TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

GP di Germania: “nell’interesse dello sport”

C.v.d.

E l’ho gia’ scritto nell’aggiornamento serale del POST di ieri. Le Rosse si sono beccate un bel multone di 100.000 dollari. Che di questi tempi saranno pure soldi, ma che per una scuderia che presumibilmente spende 500 milioni di Euro all’anno sono bruscolini. Quindi meglio tacere, pagare e intascare la doppietta in terra teutonica.

Ma non e’ giusto.

Stamattina leggo sulla Gazzetta.it qualche affermazione di Stefano Domenicali, che tra le altre cose dice “nell’interesse dello sport abbiamo deciso di astenerci dall’avvio della procedura di appello…”.

L’interesse dello sport?

L’INTERESSE DELLO SPORT???

Caro Stefano, lo dico a te e a chi ti ha messo li’: l’interesse dello sport lo si persegue fungendo da esempio per gli altri, a cominciare dal rispetto delle regole. Perche’ la leadership di un mito come la Ferrari non la si esercita solo costruendo la monoposto migliore e lavorando sodo per arrivare a mettere due piloti davanti agli altri. Tutto cio’ e’ molto bello e vi fa onore, ma la leadership si esercita guidando il gruppo in modo etico e coerente!

Per dinci e poi per bacco!

L’interesse dello sport e’ anche quello delle centinaia di migliaia di spettatori che hanno pagato un biglietto per vedere uno spettacolo vero in pista e non l’interpretazione distorta del concetto di convenienza. E dei tifosi di Felipe Massa, che avrebbero tratto grande gioia nel veder vincere il loro beniamino. E poi? Ci vogliamo scordare di quei centinaia di milioni di fessi che vi guardano in TV tutte le volte, a partire dal sottoscritto?

Ma scusa, ma a chi la vogliamo raccontare? Lo sport… Sappiamo benissimo tu e io e qualche altro miliardo di persone che qui di sportivo c’e’ molto poco. Quando si spende quello che si spende, e’ necessario vincere per far tornare i conti. Un altro 2009 non te lo potevi certo permettere. Pero’, ragioniamo. Quando alla fine dell’anno Alonso NON avra’ vinto il Titolo Mondiale, cosa penserai della manovraccia che hai compiuto ieri?

Ma almeno fatti furbo no? Tu e quel pirlone di Rob Smedley (l’ingegnere di macchina di Felipe Massa) che ha pure detto “sorry”. Vuoi dare un ordine di scuderia? E digli che sta per finire la benzina o che si sta mangiando il cambio o che sta strisciando le chiappe a terra. Qualsiasi cosa, ma non quello! Ma allora siete proprio una manica di dilettanti! Metticeli tu quei 100.000 verdoni, oppure chiedili a Rob!

A me non sei mai piaciuto, ma ora stai facendo di tutto per trasformare la mancanza di fiducia in te in mancanza di Fede nella Ferrari.

Vattene! Io voto per Jean Alesi come Direttore Sportivo del team Ferrari di Formula 1.

Vogliamo Jean! Vogliamo Jean! Vogliamo Jean!

26 luglio 2010 Posted by | Aziende e dipendenti, Bestialita', Cose da ricordare, formula 1 | , , , , , , , , , , | 4 commenti

Chiusura della stagione di Formula 1 2009

Se questo articolo fosse stato scritto 30 anni fa da un’altra persona qualsiasi, e io lo leggessi oggi per la prima volta, mi formerei un giudizio inquinato. Penserei che l’autore avesse, a suo tempo, volutamente calcato la mano su una serie di fatti e di eventi, al semplice scopo di romanzare la storia, e di consegnarla distorta al giudizio delle generazioni successive. Ma la questione qui e’ assai piu’ semplice: c’e’ molto poco da romanzare, i fatti sono andati cosi’, e il giudizio e il commento, per quanto soggettivi e personali possano essere, non spostano la conclusione in maniera percettibile. Conclusione, che a discapito dei meriti di chi ha vinto e delle evidenti colpe di chi vinto non ha, e’ una  e una sola: la stagione 2009 del Campionato del Mondo di Formula 1 andrebbe rimossa! Da tutto! Dagli annali, da Internet, dalla memoria e dal bagaglio di esperienza che una qualsiasi competizione sportiva genera, e sul quale, nel bene e nel male, si costruisce quello che viene dopo.

E’ stato un orrendo sabba stregonesco, che nel pentolone della politica e delle lotte intestine, ha cucinato e malamente rimestato i regolamenti, la tecnologia, le qualita’ di pochi e le mediocrita’ di tanti, le scelte errate e le fortune inattese.

E dire che le avvisaglie c’erano state, gia’ quando una scuderia formalmente chiusa e fallita come la Honda, venduta per una sterlina e recuperata per il rotto della cuffia da Ross Brown, con due piloti decenti ma che campioni non sono, ha letteralmente dominato grazie a un trucco regolamentare. Il doppio fondo. Se si poteva fare, allora poveri quelli che non l’hanno capito, Ferrari in testa, e se non si poteva, allora andava sanzionato seriamente dalla F.I.A. In entrambi i casi, la cosa andava chiarita con fermezza, e prima di versare il primo olio nelle coppe.

