TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Cave Indianem

Uma e’ il nostro pastore tedesco femmina di 2 anni e mezzo. E’ la nostra bambina, come dire la TuttoQua BabyGirl della famiglia, ed e’ sempre stata con noi qui a Gurgaon. Ora abbiamo deciso di cambiare qualcuno dei nostri piani, e la nuova strategia prevede anche il suo rientro in Italia, almeno per un po’, a casa dei nonni materni, mentre noi la raggiungeremo il 22 Aprile (per me due settimane di Italia… ahhhhhhhh… siiiiI!!!). Ma di questo vi diro’ fra qualche giorno, datemi solo un secondo per asciugarmi il rivolo di saliva che mi e’ uscito dalla bocca…

Dicevo… nel frattempo la nostra amatissima bestiaccia e’ rientrata in Italia ieri. I cani moderni sono cosi’: viaggiano da soli, con bagaglio al seguito, e sanno anche come prendere le coincidenze senza perdersi.

In realta’ devo dire che Uma e’ stata bravissima: ha passato 24 ore nella sua gabbia, e non ha nemmeno lasciato ricordini odorosi… non so come abbia fatto. All’arrivo ha trovato il nonno ad aspettarla e, nonostante non lo vedesse da 9 mesi, e nonostante lei non sia proprio un pasticcino alla crema (e’ una tigre della Malesia…ed e’ incazzosa come un lama), quando l’ha visto l’ha riconosciuto subito, e gli ha fatto delle feste pazzesche. Io, da bravo papa’, ho fatto mio malgrado l’anima in pena, e sono andato a dormire alle 3 del mattino, per assicurarmi che il volo fosse partito, e la mia bambina non restasse nel magazzino dell’area cargo di Delhi, circondata da indiani piu’ bestiali di lei.

NOTA: se dovete spedire Live Animals dall’India, fateli sempre viaggiare con Lufthansa via Francoforte. E, se siete a Delhi e dintorni, rivolgetevi ad un agente che si chiama “Clintus” (scrivetemi in privato se vi servono le coordinate). Grazie al buon lavoro, almeno dal punto di vista operativo, di Lufthansa e di Clintus, e grazie anche alle profondissime e dettagliatissime conoscenze di TuttoQua Girl in materia di logistica e spedizioni, la preparazione, il disbrigo della burocrazia e il viaggio stesso sono stati ottimi.

Ci sono pero’ un paio di cose che vi devo raccontare. La prima che dovete sapere e’ che esiste una fondamentale differenza tra spedire un animale portandesolo al seguito (cioe’ voi viaggiate sullo stesso aereo, consegnate e vi riprendete il cane in aeroporto come fosse una valigia) e spedirlo come “merce”. Di fatto la bestiola viaggia  esattamente nelle stesse condizioni, ma la differenza e’ che per viaggiare da sola ha bisogno di un handling agent che si occupi della burocrazia, e di qualcuno che la vada a ripescare all’arrivo. Il tutto equivale a molto piu’ lavoro per la compagnia aerea e anche a dover assumer e pagare a parte l’agente. Verrebbe spontaneo pensare che la spedizione come merce costi di piu’…

E invece no!

Un cane al seguito costa come un bagaglio dal peso eccedente: 30 Euro al Kg!! Quando siamo venuti in India, portandoci dietro Uma, abbiamo pagato 1.200 Euro one-way (40 Kg tra cane e gabbia x 30 Euro).

Quando abbiamo chiesto il preventivo a Clintus, che includeva il preventivo di Lufthansa (circa 8 Euro al Kg…), la cifra totale non superava i 600 Euro, praticamente la meta’. Beh, capirai, visto che il cane avrebbe comunque viaggiato esattamente sullo stesso aereo (il Boeing 747-400 che collega Delhi a Francorte) e sapendo che il nonno sarebbe stato ben felice di andarla a prendere, perche’ spendere il doppio?

