TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Che faccia di bronzo! (POST sull’India)

Mi viene il dubbio che l’espressione “faccia di bronzo” sia stata coniata intersecando la propensione degli indiani a fotterti alla luce del sole con il colore della loro pelle.

Ho letto, tanto per gradire, un’altra di quelle email tra ex-patriots che circolano sulle varie mailing list indiane.

Ve la pubblico:

Dear All,

I usually don’t do this kind of thing–as a major first, I thought I would issue a warning about a restaurant. We just returned from Brown Sahib, a Bengali restaurant in the Saket Metropolitan Mall. The decor is fantastic, service is very good. However, the fish (and without major fish there is no Bengali meal) however was not only bitter but also fell apart–a sure sign that it was not fresh. We sent it back. Two sets of people (the second time it seems the manager himself) came out to apologize. But this is not why I am writing. At the end, they said: “we’ll bring you an extra sweet on the house as a token of our apologies”. Surprise came at the end: they charged us both for the fish (which we had sent back) and the sweet (ostensibly “on the house”). When we protested, we were told that “the computer does not allow taking off items from the list.”

In soldoni e’ accaduto che ‘sti qua sono andati in questo ristorante, ma quando hanno visto e assaggiato il pesce si sono resi conto che era alquanto passatino e l’hanno rispedito in cucina (che coraggio ordinare pesce a Delhi…). Al che, prima qualche cameriere, e poi il manager stesso, sono andati a chiedere scusa, e hanno proposto di offrirgli il dolce (“on the house”) per farsi perdonare.

Che bello! Ma che gentili! Eh… l’ospitalita’ indiana e tutta un’altra cosa…

Certo, come no. Fino al momento di pagare il conto, quando non solo si sono visti addebitare il puzzolente prodotto ittico, ma anche il dolce, che doveva essere gratis!!

La scusa? “Il computer che gestisce gli ordini non consente lo storno”!!!!

Un solo commento: ma vaffanculo, ladro imbroglione faccia da culo che non sei altro!

Questo fatto me ne fa venire in mentre molti altri simili accaduti a noi, cosi’ simili da evidenziare un comportamento sociale ben radicato. L’indiano e’ cosi’ convinto di essere piu’ furbo di te (oppure e’ cosi’ coglione da pensare di farla franca), da provare a fotterti beatamente alla luce del sole. Come se tu fossi un vegetale i cui unici gesti siano quelli di mangiare e defecare.

Un aneddoto, preso a caso, e’ relativo ad una storia collaterale ai fatti della tinozza. Quando finalmente riuscimmo a ordinare un po’ di cloro per la piscina, si presento’ a casa il tizio incaricato di portarcene 5 Kg insieme ad un kit chimico per testare il livello di pH dell’acqua (indispensabile per evitare di tuffarsi in una pozza di acido muriatico!).

Gia’ da lontano vedemmo l’omino trotterellare per la strada portandosi a spasso il sacco di cloro con grande nonchalance. Conoscendo la forza/resistenza media dei locali (prossima alla derivata di un numero naturale), e consapevoli del fatto che nel sacco dovevano esserci ben 5 Kg di roba, la cosa puzzo’ di cloro gia’ a 50 metri dal cancello.

La verifica fu presto fatta: presi in mano il sacco e mi resi conto che pesava si e no 2 Kg.

Io: “amico, ma che e’ ‘sta roba?”

Lui: “Sir, it’s your chlorine”

Io: “Si grazie lo vedo da solo, c’e’ scritto sul sacco… come mai e’ cosi’ poco???”

Lui: “Sir, it’s 5 Kilos”

Io: “Ma quale 5 kilos imbecille! Non c’e’ nemmeno la meta’ di 5 Kilos qua dentro!”

Lui: “Sir… (indicando con la manina impura sul sacchetto)… 5 Kilos!“.

Io: “Aridaje!  Senti, qui ci saranno anche scritti 5 Kilos, ma io ti sto dicendo che la busta e’ troppo leggera!!”

Interviene TQG (TuttoQua Girl), la cui pazienza con gli autoctoni era ben nota fino alla Nube di Oort: lo afferra, lo posiziona a bilancia umana, gli piazza il suo laptop su una mano, il sacco sull’altra e:

TQG: “Che senti? Senti qualcosa? Quale pesa di piu’???”

Lui: “Madame… laptop”

TQG: “Ecco! Allora lo vedi che piano piano… Il laptop si e no pesa 3 Kg, come mai pesa di piu’ del cloro??

Lui: “Madame… bag is sealed (sigillata). Il che significa che lui aveva gia’ capito che noi stavamo alludendo a un furto…

Io: “Si, certo! Dammi qua!”

Gli tirai via il sacco dalle mani e lo ispezionai. Niente… niente… niente… fino a che… nelle pieghe del fondo del sacco scoprii una specie di doppia piega (si, un doppio fondo di un sacco di plastica!). Lo rivoltai e… sorpresa! Era stato finemente tagliato, svuotato di circa meta’ del contenuto (evidentemente!) e richiuso con tre colpi di spillatrice.

LADROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!! Ma porca miseriaccia, baldracca, eccetera! Ma scusa, dando per scontato che mi vuoi fregare, togliene un solo kg, che magari tra 4 e 5 non noto la differenza! No, ne togli la meta’! Ma allora davvero pensi che io abbia l’intelletto di di un cavallo a dondolo! E porcaccia miseriaccia, baldracca della straminchia, de tu nonno e deli mejo mortacci e di chi non te lo dice con la mano arzata!

Ehm…

Comunque, vista la necessita’ di cloro e la cronica e indistruttibile attitudine indiana al furto e all’imbroglio, inscalfibile perfino dai piu’ indecenti improperi e dalle minacce di mazzate a grandine, decisi di soprassedere, prendendomi i due Kg di cloro e aggiustando a manina la fattura, con evidente disappunto del mariuolo. Siamo in India, meglio 2 Kg che un cazzo di niente, come avrebbe detto il grande filosofo contemporaneo Max Catalano.

Ma la cosa non termino’ li’, purtroppo’. Passammo all’esame del kit chimico. Data di scadenza? Il giorno dopo… “Ma come (in realta’ anche qui c’era un porca di quella straminchia…)??? Un kit che contiene abbastanza materiale da fare indagini per 6 mesi me lo dai che scade domani???”.

Lui: “Sir… it’s tomorrow…. today is good”.

Io: “Senti, *&$^#&*%@ che non sei altro, a parte il fatto che sono le 8 di sera… ma ti pare che io faccio un test entro la mezzanotte e domani ne butto via il 99%???. Ma che cazzo di risposte dai??? Me ne devi dare uno che non scade domani, ma tra 6  mesi!!! Io lo pago per nuovo, e nuovo lo voglio, non vecchio come tua nonna!”. In realta’, secondo me, il kit andava bene pure scaduto da 10 anni, ma con gli indiani diventa sempre una questione di principio. Loro ti vogliono inchiappettare, e tu non ci stai. E vorrei anche vedere!

Lui: “Ah yes sir…”

E mentre mi diceva questo, TQG lo sgamo’ che con l’unghiettina santa della manina impura stava rigirandosi il pacchetto tra le mani e grattando via allegramente l’etichetta della data di scadenza. E io pensai: “noooo… di tutte le cagate che potevi fare… questa qua di fronte a TQG no… sei morto amico”.

Il tempo di pensarlo, mi girai verso TQG e, seduta in poltrona, non c’e’ piu’ lei, ma un bellissimo esemplare di tigre siberiana con le ganasce gia’ insalivate dell’acquolina causata dall’imminente pasto, e gli occhi iniettati di sangue misto a veleno di Mamba Nero.

Quello che accadde nei trenta secondi successivi non lo vidi, so solo che quando il fumo, le scintille e gli schizzi di materia organica cessarono, l’indiano non c’era piu’.

Non seppi mai se fu sbattuto fuori di casa oppure sbranato sul posto fino all’osso.

19 gennaio 2010 Posted by | Bestialita', Cose da ricordare, L'India non puo' farcela!, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , | 12 commenti

Incredible minchiate!