La BrownGP ha vinto meritatamente, non tanto battendosi in pista, ma soprattutto lavorando bene al tecnigrafo e al sistema CAD. E poi, guidata da quell’indiscutibile genio che la possiede, e che le ha affibbiato il proprio nome in una sorta di rito propiziatorio (Enzo Ferrari, Frank Williams, ecc…), ha semplicemente amministrato il ritorno sorprendente della RedBull. La quale, pur avendo compiuto degli errori, ha rivelato tre cose. La prima: che nel panorama della Formula 1 del 21-esimo secolo c’e’ un nuovo pilota tedesco che potrebbe non farci rimpiangere troppo un altro tedesco che di titoli ne ha vinti 7. Si chiama Sebastian Vettel (si pronuncia Fettel!). La seconda: che Adrian Newey e’ talmente geniale da riuscire a far andare veloce anche un cassonetto per la raccolta differenziata. La terza: che vendendo bibite energetiche si puo’ competere alla pari in un mondo che, da sempre, sembrava riservato solo agli storici costruttori.

Storici costruttori che, evidentemente, hanno fallito miseramente. Forti delle loro certezze, sono caduti pesantamente dal piedistallo. Tutti! Solo la McLaren, con uno sforzo mostruoso, e piu’ che altro economico e coperto dal poderoso salvadanaio della Mercedes, e’ riuscita a rimettere in piedi la propria dignita’, rendendo nuovamente competitivo il suo campione del mondo. Un Lewis Hamilton che, oggettivamente, e’ piacevole come una scarpa 38 su un piede 41, ma che e’ veloce come pochi altri. Ma la BMW, la Toyota, la Renault e, come dimenticarsene, la Ferrari, hanno portato a casa solo un risultato: una penosa figura che, con precisione diabolica, si colloca esattamente agli antipodi della loro reputazione e delle aspettive degli osservatori. E, infatti, la BMW e la Toyota l’anno prossimo saranno assenti in griglia, e la Renault, con ogni probabilita’, ci salutera’ nel 2011.

La casa di Monaco negli ultimi cinque anni ha esibito soltanto enormi ambizioni, e ha compiuto un percorso incomprensibile, dando sempre la netta impressione di non capirci poi molto. Emblematica la scelta di spingere piu’ degli altri l’introduzione del K.E.R.S. con una determinazione sconcertante, salvo poi eliminarlo subito. I giapponesi, seppur dotati di un budget faraonico, sono riusciti nel difficile intento di far passare la voglia a uno tosto come Jarno Trulli, a tal punto da renderlo perfettamente inutile. La Ferrari merita un discorso a parte, ma non perche’ io ne sia un sanguigno seguace, ma perche’ la gamma e la varieta’ di errori compiuti la posizionano in una categoria a parte: quella degli incapaci che, tanto per gradire, sono anche sfigati. Non bastava aver toppato nell’intepretazione del regolamento, lasciando passare l’opportunita’ di costruire il famoso doppio estrattore da subito; non bastava aver progettato una macchina senza grip e incapace di sfruttare al meglio le gomme. E non bastava aver tirato fuori un motore talmente assetato di carburante da rendere superflua qualsiasi strategia in materia di pit-stop, e nemmeno il fatto di avere deciso di fermare lo sviluppo della F60 a meta’ stagione, pregiudicandosi ogni residua, seppur minima, opportunita’ di salvare il salvabile. Non bastava tutto questo, no. Mancava l’incidente di Felipe Massa al Gran Premio di Ungheria, che ha messo fuori gioco il pilota. Il quale sembrava fosse, tra i due “cavallini”, quello meglio in grado di contribuire alla causa. Perche’, parliamoci chiaro, il buon Raikkonen, pur essendo un driver dal talento indiscusso, si e’ risvegliato troppo tardi. Forse lui e’ uno che ha bisogno di sentirsi protagonista, e non ama dover competere internamente, visto che ha iniziato e concentrarsi e a impegnarsi come si deve proprio dopo l’uscita di scena del collega brasiliano. E sara’ proprio per questo, unitamente alle sue doti comunicative, che sono simili a quelle di un vaso d’argilla, che a Maranello hanno deciso di salutarlo anzitempo. Ed e’, a tutt’oggi, l’unico campione del mondo di F1 che aspetta ancora di trovare un volante. Significhera’ qualcosa, no?

Gli altri hanno portato poco valore al Circus, che si chiamassero Williams oppure Force India, la loro presenza e’ stato un mero atto scenico. E l’anno prossimo di questi cosi’ ce ne saranno a pacchi, ma ne parleremo in futuro.

Detto tutto questo, la delusione piu’ grande e’ stata scoprire che lo sport dei gentlemen driver e’ finito davvero. La Formula 1 ha dovuto, quest’anno, fare i conti anche col dispiacere dell’imbroglio pianificato a tavolino, e spifferato da un ragazzino brasiliano incapace e viziato (Nelson Piquet Junior), figlio di un ex-asso del volante che, nel procrearlo, si e’ dimenticato di trasferirgli il manico genetico e, con ogni probabilita’, anche le palle. Parlo, naturalmente, del Crashgate che ha visto coinvolta la Renault, sul cui futuro sono scese ombre scure, e che ha colpito duramente, forse troppo forse no, l’italico Flavio Briatore. Sulla cui attitudine alla correttezza potremmo discutere fino a notte fonda, ma che aveva avuto anche il merito non solo di colorare a modo suo una Formula 1 un po’ grigia (dopo la morte del Drake), ma soprattutto di aver investito con grande convinzione su Michael Schumacher, che e’ poi diventato l’amatissimo campione che tutti conosciamo.