In realta’, in India, le cose non vanno mai come programmato. Col volo in partenza alle 02:25 del mattino di venerdi, l’agente arriva a casa alle 20:30, perche’ Lufthansa India vuole cosi’… Arriviamo in aeroporto, area cargo, sbrighiamo le formalita’, e Uma e’ pronta e impacchettata alle 22:00. Allora chiedo al capetto di Lufthansa:

“ma perche’ ci avete fatto venire cosi’ presto? Ora ‘sto cane deve stare 4 ore e mezza qui nel magazzino, poi spararsi 8 ore di viaggio fino a Francoforte, per poi attendere 4 ore li’, e farsi altre due ore d’aereo per l’Italia. Mi sembra eccessivo!”.

Lui: “Sir, abbiamo bisogno di tempo per le operazioni di dogana…”.

Io: “Minchia! 4 ore e mezza, e che dovete fare???”.

“Sir… (solito sorriso idiota, solito dito alla bocca e solito sguardo perso verso Orione). Insomma, il solito pirla indiano, che non sa un cazzo, non conosce niente del suo lavoro, e che improvvisa dall’alto della sua mente matematico-logica. Il Last Arrival Time previsto da Lufthansa era le 23:30, ma lui ha deciso che gli serviva un’era geologica per scrivere due cagate su un foglio e attaccare due adesivi sulla gabbia. Povera Uma, pensavo io.

Intermezzo: quante persone al Mondo, sui 6 miliardi attuali, non sanno come e’ fatto un pastore tedesco? Via, almeno a grandi linee! Si sa, lo chiamano pure cane lupo! Muso affilato, orecchie a punta, attitudine alla difesa (quindi incazzoso), pelo nero/biondo oppure nero/focato. Arriva il pirla di cui sopra, guarda Uma (mentre Uma guarda lui pregustando uno spuntino a base di ossa indiane) e mi fa:

“Sir… ma…. non e’ un Labrador, vero?”. Mentre Uma stava gia’ per lavare l’onta col sangue, ho trovato solo la forza di dire “no, non e’ un Labrador”.

La ciliegina sulla torta pero’ l’hanno voluta mettere a tutti i costi. Chissa’, forse pensavano che, per un attimo, potessimo dimenticarci di vivere nella piu’ grande democrazia del mondo, nel paese dei colori e dell’esperienza mistica.

Ci presentano il conto: maggiorato di circa il 100%!! Chiediamo lumi, e ci spiegano che “la procedura, per certi tipi di carichi, consente di calcolare il prezzo in base al volume e non in base al peso”. Quindi, dai 40 Kg eravamo passati a 87,5 kg!!

Ora io dico: procedura? consente?? certi tipi di carichi??? Ma che cazzo dite???? Ma allora proceduralizzate anche che siete dei ladri patentati e basta! Le gabbie per animali che devono volare rispettano normative ben precise, perche’ devono consentire all’animale di compiere determinati movimenti. In altre parole sono grosse, ma sono leggere (di plastica). E’ E-VI-DEN-TE che il volume supera sempre il peso, bestia compresa! Quindi, che minchia mi fai  a fare il preventivo basandolo sul peso (scrivendo anche che la gabbia sara’ pesata di nuovo in magazzino per confermare il peso esatto), se poi prendi le misure 5 minuti prima di partire e mi fai un altro prezzo? Anzi, ma perche’ mai la procedura contempla la tariffazione a peso, se poi e’ palese che alla compagnia aerea conviene sempre applicare quella a volume? Posso capire se spedissi un cartone di vestiti appesi: una cabina telefonica di cartone che pesa 5 Kg ma ti occupa mezza stiva! Questo lo accetterei, ma 40 Kg di roba, a prescindere, mi sembra gia’ un buon business!

E allora ti dico, cara Lufthansa India, che sei scorretta due volte: prima di tutto perche’ me l’avresti potuto dire anche due settimane fa, quando mi hai mandato il primo preventivo. E, secondo di tutto, perche’ 8 Euro al Kg per spedire una gabbia nel vano bagagli mi sembrano gia’ un furto, non capisco perche’ tu mi debba derubare due volte!