Sara’ che oggi e’ Venerdi 13, ma aprendo il mio feed reader un’oretta fa, mi e’ capitato di iniziare molto male la giornata guardando questo breve filmato:

L’avete visto? Vi e’ venuta una voglia irrefrenabile di andare in India?

FATEVELA PASSARE!!! O meglio, cercate di pensarci almeno un po’ su, via. Ma vi pare possibile poter credere a una cazzata del genere? Ma davvero vi sembra plausibile che l’India sia come quella che appare nel film?

Un primo fatto evidente e’ legato alla velocita’ di passaggio da una scena all’altra, sembra quasi di assistere alla proiezione di singoli fotogrammi. Quando poi la scena dura qualche secondo in piu’, chi e’ stato li’ vi potra’ giurare che i luoghi e le persone sono stati abbondantemente ripuliti, nel senso piu’ esteso del termine. Esiste un solo luogo (a parte Goa, forse…) in tutta l’India che e’ abbastanza pulito e ordinato di suo, ed e’ la zona delle ambasciate di New Delhi. Il resto e’ tutta cacca, disordine, caos, sporcizia e… puzza! Eh gia’, perche’ quello che un video non puo’ rendere (figuriamoci un video girato ad arte come questo), e’ la vera essenza dell’India:

la merda.

Ma non intesa semplicemente come sterco, ma come concetto esteso all’idea di sporcizia, tangibile praticamente con tutti i cinque sensi messi insieme.

D’altronde, annusare un po’ di cacca senza vederla e’ una cosa ancora sopportabile. Vedere una cacca, ma non farsi disturbare le budella dal suo odore rivoltante e’ una sfida accettabile. Osservare qualcuno (qualche miliardo) che piscia, sputa, rutta e scorreggia dove gli capita si puo’ ancora fare, a condizione che costui non venga a farlo addosso a te.

Ma se mettiamo tutto insieme, allora l’India rivela la sua natura. In questo filmato la rivelazione della natura del Paese e’ stata del tutto e coscientemente omessa. D’altronde e’ uno spot girato per acchiappare i turisti.

Ci sono, nel film, alcuni passaggi che fanno davvero sorridere. Tipo, che so, il tizio che sale sul treno, in una bellissima stazione intonsa. Ma dove sarebbe questo posto in India? E la carrozza ristorante del treno? Sembra il Savini di Milano!

E quando il tizio si fa portare beatamente in carrozzella per le strade (credo) di Jaipur?? Ma per favore!! Vorrei vedere voi a montare su quel trabiccolo, dove la cosa migliore che puo’ capitarvi e’ quella di dovervi sedere su un sedile cosi’ lercio da far invidia a un maiale. E quando va in giro tutto solo a piedi???

A piedi?

Tutto solo??

In India???

Ma sei scemo o cosa????

Boh…

Perfino i colori del cielo sono stati ritoccati, perche’, a causa dell’inquinamento, il cielo indiano non e’ mai di quel bellissimo azzurro, ma piuttosto tende quasi sempre al giallo sabbia. Certo, sull’Himalaya e’ diverso, ma non ci vuole un genio per capirlo.

Insomma, ancora una volta, e a conferma di cio’ che ho sempre predicato al vento, le immagini dell’India che esportano a noi sotto forma di contenuti multimediali (dai libri dei giornalisti ai video come questo e passando per i canali satellitari), sono belle, patinate, leggere, pulite, ed esercitano un’attrazione fortissima su chi li riceve.

Non vi nascondo che, se in India non ci fossi gia’ stato, dopo aver visto questo film c’avrei una voglia mostruosa di andarci. Cazzo, bello! I colori, le carrozzelle, i treni, i ristoranti, il rafting, il lavaggio degli elefanti, mari incontaminati, spiagge di sabbia finissima, gente pulita e vestita bene, fanghi, massaggi… BELLO!!!

Il problema e’ che io, invece, l’India l’ho vista, e non e’ Positano e non e’ Cortina, come non e’ Roma, non e’ Venezia e non Firenze. E nemmeno Napoli e Bari e Catanzaro. E nemmeno San Sebastiano al Vesuvio, Crotone e Gela!

