, come pure altrove, c’e’ da essere fortemente preoccupati.

Ma anche la McLaren non scherza: e’ indietro, ma e’ senz’altro la migliore delle inseguitrici. Penoso, per il cuore dei ferraristi, dover assistere agli attacchi di Button a Massa in avvio di gran premio. Pur non essendo Button, come dire, un noto aggressore, riusciva ad insidiare il brasiliano con una facilita’ disarmante. E’ arrivato sesto, ma solo a causa del fatto di averlo superato tagliando una curva e di essere stato penalizzato con un drive-through, altrimenti di punti a Maranello ne sarebbero arrivati ancora meno.

E poi c’e’ la Lotus Renault, che se e’ riuscita a fare cassa con Petrov (che e’ buon pilota, intendiamoci!), chissa’ cosa avrebbe combinato con Kubica. A proposito: mi aspettavo una livrea emozionante in stile Lotus di Ayrton, ma il realta’, sara’ che le auto sono cambiate tanto, sara’ che i colori non mi sembrano esattamente gli stessi, ma l’immagine non suscita alcun ricordo piacevole. Per carita’, brutta non e’, ma non e’ la stessa cosa. Peccato…

La sintesi, dunque, e’ che la Ferrari non solo sembra indietro, ma appare ancora piu’ in difficolta’ di 12 mesi fa. Massa accusa le gomme, ma si sa che Massa deve sempre dare la colpa a qualcuno/qualcosa che non sia egli stesso. Peccato che fino a 5 minuti prima del Gran Premio avesse sempre tessuto le lodi delle coperture italiane.

Insomma, Filippino, lo vuoi capire che sei un pilota medio e niente di piu’? E’ una vita che lo diciamo, siamo tutti convinti, manchi solo tu. Dai, unisciti!

Discorso diverso con Alonso. A parte la strategia migliore, ma il manico c’e’ sempre, tolta la falsa partenza (da quinto a nono alla prima curva). Diciamo che puo’ succedere, diciamo che siamo alla prima gara, diciamo che c’e’ l’emozione, diciamo che le gomme erano fredde (valeva per tutti), diciamo tutto quello che vogliamo dire per concedere il beneficio dell’inventario, ma speriamo che lo spagnolo ci risparmi qualcuno degli errori che hanno sicuramente compromesso il titolo nel 2010.

Ma veniamo al tema scottante: la macchina. Dovendo giudicare dai tempi di Alonso nell’ultimo stint, verrebbe da dire che quando il serbatoio e’ leggero e le gomme sono (finalmente!) calde, la monoposto vada, e sia all’altezza dei primi.

Quindi, siamo sempre li’. La Ferrari non riesce a capitalizzare la fase di avvio, causa enorme, immensa, inaudita difficolta’ a mandare in temperatura le gomme. E quindi, altro che Pirelli, succedeva lo stesso con le Bridgestone! E questa e’ sicuramente la ragione per cui da quelle parti si soffre molto pure in qualifica, dove i giri sono pochi e bisogna mettere a terra tutto e subito. E’ chiaro allora che se parti male e ti ritrovi nel gruppo mentre quelli davanti ti danno 30 secondi in 15 giri, non ci sono manico e strategia che tengano!

Si tratta, dunque, di un problema cronico, che a Maranello non riescono proprio a risolvere. Saranno i flussi, sara’ l’assetto, sara’ la distribuzione dei pesi, sara’ tutto quello che ci viene in mente, ma io continuo a ritenere che il motore Ferrari sia sempre molto assetato, e che sia necessario partire con “qualche” chilo in piu’ di carburante, e che quindi la macchina sia mediamente piu’ pesante in avvio. Si vedra’… Sta di fatto che l’attitudine del management continua a non piacermi. A Maranello ci serve gente che guardi la concorrenza dall’alto in basso, non che tenga lo sguardo sempre a terra e che dica “stiamo lavorando… vedremo se avremo fatto un buon lavoro… siamo fiduciosi…”, salvo poi prenderselo in saccoccia e tornare a casa con la coda fra le gambe promettendo di lavorare di piu’. Va bene, ma non basta.

O fai come Todt che non diceva niente a nessuno e vinceva tutto, oppure fai come il Drake, che mandava tutti a cagare, che sfidava il Mondo a testa alta e che quando perdeva si dava per primo del coglione, salvo tornare subito a casa e fare un mazzo cosi’ a tutti. In provincia di Modena si sono vinti decine di titoli cosi’, e non e’ il caso di diventare dei molluschi tutto d’un tratto!

Ma riprendiamoci, e passiamo pure alla fesseria piu’ grossa del nuovo regolamento: il DRS.

Ovvero Drag Reduction System. Ricorderete come l’anno scorso molte scuderie si fossero attrezzate, strada facendo, per poter modificare alla bisogna il flusso d’aria sull’ala posteriore, in modo che questa, in alcune situazioni, stallasse generando meno deportanza sulla vettura e consentendo di guadagnare alcuni Km/h.

Quest’anno e’ diventata Legge, quindi e’ stato introdotto e regolamentato un dispositivo che il pilota puo’ controllare dall’abitacolo con un apposito pulsante. La pressione del quale solleva una parte dell’ala posteriore, riducendo la superficie dell’ala stessa, e quindi il “drag”, cioe’ l’effetto di frenata (che genera una spinta verso il basso). Eccovi un  bel disegnino che funziona meglio e piu’ di tante parole:

Peccato che:

  • Lo puo’ utilizzare solo il pilota che segue. Cioe’ chi sta dietro puo’ beneficiarne, chi sta davanti si fotte;
  • Il pilota che precede deve trovarsi a non piu’ di 1 secondo di distanza (hanno il radar?);
  • L’auto che segue deve trovarsi in una sezione della pista ben identificata e stabilita prima della gara;
  • Il DRS puo’ essere usato solo una volta al giro e mai nei primi 2 giri (non ci sono limitazioni durante le prove e le qualifiche);
  • il DRS, in caso di safety car, puo’ essere utilizzato solo dopo almeno due giri che la stessa sia rientrata ai box (e vabbe’, su questo…).

Insomma, e’ pur vero che si tratta di un sistema che dovrebbe favorire i sorpassi e quindi lo spettacolo, ma mi sembra una cosa molto stupida. Sia per il fatto stesso di esistere, perche’ si vuole ovviare all’aver costruito piste e definito regolamenti che ostacolano i sorpassi in ogni modo, sia per averlo regolamentato in modo cosi’ assurdo, e sia per aver dato al pilota un ulteriore elemento di distrazione durante una fase cosi’ cruciale e rischiosa.

Rispetto a quest’ultimo punto poi, gia’ m’immagino il pilota di turno che con una mano aziona il DRS, con l’altra il KERS, e con l’altra tiene lo sterzo e guida.

Buona stagione a tutti!

AGGIORNAMENTO: Massa da nono si piazza settimo, causa la squalifica di entrambe le Sauber (Perez settimo e Kobayashi ottavo) per irregolarita’ all’ala posteriore.

28 marzo 2011 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , | 14 commenti

   

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