La FIA ha fatto il suo tempo, governata da un Max Mosley che, tra un festino sadomado e l’altro, ha solo trovato il tempo di accanirsi contro i suoi nemici, politicizzando un ambiente che di politica sarebbe anche potuto crepare, se la cosa fosse andata avanti un altro po’. Un direttivo che ha solo saputo creare regole stupide e incomprensibili, che ha introdotto l’inutilissimo K.E.R.S., nella sciocca presunzione di volersi mostrare attenti all’ambiente, come se 22 macchine che ogni anno percorrono poche migliaia di chilometri, possano davvero avere un impatto significativo sul Global Warming. Ridicolo e ridicoli! Gente che ha reputato utile alla salvaguardia dei costi impedire ogni test durante la stagione, cosi’ che dovendo sostituire necessariamente un pilota (vedi Ferrari), il sostituto non ha mai potuto provare la macchina, con evidenti conseguenze sulle prestazioni (e ricadute sull’immagine), e anche rischi connessi alla sicurezza.

La FOTA ha mostrato di non servire praticamente a nulla. Un’associazione di costruttori che, nel momento del bisogno, si e’ disunita come non mai, arrivando a dover far fuori un paio di membri (Williams e Force India) i quali, nel dubbio, sceglievano comunque di tutelare i loro interessi di piccoli costruttori e di fregarsene beatamente dei loro compagni di avventura. A che scopo associarsi per condividere obiettivi e piani, se poi, quando succede qualcosa, uno va a destra e uno a sinistra?

A questo punto del POST mi accorgo di non aver preso la direzione che avevo in mente prima d’iniziare, ma sinceramente la poca passione che accende il mio cuore dopo una stagione cosi’ ha preso il sopravvento. E, tanto per condire il tutto, scrivendo, mi sono anche demoralizzato. Suppongo, dunque, che potrei anche chiuderla qui, evitando di tirare fuori tutto cio’ che grida vendetta dentro di me, sperando in un 2010 migliore.

Pero’, aspettate un attimo… una cosa da dire ce l’avevo sul serio, e siccome la Ferrari merita un discorso a parte, vale la pena chiudere con essa, per evidenziare un fatto che, da tifoso, mi ha deluso moltissimo. Forse in modo irreparabile (anche se poi al cuor non si comanda). La Ferrari ha sempre e comunque, indipendentemente dalle vicende che si sono susseguite in ormai 60 anni di storia, seguito una linea guida precisa: andare piu’ veloce degli altri. Il Drake aveva solo una cosa in testa, quella di costruire la macchina piu’ forte, a dispetto di tutto e di tutti. Lui le macchine le costruiva col cuore e con i nervi. Le Ferrari, che nel portare orgogliosamente il cognome di Enzo ne hanno sempre sottolineato l’anima, erano sempre state macchine di carne e metallo, di cuore e polmoni, di rabbia e di determinazione. Di desiderio di riscatto di una terra piena di talenti ma avara di opportunita’, di voglia di essere comunque primi, perche’ la sola idea di arrivare secondi dietro chiunque altro, era semplicemente insopportabile.

La Ferrari di oggi, quella di Stefano Domenicali & C., cosi’ non e’ piu’. Un team che decide di fermarsi, di arrendersi, di rinunciare, nella consapevolezza che da un certo momento in poi cio’ che arrivera’ sara’ solo sofferenza e delusione, non e’ un team degno di indossare l’uniforme rossa col cavallino nero. Mi dispiace dirlo, ma la F60 andava sviluppata fino alla morte, qualunque fosse il suo destino, anche quello di tramutarsi in un carretto siciliano carico di agrumi! Perche’, in questo mondo che ruota solo ed esclusivamente intorno al business, se c’e’ un’azienda che se ne puo’ fottere di certe dinamiche, e che ha il diritto e il dovere di seguire il suo unicissimo retaggio, che l’ha resa il mito che e’, e’ proprio la Ferrari. La  Ferrari non e’ un costruttore di automobili, no. Questo lo possiamo dire di altri, ma non della Ferrari. La Ferrari e’ un’entita’ astratta che anima e raccoglie in se’ lo spirito di tutti gli innamorati delle storie belle e un po’ folli.  Di quelli che, come chi scrive, farebbero carte false solo per lavorarci dentro, per poter orgogliosamente gridare al Mondo che “anch’io faccio parte del mito!”. Di quelli che vorrebbero vivere nel box di Fiorano, al freddo e sotto la pioggia, solo per assistere a cinque minuti di test in pista, in mezzo agli ingegneri e ai piloti e, soprattutto, a mezzo metro dalle rosse creature. Di quelli che quando sentono il canto del V12 degli anni 80 gli viene la pelle d’oca e piangono come ragazzini, mentre ascoltano un suono che, ad altri, sembrera’ solo un assurdo rumore. Di quelli che l’odore della gomma slick bruciata gli fa venire l’acquolina in bocca, mentre la fumata grigia dalla bancata di sinistra gli spacca il cuore dal dispiacere.

Forse la Ferrari l’anno prossimo vincera’, e questo lo sapremo solo fra 12 mesi.

Ma, nel frattempo, la Ferrari e’ morta. Viva la Ferrari!