13 novembre 2009 Posted by | Bestialita', Cose da ricordare, L'India non puo' farcela! | , , , , , , , | 32 commenti

AH AH AH AH AH AH!!!

C.v.d.

Missione India.

17 settembre 2009 Posted by | Bestialita', L'India non puo' farcela! | , , , , , , | 2 commenti

Arso Vivo (quasi)

Da quando sono in Italia, pur non soffrendo per niente la mancanza dell’India, ogni tanto mi tornano in mente alcuni episodi, a volte divertenti a volte molto meno. A distanza, poi, ci sorrido. Pero’, quella volta che rischiai di morire bruciato in macchina me la ricordo molto bene. Una sera qualsiasi, lasciato l’ufficio intorno alle 19:30, tornavo a casa a bordo della mia Toyota Innova modello super-base, con il solito Chhottelal alla guida (le due H non sono un refuso). Come dite? Non avete mai sentito nominare la Toyota Innova? Ah, se e’ per questo nemmeno io, prima di andare la’. Beh… comunque sia, eccovela!

innova

Era proprio cosi’, solo che la mia, quando me la diedero, aveva gia’ 140.000 Km, era piu’ scassata, aveva le gomme semi-slick, le sospensioni distrutte e una imbarazzantissima banda azzurra lungo le fiancate con su scritto Tourist Car. Alla faccia di chi mi dice che in India ci sono andato per i soldi, questo era tutto quello che la mia azienda (un gruppo conosciuto e carico di quattrini) aveva voluto fare per me. Ovviamente solo a cose fatte, perche’ il contratto diceva altro.

Dunque, dicevamo, tornavo a casa, quando notai una piccola fiammella aprirsi la via nella parte bassa del cruscotto, nei pressi della leva del cambio. Ovviamente Coconut (il soprannome di Chhottelal) non se accorse minimamente, pero’, almeno, ebbe la prontezza di spirito di accostare subito, non appena gli urlai Fire!! Non sapendo che fare, Coconut afferro’ una specie di pezzuolina che teneva nella tasca della portiera, e inizio’ a percuotere la fiammella. Vuoi per il fatto che i materiali con cui vengono costruite le auto in India non sono esattamente ignifughi, vuoi perche’ la pezzuola era veramente misera e gia’ piuttosto sbrindellata, la fiammella non ne volle sapere di estinguersi, anzi si espanse a vista d’occhio. Pero’, potenzialmente, una soluzione c’era: usare il piccolo estintore in dotazione, attaccato al montante anteriore sinistro. Detto fatto! Saltai fuori dal sedile posteriore, mollai la mia ventiquattrore a terra fuori dall’auto (non si sa mai…), montai sul sedile anteriore, afferrai la bomboletta, l’agitai e…. vuota! Cazzo! Vuota! La bombola c’era, giusto per un dovuto atto di presenza, ma era vuota! E porco qua e porco la’! Non sapro’ mai se Coconut non prese in considerazione l’uso dell’estintore perche’ conscio del fatto che fosse vacante, oppure perche’ non ne conoscesse l’effettiva destinazione. Boh…

Ma Coconut non demordeva, la pezzuolina ormai non esisteva piu’, tanto che, a ogni colpo alla fiamma, pezzetti di plastica bollente partivano come lapilli in tutto l’abitacolo, finendo sulle nostre mani e sui nostri abiti. E bruciavano parecchio!

Mentre gia’ meditavo la fuga a gambe levate, notai con orrore un piccolo particolare: guardando attraverso gli strumenti del cruscotto, vidi inequivocabilmente il riflesso di una fiamma molto piu’ grossa che, evidentemente, si era sviluppata tra l’abitacolo e il cofano motore, e che minacciava di mangiarci vivi molto presto.

Io: Chhottelal, we must go… now!!

Lui: But Sir… the car… sir… (poveraccio)

Allora lo afferrai per la camicia, perche’ lui non voleva proprio saperne di abbandonare l’auto, e lo portai via a strattoni. Il tempo di percorrere trenta metri, e l’Innova fu completamente avvolta da una palla di fuoco! La macchina brucio’ tutta, fino alla scocca d’acciaio, e non ne rimase nient’altro. Per fortuna era diesel, cosi’ almeno non esplose anche il serbatoio! Nel frattempo, dai campi, era spuntata una folla di centinaia d’indiani, venuti non si sa da dove, che assistevano allo spettacolo e facevano domande.

Nota divagante (ma neanche tanto poi) a chi si trova in India: se fate un incidente, oppure mettete sotto qualcuno (anche una Mucca), quella stessa folla uscira’ dal nulla e, probabilmente, vi fara’ fuori senza complimenti. Per cui, se accade una cosa del genere, e l’auto funziona ancora, fuggite! E se l’auto non funziona, pregate che il vostro proverbiale scatto da centometrista non vi abbandoni proprio in quel frangente!

Ri-ri-tornando a noi, a incendio spento (causa mancanza di ulteriore materiale combustibile), arrivarono anche i pompieri, tra sgommate varie, che buttarono un po’ d’acqua sulle lamiere fumanti. Dopo due ore arrivo’ un’altra macchine e, finalmente, tornai a casa. Scosso come non so cosa, ma ci tornai, con tutta la pellaccia al suo posto.

Perche’ prese fuoco l’Innova? Chi lo sa. Quello che so e’ che, in India, questa cosa capita spesso, perche’ non fanno mai manutenzione, perche’ installano autoradio e altri gadget after-market senza nemmeno sapere come si collegano due fili, e perche’ i materiali utilizzati per allestire gli abitacoli amano molto le fiamme.

Insomma, sono andato in India, e ho rischiato di morire dentro una Toyota Innova… Fosse stata almeno una Rolls Royce!!

17 agosto 2009 Posted by | Ammazza che ladri!, Bestialita', Cose da ricordare, L'India non puo' farcela!, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , | 14 commenti

Abitare in India (post di servizio per ex-pat)

Abitare, almeno in questo caso specifico, significa vivere in una casa. Ci sono due aspetti che bisogna tenere in considerazione: le cose che dovete portarvi dall’Italia, e tutto cio’ che deve obbligatoriamente esserci in qualsiasi casa vogliate prendere in considerazione, che sia una villa, un appartamento ecc…

Questo POST lo dedico al cosa dovete pretendere di trovare in casa (con suggerimenti annessi e connessi), ne scrivero’ presto un altro sul cosa dovrete portavi da casa.

Il luogo, prima di tutto. Cercatevi una casa sufficientemente vicina al posto di lavoro, e scordatevi di fare commuting ogni giorno. Anche 20 Km possono essere un incubo. Meglio poi la presenza nelle vicinanze di qualche centro commerciale (piccolo o grande), cosi’ da avere negozi e supermercato a portata di mano. Una zona, inoltre, un po’ di verde aiuta a respirare e a superare l’avvilimento quotidiano. Se scegliete un complesso, e’ preferibile che abbia la Club House con la piscina, cosi’ mogli e bambini potranno sguazzare allegramente mentre suderete ogni minuto della vostra giornata per guadagnarvi il pane.

Backup della corrente elettrica. In India si passano alcune ore al giorno (dipende dalla stagione, in estate anche 10 ore) senza energia, quindi un sistema secondario e’ indispensabile. Se andate in un posto con il backup centralizzato allora siete piu’ o meno a posto, ma informatevi comunque sui costi di gestione, che pagherete ogni mese nella “maintenance”. Se scegliete una casa/villa/bungalow, vi serve un generatore diesel, a meno che non siate in alcune zone metropolitane (ad esempio New Delhi), dove i black-out sono piu’ rari e durano meno, e vi puo’ anche bastare un pacco batterie con un inverter. Entrambi, in ogni caso, devono essere in ottime condizioni, fatevi dare tutte le fatture, soprattutto quelle della manutenzione programmata gia’ effettuata e, cosa importantissima, nome e numero di telefono dell’azienda che si occupa della manutenzione (in India un contratto di manutenzione si chiama genericamente AMC).

