TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Che faccia di bronzo! (POST sull’India)

Mi viene il dubbio che l’espressione “faccia di bronzo” sia stata coniata intersecando la propensione degli indiani a fotterti alla luce del sole con il colore della loro pelle.

Ho letto, tanto per gradire, un’altra di quelle email tra ex-patriots che circolano sulle varie mailing list indiane.

Ve la pubblico:

Dear All,

I usually don’t do this kind of thing–as a major first, I thought I would issue a warning about a restaurant. We just returned from Brown Sahib, a Bengali restaurant in the Saket Metropolitan Mall. The decor is fantastic, service is very good. However, the fish (and without major fish there is no Bengali meal) however was not only bitter but also fell apart–a sure sign that it was not fresh. We sent it back. Two sets of people (the second time it seems the manager himself) came out to apologize. But this is not why I am writing. At the end, they said: “we’ll bring you an extra sweet on the house as a token of our apologies”. Surprise came at the end: they charged us both for the fish (which we had sent back) and the sweet (ostensibly “on the house”). When we protested, we were told that “the computer does not allow taking off items from the list.”

In soldoni e’ accaduto che ‘sti qua sono andati in questo ristorante, ma quando hanno visto e assaggiato il pesce si sono resi conto che era alquanto passatino e l’hanno rispedito in cucina (che coraggio ordinare pesce a Delhi…). Al che, prima qualche cameriere, e poi il manager stesso, sono andati a chiedere scusa, e hanno proposto di offrirgli il dolce (“on the house”) per farsi perdonare.

Che bello! Ma che gentili! Eh… l’ospitalita’ indiana e tutta un’altra cosa…

Certo, come no. Fino al momento di pagare il conto, quando non solo si sono visti addebitare il puzzolente prodotto ittico, ma anche il dolce, che doveva essere gratis!!

La scusa? “Il computer che gestisce gli ordini non consente lo storno”!!!!

Un solo commento: ma vaffanculo, ladro imbroglione faccia da culo che non sei altro!

Questo fatto me ne fa venire in mentre molti altri simili accaduti a noi, cosi’ simili da evidenziare un comportamento sociale ben radicato. L’indiano e’ cosi’ convinto di essere piu’ furbo di te (oppure e’ cosi’ coglione da pensare di farla franca), da provare a fotterti beatamente alla luce del sole. Come se tu fossi un vegetale i cui unici gesti siano quelli di mangiare e defecare.

Un aneddoto, preso a caso, e’ relativo ad una storia collaterale ai fatti della tinozza. Quando finalmente riuscimmo a ordinare un po’ di cloro per la piscina, si presento’ a casa il tizio incaricato di portarcene 5 Kg insieme ad un kit chimico per testare il livello di pH dell’acqua (indispensabile per evitare di tuffarsi in una pozza di acido muriatico!).

Gia’ da lontano vedemmo l’omino trotterellare per la strada portandosi a spasso il sacco di cloro con grande nonchalance. Conoscendo la forza/resistenza media dei locali (prossima alla derivata di un numero naturale), e consapevoli del fatto che nel sacco dovevano esserci ben 5 Kg di roba, la cosa puzzo’ di cloro gia’ a 50 metri dal cancello.

La verifica fu presto fatta: presi in mano il sacco e mi resi conto che pesava si e no 2 Kg.

Io: “amico, ma che e’ ‘sta roba?”

Lui: “Sir, it’s your chlorine”

Io: “Si grazie lo vedo da solo, c’e’ scritto sul sacco… come mai e’ cosi’ poco???”

Lui: “Sir, it’s 5 Kilos”

Io: “Ma quale 5 kilos imbecille! Non c’e’ nemmeno la meta’ di 5 Kilos qua dentro!”

Lui: “Sir… (indicando con la manina impura sul sacchetto)… 5 Kilos!“.

Io: “Aridaje!  Senti, qui ci saranno anche scritti 5 Kilos, ma io ti sto dicendo che la busta e’ troppo leggera!!”

Interviene TQG (TuttoQua Girl), la cui pazienza con gli autoctoni era ben nota fino alla Nube di Oort: lo afferra, lo posiziona a bilancia umana, gli piazza il suo laptop su una mano, il sacco sull’altra e:

TQG: “Che senti? Senti qualcosa? Quale pesa di piu’???”

Lui: “Madame… laptop”

TQG: “Ecco! Allora lo vedi che piano piano… Il laptop si e no pesa 3 Kg, come mai pesa di piu’ del cloro??

Lui: “Madame… bag is sealed (sigillata). Il che significa che lui aveva gia’ capito che noi stavamo alludendo a un furto…

Io: “Si, certo! Dammi qua!”

Gli tirai via il sacco dalle mani e lo ispezionai. Niente… niente… niente… fino a che… nelle pieghe del fondo del sacco scoprii una specie di doppia piega (si, un doppio fondo di un sacco di plastica!). Lo rivoltai e… sorpresa! Era stato finemente tagliato, svuotato di circa meta’ del contenuto (evidentemente!) e richiuso con tre colpi di spillatrice.

LADROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!! Ma porca miseriaccia, baldracca, eccetera! Ma scusa, dando per scontato che mi vuoi fregare, togliene un solo kg, che magari tra 4 e 5 non noto la differenza! No, ne togli la meta’! Ma allora davvero pensi che io abbia l’intelletto di di un cavallo a dondolo! E porcaccia miseriaccia, baldracca della straminchia, de tu nonno e deli mejo mortacci e di chi non te lo dice con la mano arzata!

Ehm…

Comunque, vista la necessita’ di cloro e la cronica e indistruttibile attitudine indiana al furto e all’imbroglio, inscalfibile perfino dai piu’ indecenti improperi e dalle minacce di mazzate a grandine, decisi di soprassedere, prendendomi i due Kg di cloro e aggiustando a manina la fattura, con evidente disappunto del mariuolo. Siamo in India, meglio 2 Kg che un cazzo di niente, come avrebbe detto il grande filosofo contemporaneo Max Catalano.

Ma la cosa non termino’ li’, purtroppo’. Passammo all’esame del kit chimico. Data di scadenza? Il giorno dopo… “Ma come (in realta’ anche qui c’era un porca di quella straminchia…)??? Un kit che contiene abbastanza materiale da fare indagini per 6 mesi me lo dai che scade domani???”.

Lui: “Sir… it’s tomorrow…. today is good”.

Io: “Senti, *&$^#&*%@ che non sei altro, a parte il fatto che sono le 8 di sera… ma ti pare che io faccio un test entro la mezzanotte e domani ne butto via il 99%???. Ma che cazzo di risposte dai??? Me ne devi dare uno che non scade domani, ma tra 6  mesi!!! Io lo pago per nuovo, e nuovo lo voglio, non vecchio come tua nonna!”. In realta’, secondo me, il kit andava bene pure scaduto da 10 anni, ma con gli indiani diventa sempre una questione di principio. Loro ti vogliono inchiappettare, e tu non ci stai. E vorrei anche vedere!

Lui: “Ah yes sir…”

E mentre mi diceva questo, TQG lo sgamo’ che con l’unghiettina santa della manina impura stava rigirandosi il pacchetto tra le mani e grattando via allegramente l’etichetta della data di scadenza. E io pensai: “noooo… di tutte le cagate che potevi fare… questa qua di fronte a TQG no… sei morto amico”.

Il tempo di pensarlo, mi girai verso TQG e, seduta in poltrona, non c’e’ piu’ lei, ma un bellissimo esemplare di tigre siberiana con le ganasce gia’ insalivate dell’acquolina causata dall’imminente pasto, e gli occhi iniettati di sangue misto a veleno di Mamba Nero.

Quello che accadde nei trenta secondi successivi non lo vidi, so solo che quando il fumo, le scintille e gli schizzi di materia organica cessarono, l’indiano non c’era piu’.

Non seppi mai se fu sbattuto fuori di casa oppure sbranato sul posto fino all’osso.

19 gennaio 2010 Posted by | Bestialita', Cose da ricordare, L'India non puo' farcela!, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , | 12 commenti

Riflessioni

E’ raro che io scriva piu’ di un POST al giorno, anzi a volte ne passa piu’ di uno prima che io mi rimetta alla tastiera. Eppure ce ne sarebbe da scrivere, pero’ a volte e’ solo per pigrizia, altre per incompetenza specifica, insomma non sempre mi faccio prendere dalla voglia di trasferire i miei pensieri qui dentro. Oggi pero’ ci sono tre cose che vorrei condividere, e allora le metto tutte insieme, pur essendo tra loro scollegate, cercando di essere breve.

Ho letto una statistica che mi ha lasciato di stucco: nel mese di Giugno 2009 abbiamo avuto 29 morti per incidente sulla rete autostradale e 31 per incidenti con i trattori nei campi. Ma che e’ la vendetta del vomere sulla tecnologia moderna? Sara’ che 29 morti in auto sono pochi (grazie al cielo) ma sinceramente non saprei cosa dire, e spero sia un fatto piu’ unico che raro. Insomma, non si posso mettere Tutor e pattuglie ovunque, installare ABS e ESP, controllare i tassi alcolemici degli automobilisti e poi lasciare che i contadini si ribaltino coi loro mezzi mentre arano la terra! E’ una cosa veramente paradossale.

C’e’ un’azienda che si chiama Design Q, e si occupa degli arredi interni degli aerei di linea, con tutto quello che c’e’ intorno, sicurezza inclusa. Ad esempio, hanno disegnato la cabina di business class della Virgin Atlantic (loro la chiamano Upper Class). Io c’ho volato qualche volta, ed e’ veramente bella, funzionale e comoda. I sedili sono disposti a spina di pesce, per cui, oltre a poterne installare molti di piu’ rispetto alla configurazione tradizionale, e’ l’unica disposizione certificata che consente il decollo con le poltrone reclinate. Ok, l’ho detta proprio male… allora ecco una foto:

UCVA

Ma il punto non era questo, ma piuttosto che la Design Q sta pensando di disegnare una classe economica con degli sgabelli al posto dei classici sedili. Una roba del genere:

voli-low-cost

Ma dico, ma siamo pazzi? E durante decollo e atterraggio uno dove si attacca?? E durante le turbolenze?? E con i chiacchieroni e i bambini molesti come si fa? Almeno ora, se uno e’ proprio sfigato se li becca nei pressi, ma se stanno a distanza di sicurezza, gli schienali delle poltrone creano un po’ di privacy visiva e sonora. Ve l’immaginate un viaggio seduti in un carrozzone del genere?? Mi ricorda tanto l’idea balzana di RyanAir, che starebbe addirittura pensando a far viaggiare la gente in piedi… Ma poi, al di la’ di tutte le considerazioni legate al comfort e alla sicurezza, gli aerei non sono certificati per volare con un certo peso massimo? Allora, aumentando i posti, non aumenta pure il peso? Se, tanto per dire, un Airbus A318 puo’ portare cento persone in configurazione tutta economica, come fa a portarne 130 con gli strapuntini? Boh…

Terza e ultima, questa e’ una chicca e l’ho lasciata per ultima. Riguarda la mia amatissima India e, soprattutto, il cervello bacato degli stimatissimi indiani. Come saprete, Canale 5 doveva lanciare un reality ambientato in India, nella regione di Goa (Goa e’ la localita’ turistica per antonomasia), dove i concorrenti avrebbero dovuto sopravvivere con i mezzi messi a disposizione della Natura e con poco altro. E, naturalmente, avrebbero dovuto anche interagire con la popolazione locale. Beh, volete sapere una cosa, se non la sapete gia’? Il reality e’ slittato e, forse, non si fara’ proprio. Il Governo indiano ha negato i visti, perche’ (testuali parole prese da una rivista) “dovendo interagire con una popolazione primitiva, teme il rischio che venga data un’immagine arretrata del Paese”.

Certo e’ che gli indiani sono per me una fonte inesauribile di divertimento, anche se il loro comportamento, che non si smentisce mai, non fa altro che rafforzare in me il sentimento di astio che si e’ sviluppato nei loro confronti. Popolazione primitiva?? Ma stiamo scherzando? Ma parlano forse delle Aree Rurali? Ma allora e’ come dire che il 75% della popolazione indiana e’ primitiva, il che e’ vero, perche’ quasi un miliardo di persone vive esattamente come quella gente che sta li’, nella zona in cui dovrebbero girare lo show. E allora cosa cercano di nascondere? Che l’India e’ un paese del terzo mondo! E c’e’ bisogno di nasconderlo? Solo per mostrare che, in realta’, l’India e’ un paese in grande crescita? Appunto, e’ in crescita, mica e’ cresciuto gia’! E allora, che c’e’ di male, teste vuotissime che non siete altro, a mostrare il vero volto dell’India? Ahhh… forse ho capito. Il Governo si vergogna di mostrare lo stato indegno in cui tiene volontariamente un miliardo di poveri disgraziati. Beh, allora forse i visti non li concederanno mai, oppure magari, come avviene spesso in quel meraviglioso paese, bastera’ acquistare con denaro contante la compiacenza di chi si dovra’ compiacere, e tutto sara’ risolto con un sorriso e con uno Yes Sir. E’ ovvio che nel frattempo Mediaset ci rimette, oltre alla faccia, anche un bel po’ di quattrini gia’ spesi in contratti, allestimenti, logistica, spese varie e, soprattutto in impegni pubblicitari con gli sponsor gia’ presi in anticipo.

Incredible India!!!

23 settembre 2009 Posted by | Aziende e dipendenti, Bestialita', Cose tecniche, L'India non puo' farcela!, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , , , , | 4 commenti

Gli indiani sono i migliori informatici del Mondo

E’ una prassi consolidata e spiacevolissima, almeno per il sottoscritto, il fatto di sentirsi ricordare da chiunque, soprattutto da chi dell’India non sa una beneamata fava, che l’India sia un paese pieno di cervelli eccezionali.

Mi dicono:

“hanno delle menti matematico-logiche”

“sono intelligentissimi”

“possiedono il miglior sistema scolastico del Mondo”

e via dicendo…

Ma la frase che mi irrita davvero di piu’ e’:

“sono i migliori informatici del Mondo”

Su questo argomento mi sono gia’ dilungato abbastanza, quindi non mi ripetero’, pero’ vorrei sottolineare ancora una volta (e parlo per esperienza personale) quanto questo sia falso. D’altro canto, posso comprendere che le valutazioni soggettive vadano sempre osservate con un po’ di scetticismo, e quindi non me la prendo piu’ di tanto quando qualcuno mi accusa di essere prevenuto nei confronti dell’India.

Allora, portiamo una prova concreta, cosi’ vediamo di diradare qualche nube. Dal 1989, ogni anno si svolgono le International Olympiad of Informatics (IOI), una competizione internazionale per studenti delle scuole superiori. Ogni paese effettua selezioni locali e poi spedisce la sua squadra alla finalissima che, nel 2009, si e’ tenuta a Plovdiv, in Bulgaria. L’IOI e’ senza dubbio la competizione piu’ prestigiosa al Mondo in materia di Computer Science, ed e’ patrocinata dall’UNESCO e dalla IFIP.

La gara consiste nell’analisi di un problema, nello sviluppo di un algoritmo appropriato per risolverlo, e nella stesura di un apposito programma (un software) basato sul suddetto algoritmo. Ora, attingendo alla nutritissima lista degli studenti giunti a medaglia, ci si aspetterebbe un dominio totale ed incontrastato degli indiani, o quantomeno una presenza forte e ben tangibile…

… invece:

Nella classifica della Medaglia d’Oro, non c’e’ traccia di ragazzi giunti dal Sub-Continente;

Nella classifica della Medaglia d’Argento, al 61-esimo posto c’e’ tale Adhiraj Somani che, pero’, e’ stato battuto da una caterva di cervelli inferiori, tra cui un italiano, Massimo Cairo, che si e’ piazzato 55-esimo. Bravissimo Massimo!

Infine, nella classifica della Medaglia di Bronzo, di indiani ce ne sono 2 (su settanta classificati), rispettivamente all’82-esimo (Prashant Vasudevan) e al 91-esimo (Keshav Dhandhania). Pero’ ci sono anche 2 italiani: Maximilian Alber (134-esimo) e Giovanni Paolini (147-esimo).

Facendo due conti, scopriamo che, su un totale di 147 medagliati, il primo indiano fa capolino al 61-esimo posto, quasi a meta’ classifica. E che, su 147 medaglie, l’India ne ha prese ben 3, cioe’ circa il 2% del totale. Che bottino per gli informatici migliori del Mondo. L’Italia ha fatto meglio, perche’ di medaglie ne ha prese 4!

Praticamente e’ come se la Cina non avesse preso nemmeno una medaglia ai Campionati del Mondo di Nuoto, pur essendone la super-potenza assoluta, e fosse stata battuta praticamente da tutti.

Se l’India e’ la patria degli informatici, dove sono le medaglie?

Direi allora che, sostanzialmente, ci sono due possibilita’:

  • gli informatici indiani sono bravi come quelli italiani, ma se gli indiani sono i migliori al Mondo, allora anche gli italiani lo sono (YUPIEEEEE!!!);
  • gli indiani, come al solito, dicono cazzate e si riempiono la bocca d’aria. E fessi tutti quelli che gli vanno dietro, a partire dai giornalisti che scrivono libri sull’India!

1 settembre 2009 Posted by | Bestialita', Cose da ricordare, L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , | 21 commenti

La faccia indiana e’ come il culo (indiano)

Come tanta gente che lavora nell’industria privata, anche lo stipendio del sottoscritto si compone di una parte fissa e una variabile. “Il variabile”, almeno nel mio caso, viene pagato una volta all’anno, dopo la chiusura dell’esercizio annuale, che la mia azienda effettua il 31 Marzo. E’ una scelta: molti chiudono il 31 Dicembre, altri il 31 Marzo, altri ancora il 30 Giugno.

Fatto questo preambolo, che tutto sommato potevo anche evitarmi, apro un POST dedicato ancora una volta all’India e agli indiani. Ebbene si, se ne sentiva proprio la mancanza.

La mia azienda, parte di un gruppo commerciale molto rilevante in India e in tutta l’Asia, chiude l’esercizio il 31 Marzo. Conoscendo la beata fancazzagine dei miei stimatissimi colleghi, nonche’ la loro leggerissima tendenza a inchiappettare il prossimo ad ogni possibile occasione, quest’anno mi sono premunito, e gia’ verso meta’ Marzo sono andato a parlare col tizio responsabile del pagamento del variabile. Manit… Costui, pur essendo gerarchicamente poco piu’ di uno scopino, pare abbia in mano parecchio. Fa parte dello Human Resources, il che automaticamente lo pone nella posizione di ritenere di essere un semi-dio, e poi ha addirittura potere di firma su alcune cose, tra cui i pagamenti. Boh… misteri dell’India che non capiro’ mai.

Il buon Manit, sempre con il fare falso-gentile e falso-sorridente che caratterizza gli amici del Sub-Continente, mi dice che i risultati economici saranno pubblicati in Aprile, che i bonus verranno calcolati verso la fine dello stesso mese, e che, quindi, i soldi arriveranno sicuramente entro meta’ Maggio. Di sicuro c’e’ solo la morte, in India poi non ne parliamo proprio. E infatti…

… a meta’ Maggio avete visto qualcosa voi? Io no, e allora vado di nuovo dallo stronzetto mentitore di professione, e lui, sempre col falso sorriso fotocopiato sui denti, mi dice che c’e’ qualche giorno di ritardo, ma che entro fine mese i soldi arriveranno sicuramente.

Il 26 Maggio ho pensato bene di fratturami una vertebra cadendo dalle scale di casa, quindi me ne sono tornato in Italia dove sono tutt’ora e dove restero’ per un altro po’. Ora, cari amici miei, dovete sapere che questa situazione e’ ideale per la mentalita’ indiana: “devo pagare qualcuno, non lo voglio pagare, quindi sto menando il can per l’aia fino a quando il mio cervello bi-neuronico non mi suggerisce un modo per evitare il pagamento. Bene! Ho appena scoperto che il mio interlocutore si trova a 8.000 Km di distanza, e non puo’ venirmi a rompere i maroni di persona. Puo’ telefonarmi e puo’ inviarmi email. Basta non rispondere al telefono, e rispondere all’email una volta ogni tanto, cosi’, solo se mi garba. D’altronde sono indiano, va da se’ che io sia assolutamente indaffarato!”.

E infatti il maladetto Manit, che deve solo augurarsi di sfuggirmi per il resto dei suoi giorni, da fine Maggio mi ha risposto solo una volta… oggi! Per dirmi, dopo avermi educatamente salutato e chiesto lumi sullo stato di salute di tutta la mia famiglia, che oggi qualcuno sicuramente mi contattera’ per il pagamento.

Questo quadretto e’ una tipica rappresentazione dell’indianaggine. E non e’ un’allegoria e non e’ una metafora, e’ fin troppo chiaro. L’indiano e’ imbroglione,  ma e’ un imbroglione con la faccia come il culo, perche’ pensa di poterti imbrogliare alla luce del sole e col sorriso sulle labbra.

Credo pero’ che, a volte, essi stessi dimentichino che gli indiani sono indiani, ma gli italiani sono italiani, e che tali strategie potranno pure funzionare con i pari loro, ma con noi che, durante la Seconda Guerra Mondiale, a Napoli ci siamo accattati e vennuti gli americani, la cosa potrebbe anche non funzionare.

Continua.

30 giugno 2009 Posted by | Ammazza che ladri!, Aziende e dipendenti, Bestialita', L'India non puo' farcela!, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , , | 1 commento

L’India ti indianizza malamente

Quando si vive e si lavora in un posto come questo… anzi no aspettate… non esiste un altro posto come questo, quindi riscrivo, e se il buongiorno si vede dal mattino, questo e’ un POST incazzato, perche’ oggi va cosi’!


Quando si vive e si lavora in India (e annessi e connessi, cioe’ Pakistan, Nepal e Bangladesh) i rischi che si corrono sono tanti: sicurezza fisica, salute, alimentazione, diritti umani e tutto il resto. Ma esiste un fattore che e’ assai piu’ subdolo e piu’ logorante. E’ un virus che ti prende e ti consuma lentamente, ti modifica geneticamente, e ti trasforma in una persona diversa, una persona che non vorresti e non dovresti essere. E per questo, se sei sufficientemente dotato di morale, provi a opporti, ma piu’ tempo passi da queste parti e piu’ la bestia ti aggredisce profondamente. E piu’ la combatti e piu’ diventi suo servitore, e senza farci troppo caso. Gia’, perche’ il mostro, mentre di cambia, ti anestetizza, cosi’ che tu non abbia abbastanza reattivita’ per combattere strenuamente e con continuita’.

L’India, alla lunga, ti trasforma in un maledetto cinico, uno a cui non gliene frega piu’ niente di niente. Diventi uno stronzo, un bastardo, magari perfino un violento. Uno che perde facilmente la pazienza e le staffe, che aggredisce tutto e tutti, che usa la cattiveria come arma preventiva, che non si fida per definizione e che vive e agisce solo secondo la legge della giungla.

Gli indiani ti imbrogliano, e tu diventi prevenuto, da cui la scomparsa di relazioni umane accettabili: se foste un topo in una tana di serpenti a sonagli che fareste? Provereste a fare amicizia con qualcuno, sapendo che quel qualcuno prima o poi per sua natura ti morde e ti divora, o provereste a procurarvi denti e veleno anche voi, e magari una bella 357 Magnum?

Gli indiani sono cattivi e menefreghisti, da cui la necessita’ viscerale di comportarti da fetente anche tu, perche’ e’ l’unica lingua che capiscono. Non puoi ragionare con gli indiani, ma puoi urlare. E allora urli!

Gli indiani se ne fottono degli impegni che prendono, e tu cosa fai? Li ripaghi con la stessa moneta! Se eri uno che ci teneva alle cose che fa e al come le fa, impari a fregartene, perche’ tanto “loro non se lo meritano”. Arrivi in India che sei una persona organizzata, accurata, assennata e precisa, e te ne vai che sei un arronzone che ha perfino smesso di scrivere appunti durante i meeting.

Gli indiani ridono di te, povero bianco ignorante e stupido, e tu di conseguenza ridi di loro, iniziando a pensare che siano davvero poco dotati, che la Natura li abbia privati di qualcosa di essenziale di cui tu invece abbondi, e ti convinci di essere superiore, di essere migliore e di poterli trattare come servi e come animali di una casta inferiore. Una casta che merita solo di lavorare notte e giorno per una misera paga, di dormire sul pavimento e di mangiare quel poco che c’e’, se c’e’.

Gli indiani urlano, fanno chiasso, sono prepotenti, non ti rispettano, ti scavalcano in fila, sono arroganti e presuntuosi. E tu, che non sei una delle persone della Trinita’, ma piuttosto uno che se gli girano sono cazzi amari, ti chiedi perche’ mai questi minus habens possano solo vagamente pensare di poterti trattare cosi’. E allora alzi la voce anche tu, spari minaccie, il tuo linguaggio del corpo si adegua e diventi un pescivendolo dei bassi fondi a tua volta. Diventi uno che manda a fare in culo ancora prima di dire tre parole di senso compiuto. E inizi anche a fregartene dei rumori che fai: il volume della TV, i latrati del tuo cane… “tanto loro sono stronzi e lo fanno, e non gliene importa un fico secco del fatto che, magari, sono le 6 del mattino di domenica… Allora, perche’ non dovrei disturbarli a mia volta, provandoci anche un po’ di gusto?”.

Gli indiani non hanno moralita’, non provano pieta’, se ne fregano di chi soffre e se ne strafregano delle sofferenze che loro stessi infliggono a causa delle loro grandi virtu’. E tu rifletti, e ti dici che poiche’ se ne fottono loro, a maggior ragione te ne devi fottere tu, visto che non e’ un problema tuo. E quando il povero storpio arriva al finestrino, ticchettando al vetro, per chiederti una rupia, tu non solo ti giri dall’altra parte, ma magari lo mandi anche affanculo e gli fai un gestaccio perche’ ti sta importunando.

Gli indiani godono dei fallimenti altrui, anzi ci sperano, cosi’ che il loro stupido ego possa gonfiarsi ancora di piu’. Sono pettegoli, spioni, invadenti, perche’ devono sapere tutto di te, in modo da inviduare i tuoi punti deboli e sfruttarli a loro favore. E tu che fai? Beh… scusate…. quando puoi godi, no? Quando li vedi spataccarsi contro un guardrail… godi! Quando li vedi annaspare nel fango della pioggia monsonica… godi! Quando senti che l’azienda indiana tal dei tali e’ fallita perche’ ha rubato 200 milioni di dollari… godi!! Quando senti alla TV che la crisi economica in India ha causato il licenziamento di 500.000 lavoratori… godi! Gli alzi il dito medio sul muso e gli dici: “spiami questo, coglione!”.

Gli indiani pensano che fuori dall’India ci sia solo l’India, sono davvero convinti di essere il miglior paese del Mondo, di produrre le cose migliori, di mangiare il miglior cibo e di vivere nel modo piu’ sano ed equilibrato possibile. E tu ti scordi del fatto che sono degli ignoranti di proporzioni astrali, ma ti concentri piuttosto sulla loro presunzione, e inizi a non perdere occasione per fargli notare quanto l’India sia, in realta’, un paese di merda, neanche degno di portare l’appellativo di Terzo Mondo, per non offendere i paesi africani. Quando puoi, gli ricordi che negli ultimi millenni, mentre in altri parti del Mondo sono nate e cresciute fiorenti civilta’ che hanno generato letteratura, scienza, tecnologia, benessere e tante altre cosette utili, l’India ha solo prodotto miseria, poverta’, sofferenza, ingiustizie e terroristi! E porca miseria, ti vengono a dire che l’India e’ la culla della civilta’ e che tutto arriva dall’India. La FIAT e’ indiana! La Hewlett-Packard e’ indiana!! La LG, la Philips, la Samsung, e’ tutto indiano a sentire loro!!!

Gli indiani sono lerci e sporchi, l’igiene e  il rispetto per l’ambiente semplicemente non gli appartengono. E allora inizi a fare lo zozzone anche tu. Ma si! Ma perche’ andare in giro a cercare un cestino per le carte che non c’e’, quando puoi tranquillamente sbarazzarti di cio’ che hai in mano buttandolo per terra, sul primo cumulo di rifiuti che trovi? Tanto l’India e’ sommersa dalla cacca e dalla spazzatura, “non sara’ certo la carta della mia gomma da masticare oppure il mio pacchetto di sigarette vuoto a fare la differenza?”. E perche’ preoccuparti dei materiali inquinanti, come le batterie, i vari derivati del petrolio, i farmaci scaduti? Metti tutto nello stesso sacchetto e via!

Gli indiani, per loro stessa struttura sociale, hanno i servi, che sono tanti, tantissimi. E siccome sono servi, perche’ servi sono nati e servi moriranno, il lavoro sporco lo devono fare loro, mica tu! E cosi’ diventi un padrone, e anche pigro fino all’inverosimile. Vai al supermercato a fare la spesa e devi portare due buste per 30 metri? Ma figurati! Fai un cenno ozioso con la mano al primo inserviente, perche’ le buste le deve portare lui, altrimenti tu ti spelli le manine e  lui li’ che cazzo ci sta a fare? E poi, in casa, perche’ disturbarsi a fare qualsiasi cosa? In India, con 3.000 Rupie al mese, ti metti qualcuno in casa notte e giorno, a farti da schiavo. Se guadagni bene ne puoi avere 10 di servi, cosi’ c’e’ perfino qualcuno che ti regge il pisellino quando vai a fare un po’ di pipi’. Cosi’ i maschietti non mettono piu’ nemmeno un chiodo al muro, e le femminucce smettono di fare le mamme e smettono di cucinare. Tutto questo ti consente allegramente di tornare all’Impero Coloniale, come si vede nelle vecchie foto del secolo scorso, con le famiglie inglesi beatamente sedute nel giardino del villone, e lo stuolo di servi che intrattengono bebe’, reggono l’ombrellone, falciano il prato e servono il te. Conosco gente che compete sul numero di servi: “io ne ho 4″… “sei un miserabile, io ne ho 9!!”, risponde l’altro. E guai se tu, povero imbecille immigrato, ti permetti di trattare i servi in modo umano, guai a te! Cosa vuoi fare, vuoi modificare una tradizione millenaria consolidata su cui si regge l’intera struttura sociale ed economica del paese? Ma guai a te se ci provi! Una volta il mio vicino di casa, il signor NHUCDF, che incarna alla perfezione lo stereotipo dell’indiano coi soldi, mi disse che l’autista lo devo prendere mingherlino, cosi’ lo posso piacchiare piu’ facilmente!! Porcaccia di qualla vaccaccia boiaccia, saprei io chi picchiare… mmmmm come mi prudono le mani certe volte (altro segno di cambiamento!).

E dulcis in fundo, l’India ti priva anche dei piaceri essenziali, come quello di uscire di casa a piedi, andare a comprare il giornale, fare due passi sotto i portici e poi andarti a prendere il tuo cappuccino… ahhh… quello tipiedo con la schiuma morbida… Ma dove!? L’India ti trasforma in un recluso, un emulo del Conte di Montrecristo, il cui unico, grande e  irriducibile desiderio e’ quello di evadere. Ma che, ahime, al massimo esce per andare nel solito centro commerciale a guardare le solite vetrine, oppure che si va a rinchiudere nel solito ristorante a 5 stelle per il brunch. Perche’ tanto, se esci, dove cazzo vai? A parte che rischi di morire per un colpo di calore (come mi e’ successo ieri che ci stavo per rimettere le penne…), ma poi dove andresti a camminare? Nel fango e nella merda, rischiando di essere messo sotto dal primo indiano al volante? In uno dei parchi di Delhi? Dove, se ti va bene, c’e’ puzza di fogna e un fantastiliardo di zanzare e altri insetti?

L’India, insomma, ti trasforma in un pigro, arrogante, presuntuoso, strafottente, ingrato, insensibile, aggressivo figlio di puttana, e io, guardandomi dentro, non penso di essere abbastanza forte da resistere. Non so a quale punto del nefasto cammino io sia giunto, ma gia’ non mi sento lo stesso di un anno fa. Mi accorgo che ormai, ogni giorno, lo stress e il peso del Piu’ Grande Cesso del Mondo mi peggiorano, e ogni giorno faccio piu’ fatica a coricarmi sereno e ad alzarmi col sorriso. E questa cosa mi fa incazzare, perche’, tra i miei amati genitori e me stesso, c’avevamo messo un po’ a tirare su una persona tutto sommato decente.

Mi spiace, ma tutto cio’ non fa proprio per me, e non lo raccomando a nessuno. Non voglio, un giorno, dover raccontare ai miei nipoti che il nonno una volta era un tipo a posto, poi e’ andato in India ed e’ diventato una merda d’uomo a cui sta a cuore solo il profitto e se ne fotte delle cose che, invece, rendono la vita veramente degna di essere vissuta.

Per quel che mi riguarda il dado e’ tratto, ed e’ ora di trovare il modo di andare via, al piu’ presto, e senza ripensamenti, e queste due settimane d’Italia che iniziano mercoledi mi faranno sicuramente riflettere.

20 aprile 2009 Posted by | Bestialita', Cose da ricordare, L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , , , , , , , , | 78 commenti

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