TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Post-gara Gran Premio di F1 di Germania 2011

Che dire? Ormai la Ferrari va forte come la RedBull. O meglio, siccome va forte anche la McLaren, credo che sia piu’ corretto affermare che e’ stata la RedBull a rallentare un po’.

Come a dire che, dalla scorsa gara, senza scarichi soffiati sono veramente cazzi. Ribadisco, pratica assai scorretta da parte della F.I.A., ma questo e’ quanto.

Ieri la RedBull ha confermato 3 fatti molto importanti:

  • Webber non imbrocca una partenza nemmeno se spegne lui i semafori;
  • Vettel quando e’ sotto pressione e non e’ in testa fa cazzate, pero’ ha pure un gran culo;
  • Ai pit-stop sono dei mostri, mentre in casa Maranello si continuano a raccogliere brutte figure.

Detto questo, l’outsider di ieri e’ stato Hamilton, che ha messo in pista le sue indiscutibili qualita’ di pilota estremamente veloce e ha vinto una gara bellissima. Aiutato, va detto, da un consumo gomme piuttosto regolare, dovuto non al suo piedone ma, piuttosto, alle circostanze (pista+meteo+strategia soste). A tale proposito, ci tengo a evidenziare ancora una volta che questa storie delle mescole diverse resta un gran casino. Possibile che anche ieri nessuno c’abbia capito una mazza, e tutti fossero convinti di andare piu’ piano di un secondo e mezzo con le dure?

Alonso, e con lui la Ferrari, ha peccato di presunzione: invece di fotocopiare la strategia McLaren ha pensato di restare dentro e fare 2 giri alla Schumacher. D’altronde, nel POST precedente, l’avevo detto che lui poteva farlo, e non intendo smentirmi adesso. Pero’ pretendere di piazzare tempi da qualifica sui cerchioni mi sembrava eccessivo! Detto fatto: 2 giri di merda, e addio vittoria, con immensa rabbia dell’arabia saudita del sottoscritto e di qualche altra milionata di tifosi Ferrari sparsi qua e la’.

Per carita’, coi tempi che corrono un secondo posto e’ oro, soprattutto se paragonato alla situazione di qualche settimana fa, ma ieri in provincia di Modena di poteva vincere, e non e’ andata cosi’. A dimostrazione, ancora una volta, che la Ferrari di oggi si perde facilmente quando c’e’ da prendere rapidamente una decisione che puo’ cambiare le sorti di una gara. Per contro, e qui possiamo anche ridere, Vettel ha un vantaggio di 77 punti su Webber (piu’ di 3 gare) e, addirittura, di 86 su Alonso (quasi 4 gare). E quando lo perde il mondiale questo?

A questo punto, pero’, mi sento obbligato a dedicare qualche riga a Felipe Massa. Negli ultimi mesi l’ho massacrato, ma ieri sembrava quello di una volta. Dal rientro dopo la botta ungherese si era perso, ma ieri sulla pista tedesca ha messo giu’ velocita’ e prestazioni degne, se non meglio, di Alonso stesso, tenendo dietro abilmente Vettel e compiendo due sorpassi difficilissimi di puro manico, in un punto della pista in cui l’uso del DRS era vietato.

Sara’ che Montezemolo gli ha detto che lo terra’ anche l’anno prossimo, ma questo e’ anche la riprova che il pacchetto c’e’, e che lui, se vuole, e’ pilota vero. Pero’ e’ pure sfigato, sia perche’ dopo una partenza incredibile ha dovuto mollare per non ritrovarsi seduto in abitacolo col compagno di squadra, e sia perche’, come abbiamo detto, uno dei meccanici ha pensato bene di incartarsi con un dado. Un miserabile dado che spero abbiano fuso senza ritegno subito dopo, insieme al meccanico, ovviamente.

Mi direte: gli errori ci stanno! D’accordo, ma ci stessero ogni tanto pure da qualche altra parte sarebbe statisticamente piu’ corretto ed emotivamente piu’ accettabile. E poi sono gli errori stupidi che fanno incazzare all’ennesima potenza.