Invece no, da bravi indiani, ce l’avete detto quando ormai tutto era stato fatto, ed eravamo li’, pronti per spedire Uma. A conti fatti abbiamo risparmiato 200 Euro invece di 600, ma sinceramente, sapendolo prima, forse me la sarei portata al seguito, evitandole il trauma da abbandono (lei ci poteva vedere mentre era nella gabbia e la portavano via…).

Come al solito gli indiani non si smentiscono: ladri e stronzi! E ti fottono sempre nel momento peggiore, quando l’unica soluzione e’ quella di infilargli una granata nelle mutande, sempre che le portino.

18 aprile 2009 Posted by | Ammazza che ladri!, Bestialita', L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , , , , , , | 14 commenti

Bibita, bibita, bibita. E tu StEnlio cosa vuoi? Bibita!

Ieri sera la TuttoQua Family si e’ unita ad una cena a casa di amici italiani a Delhi, cena piacevolissima e luculliana, di cui li ringraziamo ancora una volta. Tra un gamberone e una seppia ed alcune tonnellate di altre masserizie, essendo tutti italiani, siamo inevitabilmente finiti a parlare di questo paese che ci ospita. D’altronde di che dovremmo parlare? Siamo qui, lontani da casa, tutti nello stesso luogo, e’ spontaneo confrontarsi sul tema comune. Se vado allo stadio, con gli altri tifosi si finisce a parlare di calcio, non certo di pizzi e merletti.

Al di la’ delle differenze soggettive e oggettive, delle ambizioni, delle attese, delle professioni e delle abitudini sociali, perche’ ognuno ha le sue ed e’ sacrosanto che sia cosi’, abbiamo messo a fattor comune alcune valutazioni sull’India e sugli indiani. Valutazioni che, ancora una volta, mi hanno fatto riflettere.

Perche’ si puo’ dire cio’ che si vuole, ma quando un nutrito gruppo di persone afferma di incontrare certe difficolta’, con dovizia di particolari cosi’ simili, non c’e’ scampo! Se sospetto di essermi rotto un braccio e faccio dieci radiografie in dieci ospedali diversi, e tutti e dieci i radiologi mi dicono che il braccio e’ rotto… aho’, sara’ rotto ‘sto braccio, eh! Cio’ che resta da fare non e’  l’undicesima radiografia, piuttosto serve un gesso.

Quando si parla di affidabilita’, dunque, gli indiani si rivelano completamente inaffidabili, perfino quelli che sembrano piu’ fedeli, piu’ affezionati, capita che ti pugnalino alle spalle quando meno te lo aspetti. E se ti possono imbrogliare e fregare non ci pensano nemmeno un secondo, e se possono farlo lasciandoti nella peggiore situazione possibile, ci godono perfino.

Capacita’ professionali? Sono sostanzialmente incapaci. Indubbiamente possiedono degli skill particolari, ad esempio sono bravissimi con i numeri. Ma quando si tratta di tirare fuori un’idea, che fosse una, non c’e’ nulla da fare. Un commento simpatico e’ stato: “Leonardo da Vinci non sarebbe mai potuto nascere in India, perche’ questa possibilita’ non e’ contemplata nel patrimonio genetico locale”. Questo la dice lunga su una cosa: si ammazzano sui libri, studiano, studiano e studiano, ma poi tutto questo studio non porta innovazione e non porta crescita.

Lingua e organizzazione: ci si e’ chiesto come mai, dopo 3 secoli di dominio britannico, questi non siano nemmeno riusciti ad imparare l’inglese. Si e’ discusso sul valore che gli inglesi possano aver portato o meno a questo popolo, e siamo stati d’accordo sul fatto che un impero coloniale che espande i suoi possedimenti, non lo fa certo per andare a dare una mano a qualcun altro, ma ci va per sfruttarne le risorse. Ma, nonostante questo, se gli inglesi non fossero mai venuti in India, questo popolo vivrebbe ancora nel Medioevo piu’ Medioevo di quello in cui vive oggi. La lingua, seppur appresa malissimo, gli ha dato la possibilita’ di unire un paese altrimenti non unificabile. La burocrazia e’ inglese, cosi’ come i trasporti e tanto altro. Se l’India e’ oggi cio’ che afferma di essere, e cioe’ un paese in grande crescita, che ambisce al titolo di Potenza, che dice di essere la piu’ Grande Democrazia del Mondo, che sostiene di esportare talenti e beni materiali in tutto il Mondo, beh lo deve alla Gran Bretagna, nel bene e nel male.

Nel 21-esimo secolo e’ inaccettabile che una parte (una grossa parte!) della Razza Umana sputi per terra, rutti in continuazione, e viva nella sporcizia deliberatamente, per scelta, perche’ l’acqua e il sapone non sono entrati a far parte della vita di tutti i giorni. E’ insostenibile che un popolo assegni cosi’ poco valore alla vita umana, che guidi in stato di totale incoscienza, mettendo a rischio la propria sicurezza e quella altrui. Che consenta a ogni sorta di animale di scorazzare libero per la strada, inclusa la famigerata mucca sacra, della cui sacralita’, evidentemente, non gliene puo’ fregare di meno a questi indiani, visto che milioni di bovini vivono dove gli capita, mangiando spazzatura, defecando per la strada, diffondendo malattie, provocando incidenti e crepando schiacciati da camion e autobus.

Nel 21-secolo e’ paradossale che un paese che afferma di possedere ogni tecnologia debba ancora dipendere dai generatori diesel e dai depuratori d’acqua, e che costruisca qualsiasi cosa cosi’ male e con tanta superficialita’. Che non abbia un sistema fognario e uno di distribuzione del gas, e che le strade versino in condizioni terrificanti. E’ perfettamente inutile mandare un razzo sulla Luna in un contesto del genere!

E’ incredibile invece che ci siano persone convinte del fatto che una donna che perda il marito debba gettarsi nelle fiamme della pira di costui, cosi’ da morirci insieme. O che le Caste siano ancora un concetto gia’ solo vagamente possibile. Che esistano i servi, che dormono per terra, lavorano 24 ore al giorno per una misera paga e che vengono  umiliati, maltrattati e piacchiati in continuazione.

In un Mondo messo sotto stress dagli esseri che lo popolano, dove la societa’ civile, le risorse e l’ambiente sono divenuti la chiave per la sopravvivenza della nostra specie, e’ disdicevole che 1/4 della popolazione mondiale stia cercando a tutti i costi di autodistruggersi e di portarsi dietro gli altri 3/4. Come si puo’ pensare di migliorare la qualita’ di cio’ che respiriamo e mangiamo, facendo degli sforzi inauditi, quando da questo lato dell’emisfero, una massa informe di menefreghisti e ignoranti ci rema contro?

L’Europa e’ una barchetta a remi che cerca di trainare il Titanic lontano dall’iceberg che si profila all’orizzonte:

Re-ma! Re-ma! Re-ma!

Hai voglia a remare…

28 marzo 2009 Posted by | L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , , , , , | 5 commenti

L’epilogo della tinozza

Oggi si chiude il capitolo piscina, con l’ennesimo intervento di una squadra di zozzoni.

Riassunto delle puntate precedenti: sul tetto di casa abbiamo una piscinetta che non siamo mai riusciti ad usare. Dopo esserci procurati il cloro e i kit per il controllo dell’acqua abbiamo scoperto che il motore non funzionava, il filtro per il cloro era rotto e che non c’era nessun modo di tenerla pulita, in particolare di rimuovere la sabbia dal fondo. Solo per dire, ma questo fatto succedeva cosi’ tanto tempo fa che, nel frattempo, i kit sono scaduti e ne abbiamo dovuti comprare altri…

Inciso: l’India e’ un paese sabbioso, sporco, insettoso e tutto il resto, tenere pulita una tinozza come la nostra e’ un’impresa titanica.

Cosa e’ stato fatto: in 5 mesi, in soli 5 mesi, e’ stato messo un motore nuovo, un ulteriore aggeggio che immette una non meglio identificata sostanza chimica nell’acqua, e un nuovo filtro del cloro. Poi e’ stata tentata l’installazione di una pompa aspirante piu’ potente di un Boeing 747. Un misero fallimento, risolto, in sole 3 settimane, con l’installazione di una scopa aspirante collegata direttamente al filtro della piscina (noi questa cosa le predicavamo da mesi, ma gli indiani sono TOC TOC).

Oggi e’ arrivato un SENIOR engineer, cosi’ senior che ogni 50 parole in Hindi ne diceva una in inglese. Ormai  mastico un numero di vacaboli Hindi sufficiente per capire quello che devo capire, per cui evito di mandargli Neurone 1 e Neurone 2 in corto, nel tentativo di parlare una lingua che, in 3 secoli di dominio britannico, non sono riusciti ad apprendere.

Inciso 2: TuttoQua Junior ha imparato l’inglese in 3 mesi…che, per la precisione, equivalgono a un mille e ottocentesimo della durata della colonizzazione inglese. Io non vorrei insistere troppo, ma qualcosa di storto a livello genetico c’e’…

Il maestro era accompagnato da un zozzone indescrivibile: appena costui si e’ presentato dinanzi al cancello, il mio naso si e’ schiantato affranto al suolo e, quando ZozzonMan si e’ tolto le scarpe prima di entrare in casa, il mio naso ha chiesto asilo politico in Sri Lanka e il mio stomaco e’ fuggito in Bangladesh! Aveva dei calzini che sicuramente non avevano mai visto l’H2O in vita loro, e dai buchi spuntavano dei piedi cosi’ sporchi, ma cosi’ sporchi, che l’Omino Bianco in persona sarebbe morto di crepacuore.

Inciso 3: gli indiani, prima di entrare in casa si tolgono le scarpe… Adesso io dico… abitate in un paese dove la sporcizia regna sovrana, siete sporchi da fare schifo… non sia mai che rischiate di portare qualcosa di zozzo in casa. neh?? Ma almeno quello che c’e’ dentro le scarpe fosse piu’ pulito! Ma tenetevele ‘ste scarpe no, che fate ridere i polli con questa cosa!

Saliamo in terrazza, metto la pompa in acqua (la pompa che pesca direttamente dal serbatoio sul tetto, brevetto TuttoQua Girl) e aspetto. E mentre aspetto, cerco di togliere quante piu’ schifezze possibili col guadino. Nel frattempo ZozzonMan attacca la scopa aspirante, fa partire il motore, e tira su alcune tonnellate di sabbia dal fondo. Per pulire 8 metri per 3 c’ha messo 2 ore, perche’ il movimento della scopa sembrava la moviola di Carlo Sassi!

Il culmine l’ha raggiunto quando voleva usare da solo, senza supporto, il kit per la misurazione del livello di cloro e di PH! Mi sono messo ad osservare per curiosita’, per vedere dove voleva arrivare. Finche’ si e’ trattato di riempire le due provette con l’acqua della piscina, tutto bene. Quando pero’ doveva versare le goccine rivelatrici, ho udito il bang sonico dei due neuroni mentre entravano drasticamente in conflitto.

Inciso 4: il PH medio dell’acqua che esce dai rubinetti a Gurgaon e’ 8.5!!! MAH!

Finita la spazzolatina, e messo giu’ un po’ di cloro, i due piu’ un terzo che rappresenta il padrone di casa (il Sikh col coltellaccio), si mettono all’ombra a parlare. E parla, parla, parla, a un certo punto, dopo essermi rotto le balle a sufficienza, mi avvicino e dico: “Beh, dobbiamo fare qualcos’altro?”. Loro si guardano e si dicono: “Dobbiamo fare qualcos’altro, no? E allora possiamo andare”. Ma che cazzo stavate facendo sul mio tetto, vi contavate i fatti vostri?? Ma tu guarda la deficienza come dilaga…

Alla fine mi danno la dimostrazione di come operare il tutto e se ne vanno.

La conclusione e’ che:

1- La pulizia della piscina va fatta rigorosamente a mano, sul tetto, sotto il sole…

2- Nonostante filtri di qua e filtri di la’, il cloro va messo direttamente nella vasca, a occhio, perche’ nessuno e’ stato capace di dirmi la quantita’. Per fortuna ho trovato una formulina sul Web…

3- Ogni giorno bisogna fare un’operazione che facilita l’autopulizia del filtro del motore, operazione che va fatta nel cunicolo dove si trovano i controlli della piscina, un posto che e’ alto la meta’ di me ed e’ pieno di ostacoli, quali tubi, muretti, ecc… L’autopulizia butta via un bel po’ d’acqua, per cui, ogni giorno, bisogna reintegrare il livello con il sistema brevettato di cui sopra…

4- L’acqua sara’ sempre piena di insetti e ogni altra amenita’, e piu andiamo incontro ai monsoni e peggio e’.

Sapete che vi dico? Io il bagno lo faccio lo stesso, tanto di qualcosa prima o poi dovro’ morire.

25 marzo 2009 Posted by | Cose tecniche, L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , , , , , | 6 commenti

Agli estremi dell’India

Da pochissimo c’e’ un nuovo marchio in India, si chiama P3, e credo sia un franchising di cartolibreria. Ero gia’ stato in uno dei loro negozi qualche settimana fa, oggi ci sono tornato, giusto per accertarmi che la prima impressione fosse buona.

Che volete che vi dica? Se entrando non vedessi degli indiani, pensarei di non essere in India. Devo ammettere che questi ragazzi fanno un ottimo lavoro, sia perche’ sono gentili ed abbastanza competenti, sia perche’ il locale e’ pulito e ordinato (e non puzza!) e sia perche’ hanno un po’ di tutte quelle cose di cui un occidentale puo’ sentire tanto la mancanza in questo cavolo di posto.

Carta da stampa di buona qualita’, penne, matite ed accessori vari, strumenti e gadget per la scrivania, minuteria per ufficio, fino agli iPod e ai computer portatili, passando per penne USB, hard disk esterni, colori e pitture di vario genere (per dipingere, non per pitturare). Ho scattato qualche foto:

200320091502003200915120032009152

2003200915320032009154

NOTA: Ricordatevi che le mie foto indiane le trovate tutte su Flickr.

Oggi mi serviva una splillatrice nuova, alcune carpette, alcuni DVD Double Layer (difficili da trovare in India), e qualche altra fesseria, e ho trovato tutto da P3, quando, probabilmente, sarei dovuto andare in giro per tutto il giorno di postaccio in postaccio, solo per trovare la meta’ della roba. Questa e’ l’India che vorrei vedere, ma non mi riferisco all’aspetto consumistico, ma piuttosto all’ordine, alla pulizia, all’efficienza e, soprattutto, al fatto che quando qualcuno mette in piedi un’attivita’ si siede a tavolino e riflette sulle esigenze reali dei clienti. Purtroppo l’indianita’ colpisce anche P3, perche’ comunque ci mettono mezz’ora per passare tutto sotto il lettore di codici a barre e farti un cavolo di scontrino! Anche perche’, se non si studiano per benino ogni singolo oggetto che hai acquistato (da leggere: se non si fanno per bene i cazzi tuoi), non sono contenti.

Ma almeno sembra un passo in avanti, quindi viva P3, in quanto dimostra che, volendo, le cose si possono fare.

Dall’altro lato della Retta, ci sono i V.I.P. Qui in India bastano un’Ambassador tirata a lucido e una sirena rossa sul tetto, e diventi una personalita’, di quelle che tutti lasciano passare ovunque, di fronte alle quali tutti s’inchinano, a cui tutti lanciano baci e fiori, e nessuno chiede loro di pagare nulla.

C’e’ una cosa che mi fa sganasciare particolarmente dalle risate: le Ambassador di questa gente spesso riportano una scritta sul didietro: “Power Breaks, Keep Distance”, che significa qualcosa tipo “Super Freni, tenersi a distanza”. E ‘come se una locomotiva a vapore del 1800 dicesse all’Eurostar che segue “guarda stai attento, che se freno di botto mi tamponi!”. L’Ambassador e’, tecnicamente parlando, un cesso. E’ un’auto basata sulla tecnologia di 60 anni fa, ed e’ rimasta tale e quale. Ora, ditemi voi di quali Power Brakes stiamo parlando?

Sapete cosa intendono? Intendono che l’Ambassador ha, udite udite… siete pronti? Il Servofreno!!!

No… il servofreno… che sull’Ambassador diventa un freno talmente potente da intimare alle auto che seguono, auto che sono state prodotte nel 21-esimo secolo, di stare a distanza… pena un tamponamento!!

Io gli direi: staccate la pompa dei freni e dirigetevi a 80 Km/h contro un muro! ‘Mbecilli!

Tornando ai Very Indian People, il problema e’ che in India ci saranno 200 milioni di V.I.P., un buon 90% dei quali non conta un cazzo, ma fa leva su questa pratica per apparire importante. Eh gia’, perche’ nella piu’ grande democrazia del Mondo, nonostante quello che dicano le guide turistiche e i libri di certi scrittori, l’aspetto interiore non conta nulla. E’ tutto solo e comunque apparire. L’unica esperienza mistica che si puo’ assaporare in questi luoghi e’ quella derivante da una bella dose di droga! Questi VIP sono quelli che l’India non la vogliono cambiare, per la semplice ragione che gli va bene cosi’, in modo che ci siano sempre 800 milioni di disperati a fare il lavoro duro, e loro si possano godere la vita a bordo delle loro… ehm ehm… meravigliose ammiraglie col servofreno.

E’ un po’ come diceva Beppe Grillo anni fa, quando parlava dei detersivi che garantiscono il bianco piu’ bianco, spiegando che, spesso, si tratta di robaccia che lava molto poco. Ma che, in compenso, spalma molecole sbiancanti sui tessuti, facendogli riflettere la luce. E mi ricordo che l’esempio che usava era: “e’ come avere le mutande sporche di merda e darci su una mano di vernice bianca!”. Da cui le Ambassador sono bianche, spesso i VIP indossano vesti bianche, i grandi alberghi e i ristoranti dei ricchi sono bianchi, e via dicendo.

Lo so che sono destinato a perdere, ma io faccio il tifo per P3!

20 marzo 2009 Posted by | L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , , , | 14 commenti

Bagninoooooooo, come e’ l’acqua??

E’ da Agosto che siamo in questa casa. Una casa disgraziata, come tutte le case indiane. Essendo nuova di pacca non funziona un cazzo (come saprete voi che seguite questo Blog). Oltretutto e’ fuori mano. Perche’ l’avete presa, mi direte voi? Perche’ sembrava carina (sembrava), c’erano gia’ dei mobili dentro, cosa non facile da trovare in India, aveva tutti i condizionatori e, soprattutto… aveva la piscina! Ma non la piscina condominiale o di quartiere o della club house, la piscina nostra! Sul tetto, in terrazza, noi abbiamo la piscina. Certo, non una vasca olimpionica, una robina tipo 8 metri x 3 metri, ma piu’ che sufficiente per la TuttoQua family.

Mi ricordo bene che quando io e TuttoQua Girl salimmo in terrazza e vedemmo la piscina, dicemmo “e’ lei!”.

Mmmmmmmmmmm… non l’avessimo mai fatto!

Da allora: abbiamo faticato a trovare il cloro, abbiamo scoperto che per riempirla possiamo contare solo su un paio d’ore d’acqua al giorno (se va bene), che il motore era scassato e che il filtro in dotazione non era buono nemmeno per filtrare una provetta da laboratorio. Avevano messo un secchiello da spiaggia a filtrare otto metri cubi d’acqua… indiani della malora che Shiva vi fulmini con un peto al chicken tikka!!

Il padrone di casa c’ha messo solo 7 mesi ad “organizzarsi” per effettuare le dovute modifiche e rendere la piscina operativa. Prima gli ho dovuto spiegare il problema 750 volte, sia a voce e sia per iscritto, poi mi sono dovuto incazzare, poi l’ho minacciato d’andarmene e, alla fine, solo alla fine, il povero pirla ha riacquistato la ragione.

La settimana scorsa sono venuti a montare il nuovo motore, c’hanno chiesto di riempire di nuovo la piscina, cosa per cui TuttoQua Girl ha riesumato il vecchio ma sempre efficiente sistema dei vasi comunicanti (per evitare di alzarci tutti i giorni alle sei per aprire la valvola dell’acqua) e, infine oggi sono tornati per finire il lavoro.

Ed e’ li’ che i TuttoQua Boys li aspettavano, ‘sti indiani inetti e deficienti che Shiva vi faccia le meches con un flatulo al garam masala!

Arrivano, cazzeggiano per una mezz’ora, per poi andare via… ma come, gia’ ve ne andate?? “Sir, mancano delle viti”.

Delle viti… oddio… man-ca-no del-le vi-ti… ma io v’ammazzo avvitandovi le mutande alle corna di un toro. Avete portato materiale sufficiente a riedificare il Taj Mahal e vi siete dimenticati le viti?!? Ma come ca… vabbe’!

Tornano dopo ore… dove cazzarola saranno andate a prenderle ‘ste viti non si sa… e si rimettono al lavoro. Attacca qua, stura di la’, incolla, incastra, spingi, tira, daglie de tacco e daglie de punta quanto e’ bona ‘a Sora Assunta, infine e’ tutto collegato, compreso un mostruoso motore elettrico attaccato ad uno scopettone che serve a pulire il fondo, e finalmente…

Signori, inizia la prova.

Anzi: Signore e Signori, va ora in onda, in Eurovisione (ta ta taaa taaa ta ta taaa tataaaaaaaa, la sapete la musica dell’Eurovisione no? Ecco, allora cantatela mentre leggete):

“Tre coglioni indiani che cercano di far funzionare una piscina”, scritto, diretto e intepretato da tre coglioni. Pare vincera’ 8 Oscar l’anno prossimo (ops!).

foto426_2

Li vedete? Sapete cosa stanno facendo? Stanno cercando un sistema per collegare quel tubo al filtro della piscina (quella scatola bianca che si vede ai loro piedi), cosi’ che l’acqua aspirata dallo scopettone vada a finire dentro, venga ripulita e torni nella vasca attraverso i soffioni immersi.

Semplice no? Certo che no, perche’ questi minus patentati, invece di portarci uno di quei cazzo di robottini che li metti in acqua e fanno tutto da soli, si sono inventati un mostro, che nemmeno al Foro Italico ce l’hanno:

1- Un motore elettrico talmente grosso che potrebbe far decollare un 747;

2- Due tubi lunghi da qui al centro della Galassia, che manco se devi pulire il Mar Caspio ti servono cosi’ lunghi;

3- Un carrello fatto con travi d’acciaio su cui e’ alloggiato il motore elettrico che, secondo loro, noi dovremmo spostare a mano intorno alla piscina. A parte il fatto che pesera’ 18 tonnellate senz’osso, ma con quei cazzo di tubi chilometrici, a che mi serve il carrello??

4- Uno scopettone con manico telescopico talmente lungo da poter pulire il fondo del Lago Maggiore standomene seduto sulla cima del Monte Bianco;

5- Un inutilissimo raccordo in plastica che dovrebbe servire a risolvere il problema su cui si stanno arrovellando nella foto. Ovviamente la portata dei tubi e la pressione della pompa fanno si’ che il sistema produca un getto degno del miglior Krakatoa… nemmeno una gigantesca fascetta di metallo e’ bastata a tenerlo in posizione! Con mio sommo gaudio, visto che gli e’ saltato addosso due volte bagnandoli come si meritavano!

Risultato: noi nel weekend la piscina ce la sogniamo… loro, dopo solo 3 ore di disquisizioni tecniche in Hindi, hanno deciso di tornare lunedi…

Ma annateve ammori’ ammazzati, anzi annegati! E, se posso, offro io: c’ho 8 metri cubi d’acqua dentro una tinozza e non so che minchia farmene!

13 marzo 2009 Posted by | Cose tecniche, L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , , , | 6 commenti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: