TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Se l’Italia fosse l’India

Copio e incollo un POST pubblicato dal direttore di Quattroruote. Leggete e poi vi dico:

Una notizia di questi giorni riporta che in India il Governo ha stanziato un programma da 12 miliardi di dollari (8,3 miliardi di Euro) per un piano autostrade capace di mettere in moto il Paese. Leggendolo si scopre che sarebbero previsti la bellezza di 7,300 km, il minimo per tenere il passo con un’economia che tira a più non posso.
Quello che sconcerta, comunque, al di là delle cifre d’investimento, è che lì sono programmati 20 km al giorno. Una notizia che ci svergogna agli occhi del mondo, noi che da 15 anni non riusciamo a portare a termine la Variante di Valico sull’Autosole tra Bologna e Firenze, 37 km di cui si è iniziato a parlare nel 1985, che nel 2001 è stata definitivamente approvata dal Consiglio dei Ministri dopo che nel novembre 2001 è terminata la Conferenza dei Servizi che ha imposto oltre 1.000 prescrizioni, determinando la necessità di ulteriori autorizzazioni. Uno psicodramma per un tratto caratterizzato da picchi di 89.000 veicoli al giorno con punte di 25.000 camion e autobus.
Non è pensabile che un Paese moderno inciampi su opere indispensabili, frenato da veti continui e sbeffeggiato in Europa per il continuo stallo (Salerno-Reggio Calabria, Tav, autostrade lombarde). Noi che nel 1956, altri tempi, altre tecnologie, abbiamo messo in essere la prima autostrada vera, quella del Sole, arrivando a costruire quasi 800 km in nemmeno 8 anni con costruzioni impossibili per l’epoca, con viadotti arditi e gallerie complesse.
Fa rabbia ripensare a quegli anni, a quella volontà di fare, all’ingegnosità con cui furono aggirati tutti i problemi pur di arrivare in fondo ai lavori.
Oggi sono gli indiani a ripercorrere la nostra storia mentre noi, colpevolmente, l’abbiamo dimenticata.

Ora, passi per le critiche al Sistema Italia, che sono assolutamente sacrosante, visto che ormai non possiamo fare altro che vergognarci e annaspare al buio, ma il resto mi ha fatto scoppiare dal ridere! Non ce l’ho col direttore, ci mancherebbe, la sua e’ solo beata ignoranza (in senso spero non offensivo) nei confronti di cio’ che veramente l’India e’.

8,3 miliardi di Euro??? AHAHAHAHAAH, ma non asfaltano nemmeno le strade cittadine… non hanno distribuzione dell’acqua… non hanno sanita’… producono 1/3 del fabbisogno energetico… 900 milioni di persone vivono con 2 dollari al giorno… 8,3 miliardi di Euro per le autostrade!!! AHAHAHAHAH!!!

7,300 Km??? AH SI, per andare da dove a dove, di grazia??? AHAHAHAHA

20 Km al giorno??? AHAHAHAHAHAHHAHA, questa e’ la piu’ bella di tutte!!!! 20 Km al giorno… ahahaha… scusate… muoio…

Ma la VERA chicca e’ la chiusura: “Oggi sono gli indiani a ripercorrere la nostra storia”… Per favore, caro direttore, se proprio deve offendere, s’informi prima, oppure vada a fondare una rivista in India, passi un annetto a lavorare li’, e poi ci dica.

Nel frattempo io la informo di due fatti fondamentali: gli indiani sono bugiardissimi, quindi non faranno assolutamente niente di tutto cio’, ma si fotteranno beatamente gli ottomiliarditrecentomilioni! E se anche dovessero provarci, fallirebbero miseramente, perche’ sono dei poveri inetti!

17 giugno 2011 Posted by | Bestialita', L'India non puo' farcela! | , , , , | 11 commenti

Non sparate sul pianinduista

Era solo questione di tempo.

Le previsioni spaziavano in un range piuttosto ampio, dal catastrofismo all’ottimismo, dall’indifferenza al dogma.

Infine e’ accaduto.

Il ponte (ancora in costruzione) che collegava non so che area al nuovo stadio di New Delhi, costruito per gli imminentissimi Giochi del Commonwealth, e’ crollato. E purtroppo qualche indiano c’ha pure rimesso le penne, ma questo, in quel paese di bestie, non fa notizia. Gli hanno piazzato su un bel carico a coppe di cemento armato e quello e’ stramazzato come se fosse fatto di escremento essiccato di cammello.

