TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Gli indiani sono i migliori informatici del Mondo

E’ una prassi consolidata e spiacevolissima, almeno per il sottoscritto, il fatto di sentirsi ricordare da chiunque, soprattutto da chi dell’India non sa una beneamata fava, che l’India sia un paese pieno di cervelli eccezionali.

Mi dicono:

“hanno delle menti matematico-logiche”

“sono intelligentissimi”

“possiedono il miglior sistema scolastico del Mondo”

e via dicendo…

Ma la frase che mi irrita davvero di piu’ e’:

“sono i migliori informatici del Mondo”

Su questo argomento mi sono gia’ dilungato abbastanza, quindi non mi ripetero’, pero’ vorrei sottolineare ancora una volta (e parlo per esperienza personale) quanto questo sia falso. D’altro canto, posso comprendere che le valutazioni soggettive vadano sempre osservate con un po’ di scetticismo, e quindi non me la prendo piu’ di tanto quando qualcuno mi accusa di essere prevenuto nei confronti dell’India.

Allora, portiamo una prova concreta, cosi’ vediamo di diradare qualche nube. Dal 1989, ogni anno si svolgono le International Olympiad of Informatics (IOI), una competizione internazionale per studenti delle scuole superiori. Ogni paese effettua selezioni locali e poi spedisce la sua squadra alla finalissima che, nel 2009, si e’ tenuta a Plovdiv, in Bulgaria. L’IOI e’ senza dubbio la competizione piu’ prestigiosa al Mondo in materia di Computer Science, ed e’ patrocinata dall’UNESCO e dalla IFIP.

La gara consiste nell’analisi di un problema, nello sviluppo di un algoritmo appropriato per risolverlo, e nella stesura di un apposito programma (un software) basato sul suddetto algoritmo. Ora, attingendo alla nutritissima lista degli studenti giunti a medaglia, ci si aspetterebbe un dominio totale ed incontrastato degli indiani, o quantomeno una presenza forte e ben tangibile…

… invece:

Nella classifica della Medaglia d’Oro, non c’e’ traccia di ragazzi giunti dal Sub-Continente;

Nella classifica della Medaglia d’Argento, al 61-esimo posto c’e’ tale Adhiraj Somani che, pero’, e’ stato battuto da una caterva di cervelli inferiori, tra cui un italiano, Massimo Cairo, che si e’ piazzato 55-esimo. Bravissimo Massimo!

Infine, nella classifica della Medaglia di Bronzo, di indiani ce ne sono 2 (su settanta classificati), rispettivamente all’82-esimo (Prashant Vasudevan) e al 91-esimo (Keshav Dhandhania). Pero’ ci sono anche 2 italiani: Maximilian Alber (134-esimo) e Giovanni Paolini (147-esimo).

Facendo due conti, scopriamo che, su un totale di 147 medagliati, il primo indiano fa capolino al 61-esimo posto, quasi a meta’ classifica. E che, su 147 medaglie, l’India ne ha prese ben 3, cioe’ circa il 2% del totale. Che bottino per gli informatici migliori del Mondo. L’Italia ha fatto meglio, perche’ di medaglie ne ha prese 4!

Praticamente e’ come se la Cina non avesse preso nemmeno una medaglia ai Campionati del Mondo di Nuoto, pur essendone la super-potenza assoluta, e fosse stata battuta praticamente da tutti.

Se l’India e’ la patria degli informatici, dove sono le medaglie?

Direi allora che, sostanzialmente, ci sono due possibilita’:

  • gli informatici indiani sono bravi come quelli italiani, ma se gli indiani sono i migliori al Mondo, allora anche gli italiani lo sono (YUPIEEEEE!!!);
  • gli indiani, come al solito, dicono cazzate e si riempiono la bocca d’aria. E fessi tutti quelli che gli vanno dietro, a partire dai giornalisti che scrivono libri sull’India!

1 settembre 2009 Posted by | Bestialita', Cose da ricordare, L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , | 21 commenti

La faccia indiana e’ come il culo (indiano)

Come tanta gente che lavora nell’industria privata, anche lo stipendio del sottoscritto si compone di una parte fissa e una variabile. “Il variabile”, almeno nel mio caso, viene pagato una volta all’anno, dopo la chiusura dell’esercizio annuale, che la mia azienda effettua il 31 Marzo. E’ una scelta: molti chiudono il 31 Dicembre, altri il 31 Marzo, altri ancora il 30 Giugno.

Fatto questo preambolo, che tutto sommato potevo anche evitarmi, apro un POST dedicato ancora una volta all’India e agli indiani. Ebbene si, se ne sentiva proprio la mancanza.

La mia azienda, parte di un gruppo commerciale molto rilevante in India e in tutta l’Asia, chiude l’esercizio il 31 Marzo. Conoscendo la beata fancazzagine dei miei stimatissimi colleghi, nonche’ la loro leggerissima tendenza a inchiappettare il prossimo ad ogni possibile occasione, quest’anno mi sono premunito, e gia’ verso meta’ Marzo sono andato a parlare col tizio responsabile del pagamento del variabile. Manit… Costui, pur essendo gerarchicamente poco piu’ di uno scopino, pare abbia in mano parecchio. Fa parte dello Human Resources, il che automaticamente lo pone nella posizione di ritenere di essere un semi-dio, e poi ha addirittura potere di firma su alcune cose, tra cui i pagamenti. Boh… misteri dell’India che non capiro’ mai.

Il buon Manit, sempre con il fare falso-gentile e falso-sorridente che caratterizza gli amici del Sub-Continente, mi dice che i risultati economici saranno pubblicati in Aprile, che i bonus verranno calcolati verso la fine dello stesso mese, e che, quindi, i soldi arriveranno sicuramente entro meta’ Maggio. Di sicuro c’e’ solo la morte, in India poi non ne parliamo proprio. E infatti…

… a meta’ Maggio avete visto qualcosa voi? Io no, e allora vado di nuovo dallo stronzetto mentitore di professione, e lui, sempre col falso sorriso fotocopiato sui denti, mi dice che c’e’ qualche giorno di ritardo, ma che entro fine mese i soldi arriveranno sicuramente.

Il 26 Maggio ho pensato bene di fratturami una vertebra cadendo dalle scale di casa, quindi me ne sono tornato in Italia dove sono tutt’ora e dove restero’ per un altro po’. Ora, cari amici miei, dovete sapere che questa situazione e’ ideale per la mentalita’ indiana: “devo pagare qualcuno, non lo voglio pagare, quindi sto menando il can per l’aia fino a quando il mio cervello bi-neuronico non mi suggerisce un modo per evitare il pagamento. Bene! Ho appena scoperto che il mio interlocutore si trova a 8.000 Km di distanza, e non puo’ venirmi a rompere i maroni di persona. Puo’ telefonarmi e puo’ inviarmi email. Basta non rispondere al telefono, e rispondere all’email una volta ogni tanto, cosi’, solo se mi garba. D’altronde sono indiano, va da se’ che io sia assolutamente indaffarato!”.

E infatti il maladetto Manit, che deve solo augurarsi di sfuggirmi per il resto dei suoi giorni, da fine Maggio mi ha risposto solo una volta… oggi! Per dirmi, dopo avermi educatamente salutato e chiesto lumi sullo stato di salute di tutta la mia famiglia, che oggi qualcuno sicuramente mi contattera’ per il pagamento.

Questo quadretto e’ una tipica rappresentazione dell’indianaggine. E non e’ un’allegoria e non e’ una metafora, e’ fin troppo chiaro. L’indiano e’ imbroglione,  ma e’ un imbroglione con la faccia come il culo, perche’ pensa di poterti imbrogliare alla luce del sole e col sorriso sulle labbra.

Credo pero’ che, a volte, essi stessi dimentichino che gli indiani sono indiani, ma gli italiani sono italiani, e che tali strategie potranno pure funzionare con i pari loro, ma con noi che, durante la Seconda Guerra Mondiale, a Napoli ci siamo accattati e vennuti gli americani, la cosa potrebbe anche non funzionare.

Continua.

30 giugno 2009 Posted by | Ammazza che ladri!, Aziende e dipendenti, Bestialita', L'India non puo' farcela!, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , , | 1 commento

Cave Indianem

Uma e’ il nostro pastore tedesco femmina di 2 anni e mezzo. E’ la nostra bambina, come dire la TuttoQua BabyGirl della famiglia, ed e’ sempre stata con noi qui a Gurgaon. Ora abbiamo deciso di cambiare qualcuno dei nostri piani, e la nuova strategia prevede anche il suo rientro in Italia, almeno per un po’, a casa dei nonni materni, mentre noi la raggiungeremo il 22 Aprile (per me due settimane di Italia… ahhhhhhhh… siiiiI!!!). Ma di questo vi diro’ fra qualche giorno, datemi solo un secondo per asciugarmi il rivolo di saliva che mi e’ uscito dalla bocca…

Dicevo… nel frattempo la nostra amatissima bestiaccia e’ rientrata in Italia ieri. I cani moderni sono cosi’: viaggiano da soli, con bagaglio al seguito, e sanno anche come prendere le coincidenze senza perdersi.

In realta’ devo dire che Uma e’ stata bravissima: ha passato 24 ore nella sua gabbia, e non ha nemmeno lasciato ricordini odorosi… non so come abbia fatto. All’arrivo ha trovato il nonno ad aspettarla e, nonostante non lo vedesse da 9 mesi, e nonostante lei non sia proprio un pasticcino alla crema (e’ una tigre della Malesia…ed e’ incazzosa come un lama), quando l’ha visto l’ha riconosciuto subito, e gli ha fatto delle feste pazzesche. Io, da bravo papa’, ho fatto mio malgrado l’anima in pena, e sono andato a dormire alle 3 del mattino, per assicurarmi che il volo fosse partito, e la mia bambina non restasse nel magazzino dell’area cargo di Delhi, circondata da indiani piu’ bestiali di lei.

NOTA: se dovete spedire Live Animals dall’India, fateli sempre viaggiare con Lufthansa via Francoforte. E, se siete a Delhi e dintorni, rivolgetevi ad un agente che si chiama “Clintus” (scrivetemi in privato se vi servono le coordinate). Grazie al buon lavoro, almeno dal punto di vista operativo, di Lufthansa e di Clintus, e grazie anche alle profondissime e dettagliatissime conoscenze di TuttoQua Girl in materia di logistica e spedizioni, la preparazione, il disbrigo della burocrazia e il viaggio stesso sono stati ottimi.

Ci sono pero’ un paio di cose che vi devo raccontare. La prima che dovete sapere e’ che esiste una fondamentale differenza tra spedire un animale portandesolo al seguito (cioe’ voi viaggiate sullo stesso aereo, consegnate e vi riprendete il cane in aeroporto come fosse una valigia) e spedirlo come “merce”. Di fatto la bestiola viaggia  esattamente nelle stesse condizioni, ma la differenza e’ che per viaggiare da sola ha bisogno di un handling agent che si occupi della burocrazia, e di qualcuno che la vada a ripescare all’arrivo. Il tutto equivale a molto piu’ lavoro per la compagnia aerea e anche a dover assumer e pagare a parte l’agente. Verrebbe spontaneo pensare che la spedizione come merce costi di piu’…

E invece no!

Un cane al seguito costa come un bagaglio dal peso eccedente: 30 Euro al Kg!! Quando siamo venuti in India, portandoci dietro Uma, abbiamo pagato 1.200 Euro one-way (40 Kg tra cane e gabbia x 30 Euro).

Quando abbiamo chiesto il preventivo a Clintus, che includeva il preventivo di Lufthansa (circa 8 Euro al Kg…), la cifra totale non superava i 600 Euro, praticamente la meta’. Beh, capirai, visto che il cane avrebbe comunque viaggiato esattamente sullo stesso aereo (il Boeing 747-400 che collega Delhi a Francorte) e sapendo che il nonno sarebbe stato ben felice di andarla a prendere, perche’ spendere il doppio?

In realta’, in India, le cose non vanno mai come programmato. Col volo in partenza alle 02:25 del mattino di venerdi, l’agente arriva a casa alle 20:30, perche’ Lufthansa India vuole cosi’… Arriviamo in aeroporto, area cargo, sbrighiamo le formalita’, e Uma e’ pronta e impacchettata alle 22:00. Allora chiedo al capetto di Lufthansa:

“ma perche’ ci avete fatto venire cosi’ presto? Ora ‘sto cane deve stare 4 ore e mezza qui nel magazzino, poi spararsi 8 ore di viaggio fino a Francoforte, per poi attendere 4 ore li’, e farsi altre due ore d’aereo per l’Italia. Mi sembra eccessivo!”.

Lui: “Sir, abbiamo bisogno di tempo per le operazioni di dogana…”.

Io: “Minchia! 4 ore e mezza, e che dovete fare???”.

“Sir… (solito sorriso idiota, solito dito alla bocca e solito sguardo perso verso Orione). Insomma, il solito pirla indiano, che non sa un cazzo, non conosce niente del suo lavoro, e che improvvisa dall’alto della sua mente matematico-logica. Il Last Arrival Time previsto da Lufthansa era le 23:30, ma lui ha deciso che gli serviva un’era geologica per scrivere due cagate su un foglio e attaccare due adesivi sulla gabbia. Povera Uma, pensavo io.

Intermezzo: quante persone al Mondo, sui 6 miliardi attuali, non sanno come e’ fatto un pastore tedesco? Via, almeno a grandi linee! Si sa, lo chiamano pure cane lupo! Muso affilato, orecchie a punta, attitudine alla difesa (quindi incazzoso), pelo nero/biondo oppure nero/focato. Arriva il pirla di cui sopra, guarda Uma (mentre Uma guarda lui pregustando uno spuntino a base di ossa indiane) e mi fa:

“Sir… ma…. non e’ un Labrador, vero?”. Mentre Uma stava gia’ per lavare l’onta col sangue, ho trovato solo la forza di dire “no, non e’ un Labrador”.

La ciliegina sulla torta pero’ l’hanno voluta mettere a tutti i costi. Chissa’, forse pensavano che, per un attimo, potessimo dimenticarci di vivere nella piu’ grande democrazia del mondo, nel paese dei colori e dell’esperienza mistica.

Ci presentano il conto: maggiorato di circa il 100%!! Chiediamo lumi, e ci spiegano che “la procedura, per certi tipi di carichi, consente di calcolare il prezzo in base al volume e non in base al peso”. Quindi, dai 40 Kg eravamo passati a 87,5 kg!!

Ora io dico: procedura? consente?? certi tipi di carichi??? Ma che cazzo dite???? Ma allora proceduralizzate anche che siete dei ladri patentati e basta! Le gabbie per animali che devono volare rispettano normative ben precise, perche’ devono consentire all’animale di compiere determinati movimenti. In altre parole sono grosse, ma sono leggere (di plastica). E’ E-VI-DEN-TE che il volume supera sempre il peso, bestia compresa! Quindi, che minchia mi fai  a fare il preventivo basandolo sul peso (scrivendo anche che la gabbia sara’ pesata di nuovo in magazzino per confermare il peso esatto), se poi prendi le misure 5 minuti prima di partire e mi fai un altro prezzo? Anzi, ma perche’ mai la procedura contempla la tariffazione a peso, se poi e’ palese che alla compagnia aerea conviene sempre applicare quella a volume? Posso capire se spedissi un cartone di vestiti appesi: una cabina telefonica di cartone che pesa 5 Kg ma ti occupa mezza stiva! Questo lo accetterei, ma 40 Kg di roba, a prescindere, mi sembra gia’ un buon business!

E allora ti dico, cara Lufthansa India, che sei scorretta due volte: prima di tutto perche’ me l’avresti potuto dire anche due settimane fa, quando mi hai mandato il primo preventivo. E, secondo di tutto, perche’ 8 Euro al Kg per spedire una gabbia nel vano bagagli mi sembrano gia’ un furto, non capisco perche’ tu mi debba derubare due volte!

Invece no, da bravi indiani, ce l’avete detto quando ormai tutto era stato fatto, ed eravamo li’, pronti per spedire Uma. A conti fatti abbiamo risparmiato 200 Euro invece di 600, ma sinceramente, sapendolo prima, forse me la sarei portata al seguito, evitandole il trauma da abbandono (lei ci poteva vedere mentre era nella gabbia e la portavano via…).

Come al solito gli indiani non si smentiscono: ladri e stronzi! E ti fottono sempre nel momento peggiore, quando l’unica soluzione e’ quella di infilargli una granata nelle mutande, sempre che le portino.

18 aprile 2009 Posted by | Ammazza che ladri!, Bestialita', L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , , , , , , | 14 commenti

   

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