In ogni caso, bravo Felipe, ti auguro di continuare cosi’, e mi auguro di essere qui domenica prossima a tessere nuovamente le tue lodi.

Delle altre scuderie, Mercedes e Renault incluse, cosa dire? Ormai il divario e’ imbarazzate, e quando i primi giravano sul piede dell’1:37, gli ultimi pascolavano intorno all’1:42…

Cinque secondi al giro, in questo sport, sono come, che ne so, 3 ore nella maratona? Un abisso profondo, vergognoso e incolmabile.

Dulcis in fundo, da segnalare il ritorno di Chandkok, meraviglioso driver indiano che, tanto per non smentirmi, e’ arrivato ultimo, staccato di soli 4 giri. Non che Kovalainen abbia fatto tanto meglio (18-esimo), ma almeno di giri ne ha presi solo due. Facciamo i conti, e scopriamo che nel tempo che Hamilton ha impiegato per vincere la gara, il talento del sub-continente e’ rimasto indietro di circa 20 Km!

Tik hè!!!

Commento gara precedente: Gran Premio di Gran Bretagna.

I POST delle ultime 3 stagioni.

25 luglio 2011 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , , | 13 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 di Spagna 2011

Ci sono voluti due giorni per riprendermi dall’imbarazzo e dallo scoramento. E ora la decisione e’ presa: siccome qui io non parlo dei piloti doppiati, non parlero’ della Ferrari, e magari lo faro’ in un POST dedicato perche’ troppe sarebbero le nefandezze da dire. Mi limitero’ a constatare due cose: 1) E’ un peccato sprecare cosi’ le qualita’ di un pilota come Alonso, e 2) se la McLaren riesce ad andare veloce come al RedBull, allora vuol dire che si puo’.

Ma iniziamo proprio dalla McLaren: visti i tempi sul giro, e vista anche la consistenza della performance con gomme prime e option, non e’ la RedBull che e’ andata piu’ piano ma e’ proprio la McLaren che e’ andata decisamente piu’ forte che in passato.

In Spagna le due scuderie erano esattamente sullo stesso piano, e solo l’impossibilita’ di superare (nonostante il DRS), ha fatto si’ che Vettel si guadagnasse l’alloro ai pit stop. Il che non significa che Vettel se la sia spassata: ha dovuto guidare al fulmicotone per quasi 2 ore senza commettere la minima sbavatura. E’ bravo questo qua, che si puo’ dire?

Hamilton ha fatto una gara esemplare, aiutato dalle sfaldabilissime (per volonta’ di Ecclestone) gomme Pirelli, che dopo 10 giri non sono nemmeno piu’ buone per fare lo slittino sulla neve. In effetti un mangiagomme come lui, velocissimo ma sempre mangiagomme, non puo’ che trovarsi perfettamente nella sua bambagia quando puo’ usufruire di ben 4 soste ai box. Poi parlano di ambiente? Poi fanno il KERS per far vedere che sono ecologici… e lo spreco di soldi per tutti quegli pneumatici? E l’impatto ambientale delle fabbriche che li producono? E lo smaltimento? Ma andate a cagare…

Tornando in me, ma restando in ambito coperture, vorrei soffermarmi un attimo di piu’ su cio’ che ha fatto Button: con una sosta in meno e’ arrivato terzo, si e’ mangiato perfino Webber come se questi avesse un trattore, e ha tirato fuori gli stessi tempi di Vettel e Hamilton, con una costanza ammirevole e le gomme, appunto, mezze morte o piu’ morte di quelle degli altri. Che devo dire, sapete che non lo stimo, ma il cappello me lo devo togliere. Ma come fa? Qualcuno ha obiettato che lui aveva un treno nuovo di gomme morbide opportunamente risparmiato in qualifica. Ebbe’? E perche’ i due della RedBull e Hamilton no?? Non e’ questione di risparmio, e’ proprio che ha un piedino da principessa. Una principessa che fa i 300 all’ora. Mica cazzi!

I doppiati, invece, il treno nuovo non ce l’avevano, perche’ si erano dovuti sparare tutte le cartucce per sopravvivere alle qualifiche! Che tristezza! Ma poi, si puo’ vedere una Formula 1 ridotta a conservarsi le gomme in qualifica?? Ma per favore! Ma dategli tutte le gomme che vogliono e che se le gestiscano come cazzo gli pare! Ah… a proposito… non venite a dirmi che finche’ era davanti (pero’… che partenza!) andava come gli altri. Andate a vedere i tempi per rendervi conto che faceva gia’ da tappo.

Torniamo a Vettel. KERS, non KERS… morbide… dure… parte davanti… parte dietro… Oh! Questo ha vinto quattro gare su cinque, il che significa che comunque vada, qualunque siano i fattori che intervengano a condizionare gli eventi del singolo gran premio, lui e’ li davanti. Ed e’ cosi’ davanti che il campionato e’ gia’ chiuso per i doppiati, e potrebbe chiudersi relativamente presto anche per gli altri. E’ la sua era, aiutato sicuramente da un siluro pazzesco e da due ulteriori fattori con cui mai (MAI!!)  mi sarei aspettato di dovermi confrontare. Due assett irrinunciabili che si davano per scontati!

Infatti, alla RedBull hanno imparato a fare bene altre due cose che, storicamente, erano sempre state altrettanti cavalli di battaglia della scuderia che domenica e’ stata doppiata e ha rotto il cambio. La velocita’ di esecuzione del pit stop e la strategia.

E questo la dice lunga: i doppiati non solo sono diventati incapaci di fare andare la macchina a una velocita’ degna della competizione a cui partecipano da 60 anni, ma anche di compiere correttamente i fondamentali… Come a dire che questi sono diventati inetti anche sui basics!

Insomma, c’e’ da sperare che la RedBull non ammazzi il Mondiale troppo presto e che qualcuno ammazzi (professionalmente, s’intende) chi gestisce la Scuderia Doppiati Spa.

AGGIORNAMENTO ORE 17:00:

La Ferrari ha appena fatto fuori il direttore tecnico Aldo Costa. La direzione tecnica viene riorganizzata in tre sezioni: autotelaio a Pat Fry, produzione a Corrado Lanzone e motori ed elettronica restano a Luca Marmorini. Il tutto sempre e comunque sotto Stefano Domenicali… E’ un’ammissione chiara di responsabilita’, ma e’ ovvio che questi non potranno fare miracoli. Si sa che un progetto nato male e’ difficile da raddrizzare, quindi se qualcosa cambiera’ lo vedremo a stagione molto inoltrata. Per ora speriamo di evitare l’onta di nuovi doppiaggi!

Commento gara precedente: Gran Premio di Turchia.

POST delle ultime tre stagioni.

PS: da tifoso juventino, suggerisco uno scambio Del Neri – Domenicali. Tanto entrambi non capiscono un cazzo di calcio e di motori. Tanto peggio di cosi’ non puo’ andare, chissa’ che troviamo una quadra del tutto inaspettata!

24 Maggio 2011 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , , , | 24 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 di Cina 2011

Ancora una RedBull mostruosa a Shanghai, ma non quella di Vettel, come era lecito attendersi visto l’esito delle qualifiche, ma piuttosto quella di Mark Webber.

L’australiano parte 18esimo (!), come gomme dure (!!) e, dopo una furibonda cavalcata, agguanta un podio stratosferico. Roba d’altri tempi, e viene da chiedersi quale altro pilota tra quelli in pista ieri sarebbe stato capace di fare altrettanto. Che Webber sia un tipo veloce e determinato non lo scopriamo oggi, ma la performance della RedBull c’ha messo del suo. Il fatto, poi, di fare il secondo e terzo stint su gomme morbide, di cui l’ultimo treno anche nuovo, ha aggiunto la ciliegina sulla torta. Applausi a scena aperta e sorpassi a iosa!

D’altronde, se Vettel non avesse palesemente sbagliato la strategia (2 soste ai box), avremmo assistito a un epilogo diverso, e per sua stessa ammissione. Il tedesco, infatti, ha detto candidamente di essere stato costretto a risparmiare le gomme. Perche’ la RedBull abbia scelto una strategia sulla carta piu’ conservativa non si sa: paura degli avversari, probabilmente, e soprattutto della McLaren, che oltre ad aver visto entrambi i piloti partire a cannone in avvio (KERS?), ha messo un super aggressivo Lewis Hamilton sul gradino piu’ alto del podio. E’ sempre un mangiagomme, ma ha vinto e ha vinto meritatamente, quindi tanto di cappello e tutti zitti. Anche Button si e’ comportato bene, e ha pure tentato di difendere il terzo posto, ma con quel Webber li’ che ha piazzato tempi da qualifica fino al traguardo c’era poco da fare. In ogni caso, un weekend memorabile per il team di Woking. La RedBull invece deve tornare a concentrarsi sul KERS, perche’ a loro dara’ pure fastidio averne uno a bordo, ma questo aggeggio, quest’anno, puo’ incidere eccome.

La Mercedes compie un vero balzo in avanti, almeno in apparenza, perche’ mette in pista un velocissimo Rosberg e un sufficientemente veloce Schumacher. Questa pero’ e’ stata la classica gara che ha messo un po’ in dubbio la capacita’ del Kaiser di fare ancora la differenza. E’ vero, partiva 14esimo mentre Rosberg era quarto, ma non ha dato mai l’impressione di riuscire ad andare forte come il giovane compagno. Mah!

E veniamo alle note dolenti, quelle che iniziano con la F e finiscono con errari.

Che malinconia. La Rossa di Maranello e’ l’unica che va indietro. Ha voglia Domenicali a dare la colpa alla galleria del vento (questa pero’ come scusa e’ nuova, quindi almeno gli riconosco la creativita’…). La verita’ e’ che la monoposto mostra enormi limiti aerodinamici, il che non solo e’ causa di immenso sottosterzo (e si vede a occhio), ma non consente ai piloti di sfruttare a dovere le coperture, dure o morbide che siano! E’ vero che queste Pirelli devono ancora migliorare, perche’ cedono di schianto, ma quelle della Ferrari muoiono di infarto alle coronarie senza preavviso.

Alonso e’ stato mediocre (pare che abbia fatto anche un errore nell’uso del DRS), al punto tale da riuscire a fare peggio di Massa, che invece, dal canto suo, ha mostrato di poter competere con i migliori per alcuni giri. Insomma, non ci si capisce nulla: Alonso va forte e Massa va piano… Massa va forte e poi piano di nuovo e Alonso non si schioda. D’altronde che la scuderia sia allo sbando si vede anche dalla scelta strategica di fare solo 2 soste. E’ vero che quando sei nei guai le devi tentare tutte, ma cosi’ e’ davvero deprimente.

Mi viene da dire che questa 150th Italia sia l’ombra della monoposto dell’anno scorso (a proposito, ma la galleria del vento non e’ sempre la stessa??), mentre somiglia molto di piu’ alla sfigatissima F60 del 2009…

Sono preoccupato, urge cambio al vertice per cercare di riacchiappare il Mondiale per i capelli. Intanto il divario dalla vetta e’ gia’ notevole.

Commento gara precedente: Gran Premio della Malesia.

I POST delle ultime tre stagioni.

18 aprile 2011 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

Formula 1 2010 – Il punto a 2 gare dal termine

Proviamo a ragionare insieme su qualche dato, cosi’ da prepararci al meglio a quello che si annuncia un finale di campionato molto emozionante. E’ un po’ lungo, quindi mettetevi comodi e assicuratevi di avere una 10ina di minuti.

Dunque, a questo punto mancano solo il Brasile e Abu Dhabi, da compiersi rispettivamente il 7 Novembre (ore 17:00 italiane) e il 14 Novembre (ore 14:00 italiane). Andra’ come andra’, ma come dicevo proviamo a leggere qualche dato.

La prima cosa da fare e’ mettere a video un bel riassunto delle puntate precedenti. Eccolo:

 

Classifica al 25/10/2010

 

Lasciate perdere il Sig. IDEALE, che serve solo a rappresentare il dato di performance massima (tutte vittorie).

Qui si vede il buon Fernando in testa alla classifica come ben sappiamo. E si vedono anche altri due valori: il GAP che banalmente indica, a partire dal secondo in poi, quanti punti separano ogni concorrente dalla vetta, e il DI, cioe’ il distance index. Questo me lo sono autoinventato, e ci dice “quante gare” dovrebbe vincere un pilota per agguantare il primo posto, immaginando che gli altri restino a bocca asciutta. La ragione per cui me lo sono inventato sara’ chiara fra un attimo.

Infatti, voglio farvi vedere come sarebbero cambiate le cose se anche nel 2010 si fossero assegnati i  punti alla vecchia maniera, e cioe’ come e’ avvenuto dal 2003 al 2009 (vedere questo link per chiarimenti). Ecco la classifica di sopra convertita al vecchio metodo:

Vedete? Come avevo gia’ annunciato 4 mesi fa, non sarebbe cambiato un tubo! Stessi piloti e stesso ordine di classifica! Questo nuovo punteggio, almeno per quel che riguarda le posizioni di vertice, non ha introdotto nessuna novita’ e, soprattutto (come si vede dal DI) non ha nemmeno aggiunto un po’ di pepe alla competizione, ad esempio rendendo la vita piu’ facile o piu’ difficile a qualcuno. In sostanza, e tanto per citarne uno a caso, Vettel per scalare la classifica deve vincere una gara e gli altri non devono andare a punti, sia col vecchio e sia col nuovo punteggio. E’ ovvio che il nuovo sistema serve solo a distribuire qualche soldo in piu’ verso le parti meno nobili del tabellone, ma per fare cio’ non c’era certo bisogno di una rivoluzione copernicana come questa, che ha solo reso meno semplice la comprensione del tutto agli spettatori.

Proviamo ora ad andare un po’ piu’ in dettaglio, e concentramoci sulle ultime 4 gare:

Qui il recupero di Alonso e’ evidente. 90 punti su 100 gli conferiscono un tasso di efficacia spaventoso. Il secondo e’ Vettel a ben 35 punti di distanza (DI=1.4). L’efficacia di ogni pilota diventa ancora piu’ evidente se rappresentata come segue (il grafico e’ ingrandibile). Lasciate perdere la scala dei valori a sinistra, serve solo a visualizzare meglio le curve:

Qui si vede ancora meglio quanto il pilota spagnolo sia riuscito a capitalizzare tutte le opportunita’ che gli si sono presentate da Monza in poi. Che altro si legge? Sicuramente un trend positivo per Hamilton, reduce pero’ da due ritiri in Italia e Singapore, e un deciso stop per gli altri che fino al Giappone, invece, si erano comportati bene. Quindi l’unico elemento sostanziale e’, ancora una volta, riferito a Fernando Alonso, mentre sugli altri si puo’ dire poco. D’altronde sappiamo bene che in Korea Webber e’ andato a muro e Vettel e’ andato arrosto, quindi sarebbe scorretto parlare di trend negativi. Piuttosto li possiamo definire incidenti di percorso, che pero’, forse, sul morale un po’ incidono. In realta’, cio’ che sta mettendo a rischio il titolo piloti in casa RedBull e’ la pessima gestione della squadra e la totale assenza di scelte strategiche precise. Se il team avesse da tempo puntato con decisione su uno dei due piloti, forse il mondiale si sarebbe gia’ chiuso o quasi. Questo, d’altro canto, e’ un toccasana per i tifosi Ferrari e McLaren e, in generale, per tutti gli amanti di questo sport, ma non riduce nemmeno un po’ le responsabilita’ di Chris Horner e soci.

L’ultimo dato importantissimo che vi passo, e che ci aiuta ancora meglio a prepararci meglio al finale di campionato, e’ il numero di motori nuovi utilizzati da ogni pilota. Come sapete ognuno ne puo’ utilizzare 8 al massimo, dopo di che si campa con quello che passa il convento. E cioe’ ci si arrangia con motori gia’ usati e rigenerati per quanto possibile. Non ne so molto, nel senso che non so di quanti cadaveri disponga ognuno dei 6 piloti, e non conosco nemmeno le norme della FIA che regolano questa operazione dal punto di vista tecnica e quali siano le limitazioni. In ogni caso, questo e’ quanto:

Salta subito una cosa all’occhio: tra i team di testa il motore Renault sembra il piu’ robusto (Petrov e Kubica), ma siccome non conosciamo i dati di potenza massima e regime di rotazione e’ difficile farsi un’idea. Gli altri, in pratica, hanno gia’ consumato il parco disponibile, tranne proprio Massa che e’ andato oltre (con Heidfeld, la cui Sauber per inciso monta sempre un motore made in Maranello). Qui la regola invece e’ chiara. Infatti, l’articolo 28.4 dice che per ogni motore extra utilizzato si perdono 10 posizioni in classifica al Gran Premio successivo. La penalizzazione di Massa non ce la ricordiamo solo perche’ a Singapore, dovendo gia’ partire dietro a causa di un problema in qualifica, ha approfittato per montare un propulsore fresco.

Per tirare le somme della situazione motori ho trovato un bellissimo articolo di cui riporto qui un estratto testuale:

La Ferrari, pur avendo accusato due sole rotture di motore nel corso dell’anno contro le tre della Red Bull, è quella attualmente messa peggio (ndr: e ti pareva!). Felipe Massa, approfittando della partenza in fondo al gruppo a Singapore, ha utilizzato anche il nono motore, uno oltre il limite previsto dal regolamento, ne ha però ben due che hanno compiuto solo una gara e uno che ne ha compiute solamente due, più quello cambiato per motivi precauzionali dopo le qualifiche in Bahrein, utilizzato successivamente per le prove libere, ma che per regolamento potrà essere nuovamente usato anche nella gara conclusiva del campionato ad Abu Dhabi.

Alonso ha invece successivamente rotto quel motore, durante le prove libere in Cina, nonchè quello utilizzato anche in Malesia. Ora, il leader del Mondiale si ritrova ad aver utilizzato tutti e otto i motori disponibili, tutti per almeno due gare, e solo tre motori hanno ancora un Gran Premio prima di raggiungere la fine del ciclo di tre corse. La situazione migliora in casa McLaren, che ha rotto un solo motore finora (quello di Button a Monaco, surriscaldatosi quando il team si era dimenticato di rimuovere la copertura del radiatore). Il campione del mondo in carica ha ancora due motori con una sola gara disputata e tre che ne hanno compiute due. Situazione esattamente analoga anche per Lewis Hamilton, che non ha rotto nemmeno un motore quest’anno.

Per la Red Bull, prima del pesante ritiro in Corea, Vettel era a quota zero rotture nel 2010. In compenso si trova ancora a disposizione quattro motori che hanno alle spalle solo due gare e uno che ne ha compiuta solo una (quello del Bahrein, utilizzato però molto per le prove libere nei Gran Premi successivi). Il più fortunato, in questo senso, è proprio Webber, che di motori ne ha rotti ben due (entrambi nelle prove libere, uno in Australia e uno in Turchia), ma ha tre motori che devono ancora compiere una gara per completare il loro ciclo e uno addirittura quasi nuovo, utilizzato solo in Corea per pochi giri prima dell’incidente.

Per chiudere, vale la pena di segnalare che in giro sul Web qualcuno sostiene che anche Alonso sara’ costretto a ricorrere presto al nono propulsore… Il che sarebbe per lui e per la Ferrari una vera disfatta.

