TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Ma riapriamo pure i battenti!

Ma si, che di stare senza blog uno alla fine si annoia anche. E poi, sara’ che finalmente piove, oggi mi sento meno pigro.

E come riapriamo? Con due notizie assolutamente slegate fra di loro. La prima e’ che lo storico marchio Pininfarina, autore del design di decine di meravigliose Ferrari (e non solo), ha messo in vendita il 50,7% del pacchetto azionario. E indovinate chi c’e’ in agguato?

3… 2… 1… Lo dico? Ue’, io lo dico, poi se vi ricoverano non e’ colpa mia…

La… TATA!!!

Avete letto bene, purtroppo! Gli indiani vogliono mettere le mani sul designer di automobili piu’ famoso e bravo (non me ne vogliano i vari Giugiaro, Bertone, ecc…) della storia dell’automobile. Ma e’ possibile che in Italia non si riesca a salvare Pininfarina delle grinfie degli quegli incompetenti del bello quali siano gli indiani? Per loro contano solo i soldi: tutto business e niente emozioni! Ma come si fa a disegnare un’automobile pensando solo al profitto? Non sarebbe mai nata, che so, la Testarossa, e nemmeno la piu’ recente 599 Fiorano, per non citare tutte le altre! E mentre penso a Pininfarina, penso alla Jaguar che, insieme alla Land Rover, e’ andata a finire nelle mani di TATA qualche anno fa. Risultato? La Jaguar ha perso la sua identita’, completamente. Avete visto la nuova XJ??? Orrore!!! Ora vi aiuto. Questa e’ del 2006:

2006-jaguar-xj

che, negli anni, e’ sempre stata il risultato dell’evoluzione stilistica e tecnologica di questa:

5Jag_m_m

E adesso, come l’hanno fatta? Cosi’!!!

2010-new-jaguar-xj-1

No comment…

L’altra notizia riguarda la mia incessante ricerca di opportunita’ di lavoro in Europa. Qualche giorno fa mi ha contattato una societa’ di selezione inglese, per una posizione CxO presso un loro cliente, e mi ha chiesto, come e’ prassi ormai consolidata, di completare un questionario on-line prima di procedere. Di solito si tratta di test psico-metrici o psico-attitudinali. Ma stavolta no! Questa volta era un esame da ragioniere!! In 25 minuti mi sono dovuto ammazzare di calcoli, con tanto di calcolatrice, carta e penna, lavorando su enormi tabelle piene di numeri. E ho dovuto rispondere a 30 domande, cioe’ meno di un minuto a domanda, con una quantita’ enorme di dati da leggere e calcoli da fare. Ma si puo’? Quale sarebbe l’obiettivo di un test del genere? Verificare la velocita’ nell’uso della calcolatrice? Boh…

In realta’ i test, poi, erano due. Il secondo era piu’ normale, nel senso che si trattava del classico blocco di testo da leggere per poi rispondere ad una serie di affermazioni riguardandi lo stesso testo con TRUE, FALSE oppure CANNOT SAY. Bene, durante gli esercizi di prova (obbligatori), mi e’ stato propinato un paragrafetto sul tema astronomia, dove si diceva che da anni si sa che l’Universo e’ in espansione, che le Galassie si allontanano, ecc… ecc… A domanda testuale “il tempo che impiega la luce emessa da una galassia piccola a giungere fino a noi e’ superiore al tempo che impiega la luce emessa da una galassia grande”, sono rimasto un attimo di stucco. Non mi dici se le due galassie si trovano alla stessa distanza, quindi dovrei rispondere CANNOT SAY. Assumendo pero’ che le due galassie di trovino alla stessa distanza, allora dovrei rispondere FALSE (la velocita’ della luce e’ quella, c’e’ poco da fare…). Sapete qual’era la risposta giusta? TRUE!

Quindi:

1- Ti sei dimenticato di dirmi che la galassia piccola e’ piu’ lontana della grande (anzi, magari e’ per quello che la vedi piu’ piccola!)

oppure

2- Sei ignorante

Voi che dite?

9 agosto 2009 Posted by | Aziende e dipendenti, Bestialita', Cose da ricordare, L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , | 13 commenti

Reference Check

Oggi mi e’ venuta voglia di scrivere questo POST, visto che, con una delle due opportunita’ di lavoro che sto esplorando, siamo arrivati a questa fase, il che significa che siamo messi piuttosto bene (corna facendo, toccando ferro, ecc…).