Il che, in effetti, e’ una possibilita’.

Ora, a me non piace vincere facile, ma qui i broker la davano 1:1. Punti 10 Euro e rivinci i 10 Euro. E che cazzo vuoi? Scommettere che qualcosa in India si rompe e’ come scommettere sul fatto che nelle Ardenne domani piovera’. E allora piuttosto dillo che vuoi il 2-0 a tavolino.

Ma se la cosa fosse finita qui, cioe’ se ci dovessimo limitare a commentare, ancora una volta e fino alla noia, la totale incapacita’ degli indiani di costruire qualcosa che sia anche minimamente decente e affidabile, la potremmo chiudere ancora prima di iniziare. Ma non tanto per non sparare sul pianinduista, perche’ questo alla fine e’ pure divertente, ma perche’ la crociata di comunicare al Mondo che l’India non e’ un paradiso ma e’ una terra infame piena di ignavi non troverebbe terreno molto fertile.

“Si, e’ vero, e’ caduto il ponte… ma sai… l’ignoranza dovuta alla poverta’. La poverta’ dovuta ai governi occidentali che non pagano… e poi la corruzione… E ci sono i Monsoni…  e i materiali sono scadenti… E’ Terzo Mondo… E tu sei uno stronzone che ci azzuppi il pane dentro ogni volta che puoi e te la prendi con questi indiani… Che in realta’ sono meravigliosi… sorridenti… hanno quello sguardo… una forza interiore… Che spiritualita! La verita’ caro TuttoQua e’ che qui la vera merda mondiale sei tu e non l’India”.

A parte il fatto che se sei un imbecille e incapace patentato allora chi te lo fa fare di candidarti ad ospitare ‘sta minchia di Giochi del Commoncomezazzosichiama?

E poi precisiamo che lo sguardo e’ solo pura ammirazione per la Costellazione di Orione, nient’altro. A meno che non stiano guardando il culo di vostra moglie.

Ma comunque, si attirerebbe l’attenzione su un fattore sociale, poco tangibile, piuttosto esteso… come dire, orizzontale. In altre parole: ok, l’hai detto, non sono capaci. E adesso come si risolve? E a noi che ce frega?

Giusto, giusto. Allora parliamo degli ospiti di questi Giochi. Si tratta in fin dei conti di qualcosa come 6.500 atleti piu’ tutti i vari seguiti. L’altro giorno sono arrivati gli scozzesi… Per primi sono arrivati. Hanno voluto fare l’improvvisata, come quando si va a trovare un amico.

Ueeeee… e tu che ci fai qua?

Disturbo?

Ma figurati, mi fa piacere, vieni vieni che apriamo due birre.

Certo, come no. Ma che coglioni! Ma dico, ma aspetta no? Aspetta che vada qualcun altro a immolarsi e vedi la reazione! Fai come gli inglesi, che hanno detto: “mi schiusi signori, noi vorremmi venire a India, ma ancora ci e’ tanti cose da metteri a posto… poi vidremo…mmmm mm!”.

No, gli scozzesi sono andati per primi. E si sono imbattuti in uno streptococco grande come il Cuppolone.

“Unfit for human habitation”.

Mi permetto di tradurre per l’unico lettore francofono di questo Blog:

Non abitabili per gli esseri umani.

Scusate… cosa e’ di solito non abitabile per gli esseri umani? Bella domanda. Dipende dagli umani dico io. Diciamo umani come noi, occidentali. Magari non abituati alle suite imperiali, ma a qualcosa di degno si. E riprendo la domanda: cosa non e’ abitabile per esseri umani come noi?

Che ne so? Un cesso pubblico davanti alla Stazione Termini di Roma? Il letamaio di un porcile? Le favelas brasiliane? Casa mia quando ero single? Insomma, robe di questo genere. Che poi c’e’ da dire che gli scozzesi non sono particolarmente noti al Mondo per la loro passione per l’igiene!

Ma nonostante questo, hanno detto che gli alloggi non sono idonei, e hanno preteso di essere trasferiti altrove. E dove li hanno messi? In un tipico alloggio per stranieri indiano, tipo il Siddhart Plaza di Gurgaon dove ho passato 3 dei mesi piu’ infelici della mia vita. Certo, il livello e’ migliorato subito, perche’ da condizioni non idonee agli esseri umani sono passati a un livello di sporcizia meno tipico dell’indianita’. Anche se in realta’ se li sono dovuti pulire da soli, con l’aiuto di alcuni volontari. Senza parlare del fatto che non gli funziona un cazzo: impianto elettrico, tubazioni, infiltrazioni. Tutte quelle meravigliose amenita’ che fanno dell’India quel maraviglioso luogo di accoglienza e spiritualità che tutti conosciamo e di cui abbiamo parlato a dismisura.

Ma la vera chicca di tutta la faccenda e’ di ordine superiore. La riprendo tale a quale dal Blog di Bixx, perche’ non saprei descrivere la situazione meglio di cosi’:

La commissione scozzese e’ andata a vedere gli appartamenti e li ha definiti “unfit for human habitation”. Ma vi rendete conto? Unfit for human habitation e’ quello che si direbbe di una gabbia dello zoo, o di un porcile. Non e’ un giudizio moderato – e insomma, penso che una commissione si guardi bene dal rilasciare dichiarazioni del genere senza motivo. E’ anche vero che gran parte dell’ l’India e’ unfit for human habitation. Gli unici che sembrano non avere alcun problema sono gli indiani, i quali evidentemente vivono benissimo nella sporcizia. E occhio, non sono io stronza. L’ha detto il portavoce Lalit Bhanot:
lo shock dei commissari scozzesi non dev’essere motivo di vergogna per noi. Non ha nulla a che vedere coi giochi. E’ semplicemente dovuto a una diversa percezione degli standard di pulizia.
Grazie Bhanot. Grazie di cuore. Hai sdoganato pubblicamente una verita’ che tutti conoscono ma che nessuno ha il coraggio di nominare.

22 settembre 2010 Posted by | Bestialita', Cose da ricordare, L'India non puo' farcela!, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , | 15 commenti

Firuli’ Firula’… crack!

L’India ogni tanto mi fa dei regali, e ieri ha voluto generosamente omaggiarmi ancora una volta… li mor… ehm…

Mi alzo, faccio le abluzioni mattutine, e mi avvio fischiettando al piano di sotto, con tanto di laptop sotto braccio, prendo la prima rampa di scale e… swishhhhhhhhhhh! Piede destro (con Crocs!) parte veloce in avanti e il TuttoQua vostro qui presente per servirvi cade a corpo morto con l’osso sacro sul bordo di un gradino!

Doloreeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!

Intanto, per la cronanca, anche il mio povero computer decolla dalla pista 36L e, per fortuna, effettua un atterraggio di emergenza a motori spenti qualche gradino piu’ in basso (Santa Hewlett Packard, come li fai tu, nessuno!). Quindi tutto il peggio viene a me, giustamente direi, visto che io portavo lui e non viceversa. Per un attimo penso di aver perso l’uso delle gambe, e invece, sulla soglia delle lacrime, mi rimetto in piedi e inizia il mio calvario. Perche’ sono caduto? Un po’ perche’ sono un idiota che si merita due ceffoni che vi prego di corrispondermi quanto prima, ma soprattutto perche’, per quanto uno possa spazzare, sui pavimenti e su tutte le superfici, c’e’ sempre un sottile strato di polvere e sabbia, che conduce alla semplice formula chimica: polvere + sabbia + marmo = teflon. Se fossero un po’ piu’ furbi, ‘ sti cazzo di pavimenti li farebbero di carta vetrata!

In ogni caso ieri e’ stata una giornata indimenticabile, soprattutto perche’ dovevo finire la valigia (mentre leggete sono in volo per l’Italia). Il dolore non mi ha mollato un attimo, nonostante tanto ghiaccio e tantissimo Voltaren, e stamattina chiudere e tirare su il bagaglio mi e’ costato uno sforzo erculeo, meno er e piu’ culeo sicuramente. Al pomeriggio, finalmente, sono andato a prendermi degli antidolorifici, e ieri sera mi sentivo appena appena meglio, almeno abbastanza meglio da riuscire a cadere sul letto a corpo morto e addormentarmi su un fianco, circondato da cuscini coadiuvanti. Vi basti pero’ sapere che, per sedermi a scrivere questo POST, ho dovuto puntare i palmi sul tavolo, abbassarmi leggermente, tanto da consentire lo scatto dolorifico della schiena, e poi lasciarmi cadere sul sedile. Non so ancora come faro’ ad alzarmi… se ci riusciro’, provero’ ad arrivare vivo in aeroporto, sempre che il mio buon Coconut non decida di prendere di proposito tutte le buche lungo la strada. Nel qual caso, mi congedo da voi in anticipo, e vi lascio in eredita’ una bella fava secca.

Nel frattempo, non oso descrivervi la mia gioia al pensiero di dover passare 10 ore in aereo con la schiena in queste condizioni, ma alla fine penso di essere stato fortunato, perche’ poteva andarmi molto peggio e potevo rompermi il collo, la colonna vertebrale, una gamba o che so io.

Speriamo sia stato l’ultimo dono dell’India, e speriamo pure che in futuro il destino mi metta in condizioni di ricambiare, ma non per vendetta, ma per bilanciamento chimico. Come dire? Un tentativo insano di equilibrare l’Entropia dell’Universo, di dare a Cesare quel che e’ di Cesare. L’India e gli indiani hanno fortemente meritato la mia attenzione, soprattutto in paio di autoctoni, e siccome lavoro in un settore che nei prossimi dieci anni sara’ ancora il motore economico di questo maledetto paese, puo’ darsi che potro’ incrociare di nuovo questi soggetti che sono finiti sulla mia lista nera, e ringraziarli sentitamente del meraviglioso periodo passato insieme, a bearci delle soddisfazioni che solo la piu’ Grossa Democrazia del Mondo (Copyright Indonapoletano) puo’ dare.

In tal caso, fargli un mazzo come una capanna, sara’ un piacere del tutto mio, prima di genuflettermi nell’ora dell’addio (se non sapete da dove arriva questa citazione, lasciate questo blog con ignominia!).

PS: Carletto, allora ‘sto Pandaraduno?

26 Maggio 2009 Posted by | Cose da ricordare, L'India non puo' farcela!, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , | 10 commenti

NANOtecnologia indiana

So che il fenomeno mediatico intorno al terzo lancio della NANO (i primi due erano delle finte) non ha risparmiato nessuno: l’auto che dovra’, contemporaneamente, motorizzare il pianeta e salvarlo dall’inquinamento e’ finalmente giunta. Per ora solo in India, nel resto del Mondo si vedra’ piu’ avanti, al momento si tratta solo di fumo negli occhi.

nano01

In India, se volete comprarla, dovete andare in banca, versare 3.000 Rupie di caparra (circa 45 Euro), e sperare di essere nell’elenco dei primi 100.000 fortunati. Alla TATA dicono che faranno una lotteria, noi sappiamo benissimo che decideranno loro, assegnandola prima a VIP, attori, businessmen ed altri personaggi, che la “meriteranno” prima degli altri. Lotteria… TSE’! In India… TSE!!!

Torniamo alla macchina.

I dati tecnici sono piuttosto elementari: monta un bicilindrico di poco piu’ di 600 centimetri cubici che eroga 35 cavalli a 5.250 giri al minuto e 48 Newtonmetri di coppia massima a 3.000 giri. Cosa che dovrebbe consentire alla nanetta di raggiungere i 105 Km/h di velocita’ massima e di consumare un litro di carburante ogni 23 Km, secondo quanto certificato dall’ARAI. L’ARAI e’ un ente indiano che effettua certificazioni sui veicoli a motore, ed e’ stato fondato dalle stesse case automobilistiche indiane, che appartengono tutte, ma proprio tutte, alla lista dei membri. L’ARAI dichiara di lavorare “in harmony and complete confidence with its members…”. Questa cosa mi ricorda molto la storia della tizia che va dall’acquaiolo: “acquaiolo, e’ buona l’acqua oggi?”. “E’ ottima, signora”. Ma va bene, prima di esprimere pareri sulle caratteristiche tecniche della NANO, preferisco attendere di leggere i test di un paio di testate giornalistiche specializzate. Certo e’ che 101 grammi di CO2 per Km non mi sembra un risultato straordinario per un motore cosi’ piccolo che deve spostare un moscerino del genere. Cosi’ come in Europa si utilizzano le normative Euro 1, 2… 5, in India esiste il Bharat Stage o BS. La NANO arrivera’ sul mercato rispettando i parametri BS-II e BS-III che equivalgono a Euro 2 e Euro 3. A conti fatti, l’India sta introducendo solo ora misure sufficientemente serie per la protezione dell’ambiente. Mi sembrano molto indietro: il BS-III fu introdotto nel 2005, e solo in 4 citta’ (Delhi, Mumbai, Chennai e Kolkata) e diventera’ uniforme su tutto il territorio indiano solo nel 2010. Anno in cui, contemporaneamente, 11 citta’ implementeranno il BS-IV. In Europa la normativa Euro 4 e’ gia’ in vigore dal 1 Gennaio 2005.  Quindi, non solo gli indiani sono in ritardo, ma sembra che facciano, come al solito, di tutto per rendere le cose molto complicate. Come fara’ la NANO a salvare il pianeta dall’inquinamento? Se la diffusione della NANO dovesse davvero essere quella attesa e stimata dalla TATA, tutti gli sforzi fatti in Europa saranno inesorabilmente vanificati da questa massa enorme di vetture ancora molto inquinanti. Al di la’ delle normative, sarebbe stato saggio e apprezzabile studiare un motore molto piu’ pulito da montare su questa piccola monovolume. Certo, doveva essere un’auto a basso costo e quindi il budget di ricerca e sviluppo non sarebbe mai potuto essere alto. Ma, prima di tutto non si possono sacrificare l’interesse comune e la qualita’ dell’aria nel nome del business e, in secondo luogo, esistevano altre vie. Ad esempio acquisire la tecnologia da qualcun altro. Un nome a caso? FIAT!

Che altro posso dire? Forse che quel motore li’ mi sembra davvero deboluccio. Sicuramente si tratta di una scelta per contenere consumi ed emissioni, ma e’ fin troppo facile limitare cosi’ tanto la performance per ottenere certi risultati. Altre case, non a caso, hanno scelto altre strade. Inoltre, allo scopo di contenere i costi, oltre ad essere costruita in grande economia, la NANO non dispone di nessun dispositivo elettronico di sicurezza e di ausilio alla guida. Vista l’altezza ed il passo, prevedo moltissimi testacoda e ribaltamenti, soprattutto nei pressi delle rotonde. Per cui, quando accadra’, ricordatevi che l’avevo annunciato.

Non sono in grado di dire nulla sulla resistenza agli urti, la stessa TATA non dice molto, chi vivra’ vedra’, e’ il caso di dire. Ma personalmente tendo ad aspettarmi dei brutti accartocciamenti.

Detto tutto questo, lascio che questo POST  prenda ora la strada dell’analisi competitiva e della strategia di marketing, osservando il tutto dal punto di vista di un consumatore qualsiasi. Prima di tutto chiariamo una cosa: la NANO che costera’ 1.800 Euro in India sara’ il modello base che piu’ base non si puo’, ma ne esisteranno 3 allestimenti, Standard, CX e LX. Per conoscere le differenze, potete cliccare qui.

Io riassumo la situazione del modello base dicendovi che:

  1. Non si puo’ avere la tinta metallizata;
  2. Paraurti e maniglie porte sono in plasticaccia nera;
  3. Lo specchietto esterno c’e’ solo dal lato guidatore (tanto loro non li usano mai!);
  4. Il tergicristallo anteriore non ha l’intermittenza, quello posteriore non c’e’ proprio;
  5. Gli arredi interni sono scarsissimi e fatti con materiali mooooolto economici (il soffitto e’ di Juta!);
  6. Non ha l’aria condizionata (in India!) e non ha i vetri elettrici;
  7. Non ha tasche portaoggetti e portamonete da nessuna parte;
  8. Non ha i poggiatesta posteriori, quelli anteriori sono fissi;
  9. Solo il sedile del guidatore e’ regolabile e scorre solo in avanti e dietro, lo schienale e’ fisso;
  10. Il sedile posteriore e’ abbattibile solo al 100% (per tutti e tre gli allestimenti!), nessun frazionamento. Con un bagagliaio inesistente, sarebbe stato utile poter ribaltare solo una parte del divanetto;
  11. Non ha la chiusura centralizzata (pericolo!);
  12. Non ha ABS, figuriamoci ESP e tutto il resto.

Mi diverte molto il tentativo, assai ingenuo, di paragonare le caratteristiche e gli allestimenti della NANO con la concorrenza, evitando di mettere in competizione il modello base con i corrispettivi della altre case, ma partendo dalla CX. Buttate un’occhio a questa tabella. Troppo facile…

A chi e’ rivolta la TATA NANO? Nelle intenzioni del produttore, dovrebbe essere la nuova volkswagen, auto del popolo indiano, il mezzo per convertire i milioni di individui che circolano, a volte in quattro o cinque, su scassatissime motorette, in automobilisti moderni.

Ci credete? Chi sono secondo voi questi motociclisti indiani? Sono gente che, al massimo, si puo’ permettere la scassatissima motoretta che, nella peggiore delle ipotesi, paga 20.000 oppure 30.000 Rupie. La NANO, al cambio attuale, di Rupie ne costa 117.000! A noi sembrano davvero poche, ma vi assicuro che per moltissimi milioni d’indiani sono una cifra notevole.

Prendiamo ad esempio il mio autista, che guadagna 7.000 Rupie al mese. Per comprarsi la NANO base dovrebbe risparmiare l’intero stipendio per circa 16 mesi! E infatti il mio autista possiede una motoretta per la quale ha speso 25.000 Rupie. Quando e come Coconut dovrebbe essere in grado di pagarsi una NANO? E perche’ dovrebbe farlo? L’80% dei poveracci indiani vive nelle aree rurali, dove la NANO e’ inutile e la motoretta basta e avanza. La NANO dice di percorrere 23 Km a litro, la motoretta ne fa 100 di Km al litro, e’ raffreddata ad aria, i freni a tamburo sono a cavo ,e il tutto non si scassa mai. E se si scassa,  basta un meccanico per biciclette per dargli una sistemata.

Facciamo un paragone con l’Italia, e prendiamo, che so, un autista ATM (giusto per restare in tema di autisti) che guadagni 1.500 Euro al mese. Con 16 mesi di risparmi, costui potrebbe acquistare un’auto del valore di 24.000 Euro. Domani arriva il signor Tata Brambilla che gli dice: “Ue’ pirlun, cusa l’e’ che fai dentro quella macchinaccia li’??. Ma perche’ non ti compri una Ferrari?”. “Signor Tata Brambilla, io faccio il tranviere e tengo famiglia, e’ gia’ tanto che riesca a permettermi questa, come faccio a pagare 200.000 Euro per una Ferrari”. “Ma quali 200.000 Euro? Da oggi io ti do la Tatari a 80.000 Euro! Dai mangiasavun, comprala, vedrai che l’e’ bella a va bene!”.

Voi, nei panni del tranviere, che fareste? Io un’idea ce l’avrei, e a me piace.

E allora cosa farsene della TATA? Farne un’auto trendy, come la Smart, la MINI e la 500… ehm ehm ehm!! La vedo molto dura.

E poi, in India, chi si puo’ permettere di spendere 4/500.000 Rupie per una Maruti-Suzuki o per una Hunday, difficilmente acquistera’ l’auto del popolo, non solo per una questione d’immagine, ma anche per non rinunciare a qualche piccola comodita’ in piu’. Gli altri, beh, gli altri non lo so…

Chiudo con questo morphing scherzoso che ho creato ieri, di cui, spero, i Tatiani non si risentano troppo.

AGGIORNAMENTO 28 MARZO 2009: Nuovo POST qui.

26 marzo 2009 Posted by | Bestialita' | , , , , , , , , , , | 21 commenti

Performance Review all’indiana

Qualche mese fa mi e’ capitato di dover valutare la performance di alcuni dipendenti. Confesso che, pur avendo una certa esperienza in materia, era la prima volta che affrontavo l’impresa in India, con collaboratori indiani.

La procedura prevede una prima fase di auto valutazione, dove il dipendente, in una scala da 0 a 4 (0 = una schifezza e 4 = eccellente), deve autoassegnarsi un voto. Il questionario copre, per quanto possibile, tutti gli aspetti e tutte le sfaccettature del professionista: dalle conoscenze tecniche alla comunicazione, fino alle capacita’ manageriali, qualora il profilo lo preveda. I miei collaboratori diretti sono persone con un certo livello di seniority e circa 10/12 anni di lavoro dietro le spalle (e sotto il sedere), quindi il ventaglio delle competenze e’ piuttosto ampio (almeno sulla carta, poi nella realta’ lasciamo stare…).

Il mio stupore e’ stato indescrivibile quando tutti, ma proprio tutti, si sono assegnati un magnifico 4 in ogni dove, perfino su caratteristiche che dovrebbero aver iniziato a sviluppare da poco, tipo che so, la Visione Strategica. Ma quale visione strategica puoi avere figlio mio, che non sai nemmeno domani di che malattia muori?

E invece no, tutti eccellenti, senza eccezioni e senza ripensamenti. 4, 4, 4, 4, fatto!

Trovandomi in India e conoscendo un po’ questo paese, ho capito subito che non poteva trattarsi di una candid camera, ma che questi, piuttosto, facessero dannatamente sul serio. Me li sono presi uno a uno e me li sono interrogati:

  • sei sicuro di quello che hai scritto?
  • Ma qui… vedi qui… non pensi di non essere proprio da 4?
  • Fammi un esempio concreto di un caso in cui ti sei mostrato eccellente in questa specifica attivita’.

Fino a:

  • Sei impazzito?
  • Sei rincoglionito?
  • Devo farti ricoverare?
  • Vaffanculo, io ti do 2, se ti sta bene, altrimenti ciccia!

Ma e’ difficile, perche’ la loro creativita’ nel giustificare i 4 tocca le vette piu’ sublimi della panzana certificata, della palla mostruosa, della cazzata galattica. Un’arte senza dubbio, ma un’arte perversa, rivestita di una patina di finta innocenza che potrebbe anche commuovere gli animi piu’ nobili.

Io di animo nobile non sono; infatti, alla fine, qualcuno e’ venuto al toro e ha ammesso che: “Sir, in India, qualsiasi sia l’azienda, tutti si danno il massimo dei voti. Molti manager indiani fanno finta di niente e approvano l’autovalutazione. Se tu non l’approvi mi penalizzi, non solo nella carriera, ma anche nell’assegnazione della parte variabile dello stipendio”.

Ahhhhhhhhh… e qui vi volevo, brutti imbroglioncelli, zozzoni, puzzolenti, petomani, mani impure che non siete altro! Quindi la performance review non serve a una minchia, siete tutti eccellenti, avete tutti le stesse possibilita’ di carriera (e poi ve le giocate leccando le terga dei vostri capi e comprando favori) e prendete tutti il 100% del bonus!

Ma bravi, complimenti… In sostanza in India si respira un’atmosfera cosi’ competitiva da far venire i brividi: ognuno si concentra sul cercare di fare il meno possibile e, contestualmente, nell’inchiappettare il prossimo. Ma nella realta’ dei fatti, quando poi si va a misurare l’unico numero che dovrebbe contare qualcosa, il processo si trasforma in farsa. Ed e’ per questo che l’India, ben lungi dall’essere una meritocrazia, e’ il festival della corruzione, dell’ignoranza sociale (e non solo), dei rapporti inesistenti e dell’attenzione ossessiva al grano. Fosse almeno grano salis…

In questo contesto, oggi mi ha fatto preoccupare una dichiarazione del Presidente Obama (prontamente segnalatami da Nello), che ha incitato le scuole americane a produrre studenti migliori, studenti di qualita’, perche’ gli USA si devono confrontare con paesi come la Cina e come l’India.

Sono consapevole che gli studenti americani non siano proprio degli scienziatoni, al tempo stesso non conosco la Cina e non faccio come certi scrittori/giornalisti famosi che sparano sentenze senza aver letto gli atti, ma l’India la conosco. Miseriaccia se la conosco!

Gli studenti indiani, oltre a venire su come perfetti ignoranti, che magari conoscono la teoria ma non hanno la piu’ pallida idea di come applicarla alla realta’ e nemmeno gliene frega, vengono su come bestie. Gli viene insegnato a fottersene della societa’, dei diritti e del rispetto per l’altrui persona . Piuttosto gli viene solo inculcato, fin da piccoli, un fortissimo senso della competizione sleale, dell’imbroglio sotto banco, della bugia, della corruzione e della marchetta. Gli viene insegnato che la violenza fisica e verbale e’ un’arma, da usare senza risparmiarsi. Che la forza bruta paga e che l’obiettivo non e’ quello di migliorare se stessi e, di conseguenza, la comunita’, ma solo quello di far meglio del vicino, a ogni costo e con qualsiasi mezzo.

Agli indiani viene insegnato a confondere la ricchezza con il rumore ed il diritto con il favore (Adelante Adelante, di Francesco De Gregori).

Caro Presidente Obama, sta davvero chiedendo alle sue istituzioni di produrre merde simili? Spero proprio di no, accidenti!

19 marzo 2009 Posted by | Bestialita', L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , , , | 8 commenti

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