Acqua! La casa/condominio deve avere i serbatoio di accumulo, che di solito si trovano sul tetto, perche’ la distribuzione non e’ costante e non e’ affidabile. Fatevi subito un  giro dei locali, per assicurarvi che ogni rubinetto funzioni bene. Se la pressione e’ poca, significa che manca una pompa elettrica, e rischiate di non riuscire nemmeno a farvi una doccia decente. Fatela installare a spese della proprieta’. Controllate anche tutti gli scaldabagni (uno per ogni bagno + quello della cucina), verificatene il funzionamento, e cercate le perdite (ci sono sempre, e’ un’altra delle afflizioni di questo paese!). Per bere, scordatevi di prendere l’acqua dai ribinetti, a meno che non vogliate sentirvi malissimo e rischiare la ghirba. Potreste sempre campare ad acqua minerale, ma e’ molto meglio avere un depuratore. Chiedete di installarne uno (sempre a spese della proprieta’) e, anche qui, fatevi dare nome e telefono della ditta che, ogni 3 mesi, dovra’ venire a cambiarvi i filtri (se l’impianto e’ nuovo, di solito e’ corredato da 2 anni di AMC inclusi nel costo). Per cucinare potete usare l’acqua del rubinetto, tanto la bollite, ma se avete un animale domestico e ci tenete, allora fategli bere l’acqua depurata per favore. Parlando di acque minerali, attenzione! Sono pochissime quelle che vengono veramente imbottigliate alla sorgente, invece otto su dieci sono semplicemente depurate con un processo di cui non si sa nulla e del quale c’e’ poco da fidarsi, per cui e’ meglio acquistare (che io sappia) Himalayan e Aqua. Negli uffici, nei centri commerciali, e nei negozi, troverete un proliferare di distributori d’acqua (quelli con la boccia blu sopra). Ecco: dimenticateveli, l’acqua viene dai rubinetti… Qualche volta, quando andrete a fare acquisti, arrivera’ qualcuno con un bicchiere d’acqua su un vassoio. Bene: morite disidratati piuttosto, ma lasciatelo li’. La regola e’: se non siete piu’ che certi della provenienza, lasciate il liquido li’ dove si trova, mi spiacerebbe perdere qualche affezionato lettore. Grazie.

Attacco lavatrice: se vi portate dietro la vostra, oppure se pensate di acquistarne una qui, assicuratevi che esista una presa di corrente, un attacco per il carico dell’acqua e uno per lo scarico, e che si trovino tutti nello stesso posto! Fate attenzione a una cosa: gli scarichi delle acque bianche sono dei ridicoli pozzetti senza “quagliatura”, per cui il rischio e’ che, al momento dello scarico, l’elettromestico vi allaghi la casa. Serve un pozzetto come si deve, meglio ancora se somiglia ad un tombino. E idem per la lavastoviglie. Il consiglio e’ di comprarle qua ‘ste macchine, costano un po’ meno e, soprattutto, i bocchettoni e i tubi dell’acqua sono compatibili con i rubinetti, altrimenti dovrete scervellarvi per trovare dei raccordi che sono praticamente introvabili, a meno di non chiamarsi TuttoQua Girl e riuscire magicamente a scovare l’unico tecnico Whirpool di tutta l’India che avesse piu’ di 2 neuroni…

Forno: in India il forno elettrico e’ un lusso, quello a gas e’ un rischio, quindi se non c’e’ il forno elettrico e non ve lo vogliono montare (rabbini che non sono altro!), fate in modo che vi diano almeno un microonde, possibilmente di una marca nota, cosi’ da scongiurare perdite di radiazioni fatali. E possibilmente grande abbastanza da poterci infilare una teglia.

Frigorifero: la roba in India va a male mooooolto rapidamente, ragion per cui il frigo assume un ruolo cardine. Deve essere grande e, possibilmente, nuovo. Cosa importantissima, deve anche essere collegato ad una presa che funzioni anche quando va il generatore, altrimenti addio cibo e benvenuta muffa! Il consiglio e’ di tenere sempre tutto in frigo, anche per poche ore, e anche alimenti come il pane, altrimenti potrete salutarli col fazzoletto bianco e la lacrimuccia, mentre se ne andranno via con le gambine che gli saranno spuntate notte tempo.

Gas per la cucina: nel Paese della Tecnologia e delle Menti Matematico-Logiche non esiste metanizzazione! Gia’, qui si viaggia a bombole rosse di circa 15 Kg cadauna. Verificate attacchi e tubi, fate sostituire tutto cio’ che a occhio e a naso non vi convince, ed e’ bene che il tubo e la valvola siano nuovi. Per acquistare la bombola serve una tessera, che il padrone di casa ottiene dopo aver effettuato la registrazione dell’impianto. Se l’impianto non e’ registrato, pretendete che lo sia e fatevi dare la tessera. La registrazione puo’ farla solo il proprietario, quindi se cerca di delegarvi opponetevi. E se vi dice che non puo registrarlo, qualunque sia la ragione, e’ una cazzata, quindi insistete! La bombola costa circa 400 Rupie (6 Euro). Ora pero’ arriva il difficile: e’ sempre meglio averne due in casa, una attaccata al tubo e una di scorta, perche’ quando finisce il gas (e di solito non vi avverte…), ottenerne un altra puo’ significare restare senza per un paio di giorni. Il trucco pero’ e’ che con la tessera di cui sopra si puo’ acquistare una sola bombola alla volta , quindi la seconda dovrete procurarvela al mercato. Come si fa? Mandateci il vostro autista: lui vi dira’ che il prezzo al mercato nero e’ di 2.500 Rupie… falso! Si tratta di pagarne al massimo 500/600, quindi regolatevi.

Per l’immondizia informatevi su chi fa la raccolta e su quando passa (a che ora, dove…). Cercate di buttarla via ogni giorno, a meno che non vogliate appestare la casa ed ospitare meravigliose colonie di larve…

Aiuto in casa: se avete intenzione di prendere una maid (donna delle pulizie), assicuratevi che la casa non sia troppo fuori mano, o che almeno vi siano fermate dell’autobus/tre ruote/rickshaw nei pressi, altrimenti non troverete nessuno disposto a venire da voi tutti i giorni. Nel caso vogliate tenere questa persona in casa, allora verificate lo stato del servant quarter e del bagno (di solito e’ alla turca). E’ da preferirsi una soluzione dove la maid possa accedere al servant quarter senza entrare in casa vostra (dal pianerottolo, dal giardino…). Mettersi qualcuno in casa e’ sempre un rischio, richiedete che la persona abbia almeno effettuato un regolare controllo di polizia, fatevi esibire le referenze per iscritto, e stabilite subito delle regole ferree: non s’invitano mai amici e parenti in casa, gli orari di lavoro/riposo, il modo in cui volete che le cose siano pulite e lavate, le aree della casa in cui volete consentire o negare l’accesso, l’uso della cucina (si/no, quando, come) l’interazione coi vostri figli, l’uso del telefono e tutte quelle cosine che, se non gestite bene e continuamente, vi procureranno sicuramente sgradevolissime sorprese. Non fate eccezioni perche’ divengono immediatamente regole. Il modo migliore (ahime) per ottenere rispetto e’ dar loro pochissima confidenza e alzare la voce. Lo so, suona molto colonialista, ma e’ cosi’, credetemi. Il personale di servizio costa dalle 5.000 alle 12.000 Rupie (dai 75 ai 180 Euro) al mese, a seconda della mansione, della vostra zona di residenza, delle referenze e delle capacita’. Dalla periferia alla citta’ principale, il costo di una maid puo’ anche raddoppiare, a sfavore della seconda. Solitamente le maid professionali chiedono un mese di ferie pagate all’anno, i soldi per l’uniforme e un giorno libero alla settimana (in genere la domenica). Essendo ex-pat, per noi queste faccende suonano normali, ma gli indiani, invece, pagano il personale molto meno (2500/4000 Rupie), non concedono vacanze, lo fanno lavorare 18 ore al giorno, 7 giorni su 7, e lo fanno dormire sul pavimento. D’altronde l’India e’ la piu’ Grande Democrazia del Mondo, eh! Se decidete di licenziare la vostra maid, fatelo senza ripensamenti, e fatelo subito: in altre parole, presa la decisione = fuori in tempo reale! Altrimenti partono furti a raffica (che partono comunque, quindi siate vigili!).

