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L'umanita' sta regredendo

Post-Gara Gran Premio di Formula 1 della Malesia 2014

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30 marzo 2014 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Post-gara Gran Premio di F1 di Abu Dhabi 2011

Si, lo so, ne ho saltati due. E non tanto per mancanza di tempo, ma piuttosto per assenza di interesse. India e Korea, due gran premi incommentabili. Sara’ un pregiudizio, ma le corse asiatiche, tolto il Giappone, sinceramente non mi entusiasmano mai piu’ di tanto. Pero’, prima o poi (forse) li recupero.

Ma parliamo di oggi, perche’ nella gara degli Emirati qualcosa di diverso si e’ visto.

Prima di tutto l’errore di Vettel: non accadeva dal 1958, ma prima o poi (ri)capita a tutti. Ma poi, la domanda e’: si tratta di errore vero? E’ stato veramente cosi’ aggressivo sul cordolo alla prima curva da compromettere la tenuta della gomma posteriore destra? Puo’ essere, ma anche no. Si, d’accordo, quando si parte gli pneumatici non hanno ancora raggiunto la pressione ideale, e quel cordolo con il dorso duro e’ parecchio bastardo. Ma gli altri, come mai non hanno “detallonato”?

Misteri della Formula 1.

Secondo me la gomma non c’entra nulla, perche’ quando Vettel e’ arrivato ai box aveva un braccetto della spospensione molle come un budino, quindi secondo me ha preso un discreto colpo! Componente difettoso? Forse. Sta di fatto che questo inconveniente ci ha privati del dispiacere di vedere il tedesco infliggere ulteriori mortificazioni al resto della truppa.

E, invece, Hamilton ne ha subito approfittato, mettendosi davanti e restandoci per tutta la gara, andando a cannone senza commettere errori. A tal punto da non aver nemmeno sofferto del suo cronico problema, cioe’ il solito consumo eccessivo delle coperture. Buon per lui, a me continua a stare sulle palle, ma amen.

Anche Alonso, come sempre, ha dato di tutto e di piu’, prendendosi un gran bel secondo posto, riuscendo a tenere per tutta la durata della gara il passo dell’inglese. Tutti gli altri oggi hanno guardato, pero’, almeno, c’hanno provato, chi piu’ e chi meno.

La Ferrari, almeno quella che Alonso tiene sotto le terga, sembra aver recuperato molto del gap, e anche visivamente la monoposto si comporta meglio, anche se somiglia in modo imbarazzante alla RedBull. E non mi riferisco solo al muso e al fondo, ma soprattutto all’assetto picchiato, che e’ stata una delle tante genialate di Adrian Newey. Certo, copiare le buone idee non e’ vergognoso, anzi e’ perfino intelligente, ma a Maranello di solito l’innovazione si faceva e non si subiva in questo modo. E poi c’e’ un altro problema: siccome Alonso ci mette sempre tanto di suo, alla faccia di chi dice che il pilota oggi non fa la differenza (andate a raccontarlo a Liuzzi!), questo rende sempre difficile comprendere gli effettivi progressi tecnici. Se il riferimento fosse Massa non dico che ci sarebbe da uccidersi, ma nemmeno da essere troppo lieti.

Bella la battaglia tra Button e Webber, che pero’, come al solito, ha sbagliato l’ennesima partenza e ha anche provato una strategia che, alla fine, si e’ rivelata un po’ da pirla. Va riconosciuto che non e’ tutta colpa sua, perche’ i suoi meccanici al primo pit stop hanno toppato di brutto, facendogli perdere una decina di secondi. Button, invece, ha lamentato problemi di assetto: problemi suoi stavolta, visto che l’assetto lo decide il pilota. Buono il terzo posto, comunque.

Massa, pur non brillando, e’ riuscito a fare meno peggio del solito, mettendoci un po’ di grinta in piu’. Forse si sta preparando mentalmente alla gara di casa, dove si esalta. Gia’, peccato che sara’ l’ultima e sara’ sempre troppo tardi. Velleita’ a parte, giungere a 40 e passa secondi dal compagno non lo illumina d’immenso.

D’altronde, Luca Cordero di Montezemolo c’ha tenuto a precisare, un paio di giorni fa, che i piloti Ferrari sono entrambi confermati per il 2012. La storia insegna che quando in Ferrari si dice cosi’ accade sempre il contrario, quindi aspettiamoci qualche sorpresa. Chissa’ che Kubica non rientri in tempo per stringere un volante rosso in mano, o che magari Button non si sia scocciato di stare in McLaren, o che a Maranello riescano a sborsare qualcosa in piu’ dei 12 milioni a stagione che Rosberg si becca dalla Mercedes. Vedremo.

Gli altri: ormai anche le Mercedes e le Lotus Renault sono annegate nel mare nero della mediocrita’, e si devono confrontare con team dal blasone assai meno pregiato. Speriamo che abbiano messo bene mano al progetto dell’anno prossimo, altrimenti saranno altri dolori (per loro!).

Spiace, ancora una volta, per le Toro Rosso, che pur avendo tra le mani un buon progetto non riescono a capitalizzare. Speriamo nell’ultima gara, visto che hanno solo 1 punto di distacco dalla Sauber e passare dall’ottava alla settima posizione significa portarsi a casa qualche milione extra da investire sul 2012. A me piace molto che puntino su piloti giovani, pero’ forse avere in casa almeno un pilota piu’ scafato potrebbe aiutare. E’ il solito dilemma.

La pista: bellissima, come sempre. Pero’ continuero’ a criticare, finche’ campo, quella folle uscita dai box! Non si capisce perche’ creare una situazione di pericolo di quel genere quando se ne poteva tranquillamente fare a meno. Anche la strUnzata di avere 2 punti adibiti all’uso del DRS, di cui il secondo spesso ha vanificato l’utilita’ del primo, e’ qualcosa su cui si dovrebbe riflettere bene. D’altronde, come ha detto un giornalista oggi, invece di ragionare su sistemi come il DRS, sarebbe piu’ produttivo pensare a cambiare i tracciati.

Indovinello di chiusura: chi e’ arrivato ultimo? Dico solo il cognome: inizia con L e finisce con iuzzi.

Commento gara precedente: Gran Premio dell’India (manca).

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13 novembre 2011 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , | 2 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 d’Ungheria 2011

Per la prima volta quest’anno, mi ritrovo a non sapere cosa dire. Ma non perche’ la gara sia stata povera di eventi, tutt’altro, ma perche’ qui mi pare che ormai la solfa si stia ripetendo a piacere.

Prima di tutto ormai e’ chiaro che il problema dei sorpassi sia stato risolto dalla F.I.A. Ma a che prezzo? Ottantanove (erano 89?) pit stop! Ma vi sembra normale che le auto passino piu’ tempo a entrare e uscire dai box che a macinare chilometri?

Poi, vi sembra sensato che si possano costruire delle gomme “a comando”? Le voglio che durino 11 giri! OK! Le voglio che durino 15 giri, ma al 12-esimo devono crepare senza esplodere. OK!

Ma scusate, ma allora perche’  non buttiamo via tutto e costruiamo dei carretti a spinta dove l’unico elemento tecnologico sia la mono-gomma Pirelli e vediamo come va a finire?

Almeno non dovremo assistere agli atti pirateschi di Hamilton! Ha voglia Alesi (a cui va sempre il mio imperituro amore) a dire che i commissari hanno sbagliato e che lui non poteva aspettare che passassero tutti. Col cavolo, lui DOVEVA aspettare che passassero tutti! E cazzo: sbaglia, va in testacosa e che fa? Per non perdere tempo, rischia di speronare un paio di avversari? Lasciamo perdere la sicurezza: se anche non si fossero fatti nemmeno un graffio, vuoi mettere l’incazzatura colossale per avergli rovinato la gara pure a loro?!?

Per me e’ chiaro che Hamilton sia arrivato al punto da essere sbattuto fuori dal circus. Si, d’accordo, e’ bravo, ma troppo spesso gli salta il neurone e fa delle cose pericolosissime. Solo Takuma Sato, ai bei tempi, gli era superiore! Ma che c’entra, quello era un kamikaze per definizione, questo invece e’ solo uno sciocco, e pure presuntuoso.

E poi, in fin dei conti, se manca Hamilton, c’e’ sempre Jenson Button. Lo sapete che io non impazzisco per costui, ma quando fa queste cose io mi levo puntualmente il cappello. Velocissimo, sempre in controllo (sul bagnato!), aggressivo quando serve e paziente quando non serve, preciso sui cordoli, dolce come uno zuccherino sulle gomme e, soprattutto, senza provare strategie da ipodotato e senza spingere oltre i limiti della Fisica. Abbiate pazienza, ma e’ cosi’.

Al contrario di Alonso, che manico e’ e manico resta, ma che stavolta ha veramente esagerato! E che avesse in animo di farlo si e’ capito dalla prima curva, dove e’ arrivato a cannone e poi si e’ ricordato che a) non era solo in pista e b) che tra le gomme e l’asfalto c’era un discreto velo d’acqua.

Poi altri errori, uno dopo l’altro, fino a quello meraviglioso quando era in caccia di Vettel (e poteva veramente acciuffarlo!) ma ha deciso di vanificare tutto andando nuovamente in testacoda.

Lui dice: “non ho nulla da perdere, devo essere sempre aggressivo”. Io dico: anche Button non ha nulla da perdere…

Massa, dal canto suo, dopo essersi esaltato domenica scorsa, e’ rimpiombato nel limbo, commettendo a sui volta un paio di errori grossolani, di cui il secondo gli ha pure spataccato l’alettone posteriore e ciao DRS…

Per carita’, bello il tentativo del muretto Ferrari di anticipare la sosta di Fernando, e con il senno di poi si puo’ dire che abbia pagato, consentendo allo spagnolo di saltare Webber e avvicinare Vettel. Pero’ qui torniamo alla questione della solita solfa con cui ho aperto, cioe’ che il problema e’ sempre lo stesso: per quanto questa Ferrari migliori, per quanto abbia una prima guida velocissima, resta sempre dietro a qualcuno, e non da mai la sensazione di essere il miglior pacchetto del lotto, se non altro per il singolo gran premio. E’ veloce, anche piu’ degli altri (Massa ha fatto il record in gara), ma non capitalizza. Anzi, capitalizzano gli altri: vai a chiedere a Vettel se gli dispiace essere arrivato secondo.

Tanto e’ che se la RedBull va forte, la Ferrari e’ dietro, se va forte la McLaren, la Ferrari e’ comunque dietro! Cosi’ non si vince una fava, se non il premio fegato d’oro del tifoso 2011! E poi, per battere le altre scuderie, i punti devono portarli entrambi i piloti!

Chiudo con 2 menzioni d’onore:

  1. A Heidfeld, che stavolta e’ riuscito a non spiccare il volo, ma ha rischiato l’ustione alla Lauda quando gli scarichi innovativi della sua Renault hanno deciso di prendere fuoco, e poi di esplodere sul piede di un commissario di pista…
  2. A Vitantonio Liuzzi, che a prescindere dalla scuderia, conferma sempre le sue doti di eccelso driver. Siccome non c’era Chandkok, e’ toccato a lui arrivare ultimo, con soli 5 giri di distacco. Che, su una pista lenta come questa, equivalgono a 10 tornate di Monza… Complimenti Tonio, o come diavolo ti chiami!

Commento gara precedente: Gran Premio di Germania.

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1 agosto 2011 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , | 7 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 di Germania 2011

Che dire? Ormai la Ferrari va forte come la RedBull. O meglio, siccome va forte anche la McLaren, credo che sia piu’ corretto affermare che e’ stata la RedBull a rallentare un po’.

Come a dire che, dalla scorsa gara, senza scarichi soffiati sono veramente cazzi. Ribadisco, pratica assai scorretta da parte della F.I.A., ma questo e’ quanto.

Ieri la RedBull ha confermato 3 fatti molto importanti:

  • Webber non imbrocca una partenza nemmeno se spegne lui i semafori;
  • Vettel quando e’ sotto pressione e non e’ in testa fa cazzate, pero’ ha pure un gran culo;
  • Ai pit-stop sono dei mostri, mentre in casa Maranello si continuano a raccogliere brutte figure.

Detto questo, l’outsider di ieri e’ stato Hamilton, che ha messo in pista le sue indiscutibili qualita’ di pilota estremamente veloce e ha vinto una gara bellissima. Aiutato, va detto, da un consumo gomme piuttosto regolare, dovuto non al suo piedone ma, piuttosto, alle circostanze (pista+meteo+strategia soste). A tale proposito, ci tengo a evidenziare ancora una volta che questa storie delle mescole diverse resta un gran casino. Possibile che anche ieri nessuno c’abbia capito una mazza, e tutti fossero convinti di andare piu’ piano di un secondo e mezzo con le dure?

Alonso, e con lui la Ferrari, ha peccato di presunzione: invece di fotocopiare la strategia McLaren ha pensato di restare dentro e fare 2 giri alla Schumacher. D’altronde, nel POST precedente, l’avevo detto che lui poteva farlo, e non intendo smentirmi adesso. Pero’ pretendere di piazzare tempi da qualifica sui cerchioni mi sembrava eccessivo! Detto fatto: 2 giri di merda, e addio vittoria, con immensa rabbia dell’arabia saudita del sottoscritto e di qualche altra milionata di tifosi Ferrari sparsi qua e la’.

Per carita’, coi tempi che corrono un secondo posto e’ oro, soprattutto se paragonato alla situazione di qualche settimana fa, ma ieri in provincia di Modena di poteva vincere, e non e’ andata cosi’. A dimostrazione, ancora una volta, che la Ferrari di oggi si perde facilmente quando c’e’ da prendere rapidamente una decisione che puo’ cambiare le sorti di una gara. Per contro, e qui possiamo anche ridere, Vettel ha un vantaggio di 77 punti su Webber (piu’ di 3 gare) e, addirittura, di 86 su Alonso (quasi 4 gare). E quando lo perde il mondiale questo?

A questo punto, pero’, mi sento obbligato a dedicare qualche riga a Felipe Massa. Negli ultimi mesi l’ho massacrato, ma ieri sembrava quello di una volta. Dal rientro dopo la botta ungherese si era perso, ma ieri sulla pista tedesca ha messo giu’ velocita’ e prestazioni degne, se non meglio, di Alonso stesso, tenendo dietro abilmente Vettel e compiendo due sorpassi difficilissimi di puro manico, in un punto della pista in cui l’uso del DRS era vietato.

Sara’ che Montezemolo gli ha detto che lo terra’ anche l’anno prossimo, ma questo e’ anche la riprova che il pacchetto c’e’, e che lui, se vuole, e’ pilota vero. Pero’ e’ pure sfigato, sia perche’ dopo una partenza incredibile ha dovuto mollare per non ritrovarsi seduto in abitacolo col compagno di squadra, e sia perche’, come abbiamo detto, uno dei meccanici ha pensato bene di incartarsi con un dado. Un miserabile dado che spero abbiano fuso senza ritegno subito dopo, insieme al meccanico, ovviamente.

Mi direte: gli errori ci stanno! D’accordo, ma ci stessero ogni tanto pure da qualche altra parte sarebbe statisticamente piu’ corretto ed emotivamente piu’ accettabile. E poi sono gli errori stupidi che fanno incazzare all’ennesima potenza.

In ogni caso, bravo Felipe, ti auguro di continuare cosi’, e mi auguro di essere qui domenica prossima a tessere nuovamente le tue lodi.

Delle altre scuderie, Mercedes e Renault incluse, cosa dire? Ormai il divario e’ imbarazzate, e quando i primi giravano sul piede dell’1:37, gli ultimi pascolavano intorno all’1:42…

Cinque secondi al giro, in questo sport, sono come, che ne so, 3 ore nella maratona? Un abisso profondo, vergognoso e incolmabile.

Dulcis in fundo, da segnalare il ritorno di Chandkok, meraviglioso driver indiano che, tanto per non smentirmi, e’ arrivato ultimo, staccato di soli 4 giri. Non che Kovalainen abbia fatto tanto meglio (18-esimo), ma almeno di giri ne ha presi solo due. Facciamo i conti, e scopriamo che nel tempo che Hamilton ha impiegato per vincere la gara, il talento del sub-continente e’ rimasto indietro di circa 20 Km!

Tik hè!!!

Commento gara precedente: Gran Premio di Gran Bretagna.

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25 luglio 2011 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , , | 13 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 di Cina 2011

Ancora una RedBull mostruosa a Shanghai, ma non quella di Vettel, come era lecito attendersi visto l’esito delle qualifiche, ma piuttosto quella di Mark Webber.

L’australiano parte 18esimo (!), come gomme dure (!!) e, dopo una furibonda cavalcata, agguanta un podio stratosferico. Roba d’altri tempi, e viene da chiedersi quale altro pilota tra quelli in pista ieri sarebbe stato capace di fare altrettanto. Che Webber sia un tipo veloce e determinato non lo scopriamo oggi, ma la performance della RedBull c’ha messo del suo. Il fatto, poi, di fare il secondo e terzo stint su gomme morbide, di cui l’ultimo treno anche nuovo, ha aggiunto la ciliegina sulla torta. Applausi a scena aperta e sorpassi a iosa!

D’altronde, se Vettel non avesse palesemente sbagliato la strategia (2 soste ai box), avremmo assistito a un epilogo diverso, e per sua stessa ammissione. Il tedesco, infatti, ha detto candidamente di essere stato costretto a risparmiare le gomme. Perche’ la RedBull abbia scelto una strategia sulla carta piu’ conservativa non si sa: paura degli avversari, probabilmente, e soprattutto della McLaren, che oltre ad aver visto entrambi i piloti partire a cannone in avvio (KERS?), ha messo un super aggressivo Lewis Hamilton sul gradino piu’ alto del podio. E’ sempre un mangiagomme, ma ha vinto e ha vinto meritatamente, quindi tanto di cappello e tutti zitti. Anche Button si e’ comportato bene, e ha pure tentato di difendere il terzo posto, ma con quel Webber li’ che ha piazzato tempi da qualifica fino al traguardo c’era poco da fare. In ogni caso, un weekend memorabile per il team di Woking. La RedBull invece deve tornare a concentrarsi sul KERS, perche’ a loro dara’ pure fastidio averne uno a bordo, ma questo aggeggio, quest’anno, puo’ incidere eccome.

La Mercedes compie un vero balzo in avanti, almeno in apparenza, perche’ mette in pista un velocissimo Rosberg e un sufficientemente veloce Schumacher. Questa pero’ e’ stata la classica gara che ha messo un po’ in dubbio la capacita’ del Kaiser di fare ancora la differenza. E’ vero, partiva 14esimo mentre Rosberg era quarto, ma non ha dato mai l’impressione di riuscire ad andare forte come il giovane compagno. Mah!

E veniamo alle note dolenti, quelle che iniziano con la F e finiscono con errari.

Che malinconia. La Rossa di Maranello e’ l’unica che va indietro. Ha voglia Domenicali a dare la colpa alla galleria del vento (questa pero’ come scusa e’ nuova, quindi almeno gli riconosco la creativita’…). La verita’ e’ che la monoposto mostra enormi limiti aerodinamici, il che non solo e’ causa di immenso sottosterzo (e si vede a occhio), ma non consente ai piloti di sfruttare a dovere le coperture, dure o morbide che siano! E’ vero che queste Pirelli devono ancora migliorare, perche’ cedono di schianto, ma quelle della Ferrari muoiono di infarto alle coronarie senza preavviso.

Alonso e’ stato mediocre (pare che abbia fatto anche un errore nell’uso del DRS), al punto tale da riuscire a fare peggio di Massa, che invece, dal canto suo, ha mostrato di poter competere con i migliori per alcuni giri. Insomma, non ci si capisce nulla: Alonso va forte e Massa va piano… Massa va forte e poi piano di nuovo e Alonso non si schioda. D’altronde che la scuderia sia allo sbando si vede anche dalla scelta strategica di fare solo 2 soste. E’ vero che quando sei nei guai le devi tentare tutte, ma cosi’ e’ davvero deprimente.

Mi viene da dire che questa 150th Italia sia l’ombra della monoposto dell’anno scorso (a proposito, ma la galleria del vento non e’ sempre la stessa??), mentre somiglia molto di piu’ alla sfigatissima F60 del 2009…

Sono preoccupato, urge cambio al vertice per cercare di riacchiappare il Mondiale per i capelli. Intanto il divario dalla vetta e’ gia’ notevole.

Commento gara precedente: Gran Premio della Malesia.

I POST delle ultime tre stagioni.

18 aprile 2011 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

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