TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Volevano fare un reality in India…

Poveri illusi, io mi rendo conto che il mio povero e infimo blog non possa pretendere di diffondere informazioni oltre il livello degli amici che mi seguono assiduamente, e che non si possa necessariamente prendere per buono tutto cio’ che dico. Pero’, se qualcuno in Mediaset si fosse andato a leggere qualcuno dei miei numerosissimi POST sull’India, magari si sarebbe fatto cogliere dal dubbio. No, vabbe’, sto facendo il presuntuoso, quindi basta.

Intanto pero’, il reality di Canale 5 denominato Missione India ha chiuso i battenti ancora prima di partire. Perche’? Perche’, secondo Mediaset, “si e’ superato ogni ragionevole ritardo”. La trasmissione sarebbe dovuta partire il 16 Settembre, ma cio’ non e’ accaduto. Il produttore, la Triangle Production di Silvio Testi (il marito di Lorella Cuccarini), nonostante le accuse di Mediaset, dice che la location e’ pronta e che tutto e’ in ordine, e che il ritardo non e’ da imputarsi a lui, ma piuttosto al fatto che il cast e’ stato composto all’ultimo momento e che il governo indiano non ha (ancora) concesso i Visti. Da un lato, dunque, chi produce punta il dito verso chi trasmette, e dall’altro lato viceversa. Ma noi, in realta’, la ragione la conosciamo, perche’ l’abbiamo letta praticamente ovunque. Il Governo indiano si e’ rifiutato, finora, di concedere i Visti, perche’ Missione India avrebbe mostrato una popolazione primitiva che vive nella zona in cui doveva essere ambientato il programma, dunque un’immagine troppo arretrata di un paese che vuole, a tutti costi, far vedere solo il suo lato migliore (quale?). Come ho gia’ fatto notare un paio di giorni fa, la spiegazione e’ pretestuosa, perche’ quella zona non ospita gente che vive ancora nell’Eta’ della Pietra, ma piuttosto e’ abitata da persone che fanno parte di quegli 8/900 milioni di indiani che vivono nella miseria piu’ nera. Ora, dovete sapere che l’intera economia indiana, e dunque la crescita economica annuale a doppio zero, si poggia sostanzialmente proprio su questi poveracci. Un immane, sterminato, infinito serbatoio di mano d’opera quasi gratis, per la quale non bisogna nemmeno preoccuparsi di adottare il benche’ minimo criterio di sicurezza, perche’ tanto, in India, quando muoiono quelli li’ non se ne accorge nessuno, purtroppo.

E’ chiaro, quindi, che la classe dominante del sub-continente abbia un interesse specifico nel mantenere la situazione cosi’ come si trova, altrimenti fine della crescita mirabile riscontrata negli ultimi anni e su cui l’India conta, allo scopo di posizionarsi come super potenza, alla stessa stregua della Cina, degli USA, dell’Europa e del Giappone. Che possano riuscirci o meno (secondo chi scrive non ce la faranno mai), al momento cio’ che conta e’ mostrare un’immagine patinata del Paese, cosi’ che gli investimenti da fuori (e i miliardi di dollari offerti dai Paesi Amici) continuino a fluire indisturbati, e nessuno debba fare pubblicamente mea culpa per le condizioni misere in cui viene tenuto quasi un sesto della popolazione mondiale (!).

Quindi, guai a far andare in onda quel reality, ma scherziamo? D’altronde come reagi’ il Governo indiano quando fu proiettato “The Billionaire”? “Eh, ma cazzo, avete fatto vedere le bidonville di Mumbai!”. E che dovevano far vedere di Mumbai? A parte la lungomare, e’ tutta una bidonville! E’ Mumbai cazzo, mica ci potevano mettere un telone nero sopra? E poi, i protagonisti del film, non vivevano proprio in quelle baracche? No, loro si risentirono, salvo invece poi bearsi della pioggia di Oscar, come se il film fosse stato scritto e prodotto in India e pagato con soldi indiani! Ma saranno scemi o no?

Torniamo a Missione India, e domandiamoci: e’ possibile che Mediaset, per gestire tutta la parte logistic-burocratic-amministrativa, si sia messa a fare tutto da remoto? Certo che no, avranno preso contatti con qualche indiano che, dopo essersi infilato un pezzo di celluloide sull’orecchio sinistro, per certificare la sua appartenenza al settore televisivo, li avra’ inchiappettati per bene dopo essersi preso una bella carrettata di rupie! “Sorry Sir… which reality… No Sir…  Sir… I sent you a document… I apologies… my grandmother passed away…. I am sick…. sorry today I am busy…”. E via, con vagonate di cazzate pur di non fare il lavoro.

Conoscendo l’India e gli indiani, facendo le cose nel modo giusto e pagando quello che c’e’ da pagare, i Visti non solo li avrebbero rilasciati in 5 minuti, ma li avrebbero fatti incidere, uno per uno, su targhe d’oro zecchino, che sarebbero state consegnate a Mediaset direttamente dalla popolazione primitiva di cui sopra, ben tirata a lucido.

Beata ingenuita’ e, come sempre, Incredible India!

25 settembre 2009 Posted by | Cose da ricordare, L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , | 24 commenti

Il lavoro debilita l’uomo

Questo POST appartiene alla serie l’India non puo’ farcela, e si puo’ classificare con il sottotitolo Incredible India! (che e’ lo slogan che il governo indiano usa per pubblicizzare il paese ed attirare turisti).

Domenica scorsa, quando sono rientrato dall’Europa, dopo essere sceso dall’aereo mi sono fiondato, come al solito, all’immigrazione. Dovete sapere che piu’ ci si fionda e meglio e’, perche’ si evita la ressa indiana.

Cio’ mi ricorda che dovro’ scrivere un POST sul concetto di ressa indiana, che non e’ affatto una ressa qualsiasi.

Grazie al mio passo lungo, alla pigrizia degli altri passeggeri, ed al mio indiscutibile stato di forma fisica (ma solo sulla brevissima distanza), sono arrivato in pole position.

E chi trovo? Trovo costui!

dorme

Si, avete visto bene: dorme! Sono le 8 del mattino, po’ero figlio, che stanchezza!

Comunque sto li’ per qualche minuto… tossisco delicatamente… batto il piede a terra distrattamente… inizio a chiamarlo sottovoce… niente! Ammazza che sonno duro che c’hai, ma che te magni a colazione, i topi morti??

Il problema e’ che questi omuncoli che lavorano all’immigrazione, come tutti gli indiani che detengono un minimo di controllo sul destino altrui (non lo chiamo potere perche’ non e’ il caso), pensano di essere tutti reincarnazioni di Vishnu e di avere diritto di vita e di morte sulla gente. In altre parole, una frase un po’ storta equivale a problemi, che si possono anche tradurre in ore di attesa per verifiche inutili, per il solo piacere di tenerti li’ a macerarti nell’odio per l’India, per gli indiani e per tutti i filistei!

Alla fine e’ uscito dalla stanza il supervisore che l’ha chiamato per nome ad alta voce e gli ha fatto una cazziata. Capirai come si possa sentire uno che comanda su quelli che hanno il suddetto controllo sul destino altrui… Come minimo come il fratello gemello di Vishnu stesso!

E lui, beatamente, come se niente fosse, ha reinforcato gli occhiali che aveva posato sul banco, a dimostrazione che non era caduto addormentato ma aveva deciso di addormentarsi, e si e’ rimesso al lavoro e mi ha fatto cenno di avvicinarmi al banco con un gesto stanco e indifferente della mano.

I problemi qui sono due, uno generico ed uno specifico. Quello generico e’ che gli indiani cadono addormentati quando meno te lo aspetti. Probabilmente soffrono tutti di narcolessia, ma basta distrarsi un attimo, basta che per un secondo non abbiano niente da fare o niente da stare a guardare, che si addormentano. Cosi’, di punto in bianco, in qualsiasi posizione e su qualsiasi superficie. Esistono casi in cui e’ difficile distinguere se si trovino nel sonno o nella veglia, ma questa e’ un’altra faccenda.

Il problema specifico e’ che, in tutto il Mondo che mi sia capitato di vedere, gli addetti all’immigrazione sono ufficiali di Polizia. Da noi questo ruolo viene svolto dalla Polizia Aeroportuale, in altri luoghi da figure piu’ o meno analoghe.

Qui gli addetti sono persone qualunque a cui, probabilmente, viene propinato un addestramento minimo nella pratica amministrativa, per cui spesso si confondono, fanno domande strane, non trovano mai il visto al primo colpo, controllano la fotografia 18 volte prima di decidere che sei proprio tu, e via dicendo.

Un paese che pretende di essere una delle economie leader sul pianeta (e non lo e’, state a sentire questo fesso che vi parla), dovrebbe sforzarsi quanto meno di presentare una faccia migliore all’arrivo in aeroporto.

Ma tanto… l’India… non puo’ farcela.

19 febbraio 2009 Posted by | Aziende e dipendenti, Bestialita', L'India non puo' farcela!, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , , | 7 commenti

   

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