Aria condizionata: se non c’e’, fatela mettere a spese della proprieta’, non pensate nemmeno per un momento di poterne fare a meno! E’ bene che ci sia in tutte le stanze da letto e anche nella sala/soggiorno. Se l’impianto e’ pre-esistente, la regola e’ sempre la stessa: accendete ogni condizionatore, verificate che produca aria fresca, e fatevi lasciare tutti i telecomandi, nonche’ il solito nome e numero di telefono di chi fa la manutenzione. Nei condomini c’e’ la tendenza a installare l’aria condizionata centralizzata, il che e’ un bene, ma anche qui informatevi sull’incidenza nel costo mensile di maintenance. Quando il generatore va, a seconda del generatore, puo’ essere che alcuni condizionatori non funzionino ed altri si (un generatore non ce la puo’ fare a dare corrente a piu’ di due macchine alla volta, per cui gli impianti vengono sdoppiati). Questo e’ normale, ma se e’ cosi’, allora e’ importante che i condizionatori che vanno sempre siano quelli installati nella/e stanza/e da letto. Poi in India, d’inverno, puo’ fare freschino (anche perche’ l’isolamento termico delle costruzioni e’ ridicolo), quindi, se i condizionatori hanno anche la pompa di calore allora siete a posto, altrimenti due o tre termosifoni a olio sono da tenere in considerazione, soprattutto per i bambini e le mogli freddolose (tutte).

Sicurezza. Nonostante si dica che questo sia il Paese dell’Esperienza Mistica, in realta’ rischiate piu’ di fare un’esperienza tragica se la sicurezza non c’e’. Ovunque decidiate di andare a vivere, condominio, residence, complesso, villa, indagate sulla presenza delle guardie, e accertatevi che il loro operato sia conforme alle vostre aspettative (almeno quelle minime). Se avete un cane siete a cavallo, gli indiani si cagano letterlamente sotto dei cani. E non importa che sia una belva feroce, basta anche un cosino minuscolo che ogni tanto abbai e si faccia sentire e vedere: bastera’! Ma qualche guardia che fa la ronda, soprattutto di notte, e soprattutto se abitate in una casa singola oppure in un bungalow (villetta a schiera), e’ un requisito imprescindibile. Se l’area non e’ sicura, cercatevi un’altra casa, punto!

Stagione delle Piogge. L’India e’ un territorio soggetto ai Venti Monsonici che arrivano dal Corno d’Africa. Nel Nord e nel Centro del Paese arrivano una volta all’anno, e durano da Giugno ad Agosto. Nell’estremo Sud e nello Sri Lanka ne giunge anche una seconda ondata a cavallo delle feste di Natale. Quando arrivano, anche se consentono di respirare, devastano e allagano tutto, soprattutto le strade, ma anche la vostra casa, se non e’ adeguatamente sigillata. E’ difficile verificare le infiltrazioni quando non piove, ma la presenza di muffa fresca sui muri e’ un ottimo indicatore. In ogni caso, alla prima pioggia forte, quando la vostra casa obbligatoriamente si allaghera’, chiamate il proprietario e non fategli risparmiare il silicone! Un altro consiglio importante: durante e subito dopo i Monsoni, l’India libera una quantita’ mostruosa d’insetti fastidiosissimi, zanzare e moscerini in particolare. Munitevi di repellenti per il corpo e di piastrine, zampironi, esalatori, insomma di tutto quello che credete possa aiutare. Ricordatevi che qui ci sono la Malaria e la Dengue (!), quindi il rischio e’ concreto, soprattutto per i bambini. Anche i vostri animali domestici devono essere adeguatamente protetti, per cui chiamate un veterinario locale e fatevi dire tutto. In generale, gli insetti indiani sono poco piacevoli e piuttosto aggressivi (nel senso che se devono venirvi addosso non si fanno troppi scrupoli), quindi limitate al minimo l’apertura di porte e finestre. Meglio l’odore di chiuso di una nuvola di moscerini attaccata alle vostre luci e qualche centinaio di grilli che vi saltano tra i tappeti.

Buon divertimento, e se volete informazioni dettagliate, scrivetemi.

21 Maggio 2009 Posted by | Cose da ricordare, L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 8 commenti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: