TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Post-gara Gran Premio di F1 di Spagna 2012

Bravo, bravo e ancora bravo Pastor Maldonado! Cosa dire a questo ragazzo del Venezuela? Che ha perso la testa della gara alla prima curva? Irrilevante, vista la condotta di gara, il ritmo, la determinazione e, perche’ no, anche la lucidita’. Quanti si sarebbero abbattuti al suo posto vedendosi infilare da Alonso dopo la partenza? Quandi avrebbero avuto la forza d’animo di reagire subito, di tenere il passo (infernale) del manico asturiano? E quanti, una volta indovinata la strategia, sarebbero stati capaci di compiere due giri da qualifica al momento giusto, per ripresentarsi di nuovo davanti alla fine del walzer dei pit stop?

Pochi.

Quindi, onore e merito al pilota, ma applausi anche alla Williams:

  1. Per aver saputo trovare la quadra  tecnica in un mondo in cui anche i top team faticano;
  2. Per non essersi mai scoraggiati, in mezzo alle difficolta’ economiche;
  3. Per aver trovato il coraggio di puntare su un’equipe giovane e non blasonata;
  4. Per aver gabbato la Ferrari con la strategia.

Incommentabile invece il gesto criminale compiuto da chissa’ chi ai loro danni, dando fuoco ai box dopo la gara e provocando ferite e ustioni, anche molto serie, a svariate persone. Che vadano all’Inferno!

E la Ferrari? Beh, se pensiamo, anche solo per un attimo, a dov’era 15 giorni fa, c’e’ da gridare al miracolo! Difficile pero’ esprimere un giudizio formato, perche’ e’ vero che Alonso girava piu’ forte di tutti (ma parecchio piu’ forte), tranne che di Maldonado e di Raikkonen (solo nell’ultimo stint), ma e’ anche vero che correva in casa, sospinto da un pubblico incredibile. E’ probabile che la Ferrari abbia effettivamente sistemato alcune grosse magagne (incredibile, dopo anni, vederla competitiva anche in qualifica!), ma il lavoro resta infinito. Terribile il calo di performance con gomme al limite, ad esempio.

Ma la Ferrari di ieri e’ anche quella espressa da Massa, e siccome io dico sempre che il vero potenziale di una monoposto si vede dal secondo pilota, allora la situazione potrebbe essere ancora tragica.

Con un’unica considerazione, pero’. Che Massa, ormai, non e’ piu’ nemmeno seconda guida. E’ un pilota stanco, che ha perso la grinta e la determinazione. Magari la velocita’ la possiede ancora, ma non la esprime piu’, e questo e’ un dramma. Per lui senz’altro, ma anche per la Rossa, che sa di poter contare su un solo driver, per lo sviluppo, per il contributo tecnico e, soprattutto, per il Titolo Costruttori. Non e’ una bella situazione questa, Massa quest’anno non ha mai tolto il cellophane dai sedili, e ieri non avrebbe sfigurato con una bella “P” nera su fondo bianco incollata all’ala posteriore!

Comunque, la verita’ vera la sapremo fra un po’, non credo a Montecarlo, ma forse in Canada. Li’ sapremo dove sara’ arrivata davvero questa ritrovata (?) Ferrari. Sempre che gli altri, a loro volta, non recuperino.

Perche’ qui il problema, quest’anno, e’ che non ci si capisce nulla. Che la RedBull non fosse piu’ quella dell’anno scorso e’ stato chiaro fin da subito, ma che arrivasse ad arrancare cosi’ (soprattutto con Webber) chi se l’aspettava? Per non parlare dell’incomprensibile sostituzione del muso anteriore di entrambe le auto in gara! Horner ha detto che avevano preso dei detriti, e io sono la Monaca di Monza.

La McLaren aveva esordito in grandissima forma, ma ora sembra regredire, non si sa bene perche’. Hanno portato un nuovo muso, che seppur ancora privo dell’orrido gradino, punta piu’ in basso, sintomo di una ricerca di migliore carico all’avantreno. Serviva? Certo, se Hamilton fosse partito in pole, forse avremmo visto una gara diversa, ma e’ partito ultimo ed e’ arrivato ottavo, guidando come un forsennato dal primo all’ultimo decimo di secondo. Button invece non ha mai trovato il setup e il ritmo, capita.

La Mercedes, che dopo la vittoria di Rosberg in Cina sembrava destinata a compiere chissa’ quali prodezze, e invece e’ nuovamente li’ dietro a speronarsi nelle retrovie. Con Schumacher, in particolare, che ieri ha tamponato in modo inspiegabile il povero Senna, terminando la sua gara nella ghiaia con il quarto anteriore abbrutito. Caro Michael, avrai pure dato dell’idiota a quell’altro, ma poi ti sarai rivisto alcune centinaia di volte, spero davvero che ti sia reso conto dell’immane cazzata e che tu abbia chiesto scusa al poveraccio. Che a 43 anni, nonostante la palestra e la vita sana, non si abbiano piu’ i riflessi di una volta? Probabile direi, considerato proprio lo stress fisico a cui le monoposto moderne sottopongono i piloti, che non e’ certo quello di Fangio che a 46 anni vinse il suo ultimo titolo.

Menzione a parte merita la Lotus, perche’ sembra disporre ormai, strutturalmente, di un ottimo pacchetto, pero’ si e’ lasciata fregare da scelte strategiche molto discutibili. In particolare, quella di sbagliare palesemente i conti con le gomme di Raikkonen, che se avesse cambiato insieme a Maldonado e Alonso, forse se li sarebbe ingoioati entrambi.

Ma coi se e coi forse non andiamo da nessuna parte, la verita’ e’ che quest’anno e’ diverso dal solito, chiunque puo’ vincere e poi eclissarsi di nuovo, creando condizioni di equilibrio raramente viste prima, e questo non puo’ farci che piacere.

Ci sentiamo a Montecarlo, au revoir!

Commento gara precedente: Gran Premio del Bahrain.

14 Maggio 2012 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , | 10 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 del Bahrain 2012

Con colpevole ritardo eccomi qua.

Dopo la Cina avevo detto (il link e’ in fondo al POST) che mi aspettavo un ritorno rapido alla competivita’ da parte della RedBull, grazie non solo alla genialita’ di Newey, ma anche al fatto che, da quelle parti, sono in due a decidere e non  in tremila come a Maranello.

Detto fatto! Vettel e’ tornato in cima al trono, conducendo una gara, praticamente dall’inizio alla fine, senza sostanziali sbavature. Pero’ io un dubbio ce l’ho, e me lo instilla quel brand Renault stampato sui propulsori dei primi tre. E siccome non mi sembra di aver notato un recupero eccelso da parte dei bibitari, vuoi vedere che il propulsore francese, in quelle condizioni di caldo secco, e’ riusciuto a dare qualcosina in piu’?

In effetti, Vettel a parte, Raikkonen e Grosjean hanno fatto una gara mostruosa, il filandese piu’ del francese di sicuro (partiva undicesimo!), ma entrambi hanno dato l’impressione di poter andare veramente forte, piu’ di tutti gli altri. Anzi, puo’ darsi che, con una decina di giri in piu’, l’uomo di ghiaccio avrebbe potuto aver ragione perfino del tedeschino bicampione. Invece, dopo l’ultimo pit-stop, Kimi ha provato solo una volta ad infilarsi, ma poi deve aver pensato che, tutto sommato, andava bene cosi’, ed e’ arrivato a circa 3 secondi dalla vetta.

Dopo questi tre, praticamente il vuoto, compreso tra i 34 secondi di ritardo di Webber (quarto), fino ai 71 (!) di Schumacher (decimo). Il che mi fa ripensare al tema motori, poiche’ mi pare che quello Mercedes (che viaggia pure sulle McLaren e sulle Force India), si sia comportato bene, ma abbia perso qualche cavallo per la strada, mettendo Rosberg, che sembrava in curva ascendente, al quinto posto, Di Resta (con due soste pero’) al sesto, Hamilton all’ottavo e il Kaiser, come abbiamo detto, in fondo alla lista di quelli che hanno preso punti. Button, poveraccio, ha scassato qualcosa tra scarico e differenziale ed e’ rimasto a spasso. Capita.

Le Ferrari. Non facciamoci ingannare dai tempi, perche’ seppur, per certi versi, paragonabili a quelli dei migliori, il rendimento generale e’ stato ancora una volta mediocre, con visibilissime difficolta’ in uscita di curva e in fase di sviluppo della velocita’ massima. Il fatto era evidente nei sorpassi, quando le Rosse perdevano la posizione con grande facilita’, mentre gli altri, in qualche modo, si davano battaglia. A Maranello si arranca, cercando di difendersi, ma in realta’ senza far nulla per opporsi proattivamente agli altri. E’ andata, alla fine, meno peggio delle attese, ma solo perche’ la classifica si e’ rimescolata ancora una volta. Se avesse vinto Hamilton, Alonso non starebbe ancora qui a dire che “ci siamo difesi e che adesso dobbiamo cambiare passo”. In ogni caso Hamilton e’ in testa al Mondiale, e non e’ poco.

Riguardo al cambio di passo dele Rosse, ieri i test al Mugello hanno prodotto poco, perche’ pioveva, e Alonso e’ manico, per cui e’ andato piu’ forte di tutti. Speriamo che i tecnici non s’illudano di aver risolto con le modifiche introdotte, altrimenti in Spagna (tra 8 giorni) saremo punto e d’accapo. Vediamo cosa succede oggi e domani (2 e 3 maggio).

Ma la verita’ e’ che l’omelia resta la stessa: per cambiare passo, bisogna cambiare le persone, perche’ sono quelle che non vanno. A partire da Domenicali, su cui ho gia’ espresso parere. Ma, evidentemente, anche questo Pat Fry non e’ il genio che si pensava, visto che il telaio l’ha fatto lui e ha supervisionato tutte le fasi dello sviluppo aerodinamico della monoposto. A Maranello se ne sono accorti, visto che hanno appena assunto un nuovo tecnico specializzato proprio in flussi: tale Ben Agathangelou, che a dispetto del cognome greco e’ inglese quarantenne, con un passato in McLaren, Jaguar, Benetton, RedBull, HRT e Marussia.

Insomma…. e’ come leggere il CV di un pilota di aereo che dice di aver lavorato sia per KLM e sia per la Guaranteed-Incident Airlines. Vedremo, ma la cosa e’ curiosa, un po’ come il Governo dei tecnici che assume un super tecnico per far quadrare i bilanci dei Ministeri. Per ora credo che il buon Ben sia solo uno che va ad aggiungersi alla lista ormai interminabile delle persone che fanno riunioni in Ferrari, cercando di decidere qualcosa senza riuscirci.

L’altro da eliminare senza meno e’ Massa, e questo pure lo sto dicendo da 24 mesi buoni. Si, ok, ha preso 2 punti, ma l’hanno superato tutti, anche se ha avuto, per un attimo e solo in avvio di gara, uno spunto interessante che si e’ spento subito. Il Drake diceva che i piloti con figli vanno piano, e il Drake aveva sempre ragione. Pero’, puo’ darsi che per il brasiliano qualcosa si stia muovendo. Infatti, una rivista spagnola ha riportato di un pre-contratto tra Webber e la Ferrari per il 2013, subito smentito dall’australiano. Ma d’altronde cos’altro avrebbe potuto dire, che e’ vero?

Ci vediamo in Spagna, e speriamo bene. Se fara’ caldo, prevedo un’altra vittoria di Vettel oppure un sigillo estasiante di Raikkonen.

Commento gara precedente: Gran Premio di Cina.

2 Maggio 2012 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , | 1 commento

Formula 1 2010 – Meno 90 giorni

Tra tre mesi esatti si riparte dalle prove libere del Gran Premio del Bahrain, in programma appunto dal 12 al 14 Marzo 2010. Il calendario completo lo trovate qui.

La novita’ piu’ importante scaturisce come primo provvedimento dell’era Jean Todt (nuovo Presidente F.I.A. al posto di SadoMax Mosley): cambia completamente il sistema dell’assegnazione dei punteggi, che diventa quasi una fotocopia di quello della MotoGP. I primi tre classificati prenderanno rispettivamente 25, 20 e 15 punti, mentre dal quarto al decimo il bottino sara’ di 10, 8, 6, 5, 3, 2, 1. Indubbiamente una forbice allargata premiera’ di piu’ il vincitore, ma il fatto che tra primo e secondo e tra secondo e terzo ci sia la stessa differenza lascia un po’ perplessi. In ogni caso, a vederlo cosi’, questo sistema sembra incentivare molto i piloti a tentare di piazzarsi almeno tra i primi quattro posti, e lascia agli altri un premio che definirei di consolazione o poco piu’. Con l’ingresso di quattro nuovi team, che fara’ salire il numero delle auto in pista da 20 a 28, avere piu’ punti da distribuire appare comunque un’idea valida. In ogni caso, in circa 60 anni di storia e solo per fare statistica, e’ la quinta volta che viene cambiata la logica con cui vengono attribuiti i punti, e nessuno, finora, poteva vantarsi di aver trovato la formula magica. Sara’ piu’ fortunato il vecchio volpone francese?

Parlando di nuovi team, arriveranno Lotus Racing, Campos Gran Prix, Team USF 1 e Manor Gran Prix. Di quest’ultima ci piace sottolineare il ritorno alla massima competizione di un mito e genio dell’automotive italiano e mondiale: l’ing. Gian Paolo Dallara, il cui nome dovrebbe far sussultare di gioia anche coloro che poco o nulla hanno a che spartire con le automobili. Della Manor dobbiamo anche dire che, in realta’, dopo i recenti accordi di sponsorizzazione con Sir Richard Branson, si chiamera’ Virgin Racing. E ci pare anche giusto, tutto sommato.

NOTA: un altro produttore di bibite che, dopo RedBull e Kingfisher (Force India), eleva il suo nome e i suoi soldi sull’altare della velocita’ a ruote scoperte. Si, perche’ l’anno scorso a quelli della BrownGP gli dava quattro soldi. A quando l’arrivo di Coca Cola?

Tutte e quattro le squadre utilizzerano motori Cosworth (insieme alla Williams), il che non e’ esattamente un preludio a prestazioni stupefacenti, ma non si sa mai. A questi nuovi nomi dobbiamo aggiungere il gradito ritorno della Sauber, che altro non e’ che una fenice che risorge dalle ceneri della BMW.

Ma per un poker di matricole che giunge, altri nomi illustri cedono il passo, loro malgrado. Come sappiamo, la BMW e la Toyota hanno annunciato ufficialmente il ritiro dalle corse gia’ dopo la conclusione dello scorso campionato. Resta da vedere cosa fara’ la Renault, anche se, al momento, l’ipotesi piu’ plausibile e’ che resti nel Circus, almeno per il 2010, cedendo contestualmente la quota di maggioranza del team. A questi si unira’ la Bridgestone, fornitore unico di gomme che, nel 2011, non ci sara’ piu’. Chi sara’ il prossimo a cimentarsi non lo sappiamo; al  momento circolano i soliti nomi, tra cui Michelin, Pirelli e Good Year. Gli altri team restano piu’ o meno come si trovano, salvo il ribaltone in casa Mercedes che si allontana un po’ dalla McLaren e si compra i 3/4 del pacchetto BrownGP. Che, va da se’, viene rinominata in Mercedes GP.