10 novembre 2009 Posted by | Cose da ricordare, formula 1 | , , , , , , , , , , , , , , , , , | 15 commenti

Post-gara Gran Premio del Brasile

Le premesse per una gara interessante in Brasile ci sono sempre e c’erano anche oggi, vuoi per le condizioni meteo imprevedibili, vuoi per le difficolta’ oggettive del tracciato e vuoi per le strane qualifiche di ieri. E il primo giro non ha disatteso le aspettative, perche’ e’ successo di tutto. In particolare ben quattro piloti con possibilita’ di fare una bella gara sono andati fuori, oppure hanno perso posizioni in modo significativo. Parlo di Trulli, Alonso, Raikkonen e Sutil. E poi, come spesso accade, qui si sono assegnati entrambi i titoli. Scontatissimo quello Costruttori (serviva mezzo punto), un po’ meno quello Piloti, che ha visto Jenson Button prendersi l’iride con una gara di anticipo. Prima del commento, al bando tutte le polemiche e le incomprensioni di quest’anno, e giu’ il cappello di fronte al driver inglese che, sara’ grazie anche a Ross Brown, sara’ per il motore Mercedes, ma ha vinto un gran campionato, anche in virtu’ della velocita’ e del controllo dei suoi nervi e delle sue emozioni. In ogni caso, non dimentichiamoci che e’ arrivato primo per ben sei volte e ricordiamoci anche che, se in Malesia non fossa stata assegnata solo la meta’ dei punti in palio, avrebbe vinto il Mondiale gia’ da due settimane.

RedBull: Prestazione modestissima di Vettel in prova ieri, un’altra storia oggi. La macchina andava veramente forte, e si e’ dimostrata all’altezza del posto che occupa in classifica. Complimenti. Per quel che riguarda Webber sono particolarmente contrariato per il suo comportamento nei confronti di Raikkonen, quindi non merita commento e applausi al suo pur ottimo risultato. Se non avesse messo Raikkonen nell’angolo, le cose sarebbero andate diversamente, e in pista, prima di qualsiasi altra cosa, si dovrebbe portare la correttezza! Vedremo se i giudici di gara decideranno di sanzionare il suo comportamento nel giro di qualche ora (nel qual caso aggiornero’).

BrownGP: Vince meritatamente tutto, nonostante il “trucchetto” del doppio estrattore, giudicato comunque regolare dalla Federazione. Bravo Ross Brown a brava Mercedes! Rubinio Barrichello merita una standing ovation, per una gara condotta tutta in attacco e con la grinta e la freschezza di un giovincello. Peccato che le gomme si siano accanite contro di lui, prima impedendogli di fare uno stint centrale ad alto livello, e poi regalandogli una odiosissima foratura a pochi giri dalla fine. Un pilota “vecchietto” dunque, ma degno di competere con i migliori: sempre veloce, attento, correttissimo e, soprattutto, sempre sorridente. Bravo, bravo, bravo, applausi! Pero’ anche Button ci ha messo del suo, compiendo, forse, la gara piu’ bella della sua decennale carriera, rimontando un centinaio di posizioni e piazzando alcuni sorpassi da annali della Formula 1 piu’ recente. Bellissimo quando canta via radio “We are the champions…”. Bravo, bravo, bravissimo pure lui, e gli auguriamo di godersi ogni momento di questa meritata gloria.

Toyota: Trulli viene immeritatamente sbattuto fuori da Sutil alla prima curva e s’incazza, giustissimamente, come un toro da corrida. Non l’avevo mai visto cosi’ arrabbiato, ma Sutil avrebbe meritato una caterva di ceffoni! Vedremo le decisioni degli steward piu’ tardi e aggiorneremo il POST casomai. Interessantissimo il giapponesino Kobayashi che sostituisce Glock, talmente interessante da andare forte e regolare all’esordio, e arrivare a piazzare un sorpassone di autorita’ a Fisichella nel finale. Da tenere d’occhio.

McLaren: Scusate il francesismo… pero’, che culo!! Visto che insegue la Ferrari per il terzo posto, e oggi che partiva dietrissimo mentre la Rossa di Raikkonen poteva prendere punti importantissimi, e’ successo il fattaccio con Webber. Errorissimo al box, durante il rifornimento di Kovalainen, che parte con il tubo della benzina attaccato e appicca il fuoco alla Ferrari di Raikkonen che sopraggiunge da dietro. Il quale, a onor del vero, non si scompone piu’ di tanto. D’altronde lo chiamano Iceman… Ora la McLaren e’ al terzo posto della classifica con un punto di vantaggio sulle Rosse, a cui, nella prossima e ultima gara, servira’ un miracolo per riprendersi la posizione.

Ferrari: Incommentabili le qualifiche di Fisichella ieri che, dopo mezzo giro di Q1, e’ andato fuori e non ha potuto continuare. Sinceramente si e’ trattato di un errore da pivello, e il pilota romano, vista la sua situazione, avrebbe dovuto portare in pista moltissima attenzione. Poi, non vorrei infierire, ma lui non era un mago del bagnato? Il sorpasso subito da Kobayashi nel finale della corsa, poi, era evitabilissimo, anche se non avrebbe spostato il giudizio gia’ negativo sulla sua prestazione. Direi che evidenzia un calo di concentrazione notevole. Chissa’, forse Fisico, una volta sedutosi al volante di una Ferrari un mesetto fa, ha pensato di essere arrivato, dimenticandosi che il bello cominciava allora. Sinceramente sono davvero deluso e, al tempo stesso, sono costretto, mio malgrado, a rivalutare Badoer. Raikkonen ha fatto una partenza strepitosa, mangiandosi due posizioni, per poi vedersi scassare il muso (e i maroni) da una dubbissima manovra di Mark Webber. Gara finita anche per lui dopo due curve! Brasile nerissimo per il nero cavallino. Peccato, perche’ oggi la macchina c’era. Magrissima consolazione vedere Filippino Massa sventolare la bandiera a scacchi sulla testa di Webber (leggi: chi se ne frega!).

Williams: Rosberg l’anno prossimo se ne va, e lascia una scuderia storica che quest’anno e’ andata cosi’ cosa’ e che non lo merita. Oggi la macchina lo ha anche lasciato a piedi dopo 27 giri, con il cambio in frantumi. Senza infamia e senza lode. E’ evidente invece che Nakajima, visto anche il rischione mostruoso che ha corso, mentre al 31-esimo giro stava per decollare a causa di un suo errorone in fase di sorpasso all’altro giapponese, nel 2010 andra’ a coltivare le alghe per il sushi nell’orto dietro casa di papa’. Gli auguriamo ogni successo professionale in un business cosi’ difficile e competitivo nella Terra del Sol Levante.

BMW: Kubica conferma le sue doti andando forte con una macchina in netta ascesa, e artiglia un bellissimo quanto inatteso secondo posto. Un buon retaggio da portarsi dietro in Renault nel 2010, ma quanto questo sia utile alla scuderia tedesca non lo sappiamo, visto che l’anno prossimo vanno a casa e la Sauber riparte da zero (con propulsori targati Maranello). Sfigatissimo Heidfeld: al pit stop il benzinaio non gli concede nemmeno una molecola di liquido infiammabile e lui resta a piedi.

ToroRosso: I progressi si sono visti anche in questa gara, ma la domanda resta la stessa. Alla RedBull a cosa serve un’altra scuderia, tenuta cosi’ a meta’ classifica? O ci investi seriamente oppure lasci perdere, no? Certo, allevi qualche pilota nella speranza che questi si riveli un fenomeno. Non solo finora non e’ stato cosi’, ma quanto costa ‘sto giochetto?

Force India: Ormai Sutil e’ indianizzato: sbaglia e poi spara bugie per coprirsi. Inqualificabile il suo comportamento in occasione dell’incidente con Trulli, un pericolo per tutti! Il tanto decantato (da altri non da me) Liuzzi conferma ancora una volta le sue doti velocistiche da brocco, che fanno il pari solo con la prosopopea che fa da sottofondo alle interviste che rilascia, fingendo di essere un compassato veterano con un paio di titoli mondiali alle spalle. Ma pagasse le tasse piuttosto! Indianizzato pure lui.

Renault: Povero Alonso, parte bene e poi va a sbattare incolpevolmente contro Sutil che semina il panico. Grande fairplay da parte dello spagnolo, ma secondo me era imbufalito come un cammello e i maroni gli frullavano a 18.000 giri. Ma chi se ne frega, l’anno prossimo si cambia musica. Grosjean e’ semplicemente ridicolo! Oggi gli altri hanno fatto di lui cio’ che hanno voluto, senza neanche dedicargli piu’ di tanta attenzione. Sembrava guidasse una macchina di GP2! Un antipaticissimo incapace, forse alla Renault sarebbe convenuto tenersi Piquet! Brocco e’ brocco pure lui, ma almeno non spifferava tutto!

F.I.A.:Il fatto che non si possano variare gli assetti nemmeno quando piove e poi smette e viceversa, e’ un attentato alla sicurezza dei piloti! Vi dovete vergognare, siete assolutamente inetti!

Bernie Ecclestone: Ieri ha rilasciato un’intervista (registrata!) in cui ha dichiarato che la morte di Senna (Imola, 1 Maggio 1994) e’ stato un bene per la F1 perche’ ha portato grande pubblicita’… Che dire? Nulla. Che fare? Appenderlo per le palle sotto il sole del Sahara per tre anni! Ma cos’ha al posto del cervello, un pudding???

Commento gara precedente: Gran Premio del Giappone.

18 ottobre 2009 Posted by | Aziende e dipendenti, Cose da ricordare, formula 1 | , , , , , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

Post-gara Gran Premio di Singapore

Si dice che la notte porta consiglio. Bene, allora speriamo che la gara notturna di Singapore ne porti parecchio a chiunque sara’ il prossimo presidente della F.I.A., perche’ di questa Formula Uno non se ne puo’ piu’. Nonostante l’oscurita’, la safety car, i drive through, i meccanici investiti e, soprattutto, i muri di cemento in agguato dietro ogni angolo, anche questa gara mi ha fatto sbadigliare parecchio. Paradossalmente ci si diverte di piu’ a seguire i movimenti dietro le quinte, con particolare riferimento ai vari cambi di piloti previsti per la prossima stagione. Comunque, vediamo di capire come e’ andata.

McLaren: gran gara di Lewis Hamilton che non si smentisce, perche’ quando parte davanti riesce a imporre un ritmo pazzesco e vincere le gare in scioltezza. Naturalmente e’ aiutato da una macchina che, ormai, va forte un po’ ovunque, a differenza di altre. Ora, i punti di distacco dal terzo posto occupato dalla Ferrari sono solo 3 (62 Vs 59).

Williams: povero Rosberg, che fino al primo pit-stop fa la gara della vita, e poi commette un errore madornale uscendo dai box e superando la linea bianca. Penalita’ inevitabile. Pero’, che gentleman il ragazzo: quando supera il pivellino spagnolo della ToroRosso (che non oppone resistenza), lo ringrazia con la mano. Roba d’altri tempi. Bravi anche quelli della Williams, che trovano un gran bell’assetto per questa pista. Chissa’ come andra’ l’anno prossimo, quando migreranno verso il propulsore Cosworth, che torna dopo tanti anni di assenza, e che pero’, a  memoria, ha sempre prodotto risultati mediocri.

Force India: avete visto? Le prestazioni erano un fuoco di paglia, dovute alla meccanica Mercedes (la stessa della McLaren) sfruttata bene su piste dal carico aerodinamico medio-basso (SPA e Monza). Appena e’ arrivata una pista da grip e da manico, tutto il giocattolo si e’ rotto. Ciao India. Sutil, poi, temo si sia indianizzato: prima fa un errore e spedisce Heidfeld sotto la doccia e poi spara cazzate dicendo di essere stato chiuso…

RedBull: Vettel si dimentica di accellerare in partenza, e Rosberg lo infilza come un tordo. Poi si riprende e va sempre molto forte, talmente forte da non inserire il limitatore nemmeno nella corsia dei box, cosi’ da beccarsi una penalita’. Inoltre, tanto per gradire, poco prima di rientrare, struscia anche nel muro e perde qualche pezzo. Se si vuole competere per il Mondiale, questi sono errori da evitare. Gara buttata e, direi, anche stagione buttata! Webber fa una fesseria con Alonso nel primo giro e lo deve far passare, perdendo pero’ due posizioni, una anche a favore di Glock che, nel frattempo, aveva superato lo spagnolo. Poi si mangia i freni e, a 15 giri dal traguardo, esce di pista.

BrownGP: la scuderia inglese si accende e si spegne come le lucine dell’albero di Natale. A Singapore se ne sono spente tante, anche a causa dela retrocessione di Barrichello sulla griglia di partenza, causa sostituzione motore. Pero’, visto tutto il resto, non e’ andata cosi’ male, e i punti di vantaggio di Button sono ancora tanti. Lui ha guidato bene, e’ rimasto tranquillo e ha gestito bene l’evoluzione della corsa. Alla fine stava forse forzando un po’ troppo, nel tentativo di riacchiappare Vettel, per cui e’ bellissimo il team readio a 4 giri dalla fine: “Sono Ross (il grande capo, ndr), fai in modo di portare la macchina al traguardo!“. E lui con voce tremante: “Roger”. Comunque, a 4 gare dalla fine, riesce difficile immaginare un esito non scontato. A questo punto, l’unico che potrebbe dargli fastidio e’ proprio Barrichello, ma vista l’imminente partenza del brasiliano, Ross Brown consentita’ la lotta intestina?

Toyota: Boh… sembrava che fossero partiti male, poi Glock si e’ ritrovato secondo. A essere sincero non sono nemmeno riuscito a capire come abbia fatto… Complimenti, anzi, era ora!

BMW: io questi non li capisco. Hanno gia’ deciso di ritirarsi, pero’ stravolgono ancora una volta la monoposto, continuando a spendere soldi. Si, la macchina e’ migliorata, ma a che pro? Orgoglio teutonico? In ogni caso la buona notizia e’ che, nonostante l’abbandono, la Sauber si salvera’, e montera’ motori Ferrari nel 2010.

ToroRosso: N/A come al solito direi… Mi piacerebbe chiedere al Sig. RedBull quale sia la strategia disegnata per questa scuderia.

Renault: poco da dire, la botta del crashgate l’hanno sentita. Alonso pero’, nonostante abbia la testa gia’ dentro l’abitacolo di una Ferrari, guida a cannone da par suo, fa una gara strepitosa e va sul podio. Fenomeno!

Ferrari: li ho lasciati per ultimi, perche’ oggi lo meritano. Prima di ogni cosa, e’ bene dire che la qualifica di ieri e’ la peggiore dal 1985! Cioe’, negli ultimi 24 anni, le Rosse non si erano mai piazzate peggio di cosi’ sulla griglia (Raikkonen 13-esimo e Fisichella 18-esimo). Sinceramente non capisco la strategia di Domenicali & C. Ambiscono al terzo posto, che significa comunque prestigio, visibilita’ e una discreta barca di quattrini dai diritti televisivi, e poi congela lo sviluppo della F60? E come se lo vogliono prendere ‘sto terzo posto, sperando sempre nella buona sorte? Speriamo che questa scelta paghi in termini di performance l’anno prossimo, altrimenti la beffa sara’ doppia, cosi’ come l’incazzatura di chi scrive. La macchina ieri e oggi era inguardabile, soprattutto nella parte centrale, dove le curve a 90 gradi procuravano sottosterzo in ingresso e poca trazione in uscita. D’altronde la storia di Maranello la conosciamo: quando la macchina nasce male, sono quasi sempre brutte figure. L’anno prossimo Kimi va a casa e arriva Fernando, che va ad affiancare Felipe. E va bene, ma forse sarebbe il caso di cambiare i vertici, perche’ non mi pare che se la stiano gestendo col buon senso.

F.I.A.: piu’ ridicola del Teatro dei Burattini dei Fratelli Ferrariolo. A casa tutti!!

Bridgestone: pare che l’anno prossimo andranno a casa pure loro, ed era ora! Ma che razza di gomme (le options) hanno portato? Erano fatte col creme caramel? Che schifezza! Ecco cosa accade quando il fornitore e’ unico e non si possono fare test durante la stagione. E’ normale che, dopo cosi’ tante gare, le scuderie non capiscano ancora come sfruttare al meglio le coperture?

Commento gara precedente: Gran Premio d’Italia.

27 settembre 2009 Posted by | Aziende e dipendenti, Cose da ricordare, formula 1 | , , , , , , , , , , , | 6 commenti

De Rerum Briatora

Questo POST era inevitabile, e allora non attardiamoci oltre, e vediamo di capire un po’ di piu’ della faccenda Renault F1, Briatore, Nelson Piquet Jr. e compagnia bella.

Il fattaccio

Pare che al Gran Premio di Singapore dell’anno scorso, il secondo pilota della Renault, signorino Nelson Piquet Jr., su richiesta del team manager Flavio Briatore e del direttore tecnico Pat Symonds, sia volontariamente andato a sbattere contro le barriere, allo scopo di sollecitare l’ingresso in pista della Safety Car. Perche’? Per favorire la vittoria del suo blasonato compagno, Fernando Alonso, che era partito scarico di benzina nel tentativo di rimontare, ma che rischiava di dover effettuare il pit-stop troppo presto e di perdere l’opportunita’. Come sappiamo, la satefy-car compatta il gruppo ma, soprattutto, rallenta l’andatura, cosi’ che i consumi scendono drasticamente, e anche chi ha poca benzina riesce a percorrere molti piu’ giri prima di rifornirsi.

La scoperta

Dopo il Gran Premio del Belgio di quest’anno, Nelson Piquet Jr, spalleggiato dal plurititolato padre, ha confessato tutto, per vendicarsi del siluramento subito proprio dalla Renault a causa degli scarsissimi risultati portati a casa fino quel momento.

Riassunto intermedio

Briatore ordina a Piquet Jr. di fracassarsi nel muro, per consentire ad Alonso di vincere a Singapore nel 2008, quando la Renault aveva un gran bisogno di risultati, visto che la questione Mondiale era una faccenda a due tra Ferrari e McLaren. Piquet Jr. esegue l’ordine, Alonso vince, e tutti sono contenti. Quest’anno Briatore si stufa delle prestazioni insignificanti di Piquet Jr. e lo manda a casa insalutato ospite. Piquet Jr. s’incazza. Ma, soprattutto, s’incazza Piquet Sr. che aveva fatto di tutto e aveva speso milioni di dollari pur di riuscire a mettere un volante di Formula 1 nelle mani del mediocrissimo figlio. Il figlio confessa e il padre lo supporta, Max Mosley (che ha un conto aperto con Briatore da alcuni anni) prende la palla al balzo e fa scoppiare la bufera. La Renault raggiunge un accordo non ufficiale con la F.I.A., che prevede, a fronte del licenziamento di Briatore e Symonds, che la scuderia francese non venga pesantemente  sanzionata nell’audizione prevista per il 21 Settembre a Parigi. Silurati i due, la Renault si chiude nel silenzio, ma querela comunque Piquet Jr. La Renault, inoltre, non smentisce nulla, pero’… manda a casa Briatore e Symonds… Il primo nega tutto, il secondo si contraddice piu’ di una volta, alimentando i sospetti gia’ fortissimi.

Domande

Se la Renault e’ innocente, perche’ licenzia i due? Allora ammette la colpa! Ma, se e’ colpevole, perche’ querela Piquet Jr.? E perche’ Briatore arriva a inventarsi una robaccia del genere, pur di vincere un Gran Premio, andando contro ogni condotta sportiva che lui stesso aveva spesso sbandierato come l’unico vero grande valore da preservare nella Formula 1 moderna?

Flavio Briatore

In Rete si trovano varie biografie che potete andare a leggervi, io pero’ vorrei sottolineare alcune caratteristiche salienti del personaggio, di cui non discuto la simpatia o l’antipatia, anche perche’ non lo conosco. Quanto segue tra virgolette e’ preso tale e quale da Wikipedia, quindi non posso garantire l’accuratezza delle informazioni e non me ne assumo la responsabilita’.

“Dopo aver fatto il piazzista di polizze assicurative a Saluzzo e dintorni, esordì nel mondo dell’imprenditoria a Cuneo, collaborando con un finanziere locale e costruttore edile, Attilio Dutto, che aveva rilevato la Paramatti vernici, ex azienda di Michele Sindona. Il 21 marzo del 1979, Attilio Dutto venne assassinato a Cuneo con una bomba collegata all’accensione della sua auto (l’omicidio fece un grosso scalpore nella tranquilla cittadina piemontese); la verità sul caso non fu mai accertata. Questo è l’atto ufficiale che segna l’ascesa di Flavio Briatore che di fatto mette in opera tutto quello che aveva imparato dall’amico defunto.

Cavalcando l’onda della fortuna, si trasferisce a Milano dove iniziò a frequentare la Borsa. Nel contesto conobbe Achille Caproni (Caproni Aeroplani) e divenne consulente della CGI (Compagnia generale industriale), la sua holding. Poco dopo, la Paramatti, acquistata nel frattempo da Caproni sotto consiglio dello stesso Briatore, ebbe un “crac” ed il pacchetto azionario dell’impresa fu venduto alla statale Efim. Diverse società del gruppo fallirono, gli operai finirono in cassa integrazione e banche e creditori rimasero con un buco di 14 miliardi di lire.

Briatore fu in seguito condannato in primo grado ad 1 anno e 6 mesi a Bergamo e a 3 anni a Milano. Fu accusato infatti di essere a capo di quello che i giudici chiamarono il gruppo di Milano che aveva il delicato compito di agganciare clienti di fascia alta e di truffarli. L’attività si interruppe con una retata, una serie di arresti, un’inchiesta giudiziaria ed un paio di processi che coinvolsero tra gli altri l’amico Emilio Fede, assolto per insufficienza di prove. A cadere nella rete furono alcuni nomi importanti tra cui l’imprenditore Teofilo Sanson, il cantante Pupo, l’armatore Sergio Leone, l’ex vicepresidente di Confindustria Renato Buoncristiani e l’ex presidente di Confagricoltura Giandomenico Serra. Briatore non fece un solo giorno di carcere poiché si rifugiò per tempo a Saint Thomas, nelle Isole Vergini, per poi tornare in Italia dopo un’amnistia.

In seguito, l’amicizia con Luciano Benetton gli permise, nonostante la latitanza, di aprire alle Isole Vergini qualche negozio Benetton e di fare rapidamente carriera nel gruppo di manager dell’azienda di Ponzano Veneto.

All’inizio degli anni novanta venne nominato direttore sportivo della scuderia Benetton di Formula 1, creata nel 1986 da Davide Paolini e Peter Collins sulle ceneri della Toleman. Nel 1994 e nel 1995 vinse il mondiale con Michael Schumacher, da lui fortemente voluto al volante come pilota. Grazie a questa straordinaria vetrina la Benetton ottenne una copertura pubblicitaria molto importante.

Fu di nuovo coinvolto da inchieste giudiziarie: nel novembre del 2003 il P.M. di Potenza Woodcock chiese la custodia cautelare di Briatore nell’ambito di una inchiesta che coinvolse molti Vip con un sottobosco di pressioni indebite verso ambienti ministeriali, ma il Giudice per le indagini preliminari di Potenza emise una sentenza di incompetenza per territorio.”

Fine del Copia & Incolla. Ora, si potrebbe affermare, senza tema di smentita, che Briatore non sia proprio uno stincone di santo, anzi di essere uno quanto meno incline ai magheggi, perfino di sostanziosa entita’. Di fronte a quanto riportato sopra, come si colloca la furbata di Singapore? Direi che si colloca bene, e anche con una discreta non chalance. Voglio dire, di fronte agli intrallazzi appena descritti, cosa volete che sia l’incidentuccio pilotato di Piquet Jr.? Toto’ avrebbe detto che si tratta di quisquilie e pinzillacchere!

Riassunto

Briatore ordina il fattaccio a Piquet Jr., lo sgamano, la Renault lo licenzia e attende la sentenza F.I.A. del 21 Settembre.

Considerazioni

A Briatore non gliene po’ frega’ de meno, e non saranno i soldi che la Renault non gli versera’ da ora in poi a intaccare il suo tenore di vita. La F.I.A. e’ una farsa, il suo presidente sfrutta questa occasione non per tenere saldi i valori dello sport, ma per togliersi un macigno dalla scarpa prima di andare definitivamente a casa alla fine del suo mandato, dopo che ha rotto le palle a tutti e ha rovinato la Formula 1. Piquet Jr. e’ un emerito coglione, primo perche’ ubbidisce a una follia del genere e secondo perche’ lo confessa, sputtanandosi completamente come idiota, imbroglione e traditore. Piquet Sr., che il volante in mano invece sapeva tenerlo, e’ un coglione anche lui, perche’ asseconda i capricci del figlio, invece di prenderlo a calci in culo. E’ inevitabile che, in 60 anni di F1, cosa simili siano gia’ accadute, ma e’ la prima volta che un pilota e’ cosi’ fesso, oppure cosi’ stronzo, da raccontarle. E cosi’, la Formula 1 viene scossa da un ragazzino viziato e vendicativo e da un Geometra di Cuneo, pregiudicato. Il quale, pur nella sua evidente abitudine a certe situazioni, non riesce a pararsi il culo nell’ipotesi che il ragazzino di cui sopra lo metta alla gogna.

Conclusioni

Attendiamo la sentenza del 21 Settembre. Credo che alla Renault accadra’ poco o nulla, Briatore e Symonds saranno radiati dalle competizioni motoristiche, forse non a vita ma per un paio d’anni almeno. Piquet Jr. non trovera’ un volante nella vita nemmeno se dovesse costruirselo da solo con il Lego, quindi probabilmente il paparino gli comprera’ una scuderia minore per farlo giocare e toglierselo dalle palle, fino a quando non scassera’ pure quella.

Una vicenda che definire un’emerita monnezza e’ un eufemismo. In tutto questo c’e’ ancora un punto a favore del buon Flavio: il fatto di essere e di restare multi-milionario, grazie ai locali per VIP disseminati qui e li’. Perche’, se cosi’ non fosse, domani dovremmo anche parlare della separazione chiesta dalla Gregoracci.

AGGIORNAMENTO 20 SETTEMBRE ORE 09:10: La F.I.A. e’ arrivata alla conclusione di non ritenere che Fernando Alonso fosse informato del folle piano di Briatore & C., per cui non lo ascoltera’ nemmeno nell’udienza del 21 Settembre. Visto che invece i due Piquet continuano a sostenere il contrario, sarebbe giusto che Alonso, a questo punto, li querelasse, tanto per mettere le cose in chiaro.

Nuovo POST qui.

19 settembre 2009 Posted by | Ammazza che ladri!, Aziende e dipendenti, Bestialita', Cose da ricordare, formula 1 | , , , , , , , , , , , | 7 commenti

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