Lo dico per quello 0,00001% della popolazione che non lo sapesse: il reference check e’ una verifica che il potenziale nuovo datore di lavoro effettua sul profilo, sul curriculum, sulle capacita’ e via dicendo del candidato. Di solito l’azienda, oppure la societa’ di selezione, chiama al telefono due o tre persone, spara alcune domande e compila un report che resta allegato al file del dipendente, nel caso questi venga assunto. E’ una pratica ormai diffusissima, soprattutto presso le multinazionali, per cui aspettatevelo e fatevi trovare pronti.

Iniziamo subito col dire che le referenze di ciascuno di noi sono merce estremamente preziosa, che va gestita con grande giudizio e circospezione. Si tratta, infatti, della migliore e piu’ affidabile testimonianza della genuinita’ di quanto abbiamo dichiarato nel CV e in sede di colloquio. Ma si tratta anche di contatti professionali che, con molta probabilita’, ci accompagneranno per il resto della carriera. Sono colleghi, capi e clienti che offrono la loro disponibilita’ a fare da arbitri e a fornire informazioni su di noi; sono dunque persone che e’ bene tenersi di gran conto, e utilizzare solo quando ne vale veramente la pena e, soprattutto, solo quando siamo sicuri della/e persona/e nelle cui mani stiamo mettendo i loro nomi, i loro indirizzi email e il loro numeri di telefono. L’uso che si fa di queste “coperte” deve essere intelligente e votato al risparmio, per evitare di stancarle e di farle ritrovare coinvolte di continuo in indagini sul nostro conto. Anche lo sponsor piu’ diligente e piu’ disponibile, se messo troppo sotto pressione, potrebbe prima o poi stancarsi, e rifiutarsi di farlo ancora in futuro. Quindi, la prima regola e’: se la richiesta della verifica delle referenze vi giunge troppo presto, conviene dubitare della bonta’ del processo di selezione e della professionalita’ di chi lo gestisce. Quelli che fanno sul serio conducono questa attivita’ solo verso la fine, e solo quando il candidato ha ormai delle buone possibilita’ di successo.

E’ bene anche non appoggiarsi troppo a coloro che pensiamo possano trattarci bene per definizione, perche’ magari sono degli amici, ma per contro non sanno granche’ del nostro lato professionale. Meglio utilizzare qualcuno che ci conosca di piu’ per cio’ che abbiamo fatto tra le 9:00 e le 18:00 dal lunedi al venerdi, piuttosto che fuori da questi range. Perche’ basta un controllo incrociato per scoprire qualche magagnetta e vanificare tutta l’operazione, facendo anche una figura barbina. E’ chiaro che se avete la fortuna di aver un amico con cui avete anche lavorato tanto e bene, allora siete a cavallo!

Come procedere? Di solito e’ buona norma stilare una lista dei propri arbitri, con nome e cognome, nome dell’azienda, ruolo/titolo, indirizzo email e numero di telefono. Questa lista conviene tenerla aggiornata, proprio come si fa col CV, e conviene anche chiedere il permesso ai diretti interessati, prima di metterli dentro. Da evitare invece la distribuzione indiscriminata di questa lista, poiche’, cosi’ facendo, si corre il tremendo rischio che soggetti poco professionali possano tentare di contattare queste persone prima che voi abbiate la possibilita’ d’informarli dell’imminenza della cosa. Non solo non serve a noi candidati, che potremmo invece “preparare un po’ il terreno”, ma non piace nemmeno agli intervistati, soprattutto se sono senior manager, i quali non amano essere presi alla sprovvista. Esistono anche casi, che si verificano piu’ spesso di quanto non si possa pensare, di clienti che non vogliano immischiarsi in faccende tra fornitori, e non vogliano, in qualche modo, “favorire” lo spostamento di risorse di valore da un concorrente all’altro. Esempio: lavorate per Magneti Marelli e volete andare in Bosch, e fornite un manager di FIAT come referente. Costui, probabilmente, non vorra’ o non potra’ (anche se siete bravi come dite di essere) favorire Bosch a dispetto di MM, indicandovi come un buon acquisto. Non ci sara’ nulla di personale, ma si sa che le questioni politiche, in certi ambienti in cui girano centinaia di milioni di Euro, dettano legge.

NOTA: Magneti Marelli, Bosch e FIAT sono tre nomi presi a titolo di esempio (perche’ noti a tutti), solo per chiarire il concetto. Non c’e’ alcuna allusione a episodi realmente avvenuti, anche perche’ io lavoro nell’ICT e non nell’Automotive.

E’ bene quindi pretendere che chi vi sta chiedendo le referenze vi dia delle indicazioni precise sul check che intende fare, dandovi la possibilita’ di offrire e negoziare qualche nome. Una volta fatta la scelta, vi si dovra’ anche concedere il tempo di prendere contatto con i vostri sponsor e concordare su data e ora in cui avra’ luogo la chiamata. Solo allora potrete condividerne le coordinate. E’ anche possibile, e tutt’altro che improbabile, che chi vi sta colloquiando conosca gia’ i nomi dei vostri ex-capi o dei vostri ex-clienti e sappia come contattarli. In tal caso, insistete affinche’ comunque vi si dia la possibilita’ di fare quello che dovete fare. Puo’ anche accadere, come e’ successo anche a me qualche anno fa, che l’azienda si annoti qualsiasi nome che possiate citare durante le interviste, e lo contatti senza informarvene. A parte il fatto che non e’ detto che un chicchessia con cui possiate avere avuto a che fare in passato possa considerarsi una persona desiderosa di fornire referenze sul vostro conto (potrebbe addirittura essere qualcuno con cui vi siete solo scontrati e sia un vostro nemico), ma comunque questa pratica e’ talmente disdicevole da far dubitare della moralita’ della persona o dell’azienda in questione. Esistono regole non scritte che chi sa stare al Mondo rispetta sempre.

Insomma, il reference check e’ un momento importante da non sottovalutare nell’arco dell’intero processo si selezione, ma le referenze sono preziose, vanno gestite con grande attenzione e qualita’, e vanno diffuse con estrema circospezione.

Dulcis in fundo, vanno protette sempre e comunque!

28 Maggio 2009 Posted by | Aziende e dipendenti, Cose da ricordare | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il punto della situazione

Per essere uno che e’ venuto due settimane in Italia nel tentativo di fuggire dall’India a gambe levate, me la sto passando sufficientemente bene. Praticamente ho passato piu’ giorni a Milano che altrove, e solo per fare colloqui, il che significa che le cose si stanno muovendo, o perlomeno smuovendo, visti e considerati i tempi di magra.

In questo momento mi ritrovo con due piedi in due scarpe, su due fronti molto differenti. Il primo e’ un operatore, uno dei quattro big, non vi dico chi perche’ sono scaramantico, ma e’ un’opportunita’ davvero bella, anche se assai tosta da acchiappare per ovvie ragioni. Nonostante questo, ho gia’ incontrato due pitbull (affettuosamente) del Personale, poi sono passato direttamente al CTO e infine pure al Mega Direttore Galattico Grand Uff. Archivesc. Lup. Man. dell’HR. Il quale mi ha detto (giovedi scorso) che ora lui e il CTO “faranno il punto” e poi “chiederanno il blessing del CEO”. Benissimo cosi’ direi, anche se questa storia del blessing non e’ chiarissima, nel senso che non so se significhi l’ennesimo incontro oppure una cosa interna che appartiene solo a loro. Quale che sia il seguito sono in dolce (spero) e fervente (di sicuro) attesa.

L’altro piede ce l’ho nella scarpa di una grossa societa’ americana leader nel mercato del BPO (Business Process Outsourcing). Anche questa e’ una storia abbastanza acchiappante, e non mi dispiacerebbe affatto. Stamattina ho visto la direttrice del personale, che e’ partita fredda come un iceberg ma poi si e’ sciolta come un ghiacciolo al sole di Calcutta, e mi ha gia’ detto che tra giovedi e venerdi vedro’ l’Amministratore Delegato. Il problema e’ che questi sono un po… lentini: dopo l’AD tocca a un Vice President di mezzo mondo e forse anche al President di non so che cosa… Temo che prima del verdetto mi tocchera’ essere colloquiato pure da Barack Obama! Il problema e’ che io la settimana prossima torno nel Quarto Mondo, spero si diano una mossa.

