TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Pianificare in India

La pianificazione, cioe’ quell’azione che equivale a costruire e definire un piano d’azione, in India e’ una chimera. Gli indiani, di per se’, non conoscono il concetto di tempo oppure, quantomeno, non ne afferrano mai i confini.

In tante culture, se ci si fissa un appuntamento alla tale ora, s’intende alla tale ora. Poi c’e’ il quarto d’ora accademico, ci sono i ritardatari cronici (che giustizierei sul posto ogni volta che ne trovo uno!), e ci sono anche gli stronzi che amano farsi aspettare, soprattutto se si ritengono persone importanti. Ma, almeno per quel che riguarda me e tantissima altra gente che conosco, so che se diciamo ad un cliente “ci vediamo alle 16:00”, facciamo di tutto per arrivare 5 minuti prima piuttosto che 5 minuti dopo. E lo stesso vale per una birra con un amico: il fatto che non sia un cliente, ma uno che, volendo, puo’ anche sorvolare sul nostro ritardo, non giustifica. Anzi, amplifica, secondo me, il senso di rispetto che e’ dovuto alla propria controparte. E’ un dovere morale! Infatti, se arrivo puntuale significa che ti rispetto, se ritardo (a meno che non si tratti di cause di forza maggiore), significa che ho poca considerazione di te. E ti diro’ che, se t’incazzi e me lo fai notare, beh hai pure ragione guarda un po’…

In India, evidentemente, la considerazione che gli individui hanno per gli altri individui e’ uguale a zero. Non solo gli indiani sono assolutamente incapaci di rispettare gli appuntamenti presi (cosi’ come gli impegni presi), ma sono capaci di cambiare anche il giorno, con una scelta assolutamente randomica. “Sir, vengo lunedi alle 12:00″, e poi magari arriva giovedi alle 18:00! In altre parole, per usare una matafora, fanno le cose come e quando cazzo gli pare a loro! Di solito questo comportamento spazia su un range ben preciso: ad un estremo si trova il non fare niente, all’altro il fare qualcosa giusto per far vedere, ma con calma e con molta superficialita’.

Il tutto, naturalmente, avviene sempre senza che abbiano il buon gusto di avvisare. L’indiano assume per definizione che il Mondo sia li’, a sua completa disposizione, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Ti e’ finito il gas e ti serve la bombola per cucinarti la cena, altrimenti muori di fame? Ti fotti, la bombola l’indiano te la porta quando dice lui, mica quando dici tu! Si e’ rotto il generatore? Cazzi tuoi, stai al buio finche’ l’indiano non decide di venirtelo a riparare, se e quando sara’ in grado di riparartelo!

Quando chiamo il mio autista, il quale mi dice “arrivo tra mezz’ora”, so benissimo che la mezz’ora esiste solo nella sua testa bacata. Il fatto accertato e’ che assai raramente gli indiani hanno qualcosa di sensato da dire e, siccome non amano starsene a bocca tappata, sparano la prima cazzata che gli passa per la mente. E vi posso assicurare che e’ come gestire il cartellone alla tombola: infili la mano nel sacchetto e trovi subito un numero! La testa degli indiani  deborda di cazzate, anzi che dico deborda, straripa! E sono cazzate di ogni genere, natura e forma, e quando attingono al perverso serbatoio, hanno solo l’imbarazzo della scelta. Sospetto perfino che quando dormono (il che accade molto spesso, anche stando in piedi e anche a occhi aperti), i loro cervelli elaborino una riserva di cazzate da archiviare e tenere li’, in attesa che venga il momento di spararle. La loro testolina e’ come un mobiletto settimanale, solo che di cassettini invece di averne sette ne ha svariate migliaia. Quando devono darti una risposta, mettono in moto i 2 neuroni e poi cercano: questa no, questa nemmeno, questa.. ah no, questa l’ho gia’ usata ieri… questa! BOOM, e parte la balla.

