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L'umanita' sta regredendo

Post-Gara Gran Premio di Formula 1 del Barhain 2014

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9 aprile 2014 Posted by | Aziende e dipendenti, Cose da ricordare, Cose tecniche, formula 1 | , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Post-gara Gran Premio d’Italia

Sembrava che ci fossero tutte le premesse per assistere a una gara emozionante, e invece che noia! Pazienza. Oggi abbiamo assistito alla rinascita della BrownGP che, di pura strategia, ha piazzato le sue monoposto davanti a tutti gli altri. Un errore imperdonabile di Lewis Hamilton regala il gradino piu’ basso del podio alla Ferrari di Kimi Raikkonen. Discreto l’esordio di Fisichella. Ma vediamo come e’ andata.

BrownGP: Ross Brown, qualora ce ne fosse bisogno, conferma ancora una volta le sue doti di Stratega Massimo del Circus. Preparando le auto (e i piloti) a puntino per sostenere un ottimo ritmo in gara, sceglie la strategia della sosta singola e stravince. Bravo! E bravi pure i piloti, senz’altro.

McLaren: Hamilton oggi era l’unico che, nonostante la strategia basata su due pit-stop, potesse sperare di infastidire il dominio Barrichello-Button. C’ha provato, e’ andato fortissimo nel primo stint, meno nel secondo, meglio nuovamente le terzo. Forse la foga di cercare il sorpasso su Button, oppure per semplice deconcentrazione, perde il retrotreno alla seconda di Lesmo e saluta tutti a un giro dalla bandiera a scacchi, anche con una discreta botta. Peccato per lui.

Ferrari: qui ci sarebbe da dilungarsi su molti aspetti, ma sta di fatto che la macchina andava solo benino e non bene. Mi soffermo pero’ su un solo punto: la frenata. Sia Raikkonen e sia Fisichella avevano evidenti problemi in staccata. Certo, la pista e’ la piu’ veloce dell’intero Mondiale, e la cosa non risparmia di certo i freni, ma secondo me qui si e’ visto molto bene un limite del K.E.R.S. made in Maranello. Il dispositivo recupera energia proprio nelle frenate violente, e non vorrei che, per qualche ragione che mi sfugge, la cosa penalizzi proprio l’efficacia dell’apparato frenante. Volendo fare un paragone con la produzione di serie,  non e’ mistero che le auto ibride (con Toyota Prius in testa) siano scarsine in fatto di frenata. E poi, domanda: vista la  evidente impossibilita’ di competere sulla prestazione velocistica, perche’ scegliere le due soste, contando su una irrealizzabile fuga? Mi e’ sembrato un suicidio. L’esordio di Giancarlo Fisichella lo giudico accettabile, ma non di piu’; vedremo a Singapore cosa sapra’ combinare. Certo non ha preso due secondi dal compagno come accadeva a Badoer, pero’ ha subito un paio di sorpassi che si potevano evitare. Le Rosse, visto anche il disastro di Hamilton, restano comunque bene in corsa per il terzo posto nel Campionato Costruttori.

RedBull: Monza e’ una gara che premia l’equilibrio aerodinamico e la velocita’. E allora, che fine hanno fatto le monoposto austriache oggi? Webber ha salutato tutti in un contatto al primo giro, e Vettel ha avuto grossi problemi di controllo per tutta la gara. Passo indietro? Certo e’ che con la gara odierna hanno definitivamente archiviato ogni velleita’ iridata, che resta solo un discorso privato tra Barrichello e Button.

Renault: la faccenda Piquet Jr. pesa molto sulla reputazione della scuderia francese e, forse, anche sul morale della squadra. Alonso ha remato a meta’ classifica come ha potuto, mentre il giovincello antipatico che non nomino mai ha mostrato i suoi limiti, complice anche un problemino (piccolo) al cambio.

BMW: questi ormai la baracca l’hanno chiusa, e non gli interessa piu’ nulla della Formula 1. Stanno li’ perche’ ci devono stare per contratto, ma non vedono l’ora che arrivi l’ultima gara. Che peccato…

ToroRosso: Non pervenuta.

Toyota: ho l’impressione che abbiano mollato di brutto pure loro, e non mi sorprenderebbe un messaggio d’addio dell’ultima ora. Pero’, vista la situazione, che bisogno c’e’ che i due piloti si mettano a combattere col coltello tra i denti per il sistordicedimo posto? Sono deluso, soprattutto da Trulli, che e’ un pilota esperto, e non dovrebbe mai mettersi a fare lo scemo a 300 Km/h!

Williams: gara magrissima, perfino Rosberg deve arrendersi all’evidenza dei mancati progressi della scuderia (che non a caso monta un motore Toyota) e accontentarsi delle posizioni di rincalzo.

Force India: li ho lasciati per ultimi, perche’ questi meritano un discorso a parte, e non e’ quello che, forse, vi aspettate. Seguo assiduamente la Formula 1 dal 1978, e non e’ mai accaduto, dico mai, che la Cenerentola del gruppo ne diventasse improvvisamente la Principessa. Cosi’ veloce da mettere perfino piloti normali come Sutil e Liuzzi in grado di dare spettacolo? Ma andiamo! In una stagione, per giunta, in cui e’ vietato effettuare test, ma come hanno fatto? Si, d’accordo, la Mercedes gli fornisce motore e retrotreno, ma il resto? Oggi la macchina di Sutil, sul rettilineo d’arrivo, andava a 344 Km/h, 10 in piu’ della Ferrari di Raikkonen!! E senza nemmeno avere il K.E.R.S.! Sara’ che sono prevenuto contro gli indiani, ma io non ci vedo chiaro. Spero di sbagliarmi…

Commento gara precedente: Gran Premio del Belgio

13 settembre 2009 Posted by | Aziende e dipendenti, Cose tecniche, formula 1 | , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

Post-gara Gran Premio del Belgio

Riesce difficili restare imparziali e distaccati di fronte alla prima vittoria Ferrari in questo Mondiale. E, ancora di piu’, riesce impossibile non rimarcare la straordinaria prestazione di Giancarlo Fisichella alla guida della sua Force India. Se uno avesse gli occhi foderati di prosciutto, direbbe che il risultato del pilota romano sia sostanzialmente dovuto ai progressi fatti dalla scuderia. Puo’ essere, ma Sutil che, bene o male, aveva sempre veleggiato sui tempi del compagno, oggi e’ arrivato 11-esimo a 41 secondi dal compagno. Il mio punto di vista e’ diverso: oggi Giancarlo, alla guida di una monoposto indubbiamente performante, e’ riuscito a dare il 150% per mandare un messaggio a Maranello. E c’e’ riuscito nel miglior modo possibile, arrivando secondo e dimostrando di poter tenere il passo di Raikkonen. Certo e’ che se avesse preso la Ferrari del finlandese, avrebbe probabilmente perso quella di Massa. A buon intenditor…

Per onorare la vittoria in Belgio, dunque, iniziamo proprio da

Ferrari: Raikkonen ama molto questa pista, e ce l’ha fatto vedere senza mezzi termini. Una partenza mostruosa, nonostante una BrownGP piazzata davanti e una prima curva percorsa sul retro della casa di un contadino che abita poco fuori Spa. Sorpasso perfetto a Fisichella, e poi gara durissima fino all’ultimo metro, senza alcuna possibilita’ di compiere il minimo errore (con Fisichella piazzato negli scarichi a 8 decimi di secondo). Una gara perfetta dunque, sostenuta dalla macchina che, finalmente, va forte, e dal team che non sbaglia ai pit-stop. Tutti bravi, speriamo si possa continuare su questa strada. Il rovescio della medaglia, come avevamo ampiamente anticipato su questo Blog, e’ stato Luca Badoer. Ultimo, con tempi sul giro peggiori di circa due secondi rispetto ai primi, e di piu’ di un secondo superiori al penultimo. Non possiamo fare altro che salutarlo e attendere martedi, quando la Ferrari ci dira’ il nome del suo sostituto. Fisichella ha ora qualche credito in piu’ da spendere, ma si dice che potrebbe addirittura arrivare Alonso e prendersi la macchina che, l’anno prossimo, sara’ sua per contratto.

Force India: per me resta sempre un fusto di birra montato su motore e retrotreno mercedes. Su una pista cosi’ tecnica e veloce (con poche frenate toste), e’ accettabile che l’auto si sia comportata cosi’ bene. Pero’, ripeto, oggi la differenza l’ha fatta Fisichella. Monza (tra 15 giorni) e’ un’altra pista veloce, forse la piu’ veloce di tutte, vedremo se sapranno confermarsi. Se Fisico dovesse passare in Ferrari, ci sara’ da dubitarne.

McLaren: qualifiche brutte, sudden death per Hamilton e Kovalainen, come al solito, in mezzo al gruppo. Battuta d’arresto che favorisce ancora di piu’ la Ferrari nella sua corsa verso il terzo posto iridato.

RedBull: la settimana scorsa avevo predetto che sarebbero tornati al vertice, su una pista cosi’, dove le doti aerodinamiche potevano fare la differenza. Non e’ andata in questo modo, anche se non capisco perche’. Puo’ darsi che abbiano completamente toppato la strategia delle gomme, visto che Vettel ha percorso i primi due stint di gara con le dure e poi, solo quando ha montato le morbide (a 9 giri dalla fine!), ha staccato tempi mostruosi, anche di un secondo migliori di Raikkonen e Fisichella.

BrownGP: stessa sorte di Hamilton per Button, Barrichello arriva settimo, percorrendo gli ultimi due giri col motore fumante (un Mercedes che si rompe, roba da prima pagina…). Ruba solo 2 punti al compagno di squadra, il che non sposta di un millimetro la situazione della classifica piloti. In ogni caso, la macchina non mi e’ sembrata particolarmente veloce.

BWM: mi sembravano a posto, forse per la prima volta quest’anno, e Kubica mi dava l’idea di poter finire sul podio. Poi, visto il ritrovato smalto di Vettel, si e’ ritrovato quarto. Sospetto, comunque, anche qualche errore di strategia. Notevolissimo il sorpasso all’esterno di Heidfeld su Webber, che ha scosso cosi’ profondamente l’australiano, che questo si e’ lasciato superare facilmente anche da Barrichello qualche secondo dopo, prima di riuscire a scuotersi e a reagire. Ogni tanto, in questa Formula 1 moderna, si vedono ancora cosa pregevoli. Complimenti Nick!

Toyota: Trulli parte maluccio e poi fa a botte con qualcun altro, scassando il musetto. Piu’ tardi fine dei giochi a causa, probabilmente, di un danno piu’ esteso. Peccato, perche’ oggi si poteva fare molto bene. Glock e’ arrivato decimo e partiva settimo.

ToroRosso/Williams: Non pervenute, pero soffro nel vedere un talento come Rosberg li’ dietro a sudare quattro camicie.

Renault: il ragazzino francese si schianta alla prima curva, insieme all’altro ragazzino della ToroRosso (Spa non e’ pista per dilettanti!) e Alonso combatte nelle retrovie fino al primo e unico pit-stop, che dura 30 secondi, a causa di un copricerchio (anteriore sinistro) bloccato. Rivedendo le immagini della partenza, si vede che lo spagnolo viene colpito da una Toyota (?), che gli deforma il suddetto. Qualche giro dopo viene richiamato definitivamente ai box, per evitare il rischio che la ruota si staccasse e si ripetesse il fattaccio dell’Ungheria. Caro Fernando, alma de mi vida, piloton de mi corazon, ma perche’ chiudere l’anno in Renault, quando puoi saltare subito dentro una Rossa che piu’ Rossa non si puo’?

Bernie Ecclestone: ma quanto sei patetico. Fisichella non te lo sei filato per 15 anni, ma siccome ieri aveva fatto la pole con la Force India, oggi, prima della gara, non hai fatto altro che farti fotografare con lui mentre gli tiravi delle gran pacche sulle spalle. Ma vattene, va!

Bridgestone: grazie alle vostre meravigliose coperture, c’e’ chi in Formula 1 sta iniziando a portare gli esorcisti ai box. Esempio: nei primi due stint, Raikkonen aveva usato una morbida e una dura, mentre Fisichella aveva usato due morbide. Ergo, nell’ultima frazione, Raikkonen doveva, sulla carta, poter trarre un grosso vantaggio dal poter usare le morbide mentre il romano, per regolamento, doveva per forza montare le dure. Non mi pare sia andata cosi’…

Commento gara precedente: Gran Premio d’Europa.

30 agosto 2009 Posted by | Aziende e dipendenti, Cose da ricordare | , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

La Formula 1 degli incompetenti

Verso la fine degli anni Novanta, dopo un bel po’ di tempo trascorso a lavorare in quello che gli addetti ai lavori chiamano “IT tradizionale”, feci il grande salto verso il mondo delle Telecomunicazioni, e andai a prestare servizio presso un’azienda americana figlia della Bolla della New Economy. Era indiscutibilmente una DOT.COM, una di quelle aziende cioe’ che, a partire dal nome stesso, evidenziavano chiaramente le loro origini, facilmente identificabili nella Silicon Valley della California. Quando la Bolla inizio’ a sgonfiarsi, e molte di quelle compagnie videro svanire in pochi mesi enormi riserve di contanti e furono costrette a chiudere, la mia, grazie anche al fatto di avere un CEO illuminato alla guida, decise di cambiare rotta. E, a partire proprio dal nome, da cui spari’ il suffisso .COM, divento’ un’azienda che faceva “Telecom tradizionali”. Li lasciai nel 2002, ma loro oggi sono ancora li’ e, in alcune aree geografiche, sono sempre dei fieri competitor del sottoscritto, nonche’ dei buoni amici.

Tutto questo per introdurre un tema importante, quello del cambiamento come strategia netta e precisa. Quando una societa’ commerciale, il cui obiettivo e’ il profitto, capisce di navigare in una direzione che la portera’ verso il naufragio, ha due possibilita’ dinanzi a se’: cambia rotta, oppure insiste credendo di essere super partes, e di avere comunque una stella benevola che le splende sulla testa e che la protegge da tutto e da tutti.

Un po’ di esperienza ormai ce l’ho, e di miracoli simili non ne ho mai visti: nel mercato vige la legge della giungla. Se ti adatti sei bravo a vai avanti, se ti ostini, beh allora R.I.P.+

Da appassionato di Automotive e di Formula 1, non posso fare a meno di non commentare i fatti che stanno accadendo tra la F.I.A. (La Federazione Internazionale dell’Automobile) e la FOTA, l’associazione che comprende tutti i team che partecipano al Campionato Mondiale di Formula 1. La F.I.A., guidata da quel Max Mosley che e’ assai piu’ conosciuto per il festino sado-maso con transessuali che fini’ su Youtube che per essere un grande manager, ha deciso che l’anno prossimo la F1 avra’ un tetto massimo di spesa di 40 milioni di sterline. I team saranno ancora liberi di spenderne di piu’ ma, qualora lo faranno, andranno incontro a limitazioni tecniche di varia natura, limitazioni che sono ancora da definire.

Max Mosley, a differenza del mio ex-CEO pero’, non e’ uno che vede lontano e, purtroppo, non sa dove sta andando. Piuttosto sta inseguendo una strategia suicida arrivata non si sa bene da dove, che probabilmente cambiera’ definitivamente e in modo drastico i connotati del piu’ affascinante sport motoristico di sempre. Uno sport caratterizzato da eroi alla guida, da ricerca tecnologia portata all’estremo, da celebri (ormai leggendari) costruttori, con Ferrari in testa, e da tutto il resto. Una competizione fatta di millesimi di secondo, di variazioni tecniche impercettibili, di carichi aerodinamici, di propulsori di 2,4 litri che, frullando a 18.000 giri al minuto, generano potenze nell’ordine degli 800 cavalli! Un circus caratterizzato da rumori, puzza di bruciato, da belle ragazze ai paddock e da tanto lusso che fa invidia a tanta gente. Un altro pianeta insomma, che si e’ sempre retto su enormi investimenti e su aziende che c’hanno sempre creduto e hanno sempre dato il massimo, nel bene e nel male.

L’anno prossimo no! Max ha deciso che dopo 60 anni, questa cosa non va piu’ bene. Max ha deciso di aprire le porte a una valanga di costruttori sconosciuti, gente che la F1 non sa nemmeno dove stia di casa e che arriva al punto di iscriversi in fretta e furia rubando i nomi a miti di questo sport, nomi come Lotus e Brabham.

E se il buongiorno si vede dal mattino…

La FOTA si era unita come mai prima, dicendo a Max: “caro Sado-Max, cosi’ non va. La Formula 1 e’ uno sport di elite, dove la possibilita’ d’investire e’ la chiave per andare piu’ forte, produrre tecnologia migliore e ottenere un alto ritorno dell’investimento”. Ma Sado-Max si e’ indurito, ha iscritto d’ufficio le scuderie, che si sono incazzate come licantropi, e alla via cosi’.

Ci sono state pero’ due defezioni, due team che si sono iscritti volontariamente al Mondiale 2010, accettando tutte le condizioni. La Williams, un costruttore inglese di auto di Formula 1 (fa solo quello da sempre) e la Force India, che appartiene al magnate indiano Vijay Mallya, uno che di F1 non sa niente e non gliene frega una cippa, ma che ha pensato di usare uno scalcinato team per pubblicizzare la sua birra, che e’ il vero business di cui si occupa. La Force India, con i vecchi regolamenti o con i nuovi e’ e sara’ sempre una scuderia mediocre, finche’ sara’ guidata dala stessa miope e insulsa strategia che l’ha condotta, finora, a non raccogliere nemmeno un punto mondiale.

La mossa della Williams non l’ho capita, almeno non del tutto: ha dichiarato di avere obblighi contrattuali da rispettare nei confronti degli sponsor. Beh? E gli altri? Passi per i costruttori, ma la McLaren, che pure fa solo quello da una vita, gli obblighi non ce li ha? Pero’ la Williams la perdono, evidentemente la sua situazione economica e’ compromessa, e non ha altri introiti se non la pubblicita’. E poi ha fatto tante di quelle belle cose negli ultimi trent’anni che, almeno per quel che mi riguarda, la sua reputazione resta immacolata. Sulla scia della Williams, invece, la Force India (che non vedeva l’ora), si e’ fatta una fotocopia del comunicato stampa della scuderia inglese e l’ha rilasciato pari pari: “sapete… abbiamo gli obblighi…”. I soliti indiani della malora, che prima fanno i patti d’acciaio e poi, alla prima occasione, se poco poco gli conviene (o pensano gli convenga) ti piantano una coltellata nella schiena da manuale. Ormai li conosco bene, e non fanno altro che riconfermarsi come inaffidabili e traditori.

La verita’ e’ che la Force India rispecchia in pieno la Formula 1 di domani, quella che Sado-Max ora vuole a tutti i costi. Uno sport fatto da gente che non ne sa nulla, da scuderie mediocri, da piloti sconosciuti, da squadre che non dispongono dei budget necessari a sviluppare tecnologia, e nemmeno gli interessa, e che non dureranno nemmeno tre stagioni. Le scuderie serviranno solo a portare adesivi pubblicitari in giro, esattamente come accade nelle competizioni motoristiche americane, che sono inutili e noiose e non portano alcun beneficio alle automobili di tutti i giorni. Non faranno altro che passare di mano in mano, per vedersi acquistate da altri ricconi annoiati che devono inventarsi qualcosa per pubblicizzare il loro prodotto. E pensare che Redbull, in questi anni, ha creato un case study degno dei migliori master in economia! Da Redbull si dovrebbe imparare, invece che prendere esattamente la via opposta!

C’e’ un problemino pero’: chi la guardera’ la Formula 1 del 2010?

Intanto alla F.I.A. consiglio di cambiare nome in F.I.S.S.: Federazione Internazionale Scuderie Scadenti!

17 giugno 2009 Posted by | Aziende e dipendenti, L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , , , , | 13 commenti

Chi paga in Formula 1?

Tra poco piu di un mese (34 giorni, 17 ore e 28 minuti per i pignoli), riparte la Formula 1, da Melbourne.

Tante le novita’ quest’anno: carichi diversi, ali piu’ piccole, motori piu’ durevoli, il K.E.R.S., gomme slick (che belle!), ecc… ma non e’ di questo che voglio parlare, ma di chi paga.

Sono tempi di crisi, e’ dura, i costruttori minori soffrono, la F.I.A. cerca di tenerli dentro dicendo che i costi sono stati tagliati (ma poi introducono il K.E.R.S. il cui sviluppo costa una follia e non serve a niente!), ma i budget si restringono sempre di piu’. C’e’ chi ce la fa o cerca di farcela, e chi chi ci mette una pietra sopra, come la Honda. Anche se pare che adesso la Virgin sia interessata a metterci un bel carico a denari e, secondo me, lo fara’.

Detto questo, mi e’ venuta la curiosita’ di andare a leggermi i nomi degli sponsor principali della stagione 2009, quelli cioe’ che appaiono in bella vista, con scritte enormi e posizionate in punti strategici sulle monoposto. Se il Marketing non e’ un’opinione, questi sono quelli che sborsano il grosso del budget.

E’ venuta fuori questa lista:

  • McLaren: Vodafone, colosso mondiale delle Telecomunicazioni con tanti soldi da spendere e che tappezza, abitualmente, qualunque superficie libera, fissa o in movimento.
  • Ferrari: Marlboro, il mostro dei prodotti per fumatori, che fa e fara’ sempre soldi, nonstante crisi, divieti, campagne antifumo e tutto il resto. Questo e’ un sodalizio storico, ormai indipendente da considerazioni di business, per scindere il quale dovrebbe succedere il peggior cataclisma della storia.
  • BMW: Petronas, gigante asiatico della Chimica (la scuderia BMW naque qualche anno fa dalle ceneri della Sauber-Petronas). E a simboleggiare la potenza di questa azienda, chi non conosce le Petronas Towers a Kuala Lumpur?
  • Renault: ING, prodotti finanziari. Quelli del Conto Arancio, per intenderci. Tanti, tanti soldi… Pero’ ING ha anche annunciato, un paio di settimane fa, che al termine della regolare decorrenza del contratto la sponsorizzazione non continuera’ (mi pare nel 2010).
  • Toyota: Panasonic, che altro dire? Questi i soldi pure ce li hanno, soprattutto hanno buoni profitti, anche se sospetto che la maggior parte del budget venga da Toyota stessa (si dice che fino all’anno scorso avessero budget illimitato, a dimostrazione che per vincere in F1 non basta nuotare nell’oro).
  • Williams: Philips, gli olandesi si rimettono in gioco. Evidentemente le loro performance finanziarie nei mercati asiatici sono andate davvero troppo bene per permettersi di investire in F1. L’anno scorso lo sponsor della Williams era la AT&T, colosso americano delle telecomunicazioni, tanto per gradire…
  • ReduBull e ToroRosso: stesso padrone, stesso sponsor, che poi e’ il padrone stesso, la RedBull, celebre bibita energetica che a me non piace nemmeno un po’. Ma quante lattine vende questo qua per tenere in vita addirittura due squadre?? Per non parlare delle decine e decine di eventi sportivi e manifestazioni varie che sponsorizza in tutto il Mondo!
  • ForceIndia: ebbene si, anche l’India. Il magnate della Kingfisher Vijay Mallya che mette in pista due auto mediocri e le sponsorizza con la sua birra (buona devo dire).
  • Honda: dicevamo di Virgin, si vedra’. Ma evidentemente se Sir Richard Branson spende tanti soldi per costruire un’astronave per turisti, il quibus non gli manca.

Quindi, facciamo due conti? Chi e’ che quest’anno si puo’ permettere di buttare nel calderone alcune centinaia di milioni di euro?  Due fanno bibite, e sponsorizzano tre squadre. Uno fa sigarette, due fanno elettronica, uno fa telecomunicazioni e l’ultimo, se la faccenda Honda andra’ in porto, fa Media (sostanzialmente).

A quanto pare i bibitari fanno un certo effetto. Mettere in pista dei budget che competono con colossi della Finanza e delle Telecoms, semplicemente vendendo lattine, ha quasi dell’incredibile! Il 30% delle sponsorizzazioni oggi presenti in F1 viene da roba che beviamo. Ma quanto profitto fanno su ogni lattina questi qua? Sarei davvero curioso di saperlo! Toyota, dopo 42 anni di profitti annuncia perdite… no dico Toyota, un’azienda fatta di macchine umane che costruiscono macchine, dice che quest’anno e’ andata male. E i lattinari invece?

Mi chiedo come mai la CocaCola non c’abbia mai fatto un pensierino… eppure con quelle lattine rosso fuoco li’… Ummmmm. Signor CocaCola, allora?!? Con Maranello abbiamo parlato??

In ogni caso, forza Ferrari e forza Toro Rosso (e’ la ex Minardi di Faenza!). Ma anche forza Vettel e forza Alonso che so’ taaaanto bravi.

20 febbraio 2009 Posted by | Aziende e dipendenti, Cose tecniche | , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

   

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