Spostando la nostra attenzione sui piloti, la prima cosa da dire riguarda il neo campione del mondo Jenson Button. Che, dopo lunghe trattative, non riuscendo a strappare un contratto decente alla Mercedes Grand Prix, ha ceduto alle lusinghe della McLaren, per cui andra’ ad affiancare il velocissimo e antipaticissimo Lewis Hamilton, precedente proprietario dell’alloro. Da notare che, con il raffreddarsi dei rapporti tra McLaren e Mercedes (che pero’ continuera’ a fornire i propulsori alla casa di Woking), la McLaren si e’ ricostruita un’identita’ quasi completamente britannica. Avra’ fatto bene Button a mollare la macchina con cui ha vinto (e che conosce bene) per andare a guadagnare piu’ soldi ma con un’incognita pesantissima sulla capoccia e con un compagno di squadra duro da digerire? Ai posteri l’ardua sentenza. Trulli, il nostro Trulli, non ha trovato ancora ufficialmente un volante, mentre l’ex ferrarista ed ex campione del mondo Kimi Raikkonen se ne stara’ a riposo per un anno, e passera’ il tempo a guidare qualche auto da rally in giro (suo antico amore). La sua dipartita ha spalancato un portone a Nico Rosberg: infatti, lo svizzero, dopo aver sofferto alla Williams, trova un sedile come si deve in casa Mercedes GP. E Schumacher? Di lui si sta parlando tantissimo, e si dice che potrebbe andare proprio ad affiancare Rosberg. Nessuno conferma e nessuno smentisce, e quando la stampa dice che e’ vero i portavoce negano, e quando la stampa nega i portavoce aprono spiragli. Lo stesso Kaiser sembra aver risolto definitivamente i guai fisici che, dopo l’infortunio di Massa, non gli avevano consentito di rimontare sul Cavallino Rampante. Lo vedremo? Non lo vedremo? Mah! Voi che dite? Se il 7 volte campione del mondo dovesse starsene a casa, l’ipotesi piu’ plausibile sarebbe Nick Heidfeld, il quale, dal canto suo, non vede l’ora che il suo blasonato connazionale si levi dalle scatole e gli lasci campo libero. Gli altri movimenti di mercato hanno visto Rubens Barrichello andarsene in Williams, insieme al neo acquisto Nico Hulkenberg, Bruno Senna (nipote di cotanto Ayrton) firmare per la Campos Grand Prix e Adrian Sutil ricollocarsi, dopo l’abbandono di Toyota, in Virgin Racing. Restano da assegnare ancora 8 volanti su 28, insomma c’e’ ancora molto da fare sul fronte piloti e non si escludono sorprese di varia natura.

I regolamenti sono in gran parte definiti, il K.E.R.S. sara’ ufficialmente ammesso, ma i team si sono accordati per non utilizzarlo. E hanno fatto bene. La  novita’ piu’ interessante, soprattutto per noi che seguiremo le gare da dietro al vetro, e’ la tanto sospirata eliminazione del rifornimento di carburante. Il che significa che torneremo ad assistere alle eccitanti battaglie tra meccanici che, gara dopo gara, proveranno a limare via decimi di secondo dal cambio gomme. Non vorrei fare il guastafeste, ma i ragazzi della Ferrari sono sempre stati i migliori!

Al prossimo aggiornamento.

AGGIORNAMENTO DEL 13 DICEMBRE 2009 ORE 21:00: Jarno Trulli ha firmato un contratto triennale con la Lotus, con facolta’ di rescissione per ambo le parti al termine di ogni stagione.

AGGIORNAMENTO DEL 14 DICEMBRE 2009 ORE 22:23: anche Heikki Kovalainen ha firmato per la Lotus, quindi, con questa acquisizione, la scuderia inglese chiude la sua campagna acquisti.

AGGIORNAMENTO DEL 15 DICEMBRE 2009 ORE 14:40: La Virgin Racing ha ingaggiato Lucas di Grassi.

AGGIORNAMENTO DEL ?? DICEMBRE 2009 ORE ??:??: La Renault resta in Formula 1 e conferma i suoi impegni per il 2010, compresa la fornitura di propulsori alla RedBull. Il tutto dopo aver ceduto una considerevole quota del pacchetto alla Geni Capital, compagnia del Lussemburgo specializzata in nuove tecnologie.

AGGIORNAMENTO DEL 18 DICEMBRE 2009 ORE 17:55: La Sauber ha messo sotto contratto Kamui Kobayashi, che e’ quel pilotino che aveva fatto cosi’ bene sostituendo l’infortunato Timo Clock alla Toyota. Il ragazzo promette molto bene!

11 dicembre 2009 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , , | 12 commenti

La Formula 1 degli incompetenti

Verso la fine degli anni Novanta, dopo un bel po’ di tempo trascorso a lavorare in quello che gli addetti ai lavori chiamano “IT tradizionale”, feci il grande salto verso il mondo delle Telecomunicazioni, e andai a prestare servizio presso un’azienda americana figlia della Bolla della New Economy. Era indiscutibilmente una DOT.COM, una di quelle aziende cioe’ che, a partire dal nome stesso, evidenziavano chiaramente le loro origini, facilmente identificabili nella Silicon Valley della California. Quando la Bolla inizio’ a sgonfiarsi, e molte di quelle compagnie videro svanire in pochi mesi enormi riserve di contanti e furono costrette a chiudere, la mia, grazie anche al fatto di avere un CEO illuminato alla guida, decise di cambiare rotta. E, a partire proprio dal nome, da cui spari’ il suffisso .COM, divento’ un’azienda che faceva “Telecom tradizionali”. Li lasciai nel 2002, ma loro oggi sono ancora li’ e, in alcune aree geografiche, sono sempre dei fieri competitor del sottoscritto, nonche’ dei buoni amici.

Tutto questo per introdurre un tema importante, quello del cambiamento come strategia netta e precisa. Quando una societa’ commerciale, il cui obiettivo e’ il profitto, capisce di navigare in una direzione che la portera’ verso il naufragio, ha due possibilita’ dinanzi a se’: cambia rotta, oppure insiste credendo di essere super partes, e di avere comunque una stella benevola che le splende sulla testa e che la protegge da tutto e da tutti.

Un po’ di esperienza ormai ce l’ho, e di miracoli simili non ne ho mai visti: nel mercato vige la legge della giungla. Se ti adatti sei bravo a vai avanti, se ti ostini, beh allora R.I.P.+

Da appassionato di Automotive e di Formula 1, non posso fare a meno di non commentare i fatti che stanno accadendo tra la F.I.A. (La Federazione Internazionale dell’Automobile) e la FOTA, l’associazione che comprende tutti i team che partecipano al Campionato Mondiale di Formula 1. La F.I.A., guidata da quel Max Mosley che e’ assai piu’ conosciuto per il festino sado-maso con transessuali che fini’ su Youtube che per essere un grande manager, ha deciso che l’anno prossimo la F1 avra’ un tetto massimo di spesa di 40 milioni di sterline. I team saranno ancora liberi di spenderne di piu’ ma, qualora lo faranno, andranno incontro a limitazioni tecniche di varia natura, limitazioni che sono ancora da definire.

Max Mosley, a differenza del mio ex-CEO pero’, non e’ uno che vede lontano e, purtroppo, non sa dove sta andando. Piuttosto sta inseguendo una strategia suicida arrivata non si sa bene da dove, che probabilmente cambiera’ definitivamente e in modo drastico i connotati del piu’ affascinante sport motoristico di sempre. Uno sport caratterizzato da eroi alla guida, da ricerca tecnologia portata all’estremo, da celebri (ormai leggendari) costruttori, con Ferrari in testa, e da tutto il resto. Una competizione fatta di millesimi di secondo, di variazioni tecniche impercettibili, di carichi aerodinamici, di propulsori di 2,4 litri che, frullando a 18.000 giri al minuto, generano potenze nell’ordine degli 800 cavalli! Un circus caratterizzato da rumori, puzza di bruciato, da belle ragazze ai paddock e da tanto lusso che fa invidia a tanta gente. Un altro pianeta insomma, che si e’ sempre retto su enormi investimenti e su aziende che c’hanno sempre creduto e hanno sempre dato il massimo, nel bene e nel male.

L’anno prossimo no! Max ha deciso che dopo 60 anni, questa cosa non va piu’ bene. Max ha deciso di aprire le porte a una valanga di costruttori sconosciuti, gente che la F1 non sa nemmeno dove stia di casa e che arriva al punto di iscriversi in fretta e furia rubando i nomi a miti di questo sport, nomi come Lotus e Brabham.

E se il buongiorno si vede dal mattino…

La FOTA si era unita come mai prima, dicendo a Max: “caro Sado-Max, cosi’ non va. La Formula 1 e’ uno sport di elite, dove la possibilita’ d’investire e’ la chiave per andare piu’ forte, produrre tecnologia migliore e ottenere un alto ritorno dell’investimento”. Ma Sado-Max si e’ indurito, ha iscritto d’ufficio le scuderie, che si sono incazzate come licantropi, e alla via cosi’.

Ci sono state pero’ due defezioni, due team che si sono iscritti volontariamente al Mondiale 2010, accettando tutte le condizioni. La Williams, un costruttore inglese di auto di Formula 1 (fa solo quello da sempre) e la Force India, che appartiene al magnate indiano Vijay Mallya, uno che di F1 non sa niente e non gliene frega una cippa, ma che ha pensato di usare uno scalcinato team per pubblicizzare la sua birra, che e’ il vero business di cui si occupa. La Force India, con i vecchi regolamenti o con i nuovi e’ e sara’ sempre una scuderia mediocre, finche’ sara’ guidata dala stessa miope e insulsa strategia che l’ha condotta, finora, a non raccogliere nemmeno un punto mondiale.

La mossa della Williams non l’ho capita, almeno non del tutto: ha dichiarato di avere obblighi contrattuali da rispettare nei confronti degli sponsor. Beh? E gli altri? Passi per i costruttori, ma la McLaren, che pure fa solo quello da una vita, gli obblighi non ce li ha? Pero’ la Williams la perdono, evidentemente la sua situazione economica e’ compromessa, e non ha altri introiti se non la pubblicita’. E poi ha fatto tante di quelle belle cose negli ultimi trent’anni che, almeno per quel che mi riguarda, la sua reputazione resta immacolata. Sulla scia della Williams, invece, la Force India (che non vedeva l’ora), si e’ fatta una fotocopia del comunicato stampa della scuderia inglese e l’ha rilasciato pari pari: “sapete… abbiamo gli obblighi…”. I soliti indiani della malora, che prima fanno i patti d’acciaio e poi, alla prima occasione, se poco poco gli conviene (o pensano gli convenga) ti piantano una coltellata nella schiena da manuale. Ormai li conosco bene, e non fanno altro che riconfermarsi come inaffidabili e traditori.

La verita’ e’ che la Force India rispecchia in pieno la Formula 1 di domani, quella che Sado-Max ora vuole a tutti i costi. Uno sport fatto da gente che non ne sa nulla, da scuderie mediocri, da piloti sconosciuti, da squadre che non dispongono dei budget necessari a sviluppare tecnologia, e nemmeno gli interessa, e che non dureranno nemmeno tre stagioni. Le scuderie serviranno solo a portare adesivi pubblicitari in giro, esattamente come accade nelle competizioni motoristiche americane, che sono inutili e noiose e non portano alcun beneficio alle automobili di tutti i giorni. Non faranno altro che passare di mano in mano, per vedersi acquistate da altri ricconi annoiati che devono inventarsi qualcosa per pubblicizzare il loro prodotto. E pensare che Redbull, in questi anni, ha creato un case study degno dei migliori master in economia! Da Redbull si dovrebbe imparare, invece che prendere esattamente la via opposta!

C’e’ un problemino pero’: chi la guardera’ la Formula 1 del 2010?

Intanto alla F.I.A. consiglio di cambiare nome in F.I.S.S.: Federazione Internazionale Scuderie Scadenti!

17 giugno 2009 Posted by | Aziende e dipendenti, L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , , , , | 13 commenti

   

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