Sono certo poi che, nei secoli, abbiamo sviluppato una attitudine alla bugia strutturata e continua, un’arma che viene utilizzata senza licenza e senza ritegno! E’ impressionante, a volte, assistere alle loro performance, soprattutto sul posto di lavoro, dove c’e’ gente che attacca a parlare e, quando finisce dopo mezz’ora, non solo non ha detto nulla di rilevante, ma ha anche sparato una serie di stronzate perfettamente incastrate l’una dopo l’altra… roba da lasciarti allibito… roba da restare con la bocca aperta per 30 secondi, e poi riprenderti e dire: “ehhhhhhhhhhhh????”.

D’altro canto incastrarli non e’ mai facile, non solo perche’ per metterli al muro devi avere delle prove ma, quando le trovi, devi anche spiegargliele. E questo, di solito, non e’, come si dice in inglese, un piece of cake. Perche’ quando gli dimostri che ti hanno imbrogliato, mentito, preso per il culo, la cazzata strutturata riprende automaticamente vita.

Ora ci sono due strade possibili: se capiscono che non sei fesso come pensavano (di solito pensano che tu sia sempre molto fesso), cambiano la versione precedente della storia, oppure ti dicono che non avevi capito bene e trovano anche il modo di convincerti che non avevi capito bene, fino a ricorrere a scuse ed emergenze familiari varie. Ho dei colleghi a cui e’ sicuramente morta la nonna almeno quattro volte.

Se non capiscono, come nel caso di Coconut, parte irrimediabilmente il dito indice, e si dirige verso il labbro inferiore, dove staziona per i successivi 30 minuti, giusto il tempo che il titolare del dito scovi la costellazione di Andromeda nel firmamento, e ne ammiri l’asterismo conosciuto come Quadrato del Pegaso. E tu che puoi fare, di fronte a tanto interesse per l’astronomia? Indubbiamente restarne a tua volta ammirato, e poi puoi:

1) mollargli un calcio in culo con gli stivali da cowboy e ammazzarlo una volta e per tutte

oppure

2) puoi compatirlo e ritirarti, consapevole pero’ del fatto che, alla fine, e’ lui che ha inchiappettato te.

Io sono uno che adotta, almeno abitualmente, la seconda opzione, perche’ sono un buono. Il problema e’ che questo paese di cacca mi sta facendo venire un fegato cosi’! E possibile che, prima di prendermi una cirrosi, possa anche passare all’opzione 1.

Tutto questo per dire che, stamattina, ho scoperto che, molto probabilmente, il mio autista e la societa’ di autonoleggio per cui lavora, mi fregano sui chilometri e, quindi, mi rubano soldi!

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30 marzo 2009 - Posted by | Ammazza che ladri!, Bestialita', L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , , , ,

6 commenti »

  1. Stivali da cow boy finiti: ti mando un paio di Vibram degli Alpini?
    Dottordivago

    Commento di ilpandadevemorire | 30 marzo 2009 | Rispondi

  2. Manda manda, pero’ io pensavo agli stivali da cowboy perche’ hanno gli speroni…

    Commento di tuttoqua | 31 marzo 2009 | Rispondi

  3. I buoni vecchi anfibi con la punta chiodata?
    IMHO il fattore di ‘penetrazione’ aumenta considerevolmente :p

    Commento di Alessandro | 31 marzo 2009 | Rispondi

  4. Si Ale, ma il coefficiente di prenetrazione aerodinamica degli stivali a punta e’ un’altra cosa! 😀

    Commento di tuttoqua | 31 marzo 2009 | Rispondi

  5. Niente di più facile. Il “nostro” autista di Delhi (cacciato dopo neanche un mese dopo di che Dario ha preferito guidare lui) tirava fuori il carburante dal serbatoio e una sera che, per dimenticanza, gli abbiamo lasciato le chiavi della macchina, ne ha approfittato per usarla come furgone per traslocare…

    Ciao! Niki

    Commento di Niki | 31 marzo 2009 | Rispondi

  6. […] io non vorrei dire… … ma poi dicono che uno non si deve accanire. Proprio ieri avevo scritto della totale incapacita’ degli indiani di rispettare orari e impegni presi. E, tra […]

    Pingback di Adesso io non vorrei dire… « Tutto Qua? | 31 marzo 2009 | Rispondi


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