Ora pero’ vorrei dire una cosa. Nell’azienda in cui lavoravo prima di avere la malaugurata idea di andare in India, avevamo messo su un processo di selezione la cui efficienza toccava vette di eccellenza. I candidati arrivavano alle 14:00, e ne mettevamo in parallelo alcuni per la stessa posizione. I malcapitati dovevano passare attraverso 4 stage: tecnico, middle managament, senior management (di solito io) e amministratore delegato. Se andava male ciao, ma se andava bene si beccavano l’offerta di lavoro in tempo reale, avendo investito nell’operazione un solo pomeriggio. E questo valeva per i neo laureati come per quelli con 15 anni di esperienza. Forse estremizzare non va mai troppo bene, pero’ un po’ di rispetto per i candidati sarebbe utile, soprattutto se vengono li’ apposta per te: sai che me ne devo tornare a Gurgaon, mi fai scapicollare di lunedi mattina per essere nel centro di Milano alle 10:30, solo per fare un colloquio di 45 minuti e salutarmi con la promessa di farmi incontrare il capoccione tra giovedi e venerdi?? Ma cazzo, ma vederci direttamente giovedi, prima con te e poi con il boss no?? Troppa grazia?

Chiudo con una nota positiva su entrambe le societa’ di selezione, ma le conosco da anni e so che fanno un ottimo lavoro.

Continua…

4 Maggio 2009 Posted by | Aziende e dipendenti | , , , , , , , , | 6 commenti

Societa’ di selezione: datevi fuoco!

E lo dico seriamente, cosi’ in tempi di magra e con quello che costa l’energia, almeno riscaldiamo un po’ qualche condominio!

Non so quanti di voi che leggono questo blog si affidino ai cosiddetti head hunter per cambiare lavoro, per cercare nuove opportunita’ o semplicemente per dare un’occhiata in giro e vedere come va il mercato.

Tutte queste cose io le faccio, le prime due non troppo spesso, l’ultima settimanalmente. Ma ora, e lo potete facilmente desumere dall’amore viscerale ed incondizionato che ho sviluppato per l’India, sto di fatto facendo tutte e tre le cose.

Come si cerca lavoro? I canali diretti sono i migliori, ma vista l’abbondanza di annunci in Rete, conviene sempre tenere d’occhio un certo numero di siti, tipo:

  • Monster.com
  • Spencerstuarts.com
  • Michaelpage.com
  • Corriere.it (Trovolavoro)

… e qualche altro (non ve li posso mica svelare tutti!). E gli indirizzi ve li digitate voi che non c’ho voglia di fare i LINK!

Negli ultimi anni mi sono sempre lamentato della scarsa qualita’ degli head hunter: scrivono annunci incomprensibili, spesso non capiscono le reali esigenze del cliente, non sanno posizionare i candidati, fanno selezioni lunghissime che non tengono mai conto delle esigenze dei candidati ma, cosa ben piu’ grave, non fanno il followup.

Che significa: se io ti mando il CV e non ti aggrado, potresti almeno dirmelo! “Caro candidato, grazie dell’interessamento, ma ci fai schifo, sparisci!”. Uno sparisce e si dedica ad altro. E invece no, uno manda CV in giro e l’1% risponde, gli altri finiscono in un buco nero e uno sta li’, dall’altra parte della casella Email, ad aspettare che arrivi qualche bit di risposta.

Conosco un po’ di gente che fa selezione di mestiere, junior e senior, italiani e stranieri. La risposta e’ sempre stata la stessa: “sai, riceviamo un tale quantita’ di candidature che non riusciamo a stare dietro a tutti”.

Si, vabbe’! Io ho sempre obiettato che esistono i CRM, cioe’ sistemi di gestione dei clienti che ti consentono di automatizzare tutto, perfino i messaggi di feedback. Ma tanto e’ evidente che il problema non e’ quello…

E lo si capisce ora, che c’e’ questa maledetta crisi e gli stessi siti languono di annunci. Dove ieri ne trovavi 100, oggi forse ne trovi 10. Il che significa che le aziende non stanno assumendo e gli head hunter si ritrovano con poco lavoro.

Ma, nonostante questo, le societa’ di selezione continuano a fare quello che hanno sempre fatto negli ultimi 6/8 anni almeno. Scrivono annunci poco chiari, non ti rispondono, ti trattano con aria di superiorita’, ti fanno attendere, ti fanno interviste dopo interviste, quiz, test psicometrici e tutte le altre cose che non servono quasi a niente!

E allora il problema quale sarebbe? Sarebbe che negli head hunter lavorano degli asini, che hanno poco contatto con la realta’ aziendale, che non hanno idea di come si fa il business vero e quindi non capiscono come costruire un profilo professionale. E sono poco organizzati, poco strutturati, non abbastanza senior da condurre discussioni di alto livello con i loro clienti, cosi’ da capire le esigenze e posizionare i candidati nel modo piu’ corretto.

E quei pochi personaggi senior, che spesso sono partner, sono manager 50-enni falliti che non hanno trovato altro da fare che aprirsi un ufficio in franchising per conto di una societa’ di selezione di un certo calibro e, quando vai a parlare con loro, ti trattano come se loro fossero il Presidente della Repubblica e tu un povero stronzo che e’ andato a chiedere l’elemosina! Come se la loro superiore ed immensa esperienza da falliti potesse metterli in grado di capire tu chi sei veramente. Mi ricordo un coglione appartenente a questa categoria che m’intervisto’ per una posizione da dirigente (ero gia’ dirigente) presso una notissima azienda. Non dico nomi e non faccio riferimenti perche’ non mi conviene. Comunque, questo imbecille patentato, dopo avermi chiesto per ben 4 volte consecutive di cose mi occupassi (mentre parlavo, evidentemente pensava ai cazzi suoi), mi chiese:

“Ma lei, se dovesse lavorare in una Banca, cosa farebbe?”. Ed io: “beh, considerato che ho 15 anni di IT e Telecoms dietro le spalle e che di banche non so una fava, penso che potrei proprio fare il direttore IT”.

E lui: “con questa risposta lei mi fa cadere sotto il tavolo”. Ed io: “perche’ scusi, cosa si aspettava che le dicessi, che vorrei fare il presidente del Monte dei Paschi di Siena?”.

E lui: “certo, questa era la risposta che volevo!”.

“Senta, caro dottore (probabilmente in cazzologia applicata), se questo e’ un test psicoattitudinale, me lo dica subito,  altrimenti se lei cerca di capire quali siano le mie ambizioni, allora vediamo di fare le persone serie! Se andassi a lavorare in Ferrari, e’ ovvio che mi piacerebbe essere Jean Toad oppure Luca Cordero di Montezemolo, ma e’ evidente che di condurre un’azienda automotive non so niente, quindi perche’ dobbiamo prenderci per il culo?”.

Orbene, cari amici head hunter, non ho la presunzione di insegnarvi il mestiere, anche perche’ per dirvi tutto cio’ che ho da dirvi dovrei riscrivere la Treccani e metterci anche una ventina di supplementi, ma un paio di segreti ve li voglio rivelare:

  1. Psssttt… non siete niente e non siete nessuno. Siete un banale intermediario e fate anche male il vostro lavoro. Cercate almeno di non far incazzare i vostri candidati, perche’… vedi punto 2.
  2. I vostri veri asset non sono i clienti, ma i candidati. Gira che ti rigira, siamo sempre noi, e lo saremo ancora per una ventina d’anni almeno, se non trenta. Io la mia black list ce l’ho, e con quelli di voi che ci sono dentro non ho nulla a che fare da anni. Ed e’ un peccato, perche’ io sono un proiettile sicuro, dove mi spari faccio centro, e becchi fino al 25% della mia prima annualita’. Ma tu, caro head hunter dei miei stivali in black list, questo proiettile non ce l’hai piu’. Quelle che ti restano sono mezze cartucce… spara, spara!

Ci sono delle eccezioni, pochissime, ma quelli bravi sono bravi sul serio (se volete dritte in Italia o all’estero mandatemi un’email).

Agli altri, beh andate a quel paese, io parlo con gli amici, che faccio prima e faccio meglio!

24 febbraio 2009 Posted by | Aziende e dipendenti, Bestialita', Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , , , | 12 commenti

Se la crisi vi colpisce… parte seconda

L’altro ieri ho promesso di girarvi qualche dritta su come affrontare al meglio (si spera!) la malaugurata situazione di aver perso il posto di lavoro. Oggi riprendiamo il tema, e dopo aver cercato in tutti i modi, nel POST precedente, di tirarvi su il morale, stavolta cerchero’ di essere un po’ piu’ pragmatico, ed affrontero’ la situazione di petto insieme a voi.

Dopo aver calcolato il vostro Profit & Loss (piu’ Loss che Profit probabilmente), vi avevo anche chiesto di annotarvi alcuni dati:

  • Eta’ anagrafica
  • Anni di esperienza professionale
  • Lista dei mercati o tipologie di business in cui vorreste lavorare
  • Stipendio a cui ambite

Perche’ vi ho chiesto di fare cio’? Perche’ questi dati, seppur da integrare con ulteriori dettagli su cui non vale la pena di spendere energie per ora, vi consentono di fare una classificazione di voi stessi.

In base ad eta’ ed esperienza, possiamo riferirci alle seguenti tre aree professionali o categorie:

a) “Giovane” (sotto i 30 anni), con pochi anni di esperienza (meno di 5)
b) Middle Manager (sotto i 40), con 7/12 anni di esperienza
c) Top Manager (sopra i 40), con almeno 15 anni di esperienza

Esistono altre due categorie, tutt’altro che rare, che pero’ vanno trattate diversamente. E sono:

d) “Middle/Top Manager” rampante, sotto i 40 ma gia’ molti anni di esperienza, oppure un brillante talento per il management. Oppure un farloccone politicizzato che ha fatto carriera baciando terga e quando ha perso gli sponsor ha perso pure il posto. Oppure un nipote di Agnelli.
e) “Anziano” (oltre i 50, senza offesa), ma non ha fatto una gran carriera, se per motivi giusti o meno giusti non ci riguarda.

Prima di scegliere l’approccio, a seconda della categoria di appartenenza, fissiamo due regole d’oro.

La prima e’ che, in tempi di crisi, e’ fortemente consigliabile lasciar perdere i Siti Web che pubblicano annunci di lavoro. In tempi di crisi, infatti, ci sara’ una concorrenza spietata, gli annunci saranno pochi, le societa’ di selezione saranno subissate di Curriculum, e gestiranno i candidati con molta superficialita’ e fretta. Il che, tradotto in parole povere, equivale a: manderete centinaia di CV, nessuno vi rispondera’, e perderete tempo prezioso e, con esso, le speranze di ricollocarvi!

Cosa fare? Meglio utilizzare i canali personali, amici, conoscenti, ex datori di lavoro, clienti (precedenti/attuali), insomma, far leva sui propri link professionali. Cio’ consente rapido accesso alle opportunita’ aperte, comunicazione diretta, disponibilita’ immediata delle referenze necessarie e, cosa non trascurabile, la sensazione di muoversi verso una direzione (non importa quale, l’importante e’ che ci si muova). In un momento difficile come questo, avere una ragione per restare ottimisti e’ quanto di meglio si possa cercare. Anche presentarsi di persona presso una societa’ di selezione funziona discretamente. Se non conoscete nessuno, allora telefonate, prendete un appuntamento, andate e presentatevi, spiegando tranquillamente la situazione, evitando di dire peste e corna del datore di lavoro che vi ha appena mandato a casa e, piu’ in generale, gestendo l’incontro come un vero e proprio colloquio. Lo sapete come ci si presenta a un colloquio, vero?!

La seconda regola d’oro e’ che, in tempi di crisi, tutto fa brodo, o quasi tutto. Mi riferisco a tutte le categorie, ma in particolare alla b) e alla d). Meglio far sparire la puzza sotto il naso. E’ inutile, e anche dannoso, attendere il principe azzurro delle opportunita’! Non arrivera’ mai! Non arriva in tempi di vacche grasse, figurarsi ora. Il compromesso e’ cio’ che vi serve, anche a costo di sospendere per un po’ le proprie ambizioni di carriera oppure di dover modificare il proprio stile di vita. Prendete cio’ che ritenete accettabile, anche un principino azzurrino sbiadito e un po’ fesso, tanto nessuno vi impedisce di continuare a cercare mentre portate un po’ di stipendio a casa. Ecco, dunque, perche’ vi avevo chiesto di annotarvi lo stipendio a cui ambite. Fate il P&L come si deve, e fissatevi come obiettivo un reddito che vi consenta di pagare i conti almeno; se poi ci scappa qualcosina per due settimane di vacanze ad Agosto, tanto di guadagnato.

Esempio: se prima avevate uno stipendio annuo lordo di 60.000 Euro, e ora lo volete tale e quale, rischiate di fare un buco nell’acqua. Magari 50.000 Euro, per ora, potranno bastare (fate anche bene i conti sul netto, perche’ potreste finire in un’aliquota diversa oppure, comunque, trovarvi qualcosa in piu’ del previsto in tasca alla fine del mese per via dell’imponibile piu’ basso).

Diverso, invece, e’ il discorso sul mercato di riferimento. Data la scarsita’ di posti di lavoro, e’ piuttosto difficile, se non impossibile, che proprio ora riusciate a cambiare mercato, mantenendo stipendio ed inquadramento. Se avete 5 anni di esperienza come IT Manager presso un’istituto finanziario, non cercate di diventare Delivery Manager per una societa’ di Software/Consulenza ICT. Siete un cliente, diventare un fornitore non e’ un’impresa facile e lo sanno tutti, anche i potenziali datori di lavoro. Solo una amico potrebbe fidarsi di voi e darvi un’opportunita’, ma quanti amici conoscete che rischierebbero la loro reputazione in azienda ed i loro numeri solo per salvare il culetto a voi? Puntate piuttosto a qualcosa di simile (l’IT e l’IT…) in un mercato diverso. Ad esempio logistica e trasporti, assicurazioni, produzione di beni durevoli.

Cosa fare invece rispetto al tipo di contratto? Indubbiamente un’assunzione a tempo indeterminato ha i suoi vantaggi, almeno in Italia, visto che garantisce una discreta sicurezza. Ma se siamo qui a discutere di tutto cio’, e’ vero anche che la cosa e’ relativa. Certo, se siete un dipendente e la vostra azienda vi vuole licenziare, deve creare il caso, ma negli ultimi anni ne ho viste di cotte e di crude, tipo:

1- “In seguito alla riorganizzazione, la tua posizione non esiste piu’ e non abbiamo alternative da offrirti.

2- “La tua performance review non e’ granche’, ed e’ gia’ la seconda volta. L’altra volta avevi ricevuto un avvertimento, stavolta te ne devi andare”.

3- “Piu’ di un cliente si e’ lamentato di te pesantemente…”, ed il finale e’ lo stesso.

4- “Dobbiamo tagliare i costi, accetti un incentivo all’esodo di tre mesi?”. Se non accetti, ti sospendono formalmente dal servizio, senza stipendio. Puoi fare causa, se vinci prendi tutti gli arretrati e magari anche i danni. Ma vinci? E quando, dopo 10 anni di tribunali? E che fai nel frattempo? Se sei sospeso sei ancora un dipendente, e non puoi andare a lavorare con un altro.

5- Mobbing e demansionamento vario…

6- Altre soluzioni creative…

Quindi, il tipo di contratto diviene una variabile molto elastica. In caso di necessita’ anche un contratto a tempo determinato puo’ andare bene, anche una consulenza, anche un contratto a progetto, una cosa qualsiasi a partiva IVA. Non formalizzatevi e non bloccatevi su questo dettaglio che, seppure importante, assume una rilevanza relativa rispetto alla vostra situazione.

Cio’ che conta e’ assicurarsi che il contratto contenga i paletti giusti, che le clausole ci siano tutte e siano legali. Leggete bene tutto prima di firmare.

Avevate la clausola di non concorrenza nel contratto precedente? Cioe’ quella clausola che vi impedisce, una volta lasciata l’azienda, di andare a lavorare con un concorrente per uno o due anni? Se vi hanno licenziato, la clausola non vale. Se avete dato le dimissioni, allora assicuratevi che vi abbiamo sempre pagato il relativo guiderdone (la clausola di non concorrenza prevede una quota mensile che l’azienda deve aggiungere allo stipendio). Se non vi hanno pagato, la clausola non vale! E se vi hanno pagato, beh ciccia, hanno la coscienza sporca, che vi facciano causa loro stavolta!

Vorrei chiudere con una lista di approcci diversi al problema, a seconda della categoria di appartenenza.

a) Siete giovani, relativamente inesperti, ma siete ambizioni, forse giustamente, e avete un sacco di energia. Difficile non trovare un’altra collocazione a tempo indeterminato, cercate di restare flessibili sullo stipendio e andra’ tutto bene. Nel vostro caso, nonostante quanto detto prima, i portali tipo Monster possono funzionare. Anzi, gia’ che ci sono, ve ne segnalo uno mitico: Jobespresso. Il bello di questo portale e’ che cerca per voi in una marea di siti, tipo Monster stesso, il Corriere.it e tanti altri. Vi fa risparmiare un sacco di tempo, il trucco e’ quello di usare parole chiave restrittive, in modo da evitare di ottenere risultati troppo generici (vista la mole di dati).

b) Avete gia’ una bella dose di anni di lavoro sulle spalle, siete ancora giovani (la soglia dei 40 e’ critica, ma voi non ci siete ancora), avete ancora discrete possibilita’. I portali non usateli, parlate con colleghi presenti e passati, anche i vostri riporti diretti e indiretti (non c’e’ da vergognarsi). Mettete ordine nel vostro CV e preparate una lista di referenze (chiedete il permesso ai soggetti interessati, prima di pubblicare i loro nomi, numeri di telefono ed indirizzi email!). Siete anche nella fase giusta per poter ottenere dei contratti di consulenza ben pagati, oppure avviare un’attivita’ in proprio se la cosa vi intriga. Opportunita’ all’estero sono assolutamente da prendere in considerazione, specialmente se single! Head hunter come Michael Page, Spencer Stuart ed altri possono aiutarvi.

c) Voi non dovreste avere problemi, avete gli agganci giusti. Di solito voi cadete abbastanza in piedi e, se cadete di sedere, il conto di banca dovrebbe sostentarvi per un bel po’. Se siete bravi il mercato vi conosce, qualcuno vi chiamera’, magari non per fare il CEO ma per fare l’angelo custode di un CEO incapace. Questi contratti sono da favola, anche se oggi ci sono e domani chi lo sa? Se siete politicizzati e i vostri sponsor si sono dileguati, allora e’ il caso di attendere tempi migliori. A meno che non decidiate di rimboccarvi le maniche, ma in quel caso dimenticatevi lusso e ricchezza. Se siete nipoti di Agnelli, beh… che culo!

d) Voi siete una categoria difficile. Avete le palle, questo e’ fuori di dubbio, ma siete anche emotivi e lo stress abbonda nel vostro organismo. In questo momento siete particolarmente spaventati e non sapete dove girarvi. Le state provando tutte, state anche facendo qualche colloquio, ma avete la sensazione che siano tutti piu’ bravi/esperti di voi e vi rendete conto che quei pochi che vogliono darvi un lavoro intendono pagarvi molto poco. E quando decidono che chiedete troppo, vi propinano la solita storia che “siete dei fenomeni ma…” poi c’e’ sempre un “ma” ridicolo alla fine della frase. Voi dovete cercare con attenzione… voi siete quelli sul punto di vendere l’auto oppure siete sul punto di arrendervi e tornare a fare i capi progetto a meta’ dello stipendio di prima. Non c’e’ problema, ma avete visto il vostro P&L? Siete sicuri di farcela? Se si’, allora andate, ricominciare da un paio di gradini piu’ in basso non vi fara’ male, anzi vi rendera’ piu’ tosti. Se non ce la fate, e se non trovate un lavoro adeguato, allora accettate comunque il compromesso, ma lavorate bene sul vostro P&L e tagliate tutto il tagliabile. Anche per voi, le opportunita’ all’estero sono da tenere in altissima considerazione. La vostra famiglia dovra’ seguirvi, che altro potrebbe fare?

e) Cosa dirvi? Voi siete la categoria piu’ difficile… Perche’ vi hanno mandato via? Non guadagnate uno sproposito, ergo non siete un costo particolarmente preoccupante per l’azienda. Avete negoziato bene prima di andarvene? Magari potevate farvi pagare i contributi mancanti alla pensione e andarci subito. Se non l’avete fatto, allora il vostro obiettivo e’ proprio questo: ricollocarvi in modo da guadagnarvi l’agognato riposo. Una cosa e’ certa: avete sicuramente uno skill particolare, siete bravi a fare una cosa precisa, anzi, per un bel po’ di tempo, vi siete considerato indispensabile ed insostituibile. Allora fate valere la vostra conoscenza specifica, presentatevi ad una societa’ di selezione, avanzate poche pretese e restate aperti ad ogni opportunita’. Spiegate in dettaglio quanto siete bravi su quella certa cosa e quanto avrebbe bisogno di voi uno di quei manager rampanti della categoria d). Avete l’esperienza, ma avete anche la saggezza e la stabilita’ emotiva, visto che ne avete gia’ viste a sufficienza. Cos’altro dirvi? Forse dovreste insegnare voi qualcosa a me.

Comunque vada, anima e coraggio e in bocca al lupo! 😀

15 gennaio 2009 Posted by | Aziende e dipendenti, Cose da ricordare, Cose tecniche | , , , , , , , | Lascia un commento

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