Credo di avervi dato spunti sufficienti, ne parliamo dopo Interlagos.

26 ottobre 2010 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , , , , , , , | 6 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 del Belgio 2010

La Ferrari si e’ giocata la possibilita’ di competere per i due titoli. Non che prima di domenica le speranze fossero tante, ma ormai la classifica costruttori dice 79 punti dietro la McLaren e 80 dietro la RedBull, mentre sul fronte piloti Alonso e’ quinto a ben 41 punti dalla vetta occupata da Lewis Hamilton. A parte i problemi altalenanti di performance, la somma degli errori di Fernando Alonso (toccatona contro il muro stavolta!) ha superato ogni peggiore attesa. Il pilota spagnolo e’ evidentemente troppo sotto pressione.

Che dire? Benvenuto in Ferrari. Qui si corre anche per ragioni che vanno ancora al di la’ (nonostante tutto) del solo business. Se si arriva con due titoli sulle spalle, il pubblico ci crede e poi rimane deluso. Ancora una volta.

Certo, stavolta ci si e’ messo anche Barrichello, che ha pensato bene di festeggiare i suoi 300 Gran Premi tirando una grandiosa inchiappettata alla Rossa di Fernando. Pero’… quel cambio gomme sbagliato e’ imperdonabile. Entra, metti le dure e vai, no?

No, si prova con le intermedie. Bravi, ottimo lavoro. Di Massa non parlo piu’, perche’ mi sembra di sparare sulla Croce Rossa. Sara’ il fatto di essere diventato padre, sara’ che ha incassato il rinnovo del contratto quando non ci sperava piu’, a me sembra di vederlo sempre in vacanza.

Ma parlando di errori non si puo’ sorvolare sull’ennesima follia di Vettel, che ha compiuto una manovra senza precedenti, degna forse del peggior Tacuma Sato dei tempi che furono. Il problema e’ che ha mandato fuori l’incolpevole Button, che con tutta la sua calma britannica non ha potuto fare a meno di lamentarsi. Giustamente. Io l’avrei ammazzato, ma e’ noto che io non sono britannico.

Ora il titolo piloti resta probabilmente una questione tra Hamilton, che ha fatto una gara esaltante senza sbagliare nulla, e Mark Webber, che e’ partito a carbonella ma poi, approfittando delle varie circostanze, si e’ piazzato secondo portando a casa ottimi punti.

La classifica costruttori a sua volta resta un discorso tra McLaren e RedBull, e tutto dipendera’ da Button e Vettel, sempre che non proseguano a giocare all’autoscontro, e sempre che i meccanici del team inglese non scordino qualche altra paratia come fecero a Montercarlo.

Kubica ha ancora una volta confermato le sue doti, qualora ce ne fosse bisogno, andando a prendersi il bronzo, grazie anche all’aiuto della sua Renault che e’ migliorata moltissimo, soprattutto nell’F-duct.

In casa Mercedes ormai la battaglia tra Rosberg e Schumacher e’ di pubblico dominio, e i due non si risparmiano le sportellate. E ci sta. Il potenziale della monoposto tedesca pero’ l’abbiamo visto tutti, quando il Kaiser e’ stato ridicolizzato dalla Force India di Sutil (!) che l’ha infilzato sul rettilineo del Kemmel con una facilita’ disarmante. Il tutto poi e’ reso piu’ tragico dalla consapevolezza che lo scassone indiano monta lo stesso motore e lo stesso retrotreno della presunta corazzata tedesca.

Tutti gli altri hanno viaggiato con ritardi che vanno dai 30 secondi ai due giri e passa di Yamamoto, il che li classifica in una Formula di categoria inferiore.

Cosa dire? Mi riservo ogni commento per il POST di chiusura del campionato, ma ormai mi sembra di vedere molta approssimazione e troppa incompetenza, un po’ dappertutto.

Commento gara precedente: Gran Premio d’Ungheria.

1 settembre 2010 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , , , | 8 commenti

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